Si è tenuto giovedì 19 giugno, presso l’Auditorium San Paolo di Frosinone, il convegno “La nascita di uno sportello generalista per l’assistenza alle vittime di reato”, promosso dalla Cooperativa Diaconia con il patrocinio del Ministero della Giustizia e il sostegno della Regione Lazio.
Durante l’evento è stato ufficialmente inaugurato il nuovo sportello territoriale, un presidio innovativo pensato per offrire ascolto, orientamento e supporto a tutte le persone vittime di reati. Presenti esponenti del mondo accademico, delle istituzioni, del terzo settore e operatori già attivi in altri territori del Lazio.
A portare il saluto della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano, è stato il Presidente del Consiglio provinciale, Gianluca Quadrini, che ha espresso il pieno sostegno dell’Ente all’iniziativa:
«la mia presenza è per sottolineare che la Provincia è vicina a chi si impegna ogni giorno per restituire dignità e fiducia a chi ha subito un torto. Questo sportello è un passo concreto verso una società più giusta e solidale», ha dichiarato nel suo intervento Gianluca Quadrini che ha ringraziato il dott. Fabio Piccoli, della Cooperativa Diaconia e S.E. Il viceprefetto Rosario Sammaritano, per la presenza e l’impegno, che insieme a S.E. Il Prefetto, Ernesto Liguori, rivolgono quotidianamente verso il territorio.
Frosinone, inaugurato lo sportello per le vittime di reato: il saluto del Presidente del Consiglio provinciale Quadrini
Malattie rare senza età: cure anche agli anziani
Roma. In Italia sono più di 6mila le malattie rare finora identificate, con una popolazione colpita che si stima tra i 2 e i 3,5 milioni di persone. Un fenomeno che continua a rappresentare una delle sfide più complesse per il Servizio sanitario nazionale. Negli ultimi anni sono stati compiuti importanti progressi sotto il profilo normativo, scientifico e organizzativo: dall’adozione del Piano Nazionale Malattie Rare 2023-2026 all’entrata in vigore della Legge 175 del 2021, che ha segnato un punto di svolta nella tutela dei pazienti rari. Tuttavia, nonostante questi sviluppi, permangono ancora difficoltà significative, in particolare per quanto riguarda l’assistenza alla popolazione anziana.
L’Italia si caratterizza per una significativa presenza di popolazione anziana. Ad oggi il 24% è oltre 65enne, secondo gli ultimi dati Istat. Pertanto, il dibattito pubblico e l’elaborazione delle politiche sanitarie in ambito di malattie rare devono includere con maggiore attenzione anche la popolazione anziana.
Esistono infatti malattie rare che hanno un esordio tardivo e, negli anziani, il rischio di esclusione è amplificato dalle criticità già presenti nelle malattie rare: ritardi diagnostici, mancanza di percorsi assistenziali dedicati e la necessità di strutturare una formazione medica che tenga conto delle specificità delle malattie rare. Nonostante questo, si rivela una significativa carenza di informazione e sensibilizzazione sulle malattie rare negli anziani, sia a livello sanitario che sociale.
Il risultato è un Sistema sanitario che fatica a riconoscere e a prendersi cura di una fascia di popolazione destinata a essere sempre più numerosa e vulnerabile. Su queste basi si è tenuto ieri il secondo incontro del ciclo Apco Health Talks: esplorando il sistema salute, dedicato al tema ‘Malattie rare negli anziani: necessaria un’attenzione adeguata del Sistema Sanitario‘.
Il percorso che porta alla diagnosi di una malattia rara è spesso lungo e complesso, con una durata media che varia tra i 5 e i 7 anni. Durante questo periodo, i pazienti si trovano a navigare un vero e proprio labirinto sanitario, fatto di visite ripetute, esami inconcludenti e diagnosi errate. Secondo Eurordis, sei pazienti su dieci ricevono inizialmente una diagnosi sbagliata e, prima di arrivare a quella corretta, un adulto con malattia rara consulta in media otto specialisti.
Per una persona anziana, già fragile e spesso affetta da altre patologie, un’attesa così prolungata può tradursi nella perdita definitiva della possibilità di accedere a cure efficaci, con un impatto profondo sulla qualità della vita e sull’autonomia.
Tale fenomeno costituisce una forma di disuguaglianza nota come ‘ageismo sanitario’, che si manifesta nel sistematico sottodimensionamento dei bisogni clinici delle persone anziane esclusivamente in ragione dell’età. Una realtà che, nonostante ‘introduzione di strumenti come la Carta di Firenze e le più recenti innovazioni legislative, continua a esistere all’interno del Sistema sanitario.
L’evento ha rappresentato un’occasione di confronto tra istituzioni ed esperti del settore per analizzare le criticità che ostacolano un accesso equo e tempestivo alle cure per le persone con malattie rare, tra cui anche gli anziani, e riflettere sulle prospettive future.
La limitata accessibilità ai test genetici rappresenta un grave ostacolo alla diagnosi delle malattie rare, anche nella popolazione anziana. Nonostante i progressi tecnologici ne abbiano aumentato precisione e affidabilità, persistono barriere legate alla scarsa diffusione, ai lunghi tempi di attesa e alla disomogeneità territoriale. Garantirne la disponibilità su tutto il territorio nazionale non è più un’opzione, ma una priorità urgente per assicurare diagnosi rapide, accurate e accesso equo alle cure.
Fondamentale è anche il rafforzamento dei registri delle malattie rare, strumenti essenziali per la sorveglianza epidemiologica, la programmazione sanitaria e l’accesso a terapie innovative. Tuttavia, l’attuale frammentazione dei registri regionali ostacola una visione unitaria e condivisa a livello nazionale. È quindi necessario un impegno istituzionale per la loro armonizzazione, affinché possano supportare efficacemente la ricerca, l’identificazione precoce dei segnali di allarme e la pianificazione dei servizi.
