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Terremoto nel centrodestra: Simonetta Matone lascia la Lega e passa a Forza Italia. «No alle derive sovraniste»

La deputata ed ex magistrata Simonetta Matone ha ufficializzato il suo addio alla Lega per aderire al gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera. Lo strappo con il partito guidato da Matteo Salvini arriva all’indomani del congresso straordinario del Carroccio a Milano, un appuntamento che la deputata romana aveva visibilmente disertato.

Alla base della decisione c’è una profonda incompatibilità con la linea politica recente della Lega. La stessa Matone ha spiegato i motivi della scelta attraverso una nota ufficiale e un videomessaggio:

«Io rimango saldamente nel centrodestra, ma sono contraria a derive sovraniste e a prese di posizione estreme e irrealizzabili. Forza Italia rappresenta un centrodestra illuminato, solido punto di riferimento per i moderati, erede da sempre del garantismo portato avanti con coraggio da Silvio Berlusconi e saldamente ancorato a una visione equilibrata, anche in politica estera».

Chi è Simonetta Matone: dalla magistratura alla politica

Nata a Roma nel 1953, Simonetta Matone vanta una lunga e prestigiosa carriera nella magistratura italiana, durata oltre quarant’anni e focalizzata principalmente sulla tutela delle donne, dei minori e sul sistema carcerario.

  • Gli esordi in magistratura: Laureata in Giurisprudenza alla Sapienza nel 1976, inizia a fine anni ’70 come vicedirettrice del carcere d’epoca “Le Murate” di Firenze. Successivamente lavora come giudice a Lecco e come magistrato di sorveglianza a Roma.
  • La Procura per i Minorenni: Dal 1991 al 2008 ricopre lo storico ruolo di Sostituto Procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Roma, diventando un volto noto al grande pubblico anche grazie alle sue frequenti e apprezzate partecipazioni in televisione come esperta di legalità e giustizia minorile.
  • I ruoli di Governo: Negli anni ha svolto importanti compiti tecnici e politici nei ministeri guidati da figure come Giuliano Vassalli, Mara Carfagna, Paola Severino e Annamaria Cancellieri, ricoprendo anche i ruoli di vice capo vicario del DAP (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) e capo del Dipartimento per gli Affari di Giustizia.

Il percorso politico e l’approdo in Parlamento

L’ingresso ufficiale nella politica attiva risale alle elezioni amministrative di Roma del 2021, quando viene scelta dall’intera coalizione di centrodestra per correre come candidata vicesindaca della Capitale al fianco di Enrico Michetti. In quell’occasione viene eletta consigliera comunale a Roma, diventando capogruppo della Lega.

Nel 2022 compie il salto in Parlamento, venendo eletta deputata alla Camera tra le fila della Lega nel collegio proporzionale del Lazio.

Cosa cambia adesso nello scacchiere politico

Il passaggio dell’ex magistrata rappresenta un colpo politico non indifferente, soprattutto nel Lazio e a Roma, territori in cui Matone gode di un forte seguito personale.

I vertici di Forza Italia, rappresentati dal segretario Antonio Tajani, dal capogruppo Enrico Costa e dalla vicesegretaria Deborah Bergamini, hanno accolto a braccia aperte la deputata, sottolineando come il suo ingresso vada a rafforzare la storica battaglia garantista e moderata del partito. Per la Lega, di contro, l’uscita evidenzia il malumore interno dell’ala più moderata e centrista nei confronti della linea identitaria e sovranista impressa da Matteo Salvini.

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