Il Vicepresidente Gianluca Quadrini augura loro buon lavoro
Il Vicepresidente di Anci Lazio, Gianluca Quadrini, ha nominato, Annalisa De Gasperis, Debora Bovenga, Elisabetta Fantini, Luana Zili, Manuela Spiriti, Marta Di Cocco, Nadia Montalegre, Paola Imperoli, Marina Tucciarelli, Sara Piccirilli e Rossana Evangelista, Nadia Bucci, Valeria Tatangelo, consiglieri della Consulta delle amministratrici donne di Anci Lazio. Subito i complimenti per questo importante incarico e gli auguri di buon lavoro da parte del Vicepresidente Quadrini che in una nota afferma – “ Desidero dare il benvenuto alle nuove consigliere della Consulta Regionale di Anci Lazio. Mi congratulo con loro per essere entrate a far parte di questo importante organismo e auspico che il loro contributo possa arricchire il lavoro della Consulta e portare nuove prospettive e idee. Sono certo sapranno svolgere questo compito con impegno, professionalità e passione lavorando su tutti i temi che riguardano i propri comuni. Anci Lazio – conclude Quadrini – punta molto su di loro e sulle loro capacità per continuare a promuovere la parità di genere e l’inclusione delle donne in ogni ambito della società. Presto verranno nominate anche le altre consulte.”
Pofi, Mattoccia: “Orgogliosi di avere tra i nostri concittadini un patrimonio di vita dal valore inestimabile, come Maria”
Maria Petrilli (conosciuta come Marietta) ha tagliato oggi l’importante traguardo dei 100 anni e questo pomeriggio le è stata organizzata una grande festa, nella sua casa a Pofi , Marietta ha festeggiato il secolo di vita stretta nell’abbraccio di tutti i suoi familiari, ed amici. In particolare dall’affetto della nuora Anna e dalle splendide nipoti Rossana e Carla. L’abbraccio della comunità le è arrivato, attraverso il primo cittadino Angelo Mattoccia e parte della sua Giunta, che, con una targa ricordo, ha incontrato la signora e la sua famiglia per gli auguri di buon compleanno, il Sindaco ha proposto alla festeggiata d’indossare la fascia, e la sig.ra Maria, con grande disinvoltura ed in modo ironico ha risposto: “adesso festeggiamo il mio compleanno, magari domani salgo in Comune e la indosso”. “Cento anni sono un traguardo straordinario – ha sottolineato il Sindaco Mattoccia– la signora Maria è un esempio di vita per tutti noi. Ha saputo attraversare momenti belli e brutti della vita con grande coraggio e determinazione. Auguri speciali dalla comunità di Pofi : orgogliosa di avere tra i suoi concittadini un patrimonio di vita dal valore inestimabile”. A Maria giungono gli auguri , per i suoi splendidi 100 anni da parte della nostra Redazione.
