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Lazio. Design, una call per i progettisti under 35

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Giovani progettisti per la call under 35 Progettare Futuri Possibili

Studenti, architetti e designer del Lazio possono candidarsi entro il 3 novembre a “Progettare Futuri Possibili”. Tre finalisti, 1.500 euro ciascuno, formazione tra Milano e Sardegna e un progetto destinato alla Design Week 2027.

Per uno studente di design o architettura del Lazio, così come per un giovane professionista che sta cercando occasioni per misurarsi fuori dall’università o dallo studio, la scadenza da segnare è quella del 3 novembre 2026 alle 23.59. Fino a quel momento sarà possibile candidarsi alla terza edizione di “Progettare Futuri Possibili”, il percorso rivolto a progettisti under 35 italiani e internazionali promosso dalla Fondazione Franco Albini. La partecipazione è quindi aperta anche ai giovani del Lazio e mette in palio qualcosa che va oltre il riconoscimento economico: tre selezionati entreranno in un percorso di formazione e lavoro tra Milano e la Sardegna, fino allo sviluppo di un progetto destinato alla Design Week 2027.

La proposta arriva in un momento in cui anche nel Lazio il rapporto tra formazione, creatività e accesso al lavoro sta trovando nuovi spazi. A maggio, per esempio, Il Giornale del Lazio ha raccontato FORMA 2026, il progetto che alla Nuvola di Roma ha riunito istituzioni e realtà accademiche della Capitale e della regione intorno ai giovani talenti della moda e del design. In quel caso l’obiettivo era creare occasioni di incontro tra studenti, docenti e professionisti; qui il percorso è diverso, ma torna la stessa questione concreta: cosa accade quando un giovane esce dalla fase di studio e deve confrontare le proprie idee con processi, persone e responsabilità di un progetto reale.

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Il divano Galloway di Bentley Home, oggetto della sfida progettuale proposta agli under 35 nella terza edizione di “Progettare Futuri Possibili”.

La sfida di “Progettare Futuri Possibili” parte dal divano Galloway di Bentley Home. Ai partecipanti viene chiesto di reinterpretarlo attraverso il Metodo Albini, lavorando non soltanto sulla forma ma anche su struttura, significato, sostenibilità, essenzialità, qualità e durata. Il procedimento proposto invita a scomporre ciò che esiste, cercarne l’essenza, ricomporlo e verificarne la tenuta. È un approccio che sposta l’attenzione dal semplice esercizio estetico alla capacità di spiegare perché una soluzione funziona e quale responsabilità comporta progettarla.

Anche la selezione è costruita in modo meno consueto rispetto a un concorso che si conclude proclamando un unico vincitore. Una commissione individuerà tre progetti e i rispettivi autori, che riceveranno 1.500 euro ciascuno e accederanno a otto giorni di formazione intensiva. Il percorso toccherà Casa Albini in Sardegna, la Fondazione Franco Albini e l’Atelier Bentley Home a Milano. Le tre idee iniziali saranno poi messe sul tavolo, discusse e sviluppate fino ad arrivare a un progetto condiviso.

È probabilmente questo il passaggio più utile da osservare anche dalla prospettiva di chi, nel Lazio, sta completando un percorso universitario o muovendo i primi passi nella professione. Presentare una buona idea è soltanto una parte del lavoro. Bisogna poi saperla discutere, modificarla quando necessario e confrontarla con competenze e punti di vista differenti.

«Non chiediamo ai progettisti di rinunciare alla propria identità, ma di metterla in dialogo con quella degli altri per dare forma a qualcosa di più grande», spiega Paola Albini, presidente della Fondazione Franco Albini, descrivendo il senso attribuito alla fase di co-progettazione.

La metafora scelta per questa edizione è quella della scalata, una passione di Franco Albini. L’immagine dell’alpinista che cerca un appiglio e verifica ogni movimento viene utilizzata per raccontare un metodo nel quale non si dovrebbe arrivare alla soluzione saltando i passaggi. Ma la montagna introduce anche il tema della fiducia negli altri, che ritorna quando i tre finalisti saranno chiamati a trasformare proposte nate individualmente in un risultato comune.

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Formazione e lavoro condiviso sono parte del percorso di “Progettare Futuri Possibili”: i tre finalisti svilupperanno insieme il progetto durante l’esperienza tra Milano e la Sardegna.

Il percorso non finirà con il workshop. La premiazione ufficiale dei tre selezionati è prevista alla Triennale Milano il 17 novembre 2026. Il progetto sviluppato successivamente sarà realizzato da Bentley Home e presentato durante la Design Week 2027, per poi entrare in produzione. La Fondazione Franco Albini prevede inoltre di esporre altri lavori considerati meritevoli dalla commissione.

L’iniziativa coinvolge la Scuola del Design del Politecnico di Milano e Professione Architetto, con il patrocinio del Salone del Mobile.Milano e dell’ADI – Associazione per il Disegno Industriale e il supporto di Triennale Milano. La commissione comprende figure provenienti dall’università e dal mondo del progetto, tra cui Francesco Zurlo, Paola Albini, Lorenzo Damiani, Ico Migliore e Giampiero Bosoni, insieme ai rappresentanti di Bentley Home e Bentley Motors.

Per gli under 35 del Lazio interessati a partecipare, dunque, il primo passaggio è molto più semplice del percorso che potrebbe seguire: rispettare la scadenza del 3 novembre. Da lì saranno scelti i tre progetti destinati alla fase successiva. Premio e Design Week sono elementi certamente attrattivi, ma per chi sta costruendo adesso il proprio spazio professionale il valore dell’esperienza è anche altrove: confrontare il proprio lavoro con un metodo storico, difenderne le scelte davanti ad altri progettisti e, se necessario, avere la capacità di cambiarle.