Bisogna dunque promuovere una presa in carico realmente integrata, che coinvolga medicina generale, specialisti, servizi territoriali e assistenza domiciliare. I centri di eccellenza, fondamentali per la presa in carico dei pazienti rari, sono ancora troppo pochi e distribuiti in modo disomogeneo. Dove attivi, riescono a ridurre i tempi di diagnosi e a offrire un approccio multidisciplinare essenziale per i pazienti più fragili. Rafforzare e rendere omogenea questa rete su tutto il territorio nazionale non è solo un obiettivo auspicabile, ma una condizione necessaria per costruire un Sistema sanitario più equo, moderno e capace di includere davvero tutte le età della vita.
Infine, è di primaria importanza una formazione adeguata del personale sanitario per migliorare la diagnosi e la gestione delle malattie rare, soprattutto nella popolazione anziana. La scarsa conoscenza di queste patologie e dei loro sintomi spesso atipici porta a ritardi diagnostici e a cure inappropriate. Servono percorsi formativi specifici, aggiornati e multidisciplinari, che includano anche l’età avanzata come variabile clinica da considerare. Rafforzare le competenze significa anche promuovere una presa in carico più equa, tempestiva e centrata sul paziente.
Nel corso della giornata sono intervenuti esponenti istituzionali e tecnici, tra cui i senatori Orfeo Mazzella ed Elisa Pirro, gli onorevoli Ilenia Malavasi e Maddalena Morgante, insieme ad Armando Magrelli (Aifa), Tiziana Nicoletti (Cittadinanzattiva), Giuseppe Limongelli (Comitato Nazionale Malattie Rare), Gaetano Piccinocchi (Simg), Roberta Venturi e Ilaria Ciancaleoni Bartoli (Omar), Marco Salvatore (Centro Nazionale Malattie Rare, Iss), Elida Sergi (Iss) e Simon Ghinassi (Università di Pisa). L’evento si è tenuto con il contributo non condizionante di Pfizer.
‘L’ageismo sanitario- ha affermato Ilenia Malavasi, membro della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati- identifica la discriminatoria tendenza a considerare diagnosi e presa in carico terapeutica non necessarie per le persone anziane. Si tratta di una forma di pregiudizio che, nella pratica, impedisce di ottenere una diagnosi e una presa in carico ottimali, nel rispetto della vita di tutte le persone, indipendentemente dalla loro età. A questo proposito ho presentato un’interrogazione, riguardante le iniziative volte a disciplinare a livello normativo il fenomeno dell’ageismo, in particolare quello sanitario, con l’obiettivo di garantire l’accesso alla presa in carico diagnostica, terapeutica e assistenziale delle persone anziane, specie quando affette da malattie rare’.
‘Nonostante nel nostro Paese l’età media delle persone sia in continuo aumento- ha proseguito- nel nostro ordinamento manca una legge che disciplini il fenomeno dell’ageismo. Una tendenza che può trasformarsi in una vera e propria mancanza di assistenza, con conseguente ricadute in termini di disabilità per i pazienti. Ma dignità, possibilità di cura e di assistenza sono elementi di civiltà slegati dalla condizione anagrafica delle singole persone ed è necessario battersi per garantire prese in carico e prestazioni efficaci sempre, garantendo qualità della cura e del tempo di vita di tutte le persone’.
Armando Magrelli, dirigente dell’Ufficio Ricerca Indipendente, Agenzia Italiana del Farmaco, ha sottolineato che ‘la ricerca indipendente finanziata da Aifa rappresenta un unicum in Europa: un modello pubblico e trasparente di produzione di conoscenze cliniche, che può guidare l’innovazione in aree come le malattie rare. La traduzione dei risultati in terapie concrete e la disponibilità equa di queste terapie sul territorio restano le due principali sfide da superare. Con il nuovo bando da 17,8 milioni di euro per il 2025, Aifa ha introdotto meccanismi più stringenti di valutazione e monitoraggio proprio per evitare che la ricerca preclinica resti confinata al laboratorio’.
‘Inoltre- ha reso noto- l’Agenzia opera in sinergia con l’Ema, la propria Commissione scientifica ed economica (Cse) e diverse reti internazionali, con l’obiettivo di promuovere la designazione orfana, l’accesso a fondi comunitari e l’inserimento in infrastrutture regolatorie europee. È fondamentale fare rete e in questo campo l’Italia può essere capofila’.
In un videomessaggio, Ilaria Ciancaleoni Bartoli, Osservatorio Malattie Rare (Omar), ha evidenziato che ‘le malattie rare colpiscono tutte le età e serve una presa d’atto concreta in tal senso. È fondamentale innanzitutto creare un percorso di transizione per i pazienti con patologie ad esordio infantile, ma con le quali convivono anche nell’età adulta. Allo stesso tempo, è necessario integrare nella presa in carico multidisciplinare anche la medicina interna e la geriatria, e indirizzare anche a loro la formazione sulle malattie rare. Va, inoltre, garantito l’accesso equo a tutte le terapie, la presa in carico e i percorsi di assistenza, anche per i pazienti rari in età avanzata: escluderli significherebbe alimentare una forma di ageismo che una società che invecchia non può permettersi. È essenziale inoltre integrare i percorsi di cura ospedalieri con una vera e propria rete sanitaria e sociale, capace di rispondere ai bisogni specifici della persona adulta, anche attraverso strumenti digitali semplici e accessibili. E infine, un’attenzione alla diagnosi legata all’esordio in età adulta con la possibilità di poter accedere al test genetico’.
