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GIORGIA MELONI, LA PRESIDENTE,  E LA CIOCIARIA

La regione storica ai piedi di Roma e ombra di Roma, la Ciociaria,  la regione più antica del Paese, da quando è stato coniato il termine “ciociaro” da Bartolomeo Pinelli nel 1809, il popolino dell’epoca, allo spettacolo di quelle numerose presenze di umanità pezzente e miserabile insediatesi nell’Urbe, fu tutta una sequela di titoli e connotati  che sono stati la vera scuola della maldicenza  e anche della ignoranza crassa fino ai nostri giorni!   Il vilipendio non diminuì con  il continuo incremento dei ciociari a Roma fino a divenire i veri abitanti della città. Immagino i commenti: si vada nei Musei Vaticani  e nella stanza intitolata alla Immacolata Concezione  si osservi da chi, secondo l’artista, è rappresentato il popolo che applaude al Papa.  

 Interessante e inspiegabile, invece, il fatto che queste creature con quegli stracci colorati addosso e quei calzari  primitivi, quando non a piedi nudi, incontrarono la vistosa approvazione e ammirazione degli artisti stranieri sempre numerosi a Roma, colpiti da quei colori così sgargianti e multicolori, nessuno uguale all’altro  e quelle calzature che richiamavano i contadini incontrati nei classici latini. E sbocciò un vero amore tra gli artisti e la povera umanità durato oltre un secolo:  il rapporto si consolidò negli anni e per i poveri ciociari fu anche una benvenuta fonte di sostentamento. E iniziò un percorso artistico che durò tutto il secolo fino alle prime decadi del Novecento con successo planetario: era nato nato un nuovo genere pittorico, la pittura di genere all’italiana,  il soggetto forse più illustrato e documentato dell’Ottocento, ricordando che non fu appannaggio solo della gran parte degli artisti europei come nessun altro soggetto ma  anche dei massimi quali Degas, Corot, Manet, Cézanne, Van Gogh, Picasso, Briullov, Leighton, Chierici, Bechi, Fattori, Hayez….Nacque il costume ciociaro!  E, inoltre, se civiltà è anche cultura, allora la civiltà è nata in Ciociaria incredibile che possa sembrare  perché è qui che sono state registrate le prime parole in volgare italiano che tutti gli scolarizzati conoscono,  qui  nel 1465 sono stati stampati i primi libri e non a Firenze o Venezia e qui scoperta la punteggiatura e il carattere corsivo! E ci arrestiamo, informando che chi ha piacere e interesse ad approfondire la Ciociaria, il costume ciociaro, le modelle e modelli d’artista e molto altro può consultare il sito inciociaria.org dove si troveranno numerosi dettagli e informazioni. 

Anche in questi giorni  si è distinto l’immancabile politico ignorante e logorroico  che tra i giudizi che si è tenuto in diritto  di esprimere sulla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aggiunto, naturalmente col dispregio che d’abitudine l’accompagna,  la qualifica di “Meloni ciociara”. La Presidente con la maturità e sensibilità che la qualificano e distinguono, ha risposto all’improvvido autore dell’insulto: “orgogliosa di essere ciociara!”. Va ricordato che questa è la prima e unica voce ufficiale e pubblica  a solennizzare il valore e la immagine della  Ciociaria fino ad oggi!

Nessun politico  italiano si è mai espresso! Viva la Presidente del Consiglio! Qui si  dovrebbe scendere in certi  dettagli che ancora  molto di più sottolineano le parole della Presidente Meloni!E in occasione del centenario della istituzione della provincia di Frosinone nel prossimo anno, anno V del Fascismo, bello sarebbe se la Presidente stimolasse e incoraggiasse il Comune di Sora e la Provincia di Frosinone nonché il Governatore Rocca a portare a termine  finalmente la istituzione della pinacoteca del costume ciociaro, a onore di Giorgia Meloni e dci Ciociari!

                                                                                                          Michele Santulli

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