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ANGELO FAMAO – “T’ARRICUORD AMO”

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DOPO UN TOUR IN TUTTA ITALIA TORNA IL FENOMENO DEL WEB CON UN NUOVO BRANO EMOZIONANTE

Dopo un’estate memorabile, segnata dal successo di un tour che ha attraversato tutta Italia, Angelo Famao è pronto a tornare sulla scena musicale con un nuovo singolo, “T’arricuor Amo”, un brano che promette di conquistare il cuore degli ascoltatori. Il brano rappresenta un nuovo capitolo nel percorso artistico del cantautore, da sempre capace di raccontare le emozioni con autenticità e intensità. Il brano è accompagnato dall’emozionante videoclip per la regia di Graziano Piazza. Con “T’arricuord Amo”, Angelo Famao ci accompagna in un viaggio nei ricordi di un amore finito, che però continua a vivere attraverso emozioni indelebili e immagini che riaffiorano nel presente.

“Questo brano è un inno a quegli amori che non ci lasciano mai veramente,” ha dichiarato Famao. “Ognuno di noi, in fondo, custodisce nel cuore un amore che, anche se finito, continua a vivere silenziosamente, soprattutto se ha fatto male, tanto male.” La canzone si distingue per l’uso del dialetto, che conferisce al brano una calda intimità e per una melodia che cresce progressivamente fino a culminare in un ritornello esplosivo ed emozionante.

Ascolta il brano: https://bfan.link/t-arricuord-amo

Dopo il grande successo del tour estivo, Angelo Famao è tornato in studio con energia e ispirazione rinnovate. La produzione di “T’arricuord Amo”, confezionata da Mario Parise, è stata attentamente curata per mettere in risalto la sensibilità dell’artista, creando un’esperienza musicale che tocca profondamente chi l’ascolta. Il brano è stato scritto da Angelo con Luca Napolitano (Amici 8) sotto le edizioni Joseba Label.

CREDITS

Autori e compositori: Angelo Famao, Luca Napolitano

Producer: Mario Parise

Rec e mix: BLUEMUSIC Record di Catania

Distribuzione: AF PRODUCTION

Edizioni: Joseba Label

Booking & Management: AF PRODUCTION – Caracillo Spettacoli

Mix e Mastering: Gigi Barocco presso Studio 104, Milano

Biografia

Angelo Famao è un fenomeno musicale che ha conquistato milioni di fan senza il supporto di grandi produttori o media tradizionali. Negli ultimi 5 anni ha tenuto oltre 500 concerti, coinvolgendo generazioni intere, dai giovani ai nonni. Su YouTube, il suo brano “Tu Si a Fine do Munno” ha superato i 115 milioni di visualizzazioni, che dall’uscita nel 2018 è rimasta nei primi 40 brani italiani più visualizzati d’Italia, mentre “Se mi dai il cuore” ha superato i 20 milioni. Su Spotify conta oltre 500.000 ascoltatori mensili, e la sua presenza sui social è altrettanto impressionante: quasi 400.000 follower su Instagram e quasi 500.000 su TikTok. Oltre a questi numeri straordinari, Angelo Famao è già disco d’oro e disco di platino, un riconoscimento del suo impatto crescente nell’industria musicale. Angelo Famao è un artista inarrestabile, in continua ascesa, che sta scrivendo la storia della musica popolare.

SEGUI ANGELO FAMAO

Instagram: https://www.instagram.com/angelofamao_official

Tiktok: https://www.tiktok.com/@angelofamao96

CONTATTI

Booking & Management: AF PRODUCTION (+39 349 1537307) – afproductionsrls@gmail.com

Angelo Carracillo (+39 3924389803) – angelo@carracillogroup.com

Cene aziendali di Natale: un’occasione per brindare ai successi dell’anno

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Un’opportunità per rafforzare i legami, celebrare i risultati e costruire un futuro di traguardi insieme