‘La formazione- è intervenuto Giuseppe Limongelli, membro del Comitato nazionale per le malattie rare del ministero della Salute- rappresenta un passaggio essenziale per migliorare l’identificazione e la gestione delle malattie rare, anche nella popolazione anziana. Eppure, oggi in Italia i medici, sia specialisti che di medicina generale, ricevono ancora stimoli troppo deboli su questi temi. Le criticità sono note: nei corsi universitari si parla poco o nulla di malattie rare, nelle scuole di specializzazione mancano tirocini dedicati, e non esiste un percorso formativo nazionale uniforme. Servono quindi interventi mirati: va integrata fin dall’università e nei corsi post-laurea una formazione obbligatoria sui campanelli d’allarme e sui principali percorsi diagnostici, con esperienze dirette nei Centri specializzati. Allo stesso tempo, bisogna rafforzare e uniformare la formazione continua, dai crediti Ecm ai master, coinvolgendo i medici di famiglia e i pediatri, che sono spesso i primi interlocutori dei pazienti rari anziani e pediatrici’.
‘La frammentazione dell’assistenza- ha ricordato Gaetano Piccinocchi, Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie- rappresenta una delle criticità più sentite dai pazienti con malattie rare, anche quelli anziani. Il paziente con una malattia rara si trova spesso a dover ‘navigare da solo’ tra specialisti, esami e strutture diverse. Diventa sempre più urgente costruire una rete integrata tra medici di famiglia, specialisti, ospedali e Centri di riferimento, soprattutto per chi vive in aree periferiche’.
‘Per farlo- ha concluso- serve dare al medico di medicina generale il ruolo di ‘case manager’ attraverso formazione dedicata, strumenti informativi chiari e percorsi assistenziali coordinati: così si garantisce continuità, inclusione e presa in carico efficace fin dal primo sospetto’.
Dominio Pubblico YOUTH FEST 2025, il festival multidisciplinare conquista Roma
Dal 24 al 29 giugno 2025, il Teatro India torna ad accogliere Dominio Pubblico – Youth Fest, il festival multidisciplinare dedicato alla creatività emergente under 25. La XII edizione richiama al TEMPORALE nella sua doppia accezione: la ricerca di uno spazio-tempo proprio, ma anche l’evento meteorologico inaspettato, un’occasione per ritrovare se stessi e per fermarsi.
Oltre 130 giovani artisti, 6 giorni di programmazione, più di 30 eventi tra teatro, danza, arti performative, musica, cinema, arti visive, fumetto e arti digitali. Al centro, la DAP – Direzione Artistica Partecipata U25, cuore pulsante del progetto.
Per la prima volta Dominio Pubblico si apre al linguaggio del fumetto con la pubblicazione di FUNAMBOLI – sul filo della tempesta, primo progetto editoriale del festival, realizzato in collaborazione con ARF! Festival del Fumetto e il suo direttore artistico Stefano “S3Keno” Piccoli. Le prime copie di FUNAMBOLI saranno distribuite gratuitamente durante il Festival, fino a esaurimento scorte.
Otto artisti selezionati under 25 danno vita a un racconto collettivo in forma di graphic novel, intorno alla figura simbolica del funambolo, in costante equilibrio tra desideri e pressioni. Il fumettista Giacomo Keison Bevilacqua, autore di A Panda Piace, firma l’immagine ufficiale dell’edizione: una pioggia di orologi e scadenze che diventa metafora dell’ansia contemporanea e del bisogno urgente di “tempo proprio”.
Tra gli appuntamenti teatrali più attesi, arriva Molly di Cubo Teatro: un progetto crudo, delicato e attualissimo che prende spunto dalla cronaca reale per raccontare il suicidio di un’adolescente e indagare il ruolo dei social network, degli algoritmi e della costruzione identitaria online. Lo spettacolo si rivolge direttamente alla coscienza collettiva e giovanile, mettendo in discussione l’illusione di connessione nella società digitale.
Molly è un’opera che va oltre la narrazione tradizionale: uno spazio teatrale che diventa specchio emotivo e politico, attraversato da domande urgenti.
Dominio Pubblico si conferma anche quest’anno come osservatorio vivo sulla scena contemporanea e laboratorio permanente per la formazione del pubblico e l’empowerment delle nuove generazioni. Accanto a Molly e al progetto Funamboli, la programmazione si arricchisce con Neural Fugue, performance tra poesia e intelligenza artificiale con Giuliano Logos; Linee Continue, progetto a cura di Cristina Rizzo e Davide Valrosso che porta sul palco la danza inclusiva; Filming in the Rain, rassegna di corti U25 dedicata a Francesco Valdiserri; Mostre, live painting, talk letterari e momenti di confronto grazie alla collaborazione con Zalib, WILL, Kala e WeReading.
Dominio Pubblico è più di un festival: è una piattaforma culturale partecipativa, riconosciuta dal MiC, nata per trasformare gli spettatori in attori del cambiamento, grazie a un percorso formativo che coinvolge centinaia di under 25 ogni anno.
Dal 24 al 29 giugno. Opening party 24 giugno ore 18
Teatro India – Teatro di Roma – Lungotevere Vittorio Gassman, 1
Per info https://dominio-pubblico-teatro.it/ / youthfest@dominiopubblicoteatro.it
Ingresso: a pagamento / gratuito
Daniele Maggiore: “A Nettuno una opposizione intransigente, coerente e costruttiva”
“Leggo con stupore e perplessità – dichiara in una nota il professor Daniele Maggiore, Capogruppo di Forza Italia al Comune di Nettuno – la nota a firma del coordinatore-segretario cittadino del Comune di Nettuno di Forza Italia, che prende pubblicamente le distanze da un mio recente comunicato sull’operato delle Consigliere Sanetti e Pambianco.
