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Meloni segue la crisi in Iran. Convocati ministri e intelligence

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Crosetto: “Abbiamo preso alcune misure di protezione, ma non siamo coinvolti”. Tajani: “Lavoriamo per de-escalation e per rientro connazionali”

ROMA – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sta seguendo con la massima attenzione la crisi in Iran e ha convocato per la mattinata una riunione in videoconferenza con i ministri interessati, con il sottosegretario Alfredo Mantovano e con i vertici dell’intelligence. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

CROSETTO: “CAMBIA SCENARIO, CRISI PIÙ GRANDE E RISPOSTA IRAN PIÙ FORTE”

“Cambia completamente lo scenario, si apre una crisi molto più grande e si attende dall’Iran una risposta molto più forte, che rischia di colpire non solo Israele, ma Hormuz e tutti gli obiettivi americani”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto al Tg1, spiegando: “Già ieri alcuni spostamenti di aerei americani ci avevano dato la ragionevole certezza che potesse scattare un attacco. Si sapeva che il sito di Fordow, il punto di interesse principale di Israele perché è il centro del programma nucleare iraniano, un sito situato sotto 90 metri di roccia, non era raggiungibile da Israele che non ha i mezzi per colpirlo. Per questo sono intervenuti i bombardieri americani B2, con la più elevata capacità di penetrare a fondo”.
Quanto all’Italia, “abbiamo preso alcune misure di protezione, ma non siamo coinvolti, ci siamo limitati a spostare contingenti la cui vicinanza con obiettivi americani poteva suscitare pericolo”.TAJANI: “LAVORIAMO PER DE-ESCALATION E PER RIENTRO CONNAZIONALI”

“Ci auguriamo che dopo questo attacco che ha portato un danno enorme alla produzione dell’arma nucleare, ora si possa arrivare a una de-escalation e a un tavolo di trattative. Ma tutto dipende da cosa farà l’Iran, loro ancora pensano di tenere una linea dura, vediamo se dopo l’attacco di questa notte cambieranno idea”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato dal Tg1. Intanto, aggiunge, “siamo impegnati con tutte le nostre forze a far rientrare i nostri connazionali che si trovano in quell’area, siamo in contatto costante con le ambasciate di Teheran e Tel Aviv. Anche oggi parte un aereo da Sharm el Sheik per riportare nostri connazionali in patria. E sono stati fatti rientrare alcuni militari da Baghdad per il rischio di ritorsioni nell’area dove ci sono basi militari americane”.
Comunque, ha anche detto Tajani, “l’atomica in Iran sarebbe un pericolo per tutti noi. Domani c’è una riunione dei ministri degli Esteri a Bruxelles. E oggi ho convocato una riunione dei nostri ambasciatori dell’area”.
Infine, ha ricordato ancora Tajani, “l’unità di crisi della Farnesina lavora 24 ore su 24 per mettere in sicurezza i nostri cittadini”.

 Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

L’Iran avverte: “Gli attacchi americani avranno conseguenze senza fine”

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ROMA – Dopo i raid statunitensi delle ultime ore contro i siti nucleari di Fordow, Natanz ed Esfahan i funzionari iraniani stanno minimizzando l’impatto degli attacchi, con un parlamentare che ha affermato che sono stati “superficiali” e non hanno danneggiato gravemente Fordow. Lo riporta la Cnn.

I leader iraniani, intanto, hanno avvertito che l’attacco avrà “conseguenze senza fine” e hanno richiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Non c’è ancora stata una risposta ufficiale dalla Guida Suprema della Repubblica Islamica, l’Ayatollah Ali Khamenei.In una conferenza stampa a Istanbul, in Turchia, il ministro degli Esteri iraniani, Abbas Araghchi, ha dichiarato: “La Repubblica Islamica dell’Iran condanna con la massima fermezza la brutale aggressione militare degli Stati Uniti contro gli impianti nucleari pacifici dell’Iran. Si tratta di una violazione oltraggiosa, grave e senza precedenti dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”. E  “l’amministrazione guerrafondaia e illegale di Washington è la sola e piena responsabile delle pericolose conseguenze e delle implicazioni di vasta portata del suo atto di aggressione“. “Il silenzio di fronte a un’aggressione così palese farà precipitare il mondo in un livello di pericolo e caos senza precedenti. L’umanità è arrivata troppo oltre come specie per permettere a un bullo senza legge di riportarci alla legge della giungla“, ha sottolineato.Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha annunciato che domani incontrerà il presidente russo Vladimir Putin

