ROMA – È online l’Avviso pubblico per l’anno 2026 che fissa le modalità di accesso al «Fondo investimenti stradali nei piccoli Comuni». La misura, fortemente voluta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, stanzia una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro per l’anno in corso, confermando la linea di sostegno e attenzione verso le micro-realtà territoriali del nostro Paese.
Il bando è rivolto specificamente ai Comuni con una popolazione fino a 5.000 abitanti e prevede il finanziamento di interventi di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria delle strade comunali, per un importo massimo di 150.000 euro a progetto.
I requisiti di ammissione
Per garantire una distribuzione equa e premiare gli enti che non hanno ancora usufruito della misura, la partecipazione è rigidamente regolamentata. Saranno ammessi all’istanza i soli Enti che non hanno beneficiato finora di alcun finanziamento. Fanno eccezione i municipi che, nelle passate edizioni, si sono visti riconoscere un finanziamento parziale inferiore al 50% di quello inizialmente richiesto, a patto che non abbiano già formalmente avviato le procedure di affidamento dei lavori.
Domande dal 10 novembre: la finestra temporale
I Comuni interessati dovranno presentare la propria candidatura per via telematica. La piattaforma dedicata all’invio delle istanze sarà accessibile all’indirizzo istanzedigitali.mit.gov.it. I termini per l’invio si apriranno ufficialmente a partire dalle ore 12:00 di martedì 10 novembre 2026 e si chiuderanno tassativamente alle ore 12:00 di lunedì 30 novembre 2026.
Il bilancio della misura dal 2023
Il Fondo investimenti stradali si conferma uno degli strumenti più incisivi per la tutela dei piccoli borghi italiani e per il contrasto al dissesto viario delle aree interne. Dal suo esordio nel 2023 ad oggi, il Ministero ha erogato complessivamente 92,3 milioni di euro, permettendo di finanziare e cantierare interventi strutturali in ben 715 piccoli Comuni italiani, valorizzando le amministrazioni locali più virtuose nell’utilizzo e nella programmazione delle risorse pubbliche.
Piero Fusaglia