Il coordinatore-segretario, signor Falcone, afferma testualmente: “solo i cittadini alle urne sono legittimati a mettere in discussione l’operato dei consiglieri sia di opposizione che di maggioranza”.
Forse c’è qualche problema nella conoscenza della pratica politica amministrativa di chi ha affermato ciò. Mi chiedo: tra un’elezione e l’altra, nel quinquennio o meno che c’è di mezzo, quale sarebbe secondo lui il ruolo dell’opposizione? Stare in silenzio? Rinunciare a esercitare quel controllo democratico, quel sacro pungolo critico, che è proprio della funzione consiliare delle minoranze? Sorprende non solo il contenuto (abbastanza surreale), ma anche il metodo.
Un partito serio, quale è Forza Italia, gestisce il confronto politico e le divergenze all’interno delle proprie sedi, non tramite note stampa urbi et orbi.
E mi dispiace scrivere questo mio comunicato coram populo, ma d’altronde con chi scrive pubblicamente (perché forse ormai esiste una difficoltà nel redigere una lettera), rispondo pubblicamente per ovvi motivi.
È curioso che un coordinatore eletto da una manciata di iscritti arrivi a sfiduciare pubblicamente il vecchio candidato sindaco che ha ottenuto il maggior consenso popolare al primo turno con più di 5.000 voti, nonostante tutto.
Sì, dico nonostante tutto perché, va ricordato, che mi sono candidato alla guida di una coalizione di centrodestra in un momento difficilissimo, in cui la credibilità della nostra area politica era ai minimi storici a causa di quei personaggi politicanti che sono stati e che sono ancora oggi la rovina di Nettuno.
Ho raccolto i cocci dopo lo scioglimento per mafia e ho cercato, al meglio delle mie possibilità, di ricostruire una proposta politica seria e credibile attraverso un’opera di bonifica delle liste che mi è costata tanto in termini di consenso, ma che rivendico in termini di dignità politica e coerenza personale.
Ho cercato, forse con un po’ di presunzione – lo ammetto- di cambiare il centro destra per poi cambiare Nettuno.
Mi è stata data poi la responsabilità di guidare un gruppo consiliare nel Comune di Nettuno, Forza Italia, che ha dato voce e rappresentanza ad un’area politica storicamente rilevante per la città.
Come candidato Sindaco ho portato, grazie ai voti dell’intera coalizione, anche all’elezione di due giovani consiglieri di Fratelli d’Italia, capaci e preparati, che incarnano senza dubbio il futuro.
Alla luce di questo, chiedo pubblicamente al coordinatore-segretario locale di Forza Italia signor Falcone ed anche al suo referente politico regionale Fabio Capolei: qual è oggi la posizione ufficiale di Forza Italia di Nettuno rispetto all’Amministrazione Burrini?
Ce lo dicano chiaramente.
Intendiamo fare opposizione, come da mandato elettorale, o vogliamo riproporre una linea più “cordiale” verso chi governa, come già visto, in maniera deleteria, ai tempi della Giunta Chiavetta? Attenzione alla risposta, poiché potrebbero rivelarsi ambiguità e discontinuità nascoste .
Inoltre, e di questo ne parleremo con i vertici Nazionali di Forza Italia a cui io mi riferisco, come mai io da Capogruppo di Forza Italia nel Comune di Nettuno, non sono stato chiamato all’interno del Consiglio Direttivo secondo l’art. 45 dello Statuto del Movimento Politico Forza Italia – Silvio Berlusconi Presidente Fondatore essendo anche, come da art. 37 del medesimo Statuto “Grande Elettore”?
Signor Falcone, lei che è così attaccato alle procedure ci riveli il suo pensiero.
Quanto alla questione Sanetti e Pambianco, ribadisco che, pur nutrendo personale rispetto dovuto per le due consigliere, esprimo – come molti cittadini e osservatori – legittime perplessità sul loro posizionamento politico rispetto alla maggioranza.
È ancora lecito dirlo apertamente? O dobbiamo limitarci a non disturbare nessuno, e se sì, nell’interesse di chi? Chiaramente della maggioranza attuale. E perché dovremmo farlo? Io non sono ipocrita e non amo gli ipocriti e men che meno mi faccio “turlupinare” da chicchessia.
Da mesi assisto a tentativi continui di strumentalizzazione delle mie parole, al solo scopo di delegittimare la mia persona e il mio operato. Se questo arriva dal (finto) centrosinistra, composto come sappiamo da 4/5 elementi della destra che si è presentata solo per le poltrone, lo metto in conto in quanto è nella logica del confronto politico.
Ma quando segnali simili emergono anche da ambienti del centrodestra di cui io faccio parte, è lecito chiedersi a che punto sia arrivato il trasversalismo a Nettuno: chi ha davvero vinto le elezioni e chi le ha davvero perse?
Rivendico con orgoglio il mio ruolo di opposizione seria, coerente, costruttiva ma intransigente, perché è questo che mi hanno chiesto gli elettori.
E continuerò a esercitarlo, finché avrò l’onore di rappresentare in Consiglio Comunale quella parte della città che crede ancora nei valori e nella dignità del centrodestra e di Forza Italia” conclude Maggiore.