Isola Liri, Abbate: “una persona, sempre pronta al dialogo e fermamente convinta che politica significhi unicamente servizio per la comunità”
Le amministrative del prossimo 8 giugno, coinvolgeranno tra i vari Comuni della provincia di Frosinone anche quello di Isola Liri, vede tra i contendenti alla guida della città l’avv. Debora Bovenga che nei giorni scorsi ha sciolto le riverse, lanciando un’interessante proposta per il futuro amministrativo della città. Una donna di grande spessore culturale e di grande capacità gestionale, con una consistente esperienza amministrativa. “L’Avvocato Debora Bovenga, -sottolinea Antonio Abbate (FdI), nella foto con la candidata- è una donna dalle indiscutibili doti umane e professionali, con la determinazione che le è propria, ha sciolto ogni riserva ed ha accettato di candidarsi a Sindaco di Isola del Liri, quale federatrice delle forze di centro destra. Dalla sua parte l’esperienza maturata tra i banchi dell’opposizione nella consiliatura ormai agli sgoccioli e la ferma volontà di rappresentare alternativa concreta all’esecutivo uscente. Un progetto molto audace, come lei stessa ha dichiarato, che sta trovando terreno fertile in larghi strati dell’opinione pubblica e che registra quotidianamente importanti adesioni e sostenitori pronti a candidarsi al suo fianco, come ad esempio l’amico Angelo Caringi, già vice sindaco della città fluviale, che ho avuto il piacere di accompagnare nei giorni scorsi a Frosinone dall’On. Massimo Ruspandini per il suo ingresso nella grande famiglia politica di Fratelli d’Italia. Premesso che delle altre autorevoli presenze nella sua lista sarà la stessa candidata a sindaco a dare presto notizia, da uomo di partito non posso qui esimermi dal citare il giovane Luca Fiorletta, responsabile locale di Gioventù Nazionale, uno dei più promettenti candidati, che sarà della partita. Ho sentito l’esigenza di formulare questa mia dichiarazione non solo per la stima e per l’affetto che da tempo nutro per Debora, ma soprattutto per la certezza che una persona come lei, sempre pronta al dialogo e fermamente convinta che politica significhi unicamente servizio per la comunità, null’altro obiettivo vorrà conseguire se non il bene della città”.
Patrica, Borsellino: “Uno spettacolo per stimolare i bambini sull’importanza della raccolta differenziata dei rifiuti”
Nella mattinata di ieri, è stato messo in scena presso la scuola Primaria di Patrica lo spettacolo animato “Ti riciclo una storia – Olstebrù, il paese in cui non nevicava più.” “Il racconto drammatizzato – si legge in una nota- ha portato i bambini nell’avventura di un piccolo villaggio in cui il clima sembra essere impazzito e, accompagnati dalle mascotte, hanno scoperto i motivi che hanno portato la natura in quel modo e cosa gli uomini possono fare per migliorarla”.“Uno spettacolo fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale e dalla Ditta Lavorgna – dichiara l’Assessore delegato Curzio Borsellino (nella foto)- con l’obiettivo di sensibilizzare i bambini delle classi coinvolte nei confronti delle problematiche ambientali, stimolando il loro interesse e far acquisire consapevolezza sull’importanza della raccolta differenziata dei rifiuti. Ringrazio il Dirigente Scolastico Prof.ssa Eleonora Mauriello per aver accolto il nostro progetto e la Ditta Lavorgna per aver messo in atto questa divertente ed educativa campagna di sensibilizzazione”.
Trevi Nel Lazio, Il Sindaco Grazioli in pressing sull’ASL, coinvolgendo anche le altre Istituzioni
Nella giornata di ieri il Sindaco di Trevi Nel Lazio, l’avv. Silvio Grazioli, ha inviato una lettera alla Prefettura di Frosinone, all’ASL di Frosinone, al Presidente della Regione Lazio ed al Ministero della Sanità, sottolineando che a Trevi Nel Lazio dopo che l’ultimo medico la Dott.ssa Francesca De Crais, ha lasciato il suo ruolo per la nomina ad altro incarico, non è stato nominato un altro medico. “Non c’è più il medico di base nel comune di Trevi nel Lazio –si legge nella nota- e nonostante che la ASL abbia espletato tutte le procedure per trovare un sostituto, ed abbia sentito per le vie brevi tanti medici, non si è riusciti a trovare un medico disponibile per venire nella nostra comunità, tale situazione è particolarmente grave perché il nostro è un Paese di montagna che ha tutte le difficoltà nei collegamenti con i Paesi limitrofi