L’On. Alessandro Battilocchio, deputato di Forza Italia e Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle periferie ha espresso la sua soddisfazione per la proiezione di “Ultima Giornata” nella Sala “Caduti di Nassiriya” del Senato della Repubblica. È stato un onore aver ospitato l’evento nella cornice istituzionale del Senato – ha spiegato Battilocchio – la vicenda del “Montespaccato calcio” rappresenta un esempio di inclusività e determinazione: il quartiere che si riappropria della sua storica squadra di calcio e dell’impianto, strappandolo dalle mani della criminalità. Queste storie sono il simbolo dell’azione quotidiana che anche con la Commissione d’inchiesta stiamo portando avanti – ha continuato Battilocchio. I momenti di approfondimento e analisi, durante le missioni nelle periferie del paese, devono necessariamente essere seguiti da una fase ulteriore di proposta e di concreto affiancamento sul campo per rigenerare e corroborare la sinergia tra istituzioni, terzo settore e realtà territoriali che rappresentano i primi e più efficaci deterrenti al degrado e all’illegalità di questi territori.
Sono contento, inoltre, per i numerosi ospiti intervenuti, oltre ai tanti colleghi, ho avuto il piacere di ricevere il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, il Direttore generale dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati (ANBSC) Prefetto Bruno Corda, il Presidente di Asilo Savoia Massimiliano Monnanni e la Presidente del XIII Municipio Sabrina Giuseppetti, a testimonianza che l’impegno verso le periferie è uno sforzo comune, e che il fronte della legalità continuerà ad avanzare restituendo ai cittadini sempre maggiori spazi di libertà, contro ogni forma di criminalità, violenza e degrado.
Oggi, a Sora, l’incontro tra il Sottosegretario alla cultura, On. Vittorio Sgarbi, e il Presidente della Provoncia di Frosinone, Luca Di Stefano, e il Presidente del Consiglio Provinciale di Frosinone, Gianluca Quadrini, per discutere della valorizzazione del patrimonio culturale presente in provincia. In una nota il Presidente del Consiglio Gianluca Quadrini, afferma – “oggi è stato un incontro molto produttivo per il nostro territorio. Non solo Sora ed Arpino ma anche la nostra provincia merita attenzione e di essere valorizzata per il suo grande patrimonio culturale.”
Tanti i temi toccati tra cui la Fondazione Mastroianni di Arpino e tal proposito Quadrini afferma – “Con l’occasione si è parlato anche della Fondazione Mastroianni di Arpino, del suo futuro e delle potenzialità che ha per far crescere sotto il punto di vista economico e sociale la città di Arpino. Noi come Provincia con il Presidente Di Stefano vogliamo che questa nostra struttura offra a tutto il territorio ottime occasioni per la valorizzazione dei percorsi culturali e le mostre di eco internazionale ad esse collegate grazie al Sottosegretario. La nostra provincia – conclude Quadrini – è aperta ad un dialogo ed ad iniziative volte alla valorizzazione e alla crescita delle nostre comunità. Ringrazio il Sottosegretario, l’on. Vittorio Sgarbi per l’attenzione che ripone a tutto il territorio.” Così in una nota il Presidente del Consiglio Provinciale, Gianluca Quadrini
Nella notte, nelle province di Reggio Calabria, Benevento, Vibo Valentia e Siracusa, i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, hanno dato esecuzione a 11 misure cautelariemesse dal GIP del Tribunale di Palmi (9 in carcere e 2 ai domiciliari), su richiesta della locale Procura della Repubblica retta dal Dott. Emanuele CRESCENTI, nei confronti di altrettanti indagati,ritenuti responsabili, tra l’altro e a vario titolo, dei reati di «Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope».
L’operazione è il frutto di una articolata attività investigativa, svolta tra il mese di agosto 2020 e giugno 2022 e condotta dalla Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro, finalizzata all’individuazione di un gruppo di soggetti originari di alcuni Comuni della Piana i quali, utilizzando un sistema rodato e ben collaudato, si occupavano di gestire, in varie località, lo spaccio di sostanze stupefacente, principalmente cocaina, marijuana e crack.
Dall’alba di questa mattina 150 militari ed agenti della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza stanno conducendo una vasta operazione ad “Alto Impatto” in località “Ciampa di Cavallo” nel territorio del Comune di Lamezia Terme.