Napoli, SYNLAB SDN per la prevenzione: Fibromialgia
Fibromialgia, ascoltare per comprendere: il 18 giugno presso il centro medico di Via Gianturco, 113 il Talk della Salute di SYNLAB SDN
Tornano gli appuntamenti per la corretta informazione, la sensibilizzazione e la prevenzione in ambito sanitario, organizzati da SYNLAB SDN a Napoli. Mercoledì 18 giugno, a partire dalle 18.30 presso il Centro Medico di Via Gianturco 113, si terrà il secondo incontro dedicato alla fibromialgia, dal titolo “Fibromialgia: ascoltare, comprendere, costruire insieme”, organizzato nell’ambito del ciclo di eventi gratuiti dedicati ai temi di maggiore interesse per la salute dei cittadini.
Al centro del talk la fibromialgia, una sindrome cronica che colpisce oltre 2 milioni di persone in Italia, in particolare donne tra i 25 e i 55 anni, e che si manifesta con dolore muscoloscheletrico diffuso, affaticamento cronico, disturbi del sonno e difficoltà cognitive, spesso accentuati durante i mesi estivi a causa delle alte temperature e dell’umidità.

Il tema verrà esplorato, come di consueto, con un approccio multidisciplinare da parte dell’équipe di specialisti di SYNLAB SDN, composta in questa occasione dal dott. Ennio Flores, ortopedico, dalla dott.ssa Valentina Marino, reumatologa, dal dott. Cristofaro Di Maio, psicologo e psicoterapeuta specialista E.M.D.R. – Associazione Demophila E.T.S., dall’avv. Carminuccia Marcarelli, Segretario Regionale di Cittadinanzattiva Campania, esperta in tutela dei pazienti con fibromialgia e dalla dott.ssa Annarita Tedesco, biologa del Laboratorio SYNLAB di Pagani.
L’incontro rappresenta un’importante occasione di ascolto e condivisione, con l’obiettivo di progettare un ambulatorio dedicato alla fibromialgia nei Centri SYNLAB SDN, costruito attorno ai bisogni reali dei pazienti.
Per partecipare è possibile scrivere una mail a eventi.campania@synlab.it.
H di P
Quando la danza incontra l’arte Firenze si fa palcoscenico internazionale
In arrivo il Florence Dance Festival con ballerini di fama mondiale che si esibiranno nei luoghi simbolo del capoluogo toscano
Firenze si conferma la cornice ideale per un evento in cui i migliori performer di danza si esibiscono in luoghi iconici come il Chiostro Grande di Santa Maria Novella. È proprio qui che, per la sua 36ª edizione, torna il Florence Dance Festival, la kermesse che regala intensi momenti ricchi di emozione grazie agli spettacoli di artisti e compagnie di ballo di fama mondiale. Il festival dedicato alla danza è anche l’occasione perfetta per approfittare delle offerte soggiorno proposte dall’FH55 Hotel Calzaiuoli e dall’FH55 Hotel Villa Fiesole, due location iconiche per esplorare Firenze e i suoi dintorni.
Riflettori puntati su Firenze, che nel suo intenso programma estivo si prepara ad ammaliare gli appassionati di danza di tutto il mondo con il suo Florence Dance Festival, in programma dal 28 giugno al 26 luglio. E’ un evento che dal 1989 promuove l’arte della danza e, allo stesso tempo, contribuisce alla riscoperta e spesso anche alla rinascita di diversi luoghi pubblici come l’Anfiteatro delle Cascine, il Teatro Romano di Fiesole, Piazzale Michelangelo, Piazza Santissima Annunziata, il Cortile del Museo Nazionale del Bargello, il Chiostro Grande di Santa Maria Novella. Luoghi storici, mitici e poetici che hanno sempre affascinato visitatori da ogni dove, e che si preparano ad accogliere momenti di grande intensità grazie alle performance di artisti e compagnie di fama mondiale. Qualche nome? Bill T. Jones, Michael Clark Company, Sergei Polunin, Corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli, Parsons Dance, Trisha Brown Dance Company, New York City Ballet tra i tanti. A questo già ricco cartellone si aggiungono momenti speciali dedicati a giovani coreografi e danzatori emergenti. L’evento di apertura di sabato 28 giugno alle 21:30 quest’anno è affidato alla Compañía Antonio Gades, che mette in scena una favolosa Carmen in collaborazione con il regista spagnolo Carlos Saura, in occasione della celebrazione dei 150 anni dell’opera di Bizet. In questa rivisitazione al Chiostro Maggiore di Santa Maria Novella viene rivalutata la musica popolare originale andalusa, con chitarra e cantante di flamenco in contrapposizione alla classica orchestra.
Tra gli altri appuntamenti in cartellone figurano quelli di domenica 29 giugno con l’Orchestra da Camera Fiorentina, giovedì 10 luglio con la Produzione Florence Dance Festival 2025 che presenta “La Sicilia dei Fratelli Florio – L’Inizio”, sabato 12 luglio il Nuovo Balletto di Toscana con Overtueres, venerdì 18 la G.A.M.O. Ensamble con il Trittico Aperto Musica e Danza, ma anche il Balletto di Venezia che si esibisce il 23 luglio o l’Orchestra Umana Armonia in chiusura il 26. E’ la Firenze della musica e dell’arte, quindi, che si propone come una delle destinazioni turistiche estive più virtuose e vivaci d’Italia.
Il Chiostro Maggiore di Santa Maria Novella è il luogo che più di tutti vive con responsabilità l’orgoglio e il privilegio di promuovere l’arte dello spettacolo con un progetto di tale portata: è qui, infatti, che si svolgono la maggior parte degli appuntamenti che includono spettacoli di musica, opera, teatro e arti visive accanto alla danza. Si tratta infatti del chiostro più grande della città, completamente affrescato nelle lunette da alcuni dei maggiori artisti fiorentini che vi hanno lavorato tra il 1580 al 1585. Il complesso di cui fa parte è sorto agli inizi del Duecento per merito dei primi frati domenicani insediati a Firenze. Sia il Chiostro grande che l’ex Refettorio fanno parte del percorso museale di Santa Maria Novella, ma sono dati in concessione, vista la loro magnificenza, per far da cornice agli eventi. Il Chiostro è composto da 56 arcate interne a tutto sesto, alle quali corrispondono sessanta grandi lunette: 53 sono affrescate, così come le volte ai quattro angoli. Si possono notare su diversi pilastri gli stemmi di alcune famiglie nobili fiorentine che hanno contribuito alla realizzazione del monumento.
