ROMA – Nuova accelerazione della Camera sul fronte delle riforme istituzionali. L’Aula di Montecitorio ha espresso parere favorevole sugli articoli 3 e 8 del testo di riforma della legge elettorale, superando lo scoglio della fiducia posta dall’Esecutivo. Il voto di oggi conferma la coesione delle forze di maggioranza, che hanno risposto compatte alla chiamata nominale, respingendo l’assalto dei numerosi emendamenti presentati dalle minoranze.
Il ricorso allo strumento della fiducia, giustificato dal Governo con l’esigenza di garantire tempi certi all’iter legislativo, ha sollevato dure critiche da parte dei banchi dell’opposizione, che lamentano una compressione del dibattito democratico su un tema cruciale per i cittadini.
I nodi del provvedimento: rappresentanza e quote di genere
Al centro della sessione odierna c’erano due dei pilastri più delicati dell’intero disegno di legge:
- Il nuovo assetto dei seggi (Articolo 3): La norma delinea i perimetri delle soglie di sbarramento necessarie per accedere al Parlamento. L’obiettivo dichiarato dai promotori è favorire la governabilità ed evitare l’eccessiva frammentazione politica.
- Le regole di voto e preferenze (Articolo 8): Questo passaggio disciplina l’alternanza di genere all’interno delle liste elettorali e le modalità pratiche con cui gli elettori esprimeranno la propria scelta sulla scheda.
Domani l’ultimo atto a Montecitorio
Superati i singoli articoli, il calendario dei lavori prevede per domani la discussione degli ordini del giorno e, subito dopo, il voto finale sull’intero pacchetto normativo. Se la Camera darà il via libera definitivo, la palla passerà al Senato della Repubblica per la seconda lettura, dove la maggioranza punta a completare l’approvazione entro le prossime settimane.

