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MISURA CAUTELARE PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA ALLA TRUFFA  

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IL PRESUNTO VERTICE DELL’ORGANIZZAZIONE OPERAVA DAL CARCERE DI POGGIOREALE

Nella giornata odierna la Polizia di Stato di Perugia ha eseguito un provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Perugia con il quale sono state disposte sette misure cautelari in carcere e una misura dell’obbligo di dimora nei confronti di altrettanti soggetti – tutti residenti nella provincia di Napoli – risultati gravemente indiziati dei delitti di associazione a delinquere finalizzata al compimento di truffe.

Le indagini prendevano avvio da una denuncia presentata agli inizi dello scorso anno da un cittadino della provincia di Perugia il quale, dopo aver messo in vendita il proprio orologio di significativo valore, su un noto sito internet e-commerce, era stato contattato da un soggetto che aveva manifestato interesse all’acquisito. Raggiunto l’accordo, l’orologio veniva pagato con un assegno circolare di oltre 8.000,00 €, risultato poi falso.

I successivi accertamenti venivano delegati da questa Procura al Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia; gli approfondimenti svolti consentivano alla componente specialistica della Polizia di Stato di svelare un sodalizio criminale composto da uomini e donne – legati tra loro anche da vincoli parentali – ognuno con compiti ben delineati, in grado di acquistare accessori di lusso (generalmente orologi di valore) con assegni circolari falsi.

A capo del sodalizio gli investigatori individuavano un soggetto attualmente detenuto presso il carcere di Poggioreale a Napoli che nonostante lo stato di detenzione riusciva, attraverso l’uso di cellulari dei quali era illecitamente in possesso, a dirigere il gruppo, e a tenere i contatti, non solo con i sodali, ma anche con le vittime.

L’attività illecita, basata su modalità consolidate e ripetitive, ha consentito la perpetrazione di circa 50 truffe.

In particolare il modus operandi dell’associazione – comune e collaudato – è risultato il seguente:

una prima fase di “ricognizione” delle piattaforme di e-commerce, consentiva di individuare sia l’oggetto di valore nonché gli inserzionisti degli annunci di vendita;

la seconda fase era quella del “contatto telefonico” che avveniva prima attraverso la messaggistica del sito e poi attraverso contatti WhatsApp; acquista telefonicamente la fiducia del venditore e al fine di rendere maggiormente credibile la bontà della proposta di acquisto, gli indagati indicavano come luogo di incontro per lo scambio dell’orologio la filiale della banca della vittima, ove cioè sarebbe stato incassato l’assegno circolare.

Prima di incontrare il venditore gli indagati:

·      predisponevano i titoli falsi recanti i dati della banca emittente, l’importo stabilito ed il nominativo della vittima;

·      attivavano utenze telefoniche VoIP (con prefissi geografici 02, 051, 0742 etc..) da inserire nel motore di ricerca Google in maniera da farle apparire come numerazione degli istituti bancari che avevano emesso – in apparenza –  i falsi assegni (in caso di contatti da parte delle vittime, rispondevano sedicenti impiegati dell’istituto di credito con il compito di rassicurare l’interlocutore circa la bontà del titolo);

·      creavano false pagine internet delle filiali bancarie che risultavano aver emesso il titolo nelle quali comparivano i numeri di telefonico VoIP sopra indicati; infatti, chiamando tali numeri – rispondevano o il soggetto detenuto, in via prioritaria, oppure una donna i quali, fingendosi impiegati della banca, fornivano all’interlocutore garanzie verbali relative sia all’autenticità dell’assegno nonché alla relativa provvista.

Definiti tutti gli accordi della trattativa veniva concordata la data e l’ora dell’incontro, incontro al quale gli indagati partecipavano con falsi documenti di identità.

L’assegno circolare veniva consegnato al personale bancario il quale, accertata l’esistenza sui siti internet della filiale emittente il titolo, individuata l’utenza e dopo aver ricevuto garanzie telefoniche, lo poneva all’incasso.

Conclusa la compravendita ed entrati in possesso degli orologi, gli indagati facevano perdere le proprie tracce; soltanto dopo alcuni giorni la vittima si accorgeva di essere stata truffata allorquando la banca gli comunicava che l’assegno era falso in quanto emesso da una banca inesistente.