Il ministro degli Esteri iraniano ha poi affermato di non sapere quanto “spazio resta alla diplomazia” dopo che gli Stati Uniti hanno colpito gli impianti nucleari iraniani perchè “hanno oltrepassato un limite enorme attaccando gli impianti nucleari. Dobbiamo rispondere basandoci sul nostro legittimo diritto all’autodifesa“.

“Domani terrò consultazioni serie con il presidente russo e continueremo a lavorare insieme”, ha concluse Araghchi che domani volerà in Russia dove incontrerà il presidente Vladimir Putin.

 Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Gli Usa attaccano l’Iran: colpiti tre siti nucleari

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Il Presidente Trump in un discorso alla Nazione: “L’Iran, il bullo del Medio Oriente, deve ora fare la pace”. Pezehskian: “La risposta dell’Iran sarà decisiva”

ROMA – “Abbiamo completato con successo il nostro attacco a tre siti nucleari in Iran, inclusi Fordow, Natanz ed Esfahan. Tutti gli aerei sono ora fuori dallo spazio aereo iraniano”. Lo ha annunciato con un messaggio su Truth il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

“L’Iran, il bullo del Medio Oriente, deve ora fare la pace“, ha detto Trump in un discorso alla nazione ieri sera, accennando alla possibilità di ulteriori azioni se non si raggiungerà un accordo nucleare. E sempre sulla piattaforma Truth, ha avvertito Teheran che qualsiasi ritorsione contro gli Stati Uniti “sarà affrontata con una forza molto superiore rispetto a quella a cui si è assistito stasera”.

L’agenzia Reuters riporta le parole del Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: “Congratulazioni, Presidente Trump. La sua coraggiosa decisione di colpire gli impianti nucleari iraniani con la straordinaria e giusta potenza degli Stati Uniti cambierà la storia… La storia ricorderà che il Presidente Trump ha agito per negare al regime più pericoloso del mondo le armi più pericolose del mondo”. Intanto, le autorità israeliane hanno ripristinato le restrizioni per i civili: luoghi di lavoro e scuole rimarranno chiusi, ha annunciato il Comando del Fronte Interno delle Forze di Difesa Israeliane in una nota, con tutte le attività limitate ai servizi essenziali fino a lunedì mattina. Anche l’Autorità Aeroportuale Israeliana ha annunciato la chiusura dello spazio aereo israeliano.Un funzionario statunitense a conoscenza dell’operazione militare americana in Iran, si legge sul Washington Post, ha affermato che “l’operazione includeva bombardieri B-2, come ampiamente previsto, ma anche altri velivoli come i caccia. Sono state sganciate numerose bombe da 30.000 libbre, capaci di distruggere bunker, note nell’Aeronautica Militare come 
Massive Ordnance Penetrator
“.

PEZESHKIAN: “LA RISPOSTA DELL’IRAN ALL’AGGRESSIONE SARÀ DECISIVA”

Secondo quanto riporta l’agenzia iraniana Mehr il presidente dell’Iran, Masoud Pezehskian, durante una telefonata con il suo omologo egiziano Abdel Fattah El-Sisi ha affermato che “la sua amministrazione ha sempre cercato la pace e l’espansione dei legami con i paesi della regione e con quelli musulmani come priorità della sua politica estera” e ha sottolineato che “se l’aggressione dovesse continuare, l’Iran risponderà con decisione“.

Il presidente ha affermato, inoltre che “il regime israeliano sta cercando di trascinare gli Stati Uniti nel conflitto, sottolineando che Teheran non permetterà al regime di mettere l’Iran contro le altre nazioni musulmane della regione”.

