(Roma, 1 ottobre 2026) – Esprimiamo apprezzamento per il nuovo Piano industriale 2026-2035 di Anas, che prevede 43,2 miliardi di euro di investimenti in dieci anni, con circa 150 opere commissariate che coprono quasi il 50% del programma. Consideriamo il Piano un passo nella direzione giusta. Avere posto al centro la manutenzione, intesa come vera politica industriale e non come una semplice voce di spesa, significa riconoscere il valore del lavoro che le donne e gli uomini di Anas svolgono ogni giorno su una rete di 33mila chilometri, con oltre 19mila tra ponti, viadotti e sovrappassi e più di 2.100 gallerie. Condividiamo la richiesta dell’Amministratore delegato, Claudio Andrea Gemme, di finanziamenti stabili e pluriennali, in alternativa a risorse episodiche come quelle del Pnrr, che ha assegnato ad Anas 275 milioni di euro per gli impianti tecnologici. Solo una programmazione certa, che parta dal nuovo contratto di programma, dai 5 miliardi di euro l’anno di investimenti e dalla prossima manovra finanziaria, può garantire opere completate nei tempi previsti e lavoro di qualità. La manutenzione stradale è una politica di sicurezza e di efficienza, prima ancora che una voce di spesa. Prendersi cura delle strade significa tutelare chi le percorre ogni giorno e, allo stesso tempo, garantire il buon funzionamento dell’intero sistema della mobilità.

Una rete ben mantenuta riduce i rischi per l’utenza. Pavimentazioni in buono stato, segnaletica leggibile, barriere efficienti, ponti e viadotti sottoposti a controlli regolari, gallerie ben illuminate: ogni intervento contribuisce a prevenire incidenti e a rendere la circolazione più sicura per automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni e mezzi di soccorso. La manutenzione programmata e predittiva, supportata da ispezioni sistematiche e da sistemi di monitoraggio, consente inoltre di individuare le criticità prima che si trasformino in emergenze. Intervenire con continuità e programmazione costa meno che rincorrere le emergenze. La manutenzione ordinaria e programmata preserva il valore del patrimonio infrastrutturale, ne allunga la vita utile e riduce la necessità di interventi straordinari, più onerosi e più impattanti per gli utenti.

La sicurezza stradale, è bene sottolinearlo, non riguarda solo l’utenza, ma anche chi opera ogni giorno sulla rete. Gli interventi di manutenzione si svolgono spesso a ridosso del traffico, in presenza di cantieri mobili, di condizioni meteorologiche avverse o di emergenze improvvise come frane e alluvioni. Tutelare la sicurezza dei lavoratori significa quindi garantire cantieri organizzati secondo le procedure, dispositivi di protezione adeguati, segnaletica e presegnalamento efficaci, formazione costante e mezzi moderni.
Una manutenzione programmata, che consente di pianificare gli interventi anziché rincorrere le urgenze, riduce l’esposizione al rischio degli operatori e rende il lavoro più sicuro. La sicurezza di chi lavora sulla strada e quella di chi la percorre sono due facce della stessa responsabilità: non si può garantire l’una senza l’altra. Rivolgiamo, infine, un augurio di buon lavoro a Valerio Mele, nominato Chief operating officer di Anas, che coordinerà quattro direttori, dalla manutenzione alle nuove opere e alla progettazione.
Nicola Apostolico, Segretario nazionale Fast Confsal Dipartimento Viabilità