L’acquisizione di un ingente mole di dati da parte degli investigatori, durante un anno di investigazioni, ha consentito di interrompere l’attività criminosa che ha fruttato al sodalizio un profitto illecito – in un arco temporale di pochi mesi – di quasi 600.00,00 €. 

La complessa attività di indagine ha permesso di delineare un rilevante quadro investigativo che ha portato l’Ufficio a richiedere e ottenere una misura cautelare per gli indagati.

Alle prime luci dell’alba il personale del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia unitamente al Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma in collaborazione con il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Campania, il Reparto Prevenzione Crimine Campania e il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria di Roma e Napoli hanno eseguito nove perquisizioni locali e personali anche presso la casa circondariale dove è detenuto il presunto vertice dell’associazione.

Al termine delle operazioni sono state individuati 6 sei 7 destinatari del provvedimento cautelare mentre uno è allo stato irreperibile.

Le perquisizioni hanno consentito di rinvenire due telefoni cellulare in uso al detenuto nonché, presso le abitazioni degli indagati, gioielli, computer e numerosi appunti manoscritti.

Quanto sequestrato sarà oggetto di verifica nei prossimi giorni.     

Precariato scuola: Paolucci e Pantuso (Uil): “Il precariato sale in cattedra

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Invertire la rotta è la priorità del sindacato”

Sono stati 684 i docenti precari nelle scuole della provincia reatina nell’anno scolastico 2022 2023, in aumento rispetto al 2019 2020 (608), quando esplose la pandemia. E quasi raddoppiati se spostiamo le lancette del tempo all’anno scolastico 2015 2016, in quegli anni i docenti a tempo determinato erano stati infatti 397. Così se nel 2015 la percentuale dei contratti a tempo determinato sul totale degli insegnanti era di circa del 15 per cento, nel 2023 siamo arrivati al 24,15 per cento. Sono i numeri che la Uil di Rieti e della Sabina Romana ha estrapolato del recente report della Federazione Uil Scuola Rua sulla crescita dei supplenti dal 2015 al 2023.   

“La precarizzazione non fa sconti a nessuno – dice Alberto Paolucci, Segretario generale del sindacato di viale Matteucci – anche nel mondo della scuola è salito in cattedra lasciando sempre più insegnanti nell’incertezza lavorativa e migliaia di studenti costretti a fare i conti con una didattica sempre più frammentata”. 

Sono invece calati negli anni i docenti a tempo indeterminato: erano 2251 nel 2016, sono scesi a 2182 nel 2020 e nell’anno scolastico 2022 2023 si sono attestate a 2148 unità. Un trend preoccupante che allarma non poco il sindacato. 

“Lo scenario non cambia tra i docenti di sostegno – aggiunge Saverio Pantuso, Segretario della Uil Scuola Rua del Lazio – Nella provincia reatina queste figure professionali indispensabili per alcuni ragazzi e alcune ragazze sono state 408 nell’ultimo anno scolastico oggetto di rilevazione, erano 313 nel 2019 e 148 nell’anno scolastico 2015 2016”. Volendo tradurre questi numeri in percentuale, scopriamo che nel 2023 oltre il 61 per cento degli insegnanti di sostegno del reatino è stato precario.  

Il report della Uil Scuola Rua focalizza l’attenzione anche sul personale Ata, ovvero quello che quotidianamente svolge funzioni amministrative, contabili, gestionali, operative e di sorveglianza collegate all’attività delle istituzioni scolastiche. Anche qui il precariato è cresciuto esponenzialmente: dai 66 contratti dell’anno scolastico 2015 2016, si è arrivati ai 149 dello scorso anno scolastico. 

“Vogliamo una scuola che sia all’altezza delle aspettative dei ragazzi, delle ragazze e dei loro genitori – concludono gli esponenti sindacali della Uil – L’arco temporale di rilevazione del dossier ci ricorda che l’esplosione del precariato è avvenuta sotto governi diversi. E’ proprio questo il punto: mandare il precariato in pensione è una scelta squisitamente politica, serve però il coraggio. Uno studio della Uil Scuola Rua ha dimostrato che per stabilizzare un precario della scuola bastano 715 euro l’anno. Nulla se si decide di investire nell’istruzione, nulla se si decide che tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori devono avere gli stessi diritti e le stesse tutele”.