e soprattutto con il primo Ospedale che si trova ad Alatri ad oltre 40 Km. Già ci sono trapiantati che hanno difficoltà a reperire i medicinali salvavita, e la popolazione anziana che ovviamente ha bisogno dell’assistenza medica. Tale situazione è assolutamente insostenibile. La ASL deve comunque poter nominare qualcuno ed eventualmente poter fare un contratto quand’anche fosse atipico in quanto dinanzi ad una situazione di emergenza è necessario adottare misure straordinarie. Si chiede pertanto ad ognuno di intervenire per risolvere tempestivamente questa situazione”. Questa è la lettera che il Sindaco ha inviato alla Prefettura di Frosinone, alla ASL di Frosinone, al Presidente della Regione Lazio, al Ministro della Sanità. La ASL sta contattando tutti i medici disponibili che fino ad ora non hanno dato risposta. Il Direttore sanitario ha prospettato anche su pressione dell’Amministrazione Grazioli, l’istituzione di una guardia medica diurna. Purtroppo nessun medico contattato per svolgere il servizio di guardia medica ha dato la disponibilità. Il Sindaco Grazioli e l’Amministrazione stanno comunque insistendo con la ASL e con il Direttore sanitario affinchè si trovi una soluzione, sia obbligando i medici che svolgono attività di guardia medica, oppure in alternativa, richiamando i medici in pensione oppure dando la possibilità ai medici che hanno il massimale di poter venire a Trevi. Imbarazzante l’atteggiamento della minoranza che come al solito dall’alto pulpito della sua saccenza, dà la responsabilità della situazione al Primo Cittadino, che al contrario insieme all’Amministrazione sta seguendo con attenzione e determinazione la vicenda, sollecitando e premendo sulle relative Istituzioni senza alcuna rassegnazione, come afferma la minoranza, per risolvere la questione che riguarda la comunità trebana.
Il Tesoro della Madonna di Trapani illustrati nel volume di Maria Concetta Di Natale e Roberta Cruciata, Sabato la presentazione
Sabato prossimo 24 febbraio, alle ore 17, verrà presentato presso il Museo Regionale Agostino Pepoli di Trapani il volume “Gioielli al Museo Pepoli – Un tesoro di arte e devozione” a cura di Maria Concetta Di Natale e Roberta Cruciata. Alla presentazione interverranno: Anna Maria Parrinello, Direttrice del Museo Regionale Agostino Pepoli; Gioacchino Fazio, coordinatore dei corsi di Laurea in Turismo e Scienze del Turismo di Trapani; Giovanni Travagliato, coordinatore del corso di Laurea magistrale in Storia dell’Arte; Stefania La Via, vicedirettrice dell’Archivio Diocesano di Trapani. Rosa Romano d’Orsi, giornalista e storico dell’arte, ha portato il suo contributo con una nota in cui ha evidenziato: «Come i cammei su conchiglia esposti al Museo si rifanno all’antico, ricercando un collegamento anche con quelli appunto ottocenteschi che realizzavano a Torre del Greco. Evidenziando il gusto del momento che dà la possibilità di interscambi anche di artisti non soltanto di motivi». Specializzata alla Federico II di Napoli, Rosa Romano lavora per il Ministero della Cultura, da anni si interessa della storia dell’arte meridionale con una particolare attenzione all’oreficeria e alla scultura e al territorio cittadino di Napoli.
Si legge nella presentazione del volume a firma di Anna MariaParrinello, Direttrice del Museo Regionale Agostino Pepoli di Trapani: «Il volume nasce per proporre nuovi approfondimenti e spunti di ricerca tanto allo specialista della storia del gioiello e delle arti decorative quanto al lettore curioso e appassionato fino al fedele devoto che decida di accostarsi allo studio e alla scoperta dei gioielli donati nei secoli alla Madonna di Trapani, la maggior parte dei quali esposta al Museo Pepoli, non tralasciando quelli giunti a detta istituzione museale soprattutto da collezioni private». Il Museo Pepoli espone i gioielli appartenenti al tesoro della Madonna di Trapani, argenti della tradizione trapanese e soprattutto alcune pregevolissime opere in corallo, materiale che aveva in Trapani un importante centro di produzione e lavorazione, tanto da diventare una peculiarità dell’artigianato del luogo. Il Museo “Agostino Pepoli” ha sede nei locali dell’ex convento dei Padri Carmelitani, attiguo al santuario di Maria SS. Annunziata, dove si venera il celebre simulacro marmoreo della Madonna di Trapani, opera del 1360 circa, attribuita a Nino Pisano.