Soggiornare nel capoluogo fiorentino in occasione del Florence Dance Festival è un’occasione unica, perché la città è pervasa da una magica atmosfera che avvolge i visitatori in ogni angolo. Lo sa bene chi sceglie l’FH55 Hotel del Calzaiuoli, un boutique hotel situato nel cuore di Firenze tra il Duomo e Palazzo Vecchio, a pochi passi da Ponte Vecchio. Comfort, stile ed eleganza sono tra i suoi tratti distintivi, cosi come le sue camere divise in quattro tipologie diverse per cromatismi, ma tutte capaci di offrire la massima accoglienza.
Per chi preferisce una prospettiva diversa, l’FH55 Hotel Villa Fiesole si presenta come una residenza storica capace di offrire uno sguardo privilegiato su Firenze. Situato su una collina a Fiesole, località nota per il suo celebre Teatro Romano, l’hotel gode di una posizione panoramica unica. L’area archeologica, tra i monumenti romani meglio conservati della zona, è immersa in un paesaggio di straordinaria bellezza. Oggi, pur restaurato in parte, conserva intatto il suo fascino antico e ospita numerosi eventi durante il periodo estivo, permettendo ai visitatori di vivere un’esperienza davvero suggestiva.
Interessante conferenza, sulle grandi opportunità dell’universo digitale
Roma, L’IA come uno strumento a disposizione dell’uomo, da usare bene a fin di bene
“Metaverso, Realtà Virtuale e Intelligenza Artificiale: Applicazioni e prospettive future”, è il titolo della conferenza che si è svolta lo scorso 22 maggio presso la Sala Conferenze dell’Università UnitelmaSapienza. L’incontro ha rappresentato un importante spunto di confronto tra accademici, professionisti e innovatori per riflettere sul ruolo delle nuove tecnologie nella società contemporanea. Durante il corso della conferenza sono stati condivisi casi reali, scenari futuri e una visione prospettica su dove stiamo andando. A fare gli onori di casa il Magnifico Rettore UnitelmaSapienza, Bruno Botta, che nel suo intervento, dopo aver riportato gli straordinari risultati di crescita dell’università telematica, ha evidenziato che l’università ha il dovere di guidare il cambiamento, non di inseguirlo; le tecnologie emergenti devono essere comprese, studiate e orientate al bene comune. La Coordinatrice Community Alumni UnitelmaSapienza AUS Paola Moretti, , dopo aver presentato i relatori ha ribadito che la forza di una comunità accademica sta nella sua capacità di restare connessa anche dopo la laurea e che l’innovazione ha bisogno di reti umane solide, non solo di tecnologie avanzate. Si sono dunque alternati diversi interventi di illustri docenti e professionisti del settore. Il Direttore del Dipartimento di Diritto e Società Digitale Mario Carta, ha precisato che il diritto non può restare indietro rispetto all’innovazione: serve una nuova grammatica giuridica per affrontare le sfide dell’intelligenza artificiale e del metaverso. La Coordinatrice Community Alumni, UnitelmaSapienza AUS Sonia Liccardi, ha evidenziato che nel corso della conferenza non ci sono solo riflessioni teoriche, ma reali testimonianze e progetti in corso che hanno una visione futura su come vivere e apprendere con le nuove tecnologie. , Direttore del Laboratorio di Realtà Virtuale e Neuroscienze Digitali di UnitelmaSapienza, Gaetano Tieri (tra l’altro Delegato del Rettore ai rapporti con la Comunità Studentesca ed ai servizi per l’inclusione e l’apprendimento), ha illustrato come la realtà virtuale non è solo simulazione: è uno strumento per l’inclusione, la formazione e la cura. Le neuroscienze digitali ci aiutano a capire come il cervello interagisce con ambienti immersivi. La prof.ssa Marta Cimitile, Ordinaria in Sistemi di elaborazione delle informazioni e Prorettrice alle Tecnologie digitali presso UnitelmaSapienza, ha dimostrato come l’università debba essere laboratorio di innovazione; le tecnologie digitali, se ben integrate, possono potenziare l’apprendimento e rendere la conoscenza più accessibile. Quindi l’intervento di quattro ex studenti di UnitelmaSapienza Luciana Miocchi, che ha presentato il progetto “Julia”, l’assistente virtuale del Comune di Roma, realizzato in collaborazione con Microsoft, dimostrando come semplifichi la vita quotidiana e come l’intelligenza artificiale possa essere empatica, se progettata con attenzione all’esperienza umana; e poi Francesco Bartolomei, che nel suo intervento che illustrato come l’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione non è un sogno, è realtà. Automatizzare i processi significa liberare risorse per servizi più umani e vicini al cittadino; Gianluca Sivieri, ha fatto emergere quanto l’intelligenza artificiale nella PA incontri dei limiti normativi e culturali, ma è proprio lì che dobbiamo agire: con formazione e visione possiamo superare le barriere. Simone Giallonardo, ha chiarito come si è passati dalla strategia tradizionale al decision making guidato dai dati: l’IA è il nuovo alleato del marketing, ma serve consapevolezza per non perdere l’anima del brand. Pietro Vultaggio, giornalista e imprenditore digitale, titolare di TiberADV, agenzia di comunicazione digitale, partner Microsoft e Kaskerspy, nel suo intervento ha sottolineato come «l’Intelligenza Artificiale non sia più un tema di fantascienza, ma uno strumento reale, potente, che può diventare acceleratore di bene se guidato con responsabilità. L’IA è uno strumento a disposizione dell’uomo. Come tale, all’inizio viene vista come un freno, poi come un cambiamento, per divenire un acceleratore. Occorre usarla bene e a fine di bene». Le parole del Romano Pontefice Leone XIV, che il 12 maggio, in occasione del primo incontro con i giornalisti mondiali, sono state esternate a conclusione dell’interessante conferenza: «Responsabilità e discernimento per orientare gli strumenti al bene di tutti, così che possano produrre benefici per l’umanità». Un richiamo forte, che invita a non subire il cambiamento, ma a guidarlo con coscienza.