Cnr-Ibfm: Plastica in acqua e cibo, ingeriamo una carta di credito a settimana

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“Esposizione acuta e cronica a particelle polistirene fattore rischio tumore colon”

Roma – Le micro e le nano plastiche sono ormai presenti nella nostra vita quotidiana a tal punto da poter essere ingerite o inalate dal nostro organismo. Questo è un fatto risaputo, nella comunità scientifica, e diversi dati di letteratura dimostrano la presenza di particelle di micro e nano plastica lungo l’intera catena alimentare. Frammenti ne sono stati trovati in pesce, carne, frutta e verdura (mele e carote le più contaminate), miele, zucchero, sale e birra.

“Si stima che possiamo ingerire da 0,1 a 5 grammi alla settimana di invisibili pezzetti di plastica, un contenuto quasi pari a quello di una carta di credito”. Lo dichiara all’Agenzia Dire la dottoressa Daniela Gaglio, responsabile scientifico dell’Infrastruttura di Metabolomica dell’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare (IBFM), del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Il team di ricercatori, diretto dal professore Danilo Porro e coordinato da Daniela Gaglio, hanno dimostrato in via sperimentale che le cellule sottoposte all’esposizione acuta e cronica di particelle di polistirene mostrano un’alterazione del metabolismo e un aumento dello stress ossidativo (Bonanomi et al., 2022). Il CNR con la sua ricerca ha evidenziato quindi il potenziale effetto che queste micro e nanoparticelle possono avere sulla salute.

“Lo studio dimostra- prosegue l’esperta- che le micro e le nanoparticelle di polistirene assorbite dalle cellule del colon umano inducono cambiamenti nel metabolismo simili a quelli indotti dall’agente tossico azossimetano: quest’ultimo è una molecola cancerogena e neurotossica molto studiata proprio per la sua capacità di indurre tumore al colon. Quello che emerge dallo studio effettuato mediante approcci innovativi di metabolomica (la scienza che studia in dettaglio il metabolismo e i processi metabolici), è che cellule sane di colon umano, sottoposte all’esposizione sia acuta che cronica di particelle di polistirene, mostrano un’alterazione del metabolismo e un aumento dello stress ossidativo. Infine, lo studio ha evidenziato che l’esposizione da plastica induce alterazioni metaboliche tipicamente riscontrate nel formazioni cancerose, indicando una potenziale azione delle micro e nano plastiche come fattore di rischio tumorale del colon. A oggi, questo è uno dei pochi studi che fornisce informazioni su quale potrebbe essere l’effetto della plastica all’interno del nostro organismo“.

Altri studi recenti condotti sull’acqua di rubinetto, in bottiglia e di sorgente hanno dimostrato che microparticelle sono presenti in tutte le fonti d’acqua analizzate (Cox et al., 2019). Analisi dell’acqua di rubinetto proveniente da 159 fonti diverse hanno evidenziato che l’81% dei campioni conteneva microparticelle inferiori a 5 mm (Kosuth et al., 2018). Altri studi condotti su 259 bottiglie d’acqua di 11 marche diverse e 27 lotti diversi hanno mostrato che il 93% dei campioni conteneva microparticelle di plastica (Mason et al., 2018). Un altro studio ha ritrovato elevati livelli di microplastiche nell’acqua minerale imbottigliata in 22 diversi materiali plastici multiuso (rispetto ai contenitori monouso in plastica o cartone), nonché nelle bottiglie di vetro (Schymanski et al., 2018).

“Questo conferma- conclude Daniela Gaglio– quanto lo studio di Qian et al., pubblicato sulla rivista PNAS, sia interessante per la comunità scientifica anche considerando che particelle di micro e nano plastica sono state trovate in vari organi: colon, polmone, cuore e placenta. Come correttamente dichiarano gli autori, molto poco si conosce dell’effetto che hanno queste particelle sul nostro organismo”.

fonte «Agenzia DIRE»

Modena: operazione di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti in città