Lina Novara così presenta il cosiddetto Tesoro della Madonna di Trapani, un’importante documentazione sia per la storia dell’oreficeria siciliana, sia per la storia sacra, in quanto testimonia la grande devozione ed il forte fervore religioso nei confronti della Madonna di Trapani: «Dalla lunga e talvolta leggendaria tradizione legata alla statua della Madonna di Trapani, (di cui nella sala si conserva una copia degli inizi del XVIII secolo) è sempre emerso l’omaggio resole nei secoli passati da re, principi, nobili, prelati ma anche da semplici fedeli che hanno offerto ricchissimi doni. Ad essere donati erano perlopiù collane, orecchini, anelli, parure di pendenti e orecchini, qualche bracciale e tanti pendenti di tutte le fogge, ma anche rosari, amuleti, oggetti scaramantici con valore apotropaico. I gioielli esposti, per la maggior parte del secolo XVII, rispondono per tipologia, connotati stilistici e decorazione, al gusto barocco dell’epoca e si caratterizzano, come tutta la produzione orafa dell’Isola, per la ricchezza di pietre, gemme, perle e smalti, oltre che per la forte policromia anche per la ridondante decorazione». Monili con cammei intagliati divennero sempre più richiesti durante il primo Ottocento, in linea con il diffuso gusto archeologico e delle rovine tipico del periodo: in particolare, nell’ambito della produzione aulica trapanese si ricordano gli splendidi cammei incisi attribuiti al maestro Laudicina esposti presso il Museo Interdisciplinare Agostino Pepoli di Trapani, già segnalati da Maria Concetta Di Natale.
MODENA – Imparare bene cosa fa e come si comporta un lupo, per non gridare ‘al lupo al lupo’. Esempio: se lo si avvista, il consiglio è “restare in silenzio e osservare senza interferire e non tentare di avvicinarsi”. Sarà o sembrerà anche ovvio, ma quanto sia “fondamentale la conoscenza” di questo animale e di come agire quando lo si incrocia, lo si è ribadito oggi nell’incontro a Modena promosso dalla Polizia provinciale con il titolo “lupo in pianura, l’ultima frontiera”. Del resto, infatti, non è più impossibile ritrovarselo vicino a casa: come hanno spiegato Luigi Molinari, collaboratore del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e Sonia Braghiroli, funzionaria dell’Ufficio caccia e pesca della Regione, il lupo nelle province emiliane, “ormai da tempo, ha ricolonizzato aree abbondantemente modificate dalla presenza umana come la pianura, una delle zone meno boscose d’Europa e con densità abitativa più alta. E’ un animale estremamente adattabile e, in questi contesti, ha imparato a sfruttare diversi tipi di risorse alimentari e a selezionare le poche aree di rifugio disponibili”. E dunque è utile “comprendere a fondo il comportamento del lupo per poter agire in modo efficace in caso di avvistamenti o segnalazioni nel territorio urbanizzato, con particolare attenzione alla sua presenza nelle zone limitrofe a quelle abitate dall’uomo, anche alla luce dei recenti casi in provincia di Modena”, si spiega dalla Provincia di Modena che, per l’incontro di oggi, ha chiamato a raccolta Carabinieri Forestali, operatori dell’Ufficio caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna, del centro faunistico Pettirosso, veterinari dell’Ausl di Modena, dell’Istituto zooprofilattico di Modena, dell’Ente Parchi dell’Emilia centrale e esponenti della Polizia metropolitana di Bologna.