Sempre secondo la Mehr il Centro nazionale iraniano per la sicurezza nucleare ha dichiarato che “non sono stati rilevati segni di contaminazione dopo aver effettuato ispezioni nelle aree circostanti gli impianti nucleari colpiti dagli attacchi statunitensi”. I siti erano stati evacuati prima dell’attacco.

GUTERRES AVVERTE: “SONO PROFONDAMENTE ALLARMATO, RISCHIO ESCALATION DEL CONFLITTO”

“Sono profondamente allarmato dall’uso della forza da parte degli Stati Uniti contro l’Iran oggi. Si tratta di una pericolosa escalation in una regione già al limite e di una minaccia diretta alla pace e alla sicurezza internazionale. C’è un rischio crescente che questo conflitto possa rapidamente sfuggire al controllo, con conseguenze catastrofiche per i civili, la regione e il mondo“. Lo scrive su X il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres che aggiunge: “Invito gli Stati membri ad allentare la tensione e a rispettare i propri obblighi ai sensi della Carta delle Nazioni Unite e delle altre norme del diritto internazionale. In questo momento pericoloso è fondamentale evitare una spirale di caos. Non esiste una soluzione militare. L’unica via d’uscita è la diplomazia. L’unica speranza è la pace“.L’IRAQ CONTRO I RAID USA: “NO ALL’ESCALATION MILITARE”

Il governo dell’Iraq ha condannato i bombardamenti statunitensi contro i siti nucleari in Iran, definendoli una “escalation militare” che “minaccia la sicurezza e la pace in Medio Oriente” e “mette gravemente a rischio la stabilità regionale”.
“Le soluzioni militari non possono sostituire il dialogo e la diplomazia“, ha dichiarato in un comunicato il portavoce del governo, Bassem Alawadi. Secondo il responsabile, il proseguimento dei raid “condurrebbe a un’escalation pericolosa, le cui ripercussioni andrebbero oltre i confini di qualsiasi Stato”.

STARMER (GB): “RAID USA PER ATTENUARE MINACCIA, IRAN NEGOZI”

“Invitiamo l’Iran a tornare al tavolo dei negoziati e a trovare una soluzione diplomatica per porre fine a questa crisi”: parole del primo ministro della Gran Bretagna, Keir Starmer, dopo i bombardamenti degli Stati Uniti nel territorio della Repubblica islamica.
“Il programma nucleare dell’Iran rappresenta una grave minaccia per la sicurezza internazionale” ha sostenuto Stermer, in una dichiarazione rilanciata dall’emittente Bbc. “L’Iran non deve mai essere messo nelle condizioni di sviluppare un’arma nucleare e gli Stati Uniti hanno agito per attenuare tale minaccia”.
Il primo ministro ha aggiunto: “La situazione in Medio Oriente resta instabile e la stabilità nella regione è una priorità”.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

IL MESSAGGIO DI PAPA LEONE XIV AL FESTIVAL DELL’ECOLOGIA INTEGRALE

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Assegnato il premio “Custode della casa comune”. Riconoscimenti a Sonia Filippazzi (Giornalista Rai), Tiziana Governatori Alfonso Cauteruccio (Presidente di Greenaccord) Luca Chiovelli (agricoltore a km 0) e Giancarlo Breccola, Esperto di storia locale

Montefiascone 21/06/2025 – “In occasione della Quinta edizione del Festival dell’Ecologia Integrale, promosso a Montefiascone dall’Associazione Rocca dei Papi per una ecologia integrale, sul tema “Porte aperte alla Speranza. Cambiamento e sostenibilità” il Santo Padre Leone XIV rivolge agli organizzatori, ai relatori e ai presenti tutti il suo cordiale saluto, esprimendo apprezzamento per il significativo evento volto a favorire una autentica sensibilità ecologica e un fecondo dialogo tra istituzioni e società civile. Il Papa auspica che l’iniziativa susciti un rinnovato e corresponsabile impegno nel riconoscere e preservare la bellezza del creato. Dono incomparabile di Dio, affinché sia un luogo abitabile per tutti. Il Sommo Pontefice accompagna tali auspici con la preghiera e l’invio della benedizione apostolica”. Queste le parole che Papa Leone XIV ha rivolto agli organizzatori del Festival.