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All’alba di stamattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Modena, supportati dal 13°
Nucleo Elicotteri di Forlì, dai Nuclei Cinofili di Bologna e Pesaro, dalle Squadre Operative di Supporto
e dai militari del 5° Reggimento Carabinieri “Emilia Romagna” di Bologna, oltre che da personale dei
Comandi Provinciali di Piacenza, Reggio Emilia e Trapani, hanno eseguito un’ordinanza cautelare
emessa dal Giudiceper le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena, su richiesta di questa Procura
della Repubblica, nei confronti di 52 indagati in prevalenza di origine magrebina. In particolare sono
state emesse n. 27 misure di custodia cautelare in carcere, 5 misure degli arresti domiciliari, 1
dell’obbligo di dimora e di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, 13 del divieto di dimora.
nellaProvincia di Modena, 6dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
L’indagine è stata avviata nell’ottobre del 2021 dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo
e Radiomobile della Compagnia di Modena e ha consentito di individuare un fiorente traffico di
sostanze stupefacenti del tipo “cocaina”, “hascisc” e “crack”, sviluppatosi nela città di Modena ezone
limitrofe.
Gliindagati, checedevano lo stupefacente nella cerchia dei tossicodipendenti italiani estranieri
di Modena e provincia, avevano intessuto una rete di reciproca collaborazione, dividendosi le località
di smercio della droga eavvalendosi di una consolidata esperienza sia dell’attività che del mercato
locale, trattandosi nella grande maggioranza di pregiudicati ben noti alla polizia giudiziaria per decorsi
penali specifici.
Le indagini hanno consentito di acquisire plurime fonti di prova attraverso intercettazioni
telefoniche, sequestri di stupefacente effettuati in occasione di interventi mirati, arresti in flagranza e
molteplici dichiarazioni rese da acquirenti dello stupefacente. Nel corso delle attività si èproceduto
altresì al sequestro di denaro contante provento dell’attivita di spaccio ed è stata accertata al
movimentazione di circa 450 chilogrammi di stupefacente, per introiti pari a circa un milione e
duecentomila euro.

Nel corsodelle operazioni, una delle persone destinatarie del provvedimento cautelare è stata
arrestata in flagranza direatoper detenzione ai fini di spaccio di 60g. di hashish, rinvenuti aseguito di
perquisizione domiciliare.
Fino ad ora sono stati rintracciati 23degli indagati ricercati. Proseguonole ricerche dei restanti.

Confesercenti Latina: Rinviato al 12 marzo l’inserimento delle domande per il bando Ristorazione, Gelaterie e Pasticcerie

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“Fondo per il sostegno alle eccellenze della gastronomia e agroalimentare”. L’inserimento delle richieste di contributo, in riferimento al bando del Fondo Perduto (Max 30 mila euro) per Ristoranti Gelaterie e Pasticcerie, causa problemi tecnici, lo hanno rinviato al 12 marzo prossimo.

Questo differimento permetterà di avere un po’ più di tempo per predisporre le domande da inviare.

Rammentiamo che si tratta di un contributo a fondo perduto del MASAF, il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, per le attività di ristorazione e somministrazione con i codici ATECO 56.10.11, 56.10.30 e 10.71.20, di massimo 30 mila euro pari al 70% dell’investimento da fare.

Finalità è l’acquisto di macchinari professionali e beni strumentali, nonché per l’assunzione di apprendisti under 30.

Per supporto e maggiori informazioni, lo Sportello Confesercenti di Latina, Via Eugenio di Savoia 5 – segreterialatina@confesercentilazio.com – è a disposizione ogni mattina dalle ore 9.00 alle ore 13.00 Tel. 0773.284550

OSTIA, SEGNALINI: AVVIATI LAVORI CANALE DEI PESCATORI, A BREVE NAVIGABILITA’ RIPRISTINATA

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Sono iniziate ieri le attività di ripristino del Canale dei Pescatori ad Ostia. Il cantiere durerà circa due settimane, ha un costo di circa 30mila euro del bilancio comunale ed è eseguito dal Dipartimento dei Lavori pubblici Csimu. I lavori prevedono il ripascimento della spiaggia erosa dalle mareggiate e la pulizia del fondo dell’alveo del Canale dei Pescatori, in prossimità dello sbocco al mare, per ristabilirne la navigabilità. Nella fase iniziale dei lavori viene effettuato il livellamento dei cumuli di materiale per l’accrescimento del volume del tratto di spiaggia e assicurare la stabilità della costa, bilanciando gli effetti dell’erosione. Al termine di questa fase inizierà il dragaggio del canale.

“A causa delle mareggiate – commenta l’assessore ai Lavori pubblici Ornella Segnalini – si è creato un interrimento del Canale di Pescatori che ne ha compromesso il transito alle imbarcazioni. Inoltre, parte della spiaggia è stata erosa e il mare è arrivato a ridosso degli stabilimenti, compromettendo anche l’accesso alla spiaggia. Roma Capitale, per gli aspetti di stretta competenza, sta agendo nel più breve tempo possibile per ripristinare le condizioni di navigabilità e utilizzo del tratto costiero”.