CASTEL SANT’ANGELO: I CARABINIERI DENUNCIANO UN UOMO MINACCIA, RESISTENZA, OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE E BLOCCO STRADALE
I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Cittaducale hanno denunciato in stato di libertà un 36enne residente nel comune di Posta, per i reati di minaccia, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale, nonché per interruzione della circolazione stradale.
L’intervento è scaturito a seguito di numerose segnalazioni pervenute alla Centrale Operativa di Cittaducale, tramite il Numero Unico di Emergenza 112, che riferivano della presenza, nei pressi di un esercizio pubblico sito in Castel Sant’Angelo, di un soggetto in evidente stato di alterazione psico-fisica, intento a molestare i clienti e a ostacolare il regolare flusso veicolare sulla Strada Statale Salaria.
Giunti prontamente sul posto, i militari del Nucleo Radiomobile hanno identificato l’uomo, già noto alle forze dell’ordine, il quale, alla vista degli operatori, ha assunto un atteggiamento ostile, proferendo frasi oltraggiose e minacciose, dichiarando di essere dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti e manifestando l’intenzione di porre in essere ulteriori atti contrari all’ordine pubblico.
Per garantire l’incolumità dello stesso e delle persone presenti, sono intervenuti anche i sanitari del 118 che hanno provveduto a valutare le condizioni psicofisiche del soggetto e ad avviare le cure necessarie.
Alla luce di quanto accaduto, l’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Rieti.
Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.
EAT YOUR VEGETABLES DAY, L’ALLARME DEGLI ESPERTI: IN ITALIA UN BAMBINO SU 2 NON MANGIA VERDURE, ARRIVA IL VADEMECUM PER UN’ALIMENTAZIONE SANA ED EQUILIBRATA
Il 17 giugno si celebra la giornata nazionale dedicata alla sensibilizzazione sull’importanza di mangiare le verdure e a diffondere la consapevolezza della loro diversità e necessità in una dieta sana ed equilibrata. Un problema che in Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Nestlé, inizia dai bambini con la metà di loro che non mangia verdure e legumi. E sono i più piccoli spesso a condizionare anche la spesa degli adulti e l’allontanamento da un regime alimentare variegato. Una minaccia che, a lungo termine, ricade sul benessere dell’intera popolazione. “Le verdure non sono semplici contorni, ma alimenti con molte proprietà nutrizionali in grado di contribuire alla salute del nostro organismo. Se i bimbi li rifiutano s’impoverisce l’alimentazione di tutta la famiglia”, spiega la Prof.ssa Laura De Gara dell’Università Campus Bio-Medico di Roma
Il 17 giugno si celebra l’Eat Your Vegetables Day, una ricorrenza nata negli Stati Uniti che si pone l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di mangiare, in una dieta sana ed equilibrata, le verdure. Un problema sempre più urgente e sentito anche in Italia dove, secondo i recenti dati dell’Osservatorio Nestlé, sono addirittura uno su 2 (46,4%) i bambini che non gradiscono mangiare verdure e legumi. Gli esperti lanciano dunque l’allarme su un tema troppo spesso sottovalutato, ma fondamentale per la salute della popolazione, sulle quali abitudini e comportamenti alimentari scorretti, a lungo andare, potrebbero avere un impatto significativo. Ad avvalorare questa tesi è, tra gli altri, un recente studio sulla longevità pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Medicine, che, per un periodo di 30 anni ha monitorato le diete e il processo d’invecchiamento di oltre 100mila persone di mezza età, scoprendo che, raggiunti i 70 anni, solo il 10% dei partecipanti alla ricerca mostrava un “invecchiamento sano”, considerando, oltre a problematiche di tipo fisico (come difficoltà a deambulare, diabete, patologie cardiache, problemi di pressione e patologie croniche di varia natura) anche sofferenze di natura cognitiva come carenze di memoria e stati depressivi. Lo studio ha altresì evidenziato come coloro che, negli anni, hanno seguito un regime alimentare più vario ed equilibrato, includendo i vegetali, sono invecchiati meglio. Otto, in particolare, sono i regimi alimentari che hanno reso i migliori risultati, tra questi vi è anche la dieta mediterranea. In generale a essere premiati sono stati i regimi alimentari che, maggiormente, hanno favorito la varietà. E a trarre beneficio dal maggior consumo di alimenti di origine vegetale è anche l’organo fondamentale: il cuore. Un recente studio clinico, condotto su 153 soggetti che presentavano congiuntamente ipertensione e malattie renali croniche, pubblicato dall’American Journal of Medicine, ha infatti rilevato come, tra i regimi anti-infiammatori e specifici per il benessere dei reni, solo quelli che includevano una maggior quantità di verdura e frutta (da 2 a 4 porzioni al giorno) contribuivano a migliorare anche la salute cardiovascolare.