LUPI, LE PRECAUZIONI DA PRENDERE
Fondamentali per la comprensione del fenomeno sono i dati acquisiti dai collari satellitari applicati ai Lupi dal Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. “Vogliamo essere sempre al passo con quello che la città e il territorio ci chiedono e seguire le riflessioni di un gruppo di esperti può creare le migliori condizioni per rendere un servizio sempre più puntuale che passa dalla consapevolezza che pur trattandosi di un animale ‘protetto’ il lupo non deve diventare ‘confidente’ con l’uomo. Quindi si deve conoscere e diffondere ogni strategia di allontanamento che possa rendere ciò una realtà concreta”, ha sottolineato la comandante della Polizia provinciale di Modena Patrizia Gambarini. Nel corso dell’incontro è stato sottolineato che i lupi, come gli altri animali selvatici, possono avvicinarsi agli insediamenti umani, a volte anche alla luce del giorno, specialmente durante il periodo invernale. In condizioni particolari (ad esempio se il lupo è a sfavore di vento) possono verificarsi incontri ravvicinati. Tra le precauzioni da evitare perchè i lupi sviluppino comportamenti confidenti c’è, per esempio, l’offerta volontaria o involontaria, di cibo all’animale. Per questo è fondamentale adottare una serie di comportamenti corretti, tra cui non lasciare fonti di cibo nei pressi delle abitazioni, tenere il cane in un ricovero notturno, in particolare se in calore, non tentare mai e per nessun motivo di avvicinare il lupo né di interferire con il suo comportamento e non dargli mai da mangiare.
ROMA – “Tre giorni fa Vladimir Putin ha ucciso mio marito, Aleksej Navalny. Putin ha ucciso il padre dei miei figli. Con lui ha voluto uccidere la nostra speranza, la nostra libertà, il nostro futuro”: l’accusa, chiara, inequivocabile, arriva da Yulia Navalnaja, la vedova di Navalny. La sua versione della storia è consegnata al mondo con un video di otto minuti pubblicato su Youtube, in cui dice di essere certa che il corpo sia trattenuto dalle autorità russe per dare modo all’agente nervino Novichok di scomparire senza lasciare traccia.Il lungo messaggio è pubblicato sul canale del marito, che conta più di sei milioni di iscritti. Putin, sottolinea Navalnaja, ha portato via Aleksej Navalny non solo dalla sua famiglia, ma di tutti i russi, confinandolo in un luogo estremo oltre il Circolo polare artico: “Ha voluto uccidere la prova che la Russia può essere diversa“. In questi anni, racconta, “sono sempre stata accanto ad Aleksej, e ne sono stata felice. Ma adesso voglio stare al fianco vostro, perché so che avete perso tanto quanto ho perso io. Aleksej è stato ucciso in prigione dopo essere stato torturato e tormentato per tre anni”. Passa poi a ricordare le innominabile ristrettezze a cui era costretto, privato persino della possibilità di scrivere una lettera ai figli. Ciononostante, non aveva mai smesso di tirare gli altri su di morale. “Mio marito era indistruttibile e per questo Putin lo ha ucciso. Vigliaccamente, senza mai guardarlo in faccio o pronunciare il suo nome”.
Poi, arriva il passaggio sul veleno: “Allo stesso modo, vergognosamente e con codardia, stanno adesso nascondendo il suo corpo, non mostrandolo né restituendolo alla sua famiglia, ma mentendo e aspettando pietosamente che scompaiano le tracce di un altro Novichok di Putin“.
“Noi sappiamo perfettamente perché Putin ha ucciso Aleksej tre giorni fa, ve lo diremo presto- promette-. Scopriremo esattamente chi e come ha compiuto questo crimine. La cosa più importante che possiamo fare per Aleksej è combattere“.
Yulia Navalnaja risponde poi a chi si interroga sul perché sia tornato in Russia dopo il primo tentativo di avvelenamento per cui venne salvato in Germania: “Perché amava la Russia più di qualsiasi cosa la mondo”, la sua risposta, e spiega che ne raccoglierà l’eredità: “La forza la troveremo in lui. Continuerò il lavoro di Aleksej Navalny. Continuerò a lottare per il nostro Paese. E vi incoraggio a stare dalla mia parte”. Infine, cita il marito: “Non è una colpa fare poco, è una colpa non fare nulla, è una colpa lasciarsi spaventare”.