Il Festival, che si svolgerà fino al 22 giugno a Montefiascone, si ispira alla visione dell’ecologia integrale, lanciata da Papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’, e si collega al tema del Giubileo 2025 Porte aperte alla speranza con un sottotitolo coerente con i percorsi precedenti: Cambiamento e sostenibilità. Un’iniziativa che vuole stimolare riflessioni profonde sul rapporto tra uomo, ambiente e società, proponendo una visione armonica e sostenibile del futuro.

Premio “Custode della Casa Comune”

Assegnato il premio “Custode della Casa Comune”, per il loro impegno nella sostenibilità e tutela ambientale, a Sonia Filippazzi, Giornalista Rai, Tiziana Governatori, imprenditrice Alfonso Cauteruccio, Presidente di Greenaccord, Luca Chiovelli, agricoltore a km 0 e Giancarlo Breccola, Studioso delle radici culturali del paese.

Per aver dato voce, attraverso il giornalismo, alla Terra e alle sfide ambientali del nostro tempo, il riconoscimento è stato conferito a Sonia Filippazzi, Giornalista Rai e conduttrice del programma “L’Aria che respiri” (Rai Radio Uno) per la passione, la competenza e il rigore con cui ha dato voce alle grandi questioni ambientali, contribuendo a formare una coscienza collettiva più attenta, più consapevole e responsabile. Attraverso la sua attività giornalistica ha saputo trasformare la narrazione dell’ambiente in uno spazio di dialogo, giustizia e speranza.

Assegnato anche all’imprenditrice Tiziana Governatori per aver costruito un’azienda radicata nel territorio, capace di futuro e responsabilità e per aver saputo intrecciare coraggio imprenditoriale e radicamento locale, innovazione e responsabilità, contribuendo con il suo lavoro alla crescita umana ed economica della comunità. La sua attività è un esempio di impresa etica e lungimirante, che non consuma il territorio ma lo onora, che costruisce lavoro senza spezzare legami.

Ad essere premiato anche Alfonso Cauteruccio, Presidente di Greenaccord, per la visione lungimirante e l’impegno generoso con cui ha costruito ponti tra il mondo della comunicazione, dell’ambiente e delle istituzioni. Con Greenaccord ha saputo formare una nuova generazione di comunicatori ambientali, favorendo un pensiero ampio, critico e consapevole. Da Montefiascone al mondo, porta un messaggio di ecologia integrale che unisce coscienze e territori.

Per aver custodito la terra con rispetto e amore, nutrendo la comunità attraverso un’agricoltura sostenibile e solidale, il premio è stato consegnato a Luca Chiovelli agricoltore a km 0 di Montefiascone. In un tempo in cui la distanza tra il cibo e chi lo produce si è fatta spesso abissale, Luca Chiovelli rappresenta una presenza preziosa, quella dell’agricoltore che lavora nel rispetto dei ritmi naturali, dei cicli stagionali, della biodiversità. La sua scelta di coltivare ortaggi a chilometro zero non è solo una pratica sostenibile, ma una testimonianza concreta di ecologia integrale, che tiene insieme il suolo, il nutrimento e le relazioni.

Il premio va a Giancarlo Breccola, studioso delle radici culturali del territorio, per aver preservato e trasmesso la memoria culturale di Montefiascone come radice viva del presente e per il suo costante e appassionato impegno nella custodia della memoria, nella valorizzazione della cultura locale e nella trasmissione di un’eredità che dà senso al presente. Giancarlo Breccola ha dedicato la sua vita alla ricerca e alla narrazione delle radici profonde di Montefiascone. In un mondo che corre e dimentica, la sua voce è un argine contro la perdita dell’identità, un invito a riscoprire ciò che ci tiene uniti. È un custode della memoria collettiva, che dà futuro alla tradizione.