Sono in corso di esecuzione controlli, perquisizioni, rastrellamenti, posti di blocco e verifiche agli esercizi commerciali alla ricerca di armi, droga e proventi di attività illecitL’operazione è condotta attraverso un articolato dispositivo di prevenzione reso efficace e visibile anche grazie all’impiego di reparti inviati appositamente dal Viminale per rafforzare i servizi di controllo del territorio e di contrasto al crimine nel catanzarese e con l’obiettivo di ripristinare condizioni di legalità e sicurezza nelle zone più colpite da fenomeni di degrado.
E’ disponibile nei digital store ’10/10′ il nuovo singolo del giovane talento Rey-G, pubblicato su etichetta Rumori Digitali di Giuseppe Fisicaro.
“Le delusioni, le persone che si sono rivelate false e soprattutto la confusione che per due anni, mi ha condizionato in ogni mia singola giornata mi hanno ispirato per questo brano. Ma è stato un bene alla fine perchè la voglia di rivalsa, per dimostrare a me stesso ciò che sono e che posso farcela, mi ha portato ad avvicinarmi al mondo della musica e a scrivere testi come questo” – racconta l’artista.
Gianmarco Regina, in arte Rey_G è un artista di Siracusa e sin da bambino si appassiona di musica. E’ sempre stato un ragazzo timido, che sta in disparte ad osservare il mondo che lo circonda. Amava guardare il comportamento degli altri e buttare giù due parole su quanto gli accadeva, fino a quando ha capito che scrivere testi poteva essere la sua strada. Da allora ha iniziato a raccontare le sue esperienze di vita.
Si è insediato, giovedì 19 ottobre 2023, il nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi per l’anno scolastico 2023/2024.
La seduta è stata aperta dai saluti dei Consiglieri Comunali Francesca Di Vito e Francesco Monorchio.
La fascia da Sindaco passa ad Eleonora Bastardi, classe III A dell’Istituto Comprensivo Sora 3. Il Vice Sindaco è Brandon Facchini mentre la carica di Presidente del Consiglio sarà ricoperta da Emanuele Rotella.
Il consiglio comunale è composto dai seguenti studenti:
Istituto Comprensivo 1: Peraino Daniela, Di Sotto Christel e Mammone Simone
Istituto Comprensivo Sora2: Facchini Brandon, Diana Francesco, Rotondi Emma, Bruni Bruni Domenico e Gabriele Umberto Pio
Istituto Comprensivo 3: Bastardi Eleonora, Messercola Giulia Romana, Ferri Francesco, Marcelli Massimo, Meglio Pierfrancesco, Rotella Emanuele, Milioni Luca, Vinci Aurora e Rea Lorenzo.
Nel corso della seduta il nuovo Baby Sindaco Eleonora Bastardi ha prestato giuramento dopo l’indirizzo di commiato di Giulia Porretta, ex primo cittadino junior.
A seguire il Consiglio ha votato la Costituzione delle Commissioni Consiliari Permanenti.
Al termine della seduta il Sindaco Luca Di Stefano ha incontrato i ragazzi ed ha formulato loro gli auguri di buon lavoro.
Si è tenuto ieri al C.O.N.I. il raduno del Gruppo Sportivo della Polizia di Stato – “Fiamme Oro”.
La cerimonia si è svolta nella “Sala d’Onore”, alla presenza del Ministro dell’Interno Piantedosi, del Ministro per lo Sport e i Giovani Abodi, del Ministro per le Disabilità Locatelli, del Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Pisani, del Presidente del C.O.N.I Malagò, del Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Pancalli e di numerose personalità del mondo dello sport.
L’iniziativa ha celebrato la gloriosa tradizione dei Gruppi Sportivi della Polizia di Stato – Fiamme Oro. Nate nel 1954, con la convenzione tra il Ministero dell’Interno ed il C.O.N.I., le Fiamme Oro si dedicano alla preparazione di atleti di alto profilo in 45 discipline sportive che vengono praticate in 9 centri nazionali e 37 sezioni giovanili. Hanno lo scopo di mantenere e promuovere, anche tra i giovani, l’attività sportiva a livello agonistico, per accrescere il patrimonio sportivo nazionale. Tra le finalità istituzionali delle Fiamme Oro, c’è anche un progetto per la promozione dello sport e di corretti stili di vita nei territori: sono le “Palestre della legalità”, a disposizione dei ragazzi in tante aree del Paese, per dare loro nuove opportunità di crescita e di formazione attraverso i valori dello sport.