Ancelotti accusato di evasione fiscale in Spagna: rischia quasi 5 anni di carcere

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L’allenatore del Real Madrid è accusato di aver frodato il fisco per oltre un milione di euro negli anni fiscali 2014 e 2015

La Procura di Madrid ha chiesto una condanna a quattro anni e nove mesi di carcere per Carlo Ancelotti. L’allenatore del Real Madrid è accusato di aver frodato il fisco spagnolo per oltre un milione di euro negli anni fiscali 2014 (per 386.361 euro) e 2015 (per 675.718 euro). .

Secondo la Procura Ancelotti dichiarava di essere residente in Spagna a fini fiscali ma avrebbe inserito nel suo conto economico la retribuzione ricevuta dal Real Madrid e omesso la prestazione corrispondente allo sfruttamento dei suoi diritti di immagine che aveva ceduto ad altre società. L’accusa sostiene che Ancelotti ha firmato il 4 luglio 2013 un contratto di lavoro come allenatore del Real Madrid per il periodo compreso tra il 5 luglio 2013 e il 30 giugno 2016 “specificando nella sua remunerazione per quel periodo, oltre alle prestazioni lavorative, alcuni redditi derivanti dal trasferimento dei diritti di immagine al club”. E che “dal luglio 2013 l’imputato ha iniziato a lavorare e risiedere in Spagna, fissando il suo indirizzo a Madrid. Tuttavia, quando l’allenatore ha terminato il suo rapporto con il Real Madrid il 25 maggio 2015, ha lasciato la casa in affitto fino all’ottobre dello stesso anno, quindi durante il 2015. La Spagna era il suo principale centro di relazioni personali e interessi economici”.

IL NODO DEI DIRITTI D’IMMAGINE

Al fine di evitare la tassazione per il reddito da detti diritti di immagine – dicono dall’ufficio del procuratore – l’allenatore avrebbe creato una rete complessa e confusa di trust e società interposte per incanalare la raccolta dei diritti di immagine. Quindi, avrebbe simulato il trasferimento dei suoi diritti di immagine a entità prive di reale attività domiciliate al di fuori della Spagna in modo che né lui né nessuna di queste società avrebbero dovuto pagare le tasse per le grandi somme di denaro ricevute in Spagna o al di fuori della Spagna”.È ancora in corso il processo d’appello per la prima accusa, e il tecnico ha già pagato all’Erario spagnolo 1,4 milioni di euro che gli erano stati inizialmente contestati.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Serie A, Lazio-Milan: turni di squalifica per Guendouzi, Marusic e Pellegrini

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Un turno di squalifica anche per il tecnico laziale Maurizio Sarri

ROMA – Due turni di squalifica per Guendouzi, uno ciascuno per Marusic e Luca Pellegrini. È la sentenza del Giudice Sportivo sui tre calciatori della Lazio, espulsi nel finale di Lazio-Milan di campionato. Guendouzi, come si legge nella motivazione del Giudice, è stato fermato per “avere, al 51′ del secondo tempo, in reazione ad un fallo subito, colpito con due manate al petto e alla schiena un calciatore avversario”.

Luca Pellegrini è stato squalificato per un turno per “doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario”. Stessa sanzione per Marusic, “per avere, al 49′ del secondo tempo, rivolto un’espressione gravemente irrispettosa nei confronti del Direttore di gara”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Virus respiratorio sinciziale causa 15.000 ricoveri l’anno, nasce Alleanza per infanzia libera da Rsv

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Presentato in Senato il Manifesto: “Respirare per crescere”

ROMA – È stato stimato che ogni anno in Italia la stagione epidemica di virus respiratorio sinciziale (RSV) comporti, nella sola coorte di bambini nel primo anno di vita (400.000 nati), oltre 230.000 eventi sanitari che richiedono l’attenzione medica, tra cui più di 15.000 ricoveri e circa 16 decessi ogni anno.

A livello globale, l’RSV è la principale causa di assistenza medica, ambulatoriale e ospedaliera per infezione respiratoria nei bambini di età inferiore ad un anno.Ecco perchè prevenire il virus respiratorio sinciziale e le sue complicanze nei primi mesi di vita dei bambini è una priorità di sanità pubblica che impatta sul nostro Servizio sanitario nazionale.