Programma del Festival

Il programma del Festival prosegue oggi con una giornata dedicata a spiritualità, paesaggio e agricoltura: si parte alle 17:00 con un dialogo con Mons. Orazio Francesco Piazza, Vescovo di Viterbo, a cui seguirà alle 18:00 la sessione “Terra, agricoltura, paesaggio”, con esperti del settore tra cui David Granieri, Raffaele Squitieri e Andrea Bellincontro. La giornata si chiuderà con l’incontro con Luca Sardella, volto noto della divulgazione ambientale in TV, e una serata di festa per la città di Montefiascone.

Domenica 22 giugno, la Santa Messa nella Cattedrale di Santa Margherita (ore 10:30) e il suggestivo evento conclusivo “In illo uno unum” (ore 20:30), omaggio a Papa Leone XIV con un reading su Sant’Agostino a cura di Emmanuel Casaburi e la Banda Musicale Pontificia di Città del Vaticano, diretta dal M° Andrea Barillari.

La Polizia di Stato e l’associazione Juppiter in visita al Parlamento Europeo

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La carovana Back Home sta per tornare a casa. Tante le emozioni raccolte, tra le quali, qualche giorno fa, l’incontro al Parlamento europeo, ospiti della Vice Presidente Antonella Sberna, con la Presidente Roberta Metzola. 

Insieme agli educatori, ai comunicatori e accompagnati da un medico specializzato della Polizia di Stato e due poliziotti della Polizia Stradale, a bordo di una Lamborghini Urus, i ragazzi hanno testimoniato l’importanza della fragilità all’interno di un contesto istituzionale così prestigioso.

“La carovana è il nostro metodo educativo”, dichiara Salvatore Regoli, presidente di Juppiter. E prosegue: “In un rovesciamento di prospettiva, i ragazzi speciali si prendono cura degli adolescenti e li accompagnano in questa avventura, in cui il vivere insieme ci cambia giorno dopo giorno. Grazie al Parlamento Europeo e alla vicepresidente Antonella Sberna per averci fatto sentire a casa”.

Metalmeccanici, Calderone: “Oggi passo iniziale per un nuovo dialogo”

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Roma, 21 giugno 2025 – “Ho voluto dare un grande segnale di attenzione a un comparto strategico, quello della meccanica, convocando il tavolo odierno. Fermo restando la sovranità delle parti sociali nelle differenti fasi della contrattazione, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha inteso agevolare il dialogo, nell’interesse esclusivo del paese. Restiamo accanto alle parti sociali e siamo disponibili a favorire ulteriori momenti di confronto, scevro da pregiudiziali, come auspicato da sindacati, Federmeccanica e Assistal”.

Lo afferma in una nota il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone

MILANO, DE CORATO (FDI): «EVVIVA! DOPO 21 MESI FINALMENTE PRIMO SABATO SENZA PRO-HAMAS IN CITTA’

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FORSE PERCHE’ TUTTI A ROMA»?

Milano, 21 Giugno 2025 – «Finalmente, dopo quasi 21 mesi, oggi è il primo sabato in cui la città sta respirando un po perchè non ci sono stati cortei con conseguenti disagi a traffico e commercianti. Purtroppo, dall’ottobre 2023, ogni fine settimana (specialmente di sabato pomeriggio) no-global, antagonisti e anarchici hanno sfilato per le strade milanesi, soprattutto quelle del centro, sempre a sostegno di Hamas e spesso insultando il Governo Meloni. Oggi ciò non è avvenuto, forse perché sono tutti a manifestare a Roma»?

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi,Riccardo De Corato.

