Che cosโรจ il folklore? E come interagisce con la magia e la superstizione? Perchรฉ a partire dal Cinquecento suscita lโattenzione di pittori e incisori? E Voltaire e Rousseau? La lezione di Paolo Battaglia La Terra Borgese
Folklore e significato
La definizione indica rievocazioni attuali (spesso senza giustificazione logica) di antiche feste di cittร o di campagna. Consiste in performance di gruppi che cantano, danzano oppure competono per mettere in scena testi di poesia, di musica o di storia.
Spesso, ed anche volentieri, si tratta di celebrare testi che tuttavia taluni autori avevano giร venduto in illo tempore al loro gusto personale, e magari trattato con una inidonea preparazione storica (del realmente accaduto) e critica (in quanto creati intenzionalmente per destinarli al mercato dei cantastorie): tutto questo ha divulgato uno svarionare sul calibro del Folklore.
A coniare il vocabolo nel 1846 fu lo scrittore William John Thoms che, uniti due termini arcaici sassoni: folk (popolo), e lore (sapere), tradusse in โsapere del popoloโ per esprimere quel complesso di cognizioni tradizionali precipue degli strati sociali subalterni e medio-bassi (il proletariato di oggi: classe operaia, lavoratori impiegatizi a basso reddito e precari).
Folklore รจ dunque quellโinsieme di Tradizioni popolari che consegna ai contemporanei la cultura storica (?) della societร , pur a volte strumentalizzato perchรฉ utile a determinate categorie sociali o finanziarie o patrimoniali. Sancisce quindi con vigore spirituale valori etici ed estetici, anche se a volte faziosi.
Rappresentando il folklore come un organismo vivente il Pitrรจ afferma: ยซFiabe e favole, racconti e leggende, proverbi e motti, canti e melodie, enigmi e indovinelli, spettacoli e feste, usi e costumi, riti e cerimonie, pratiche, credenze, superstizioni, ubbie, tutto un mondo palese ed occulto di realtร e di immaginazione, si muove e si agita, sorride, geme a chi sa accostarvisi e comprenderloยป: chi sa se il Pitrรจ ci avverte cosรฌ della necessitร di un usbergo dallโesiziale?
Origini
In Italia furono gli interessi artistici (e letterari) a dare avvio agli studi folkloristici, da quando nel Cinquecento questi furono dโispirazione a pittori e scultori con interesse scientifico per potere imprimere valore documentario e culturale alle loro opere. Oggi la Storia delle tradizioni si studia nelle Universitร anche con valore e significato di ricerca.
Medicina e Nutraceutica
La demojatrica o demoiatria, รจ lo studio della medicina popolare e delle pratiche terapeutiche tradizionali impiegate dalle classi subalterne o contadine. Si tratta di usanze e pratiche spesso strane o addirittura assurde, collegate con la magia, la religiositร e la superstizione.
Natura iuvant
Tuttavia sorprende non poco che spesso, con la medicina popolare, il popolo, grazie allโesperienza diretta, arrivava a scoprire l’efficacia terapeutica di certe sostanze, o di cibi (diremmo oggi Nutraceutica), o modi di cura. Ad esempio, prima della scoperta della penicillina, si usava, cosรฌ come usavano giร gli antichi Egizi, guarire le ferite con le muffe; e, in Abruzzo, contro il mal d’occhi, si consigliava โsughe de melaranceโ, cioรจ quella vitamina che ora si somministra a mezzo farmaco. Senza contare che taluni medicinali, giร usati empiricamente nelle campagne, sono poi entrati nel ricettario farmaceutico come estratti, polveri, alcaloidi, con nomi nuovi, o con consistenza ricavata chimicamente.
Ciรฒ porta a comprendere che, in realtร , รจ davvero difficile separare al di lร di ogni dubbio la medicina popolare da credenze magiche, religione e superstizione.
La Magia e la superstizione
Il nome di magia viene dai Magi: i sacerdoti persiani che praticavano la guarigione
con l’uso di poteri soprannaturali. Da tale pratica nacquero credenze, e quando si riteneva di trovarsi in situazioni cul de sac o esiziali, queste portavano a pratiche contro la siccitร e danze rituali come si usava in tempi piรน remoti. Altre pratiche ancora oggi confortano i piรน superstiziosi contro gli iettatori, toccando ferro o altri amuleti come il corno, come fossero usberghi. E ancora oggi virtรน divinatorie e curative di maghi di professione sono ampiamente pubblicizzate senza ogni stroncamento mediatico possibile, tra svarioni e debacles.
I maghi, gli stregoni, gli sciamani, i guaritori, i santoni, le streghe e gli indovini
Questi imbroglioni, sedicenti maestri di arti magiche, convincono i creduloni di essere dotati di particolari virtรน divinatorie e curative, e di potere intercedere e propiziare sul protrarsi della realtร .
Amuleti e talismani sono spesso vere e proprie opere dโarte
I talismani sono oggetti, manufatti o naturali, utilizzati per portare fortuna e influenzare positivamente ogni accadimento. Gli amuleti hanno invece funzione apotropaica, destinati cioรจ a scacciare influenze maligne, malocchio o sventura. Vere opere dโarte sono, ad esempio, gli anelli degli antichi Indiani o gli occhi d’oro degli Egiziani. Curiositร : una medaglia talismanica ritrovata nellโodierna Turchia raffigura Salomone a cavallo che con una lancia uccide una diavolessa: come San Giorgio che uccide il drago!
LโIlluminismo tra iettatura e malocchio
Perfino gli scienziati illuministi del Settecento napoletano non furono indenni a iettatura e malocchio: giustificavano la loro credenza a questi come una forza posseduta da certi individui, dei quali indicavano pure i tratti somatici e fisiognomici. Gli illuministi Voltaire e Rousseau consideravano il venerdรฌ come giorno nefasto. Queste cose fanno riflettere molto sulla essenza dellโIlluminismo, e aprono a molti spunti di riflessione, magari da affrontare in altre sintesi.
Siamo molto manipo-labili
I contadini siciliani e non solo, quando si trovavano in posa davanti ai primi obbiettivi fotografici della storia, facevano le corna, perchรฉ una foto in mano altrui li avrebbe potuti esporre a malefici, a moโ della magia nera dei riti vudรน.
Per chiudere in arte
โNรฉ di Venere nรฉ di Marte – non si sposa e non si parte โ nรฉ si dร principio allโarteโ.
โLa magia non รจ soltanto stregoneria: qualunque incanto รจ magia (โฆ). Forse รจ lโarte il solo incantesimo concesso allโuomo e dellโincantesimo possiede tutti i caratteri e tutte le specie: essa รจ evocazione di cose morte, apparizione di cose lontane, profezia di cose future, sovvertimento delle leggi di natura, operati dalla sola immaginazione.โ
(Massimo Bontempelli, 1927)
Il Realismo Magico รจ una definizione coniata nel 1925 dal critico tedesco Franz Roh e ripresa e codificata da Massimo Bontempelli nel 1927.