Tra i numerosi risultati di prestigio dei suoi atleti risaltano le 92 medaglie olimpiche dall’anno della fondazione, le 31 medaglie Paralimpiche dall’anno 2012 e i 12 titoli mondiali assoluti da gennaio 2023 ad oggi.
Filmati e foto hanno ripercorso le gesta degli atleti espressione di una “road map” colma di straordinarie imprese sportive, che hanno dato lustro al nostro Paese, consentendo al Tricolore di sventolare sul podio delle più importanti competizioni agonistiche mondiali.
Dal primo raduno svoltosi nel 2008 ad oggi il Gruppo Sportivo Fiamme Oro si è arricchito arruolando gli atleti paralimpici, 14 dei quali da quest’anno sono diventati poliziotti a tutti gli effetti.
Durante la serata, la Fanfara della Polizia di Stato ha eseguito l’Inno Nazionale.
Quadrini: “bisogna valorizzare e difendere la categoria dei medici ed essere responsabili nei confronti dei lavoratori
Si è svolta, ieri a Fiuggi, presso l’hotel Ambasciatori, l’Assemblea Nazionale Cisl Medici. Un parter di interventi tra cui il Segretario Generale Nazionale, Luigi Sbarra, che ha ricordato come Senza un Servizio sanitario nazionale efficiente, il diritto alla salute che la Costituzione riconosce a tutti i cittadini, resterebbe solo sulla carta. Presente anche il Presidente del Consiglio Provinciale e delegato ANCI Lazio per le politiche della sicurezza, Gianluca Quadrini che a nome della Provincia di Frosinone e del suo Presidente, Luca Di Stefano, ha ringraziato per l’invito e ribadito
quanto l’ente sia impegnato nella politica di tutela dei lavoratori. “Non è facile oggi trovare un sindacato che parla di responsabilità. – commenta Quadrini. Una politica sindacale che mira alla valorizzazione e alla difesa della categoria dei medici attraverso miglioramenti legislativi e contrattuali si traduce in responsabilità nei confronti dei lavoratori. Negli ultimi anni i tagli alla sanità e la carenza di misure di sicurezza nei presidi ospedalieri hanno generato scarsità di personale medico, infermieristico ed ausiliario, indebolendo i servizi offerti alla cittadinanza. In quanto delegato di Anci Lazio alle politiche della sicurezza più volte mi sono battuto a seguito di molteplici episodi di violenza verificatisi negli ospedali. Continuo a sottolineare che occorrono maggiori investimenti per rendere le strutture ospedaliere più sicure, bisogna sbloccare assunzioni e le stabilizzazioni per evitare un sovraccarico di turni, e sicuramente, puntare sulla formazione e la valorizzazione dei medici in servizio.” “Oggi più che mai, conclude Quadrini, viviamo in un’era in cui i servizi alla persona assumono una grande centralità, per cui un servizio sanitario pubblico efficace, immediato e costante è importante quanto essenziale. La provincia di Frosinone è impegnata costantemente nella tutela dei lavoratori e dei professionisti perché sono un’incomparabile risorsa.”
NEL PERIODO DI LIMITAZIONE PER IL COVID-19 LA DROGA VENIVA ORDINATA E CONSEGNATA A DOMICILIO
Nella notte, nelle province di Reggio Calabria, Benevento, Vibo Valentia e Siracusa, i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, hanno dato esecuzione a 11 misure cautelariemesse dal GIP del Tribunale di Palmi (9 in carcere e 2 ai domiciliari), su richiesta della locale Procura della Repubblica retta dal Dott. Emanuele CRESCENTI, nei confronti di altrettanti indagati,ritenuti responsabili, tra l’altro e a vario titolo, dei reati di «Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope».