Marino: Forte partecipazione a Bibliopop contro la guerra, per la Palestina

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L’intervento di Yousef Salman, il commento del PCI

Purtroppo, tragicamente, – molti di voi l’avranno già appreso nella notte – la guerra in Medio Oriente con l’attacco all’Iran (da USA oltre che Israele) tsa deflagrando in conflitto più vasto dalle conseguenze imprevedibili. Prima di questo, ieri, sabato 21, molti dei partecipanti alla iniziativa di Bibliopop – con la proiezione del film “No Other Land” ,  il docufilm di Basel Adra e Yuva Abraham, premiato agli Oscar – avevano partecipato alla presenza in piazza, a Roma delle decine di migliaia di partecipanti contro la guerra, contro il riarmo, contro la Nato e le scelte di UE e Governo italiano. Dopo aver assistito al drammatico, vero, straziante, docufilm, molti dei partecipanti alla proiezione, sono intervenuti con quesiti e commenti e, infine, offerto a Yousef Salman, presidente della comunità palestinese di Roma e Lazio, la possibilità di illustrare con estrema lucidità, non solo la storia degli ultimi decenni che riguardano i palestinesi, e il medio oriente, ma che riguarda tutti noi: mediterraneo, medio oriente e mondo. Salman, ha fatto questo ricorrendo alla analisi storico-politica attuale che inchioda il capitalismo e l’imperialismo al proprio disegno disvelato e alle proprie responsabilità storiche (anche future) che, purtroppo, in queste ore, confermano le accuse del dirigente palestinese contro USA, Gran Bretagna, UE e Italia. In particolare, su questa analisi, due punti sono stati messi in evidenza: il primo è l’obiettivo vero assegnato nei decenni ad Israele. Il secondo è il tempo politico attuale scelto per l’intervento militare di guerra israeliano (ed ora anche statunitense). Sul primo punto, Salman ha ricordato che il disegno di voler garantire l’accaparramento (di rapina) delle materie prime, a cominciare da quelle energetiche, presenti nell’area medio orientale sono all’origine delle scelte di consentire ad Israele (stato confessionale definito a prescindere democrazia avanzata in medio oriente) di imperversare nelle varie crisi di guerra: a cominciare dalla scelta di NON risolvere la questione palestinese, e con mano libera per gli altri interventi come in Libano, in Siria, nello Yemen, ed ora in Iran. Questa patente internazionale a delinquere al di fuori di leggi internazionali e in barba ai pronunciamenti ONU sono stati sempre possibili grazie al rapporto tra USA e Israele. Qui in verità, il portavoce della comunità palestinese afferma che il rapporto, per quanto declamato non è vero che sia improntato a parità, ma sono gli USA che portando avanti i vantaggi di rapina capitalistica, dettano ordini e comportamenti agli israeliani. La seconda questione quella della scelta dei tempi, rientra invece nella capacità di inziativa di Francia e Arabia Saudita (che hanno messo in piedi una conferenza internazionale all’ONU che avrebbe deliberato col riconoscimento della Palestina da parte di Canada, Francia, Paesi Arabi ed altri) e che è stata brutalmente interrotta dalla aggressione missilistica e dei bombardamenti sull’Iran da parte israeliana. Questa decisione, così come si sta ampliando dal genocidio contro i palestinesi nella striscia di Gaza, contiene anche la doppia scelta di rendere “disponibile” per lo stato di Israele, ma anche degli USA, dei nuovi giacimenti scoperti in mare (appunto di fronte Gaza) di gas e petrolio, e per conseguire da parte dello stato ebraico il vero obiettivo “territoriale” (ecco la drammatica verità quotidiana della storia raccontata dal film)  che è la Cisgiordania. Va ricordato infatti che nel 1993 erano poche migliaia le presenze dei “coloni” ebrei (di fatto usurpatori di terre e proprietà che hanno acquisito beni cacciando i palestinesi lì residenti nei decenni precedenti), ora sono circa 800mila! Ripetiamo che, purtroppo, ora la situazione è precipitata ulteriormente, confermando tragicamente le analisi appena offerte all’assemblea di Bibliopop da parte di Yousef Salman. Per questo, i componenti della segreteria del PCI di Marino che hanno partecipato e sono stati presenti a questo appuntamento hanno voluto esprimere, a caldo un commento. “Ci tocca lanciare, come faranno molti in queste ore, una allerta massima che coinvolgerà palestinesi, popolazioni arabe e mettendo a rischio di guerra totale tutto il mediterraneo. Esprimiamo e confermiamo totale solidarietà nei confronti del popolo palestinese e dell’Iran oggi oggetto di incursioni di guerra criminali. – commenta il PCI marinese – Nello stesso tempo condividiamo questa analisi del ruolo capitalistico che cerca vie d’uscite dalla propriaa crisi rispondendo, al solito, ricorrendo alle guerre. Ma non si potrà negare ai nuovi protagonisti mondiali, plurali e differenti nella loro espressione politica, ad essere riferimenti come risposta positiva allo scatenare guerre. Il riferimento è ai Brics, ma più in generale, al ruolo decadente del dollaro americano che sempre più è in disparte rispetto alle scelte i reciprocità che, appunto, molti stati protagonisti mondiali hanno scelto di svolgere. Confidiamo – conclude il primo commento del PCI – che a livello internazionale non ci sia nessun cedimento e che anzi, gli USA, Israele (e per certi versi molta parte della UE e il governo italiano) vengano relegati a attori disperati della propria incapacità ad essere protagonisti di pace come scelta propria. Come comunisti vigileremo e non ci arresteremo di fronte alla necessità di svolgere un ruolo attivo contro la guerra, contro il capitalismo morente, al fianco dei popoli aggrediti e dei lavoratori di tutto il mondo che invece perseguono pace e giustizia sociale”.