Oggi, grazie alla ricerca, anche l’Italia può fare affidamento sulla forma di immunoprofilassi passiva offerta dagli anticorpi monoclonali di nuova generazione, la cui sicurezza ed efficacia e il cui impiego come nuovo strumento di prevenzione dell’RSV a disposizione della sanità pubblica sono stati ampiamente riconosciuti dalla comunità scientifica.

Nella stagione RSV tutt’ora in corso non mancano in Europa esempi di implementazione di successo di questa nuova strategia di immunoprofilassi passiva per tutti i neonati e bambini alla loro prima stagione RSV. In molti Paesi europei le autorità sanitarie centrali hanno già emanato alcuni documenti di indirizzo in tal senso.

Negli scorsi mesi non sono mancate le prese di posizione e gli appelli da parte del mondo scientifico affinché anche in Italia si possa implementare, con gli strumenti oggi disponibili e con un indirizzo comune e uniforme sul territorio, un bisogno di sanità pubblica ancora insoddisfatto come l’RSV, riducendo gli impatti per il nostro Servizio sanitario nazionale e le disparità a livello regionale.

Eppure, perché questo sia possibile dalla prossima stagione 2024/2025 anche in Italia, sono necessarie azioni concrete e urgenti che la nuova Alleanza, composta da Società scientifiche, Associazioni di pazienti, Federazioni, economisti e Istituzioni, ha voluto delineare e illustrare nel Manifesto dal titolo ‘Respirare per crescere- Alleati per un’Infanzia libera dall’RSV’, frutto di un lavoro multidisciplinare svolto negli scorsi mesi e sostenuto da Sanofi.

Oggi, a Roma, su invito e iniziativa del senatore Ignazio Zullo, i soggetti che hanno afferito all’Alleanza hanno presentato il Manifesto alla stampa. “L’integrazione degli anticorpi monoclonali destinati all’intera coorte di bambini, strumento innovativo e indispensabile per prevenire le bronchioliti da RSV- ha spiegato Ignazio Zullo, membro X Commissione del Senato della Repubblica e promotore dell’iniziativa- può ridurre, non solo il numero di accessi nelle strutture e, quindi, il numero di infezioni medio-gravi, ma anche i costi associati ai ricoveri ospedalieri e alle terapie adottate.

Per tutte queste motivazioni, mi sono reso disponibile ad elevare la questione a livello parlamentare e ad utilizzare gli strumenti legislativi messi a disposizione dei decisori politici quanto della cittadinanza, per far sì che, ben presto, l’immunizzazione passiva sia resa disponibile a tutti i nuovi nati nel nostro Paese”.

Tramite le esperienze combinate di figure istituzionali, clinici, pazienti ed economisti l’Alleanza ha dato vita a un percorso di confronto che ha inquadrato lo scenario nella prevenzione dell’RSV sulla scorta di evidenze clinico-epidemiologiche ed economico-sanitarie e anche di impatto sociale.

In termini di impatto economico sul Servizio sanitario nazionale, la spesa associata alla gestione delle forme medicalmente assistite di RSV, nonché alla gestione delle sue complicazioni risulta essere pari a circa 64 milioni di euro/annui di costi diretti.

Vanno inoltre considerati i costi indiretti determinati dalla perdita di produttività per morte prematura (16 decessi correlati al virus respiratorio sinciziale), che risultano pari a circa 3 milioni di euro, nonché i costi aggiuntivi dell’attuale profilassi effettuata ai soggetti ad alto rischio (circa 13.000 bambini, 4,4% della corte di nascita), pari a circa 43 milioni di euro (nella stagione 2022/2023).