L’operazione è il frutto di una articolata attività investigativa, svolta tra il mese di agosto 2020 e giugno 2022 e condotta dalla Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro, finalizzata all’individuazione di un gruppo di soggetti originari di alcuni Comuni della Piana i quali, utilizzando un sistema rodato e ben collaudato, si occupavano di gestire, in varie località, lo spaccio di sostanze stupefacente, principalmente cocaina, marijuana e crack.
L’indagine prende spunto da alcune informazioni raccolte da una pattuglia dell’Arma, nel corso di un intervento per lite in famiglia: nella circostanza, i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Gioia Tauro, si accorsero che la lite nasceva da un debito legato al traffico di stupefacenti.
Da quel momento, i Carabinieri hanno approfondito alcune dinamiche e, le successive investigazioni, hanno permesso d’individuare numerosi episodi di detenzione e cessione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, consentendo di censire la presenza di almeno due “piazze di spaccio” sia nella municipalità di Rosarno che nel comune di Gioia Tauro oltre che individuare alcuni “posti sicuri” in Rizziconi. In tutti i casi è stato riscontrato un voluminoso giro di affari e clienti, gestito da soggetti ritenuti comunque vicini agli ambienti della criminalità organizzata locale.
I riscontri obiettivi acquisiti attraverso i servizi d’osservazione, pedinamento e controllo, nonché mediante perquisizioni, sequestri, arresti in flagranza ed attività tecnica, hanno fornito la chiave di lettura per decifrare, inoltre, alcuni dialoghi “criptati”, nei quali gli stupefacenti erano spesso chiamati con nomi di fantasia usando linguaggio convenzionale (“sto arrivando con una birra ma senza vino” … “se vuoi passare una birra te la posso dare” … ).
Più di cento episodi documentati e ventitré le persone indagate, 11 delle quali colpite da provvedimento restrittivo della libertà personale: tra queste, gli investigatori hanno ritenuto di particolare rilevanza il ruolo tenuto da tre soggetti i quali, ciascuno nel territorio di specifica competenza, utilizzavano una serie d’espedienti e stratagemmi per evitare gli eventuali controlli delle forze di polizia, ad esempio intestando le schede cellulari a soggetti stranieri o addirittura a persone inesistenti, oppure ancora utilizzando motocicli per potersi agevolmente muovere nella viabilità urbana, cercando così di eludere eventuali pedinamenti.
Ma la particolarità dell’indagine è quella di aver registrato le “consegne a domicilio”, da qui la decisione di denominare l’operazione “smart delivery”. Si è registrato infatti che, in alcune circostanze, soprattutto nel periodo di maggiore limitazione negli spostamenti per l’imposizione delle misure imposte dalla pandemia da Covid-19, alcuni indagati erano soliti prendere l’ordine per lo stupefacente: non era quindi il cliente a recarsi dallo spacciatore, ma a concordare con questi, anche telefonicamente o via canali “social”, la consegna della sostanza, che veniva portata direttamente a casa o in altro luogo preventivamente individuato.
Gli indizi raccolti nei confronti degli indagati, corroborati da una consistente attività di riscontro, sono stati utili al fine di rappresentare all’Autorità Giudiziaria di Palmi un quadro schematico di chiara valutazione, da cui poter evincere le differenti personalità dei soggetti indagati e la loro tendenza alla commissione di specifici reati, reiterati nel tempo.
In aggiunta, la procura di Palmi ha contestato, ad uno degli indagati, la “morte come conseguenza di altro delitto” poiché, nel 2021, un cittadino italiano era deceduto dopo aver acquistato e successivamente assunto per endovena, alcune dosi di cocaina, peraltro con un grado di purezza notevole.
La particolare avvedutezza e circospezione con cui tutti gli indagati, ciascuno nell’ambito delle sue funzioni, operavano nella consumazione dei reati di spaccio al minuto, hanno denotato, secondo l’Autorità Giudiziaria, una maturazione di tecniche volte ad eludere le attività investigative, nonché una “professionalità” ormai consolidata, affinatasi a seguito dei numerosi controlli a cui, nel corso del tempo, gli indagati sono stati sottoposti.