I vegetali, insomma, sono un vero e proprio elisir di giovinezza e la disaffezione dei più piccoli verso questi alimenti è una minaccia ad ampio spettro. Ne è convinta la prof.ssa Laura De Gara, presidente della Laurea Magistrale in Nutrizione Umana e prorettore vicario del Campus Bio-Medico di Roma: “Le verdure non sono semplici contorni ma veri e propri alleati per la nostra salute, alimenti ricchi di vitamine e altri micronutrienti anche in grado di proteggerci da malattie croniche e allungare la nostra vita. Vanno consumate ogni giorno, in varietà e quantità adeguate, per dare gusto e colore alla tavola e, al tempo stesso, prevenire rischi per il futuro. Fare in modo che i nostri figli, e in generale i nostri cari, siano in grado di apprezzare questi cibi è un dovere educativo e una responsabilità verso la propria famiglia ma anche nei confronti delle nostre comunità. Tollerare abitudini alimentari scorrette o diete poco varie e povere di vegetali espone a maggiori rischi di dover ricorrere a farmacoterapia in futuro, incidendo sui costi dei sistemi sanitari. E questo vale anche per i giovanissimi, tra i quali maggiore, purtroppo, è la propensione a ignorare o a rifiutare i vegetali come componenti essenziali del loro regime alimentare”, conclude De Gara.
Il fenomeno dell’allontanamento da verdure e legumi, infatti e come illustra l’Osservatorio Nestlé, riguarda tutte le fasce di età, ma è particolarmente rilevante tra i più piccoli. I quali, peraltro, mostrano di avere difficoltà anche con altri alimenti quali pesce (31,4%), cereali (20,3%), carne (19,3%) e frutta (16,9%). Si tratta, purtroppo, di altri ingredienti che contribuiscono a variare e a rendere più salutare l’alimentazione quotidiana. Questo è significativo perché, sempre secondo i dati dell’Osservatorio Nestlé, sono spesso i bambini a determinare il contenuto del carrello della spesa: in 6 famiglie su 10 (58,5%) infatti sono i bambini che accompagnano la figura di riferimento (nella maggior parte dei nuclei, il 49,2%, si tratta della madre, mentre più raramente, solo in 3 casi su 10, viene coinvolto anche il papà) al supermercato, indirizzandone inevitabilmente anche gli acquisti, mentre sono meno di 4 su 10 (37,2%) le famiglie nelle quali non si evidenziano problemi a gestire l’alimentazione dei figli.
Il dato, secondo la prof.ssa De Gara, è definibile come “allarmante”.“Quello che bisogna capire è che questi comportamenti e abitudini alimentari finiscono per condizionare quelli di tutta la famiglia. Se è il bambino che decide il contenuto dei sacchi della spesa e se il bambino mostra di rifiutare determinati alimenti, quelli non verranno consumati o verranno consumati in quantità minori anche dai famigliari: papà, mamme, fratelli e sorelle. Così si impoverisce il regime alimentare di tutta la famiglia, con i rischi conseguenti in termini di tutela della salute e del benessere. Se i vegetali, come confermano gli studi più recenti, contribuiscono ad un invecchiamento in salute, viceversa una tendenza a non consumarli produrrà, sul lungo termine, conseguenze negative per la longevità e il benessere della popolazione”.
Ma come è possibile, allora, convincere i bambini a seguire un’alimentazione più varia e sana? Ecco i 10 consigli per promuovere il consumo di verdure che emergono dal progetto Nutripiatto, pensato proprio per abituare i bambini alla buona prassi realizzato con Campus Bio-Medico di Roma:
- Varietà, prima di tutto: scegliere verdure di colori diversi: più colori metti nel piatto, più nutrienti e antiossidanti introduci nella dieta. I colori, inoltre, possono avere un effetto divertente e convincente per i bambini.
- Coinvolgimento e gioco: sono 4 su 10, secondo l’Osservatorio Nestlé, i bimbi che aiutano regolarmente chi si prende cura di loro a cucinare. Non sono pochi, anzi. Coinvolgerli nella preparazione delle verdure, facendo in modo che aiutino a pulirle e prepararle, può favorire la loro curiosità verso questi alimenti.
- Piccoli cambiamenti quotidiani: se un bambino non mangia le verdure, sarebbe sbagliato fargli vivere questa mancanza come un’imposizione o una forzatura. L’importante è introdurle progressivamente nella sua alimentazione, cambiandone le abitudini in maniera soft.
- Ricette sempre nuove: laroutine e la noia, soprattutto per i bambini, possono avere un ruolo nell’allontanarli da certi cibi o alimenti. Cambiare spesso, quantomeno le modalità di preparazione, li aiuta a non stufarsi.
- Non solo contorni: è importante aggiungere le verdure in primi piatti, panini e snack. Via libera, quindi, a sughi vegetali,wrap e piadine.
- Condivisione: mangiare insieme, preparando piattoni dai quali possa servirsi tutta la tavolata, aiuta a trasmettere il valore delle verdure anche ai più piccoli.
- Curiosità: raccontare le verdure, magari utilizzando storie, illustrarne e renderne attraenti i benefici può contribuire ad avvicinare i bambini a questi alimenti essenziali.
- Creatività: tagliare le verdure in forme divertenti come stelline e fiorellini può rendere il piatto più attraente. Anche l’occhio vuole la sua parte.
- Equilibrio: le verdure sono fondamentali, ma vanno sempre integrate in un’alimentazione varia e bilanciata, senza escludere altri alimenti.
- Allegria: la tavola deve essere un momento conviviale. Godere dei suoi piaceri deve essere un’esperienza positiva.