Il sindaco Sacco: “Lo sforzo dei proprietari Stefania e Giovanni, genitori di un ragazzo disabile, merita un applauso e il sostegno di tutti”
Un nuovo centro con finalità sociali. E’ quello che è sorto a Roccasecca, in via D’Aquino. Si tratta dell’Horse Village Ranck: un’azienda agricola, un maneggio, un centro ippico anche per ippoterapia e una scuola per equitazione e monta americana inglese, ma soprattutto una struttura per favorire l’inserimento dei diversamente abili.
Lo hanno creato Stefania Tanzilli e suo marito Giovanni. I due sono genitori di un ragazzo disabile e proprio per questo hanno pensato alla realizzazione di un luogo per favorire l’inclusione, la socializzazione e l’integrazione.
La struttura è destinata a crescere e a ospitare importanti eventi. Nella giornata di ieri si è svolta la premiazione di una gara regionale di monta americana, con tantissime presenze. Molte le autorità intervenute alla premiazione, tra le quali il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco che ha speso parole di elogio per questo nuovo impianto sorto a Roccasecca.
“Ho avuto modo di visitare la struttura in occasione delle premiazioni di una gara regionale di monta americana – ha detto Sacco – e ho voluto condividere questa bella esperienza con tutti i cittadini di Roccasecca perché lo sforzo che Stefania e Giovanni stanno facendo merita supporto e sostegno. Il centro nasce per un “dopo di noi” ma crescerà ancora per diventare un punto di riferimento su tutto il territorio. Brava Stefania, bravo Giovanni: il vostro coraggio vi fa onore ed è il più bel gesto d’amore che potete rivolgere a vostro figlio. Noi siamo con voi”.
“Non sempre le istituzioni riescono a garantire progettualità di inserimento e di socializzazione così ben strutturate – ha aggiunto Sacco – Stefania e Giovanni ci sono riusciti. Cercheremo di essere al loro fianco per fare in modo che possano diventare un punto di riferimento per tutte quelle famiglie che vivono le stesse difficoltà”.
La Polizia di Stato di Reggio Calabria il 17 febbraio ha arrestato una donna di 48 anni ed un uomo di 61 anni, ritenuti responsabili, allo stato del procedimento ancora in fase di indagini preliminari, dei reati di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia commessi ai danni del padre 81enne della donna, affetto da disturbi depressivi.
Le attività investigative, svolte dai poliziotti del Commissariato di P.S. di Palmi, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, diretta dal Procuratore Crescenti, hanno preso il via da una notizia carpita dal personale durante lo svolgimento di altri servizi investigativi.
Percepita la gravita della situazione, gli agenti hanno posto in essere tutta una serie di accertamenti che hanno consentito di accertare che gli arrestati, costringevano, chiudendolo a chiave, l’anziano genitore all’interno di una stanza con la finestra bloccata da reti e sbarre. L’anziano veniva segregato all’interno della stanza per lunghi periodi della giornata e lasciato in questa condizione anche in assenza degli arrestati. Le attività investigative hanno permesso di accertare che i due, casalinga lei e occupato nello svolgimento di lavori saltuari lui, hanno portato avanti queste condotte per mesi.
Al momento dell’esecuzione del provvedimento giudiziario, gli agenti hanno trovato in casa il compagno della donna che non era neppure in possesso delle chiavi per aprire la stanza del padre dal momento che quest’ultima le portava con lei ogniqualvolta lasciava l’abitazione.
L’uomo, provato seppur non versava in gravi condizioni di abbandono, al termine delle attività di rito è stato affidato alle cure di alcuni conoscenti mentre la figlia e il compagno, su disposizione del GIP di Palmi, sono stati collocati agli arresti domiciliari.
Prosegue senza soluzione di continuità l’attività istituzionale dei Carabinieri del Comando Provinciale di Rieti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel corso...
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.