Queste le cinque azioni che è necessario implementare quanto prima per affrontare con le armi oggi disponibili quello che è un bisogno di sanità pubblica ancora insoddisfatto:

INFORMARE immediatamente le regioni e tutti gli operatori sanitari, a livello nazionale, sulla disponibilità di nuovi strumenti preventivi che permettano di proteggere tutti i bambini nel primo anno di vita

AGGIORNARE il Calendario Vaccinale ed evolverlo, con l’introduzione dell’anticorpo monoclonale, a un Calendario Nazionale di Immunizzazione, in tempo per implementare in modo efficace la strategia di immunizzazione da RSV nella stagione 2024/2025

ORGANIZZARE campagne di informazione e sensibilizzazione, rivolte a genitori e operatori sanitari, sull’importanza di ridurre i rischi di un’infezione da RSV

GARANTIRE la tutela del diritto alla salute a tutti i bambini grazie all’immunoprofilassi passiva da RSV in modo uniforme, su tutto il territorio nazionale

ASSICURARE l’impegno congiunto tra Istituzioni nazionali e regionali, operatori sanitari e Associazioni per l’implementazione di campagne di immunizzazione per la prevenzione dell’RSV nei bambini nella stagione 2024/2025 La disponibilità di questa forma di immunizzazione andrebbe per altro a beneficio delle famiglie che devono affrontare insieme ai loro figli l’impatto dell’RSV.

L’Alleanza e la redazione del Manifesto ha visto la partecipazione della senatrice Ylenia Zambito, membro X Commissione del Senato della Repubblica, del senatore Ignazio Zullo, membro X Commissione del Senato della Repubblica, dell’onorevole Luciano Ciocchetti, vicepresidente XII Commissione della Camera dei Deputati, di Luigi Orfeo, presidente della Società italiana di neonatologia (Sin), di Giovanni Gabutti, coordinatore del gruppo di lavoro ‘Vaccini e politiche vaccinali’ della Società italiana d’igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), di Rino Agostiniani, vicepresidente della Società italiana di pediatria (Sip) e di Fabio Midulla, past president della Società italiana di malattie respiratorie infantili (Simri).

Alla stesura del Manifesto hanno inoltre portato il proprio contributo Paolo Sciattella, membro Cts della Società italiana di Hta, Antonio D’Avino, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Pietro Scanzano, direttore sanitario Istituto Inmi ‘Lazzaro Spallanzani’ di Roma- delegato Federsanità, Valeria Fava, responsabile politiche sanitarie di Cittadinanzattiva, Mario Picozza, presidente Federasma, Adriano Bordignon, presidente Forum delle Associazioni Familiari e Martina Bruscagnin, presidente Vivere Onlus.

“Siamo orgogliosi di aver favorito un dialogo tanto importante tra Istituzioni, Associazioni dei pazienti, Federazioni e rappresentanze della società civile- ha affermato Mario Merlo, General Manager Sanofi Vaccini Italia- perché rappresenta un ulteriore passo avanti nell’implementazione di una strategia di immunizzazione universale dall’RSV nel primo anno di vita dei bambini.

Garantire l’equità di accesso in modo uniforme sul territorio è un aspetto fondamentale. Auspichiamo che il ministero della Salute possa dare un indirizzo comune a tutte le regioni”.

“Come Sanofi- ha concluso Merlo- il nostro impegno costante è rivolto al ricercare e sviluppare soluzioni che possano cambiare l’approccio anche alla prevenzione e rispondere a bisogni non soddisfatti di salute”.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Da Navalnya un video appello ai russi per le elezioni del 17 marzo: “Tutti alle urne alle 12, contro Putin”

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Le elezioni presidenziali in Russia sono in programma dal 15 al 17 marzo. Si tratta delle prime dopo l’avvio da parte di Mosca dell’offensiva militare in Ucraina

ROMA – Tutti alle urne nello stesso momento, il 17 marzo a mezzogiorno, per manifestare la propria opposizione al governo del presidente russo Vladimir Putin: è la proposta di Yulia Navalnaya, vedova di Alexei, morto in carcere il mese scorso. L’iniziativa è stata comunicata attraverso un video, diffuso su X e altri social network. In primo piano Navalnaya con poi l’alternarsi di sequenze e inquadrature della folla che ha seguito i funerali dell’oppositore venerdì scorso a Mosca. “Dobbiamo utilizzare le elezioni per dimostrare che esistiamo e che siamo tanti” sottolinea Navalnaya nel filmato. “Siamo persone reali, viventi, e siamo contro Putin; dovete recarvi ai seggi elettorali nello stesso giorno e nello stesso momento: il 17 marzo a mezzogiorno”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Ultime Notizie

CITTADUCALE: CONTROLLI DEI CARABINIERI IN MATERIA DI DIRITTO DEL LAVORO.

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Prosegue senza soluzione di continuità l’attività istituzionale dei Carabinieri del Comando Provinciale di Rieti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel corso...