Alba di sangue nel sud dell’Ucraina. Una raffica di attacchi aerei condotti dalle forze russe ha devastato diversi quartieri residenziali nel centro di Zaporizhzhia, provocando la morte di almeno dodici persone, tra le quali si contano purtroppo anche tre bambini. I soccorritori e le squadre di emergenza continuano a scavare ininterrottamente tra le macerie degli edifici crollati per recuperare i dispersi e prestare le prime cure ai numerosi feriti, alcuni dei quali versano in gravi condizioni.
Ospedali al lavoro e soccorsi tra i detriti
I raid, condotti all’alba con l’impiego di bombe plananti, hanno sventrato palazzi abitati e infrastrutture cittadine. Oltre ai deceduti, si registrano almeno quattordici feriti già ricoverati nelle strutture sanitarie della zona, mentre resta incerto il destino di diverse persone che potrebbero essere ancora intrappolate al di sotto delle strutture in cemento. Le operazioni di ricerca si preannunciano complesse e si estendono a diverse aree della regione colpite contemporaneamente durante la notte.
L’attacco di Zelensky e le prospettive della risposta di Kiev
Dura la reazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha collegato l’escalation militare ai recenti passaggi sulla rimodulazione delle sanzioni energetiche. Secondo il leader di Kiev, la risposta russa alle aperture internazionali si traduce in nuove azioni belliche contro i civili. Zelensky ha ribadito l’intenzione di proseguire con ritorsioni mirate a lungo raggio verso gli snodi logistici nemici, per far avvertire sul campo di battaglia il costo reale del conflitto.