MONTEBUONO: I CARABINIERI ARRESTANO UN UOMO SU CUI PENDEVA UNA CONDANNA A 2 ANNI, 4 MESI E 16 GIORNI DI RECLUSIONE

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I Carabinieri della Stazione di Collevecchio hanno dato esecuzione a un’ordinanza per l’espiazione di pena detentiva, emessa dall’Ufficio di Sorveglianza della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di un uomo di 73 anni, domiciliato a Montebuono.

Il provvedimento scaturisce da condanne divenute definitive in relazione a due distinti episodi criminosi: il primo, risalente all’ottobre 2010, quando l’uomo venne arrestato in flagranza di reato per rapina aggravata, dopo aver sottratto generi alimentari da un noto supermercato del capoluogo reatino, minacciando una cassiera con un asse di legno; il secondo, avvenuto nel marzo 2012, quando fu denunciato a piede libero per lesioni personali, avendo colpito senza motivo una donna con un pugno al volto nei pressi di un centro sociale ricreativo, provocandole lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.

A conclusione dell’iter giudiziario, l’Autorità Giudiziaria ha disposto nei confronti del condannato la misura della detenzione domiciliare, tenuto conto delle sue attuali condizioni di salute. La pena residua da scontare ammonta a 2 anni, 4 mesi e 16 giorni di reclusione, oltre al pagamento di una multa pari a 200 euro.

POGGIO MIRTETO: I CARABINIERI DENUNCIANO UN UOMO PER GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

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I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Poggio Mirteto hanno denunciato in stato di libertà un 42enne residente nella Bassa Sabina, già noto alle Forze dell’Ordine, per guida in stato di ebbrezza.

La comunicazione della notizia di reato è stata inoltrata alla Procura della Repubblica di Rieti al termine degli accertamenti svolti dai militari dell’Arma in merito a un sinistro stradale nel quale rimaneva coinvolto l’indagato.

Durante le operazioni di rilievo del sinistro, i Carabinieri hanno rilevato che l’uomo mostrava evidenti sintomi riconducibili all’assunzione di bevande alcoliche.

Pertanto, è stato sottoposto ad accertamento etilometrico, il cui esito ha confermato i sospetti iniziali: il tasso alcolemico rilevato era pari a 0,85 g/l, valore superiore al limite massimo consentito dal Codice della Strada, fissato a 0,5 g/l.

Oltre al contestuale ritiro della patente di guida, i militari hanno proceduto al sequestro amministrativo del veicolo nonché alla denuncia dell’interessato alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di guida in stato di ebbrezza.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

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