Nel corso dell’indagine, tra l’altro, veniva rinvenuto un vero e proprio arsenale pronto all’uso all’interno di una casa apparentemente abbandonata. Nello specifico, dentro un secchio di plastica, ben occultati da diversi strati di cellophane sono stati rivenuti: una mitraglietta modello “Uzi” perfettamente oleata, in ottimo stato di utilizzo, senza matricola munita di 2 caricatori, una scatola contenente 50 proiettili calibro 9 luger e un involucro con ulteriori 20 cartucce calibro 7,65, oltre che un ordigno artigianale improvvisato, perfettamente funzionante, del peso lordo di 850 grammi, collegato ad una miccia a rapida combustione, nonchè, due sacchetti di plastica contenenti più di 4 chilogrammi di polvere pirica, idonea al confezionamento di altri ordigni artigianali.
In altro locale della medesima abitazione, all’interno di un radiatore vi erano nascoste due confezioni contenenti 77 grammi totali di sostanza stupefacente di tipo cocaina, materiale per il confezionamento e un bilancino di precisione.
Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti 1kg di cocaina, mezzo kg di marjuana e quasi 2 mila euro suddivise in banconote di vario taglio.
L’operazione, si inserisce in un più ampio contrasto alla diffusione degli stupefacenti della piana di Gioia Tauro che, negli ultimi tre anni, ha visto assestare dai Carabinieri del Gruppo un pesantissimo colpo alle varie famiglie di ‘ndrangheta e, in questo caso, anche alle diramazioni finali della catena di diffusione degli stupefacenti.
Nonostante denuncia sottrazione in procura Roma nessun mandato cattura per padre che l’ha rapita
“Federica non abbraccia sua figlia da marzo dell’anno scorso. L’ultima volta l’ha vista in video ed era ottobre 2022”. La piccola Hager ha 5 anni e dall’Italia è stata portata in Libia da suo padre, Mohamed Bouamid, che aveva promesso alla moglie e mamma della bambina, con la quale viveva a Roma, che sarebbe tornato ad aprile dopo aver fatto visita alla famiglia e ai suoi genitori. Era il 9 marzo e per Federica, che era sposata con quest’uomo e fino ad allora aveva una vita normale, fatta di lavoro e della sua bimba, è iniziato l’incubo peggiore.
Da quel momento, infatti, Hager è scomparsa nel nulla e Federica, dal 21 febbraio di quest’anno, si è trasferita a Tripoli per ritrovare la sua bambina, raggiunta anche dal suo avvocato Duilio Cortassa, che segue il caso con l’internazionalista Francesca Graziani. “Ogni giorno in più è tardi”, ha detto ancora l’avvocato, intervistato dalla Dire che aveva già seguito il caso, per una bambina così piccola, che si è ritrovata in un altro Paese, senza sua madre, l’asilo, le abitudini, la lingua italiana con cui ha iniziato a parlare.
“Sono venuta a Tripoli per assistere all’udienza, il 21 febbraio, del processo per l’annullamento del contratto di matrimonio che mio marito, Mohamed Bouamid, aveva avviato avanti al Tribunale di Tripoli Nord. La giudice, una donna- ha raccontato alla Dire Federica Federici- mi ha dato ragione, respingendo la domanda. Mio marito non si è mai presentato in Tribunale e la domanda di annullamento è stata respinta già il 4 aprile 2023, con condanna di Mohammed alle spese”. L’annullamento era stato chiesto per ragioni religiose: Federica, che si era convertita all’Islam per scelta e per amore e che ne seguiva regole e preghiere senza indossare il velo, avrebbe manifestato dubbi, ha riferito l’uomo alle autorità libiche, e questo sarebbe bastato per lasciarla e decidere di far crescere la bambina con lui in Libia.
Ma la giurisprudenza libica tende ad affidare fino ai 12 anni le bambine alla mamma. “Secondo la collega libica Najwa Ali Ahmadi, che assiste Federica, a fine anno dovremmo avere la sentenza sul divorzio e sull’affidamento della bambina”, ha spiegato l’avvocato Cortassa, che ha anche ricordato le tante difficoltà di affrontare questo iter in Libia dove, tra le altre cose, “l’avvocata parla solo arabo e dialoghiamo con un interprete”. Ma soprattutto, anche qualora l’epilogo giudiziario portasse all’affidamento di Hager a sua madre, come garantire che non resti sulla carta visto che la bambina è irreperibile e il padre non ha mai rispettato le decisioni del Tribunale di portarla agli incontri con la mamma?
“Un provvedimento del Tribunale di Tripoli-Bab Ben Ghashir, del 23 novembre 2022- ha raccontato infatti mamma Federica- mi aveva già autorizzata a incontrare Hager ogni giorno dalle 10 alle 13, presso il Comando della Polizia Giudiziaria, qualora non fosse possibile visitarla presso la residenza del padre. Sinora le visite sono state di fatto impossibili ma resto qui, sono certa che Hager stia a casa dei nonni paterni, nel quartiere di Trek al-Matar, alle porte di Tripoli, a meno di venti chilometri da dove abito, nei pressi della strada che porta all’aeroporto internazionale di Tripoli”, il vecchio aeroporto militare italiano di Castel Benito.
Ma chi cerca Hager, una piccola cittadina italiana di 5 anni portata via con l’inganno da suo padre? L’avvocato Cortassa a malincuore alla Dire ha ammesso che, nonostante le sue richieste, “il pubblico ministero S.P. ha incredibilmente respinto l’istanza di misure cautelari, di fatto chiudendo la porta a un controllo alla frontiera del padre della minore”. Non avendo prove che dicano alle autorità dove sia la bambina, si può ipotizzare che il padre via terra possa portarla dove vuole.
Federica ringrazia il governo, consapevole di esser stata aiutata anche solo per arrivare in Libia, per esser riuscita ad avere il visto insieme al suo avvocato e ora a lavorare lì per una società che fornisce servizi all’ambasciata (perché per avere sua figlia e crescerla non deve lasciare il Paese): “Sono stata davvero molto sostenuta dal Governo, che ho potuto avvicinare grazie agli amici consiglieri del mio Municipio, il VI, Emanuele Giuliani e Andrea La Fortuna, che si sono dati subito da fare per aiutarmi. Sia la sorella della premier, Arianna Meloni, sia il ministro degli Esteri Antonio Tajani mi stanno aiutando, la nostra Ambasciata a Tripoli mi sta dando un grandissimo aiuto”.
“La sorella di mio marito, che si chiama anche lei Hager Bouamid, è diplomatica libica al Cairo, forse mio marito è invece dalla sorella e temo abbia abbandonato la nostra bambina ai nonni. Ma l’Interpol non può intervenire, visto che il pm ha deciso, chissà poi perché, che le ‘misure cautelari si rivelerebbero inutili'”. In generale quindi, “non mi è chiaro- ha detto Federica- come si possa in concreto convincere la famiglia di mio marito ad aprirci la porta di casa”.
“E’ sorprendente che la denuncia per sottrazione di minore presentata dalla signora Federici alla Procura di Roma non abbia sortito alcun risultato”, ha aggiunto l’avvocato, che ha chiesto un incontro al procuratore della Repubblica aggiunto G.C.
A Roma intanto “il Tribunale ha emesso un provvedimento, il 31 ottobre 2022, con cui, tra l’altro, autorizza provvisoriamente i coniugi a vivere separati, con obbligo di mutuo rispetto; affida Hager, in via esclusiva, alla madre la quale esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale; dispone il collocamento della minore presso la madre, previo immediato rimpatrio della stessa; dispone che il padre possa vedere e tenere con sé Hager con modalità protetta secondo un calendario indicato dai Servizi Sociali competenti per territorio in ragione della residenza abituale della figlia. “Il provvedimento è stato trasmesso per via diplomatica alle autorità libiche”, ha precisato l’avvocato.
Ministero degli Esteri e della Giustizia sembrano gli attori decisivi in questa storia. “Lo scorso 29 settembre, a Palermo, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha incontrato la sua omologa libica Halima Ibrahim Abdel Rahman e le ha consegnato una lettera personale della signora Federici”, ha ricordato il legale.
Ma la domanda di questa mamma che torna insistente è sempre la stessa: “Chi sta cercando Hager?”, una bambina italiana rapita. Si fanno accordi per le motovedette nell’ambito del programma ‘Support to integrated Border and Migration Management in Lybia’ dell’Unione Europea e non si riesce a cercare Hager, ad andare dai nonni o a casa della zia? Un giorno in più per una bambina così piccola senza sua madre, lo ripete fino alla fine l’avvocato, è tardi.
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