Il momento più atteso dell’anno è finalmente arrivato: il Natale è alle porte e con esso anche la magica atmosfera che invade le città. Il periodo natalizio oltre a rallegrare gli animi è l’occasione perfetta per riunirsi a festeggiare con amici e parenti e organizzare cene con i colleghi di lavoro. Diverse società, infatti, organizzano cene aziendali per brindare insieme dei successi ottenuti durante l’anno e per creare maggiore coesione nei gruppi di lavoro: per sorprendere e rendere unica e speciale una serata tra colleghi, l’FH55 Grand Hotel Palatino a Roma e l’FH55 Grand Hotel Mediterraneo a Firenze propongono cene all’insegna dell’eleganza e del buon gusto, con diverse opzioni che accontentano tutti i gusti.

Con l’arrivo di dicembre, le città si vestono di luci scintillanti, e l’aria si carica di profumi di festa che riempiono di gioia ogni angolo. Il Natale non è solo una festa, ma un’opportunità per rallentare e riflettere su ciò che davvero conta: non sono i regali a fare la magia, ma i gesti di amore, gentilezza e solidarietà che arricchiscono le nostre vite. In un mondo frenetico, dove spesso ci dimentichiamo di fermarci, il Natale è un’occasione unica per ritrovarsi. È il periodo ideale per celebrare non solo la famiglia, ma anche i colleghi e collaboratori, creando un senso di coesione che va oltre il lavoro quotidiano. Condividere una cena, scambiarsi auguri sinceri, costruire insieme nuovi ricordi è ciò che rende speciale il Natale tra colleghi: un momento per rafforzare i legami, per crescere insieme come squadra e per ricordare che la vera magia sta nella condivisione e nella comunità.

A Roma, nel cuore del centro storico e, più precisamente nel Rione Monti, sorge l’FH55 Grand Hotel Palatino, la location perfetta dove organizzare una cena aziendale: la cena si terrà in una delle tre eleganti sale interne, Le Spighe, Le Erbe e Il Giardino che, impreziosite da decorazioni natalizie, creano l’ambiente ideale per vivere una serata all’insegna del buon gusto, della convivialità e del calore delle feste.

Ad organizzare cene aziendali di altissimo livello c’è anche l’FH55 Grand Hotel Mediteranneo a Firenze, situato sul Lungarno del Tempio, è una struttura moderna e confortevole. La serata potrà essere organizzata in una delle tre raffinate sale, Arno, Taverna e Fiesole, che con un arredamento moderno, arricchito dai tradizionali addobbi natalizi, garantiranno una serata di festa in un’atmosfera unica e suggestiva.

Le aziende organizzatrici potranno scegliere, in entrambi i casi, tra due opzioni per la cena: una composta da 4 portate, antipasto, primo, secondo, contorno e dessert e la seconda di 5 portate che comprende, in più, un’Amouse Bouche e 2 primi piatti invece di uno, il tutto accompagnato da vini di altissima qualità.

Per rendere la cena perfetta ed unica, gli hotel propongono la personalizzazione del menù stampato con logo dell’azienda per ogni commensale. Inoltre per rendere ancora più su misura la cena aziendale è possibile scegliere tra una serie di servizi come:

  • Aperitivo Basic composto da snack assortiti, Prosecco Doc e acque minerali;
  • Aperitivo Plus composto da Dry snacks assortiti, 3 differenti finger food, Prosecco Doc e acque minerali;
  • Carrello dei liquori da meditazione: una degustazione di liquori e distillati da aggiungere alla fine della cena;
  • Due tipologie superiori di abbinamento enologico: 2 tipi di vini Bio in abbinamento durante la cena e vino da dessert;
  • Possibilità di scegliere la torta con logo personalizzato, incluso nel prezzo, in sostituzione del dolce monoporzione;
  • Foto ricordo di gruppo durante la cena. Il servizio è in omaggio per un minimo di 50 persone;
  • Intrattenimento musicale dal vivo durante la cena con costo SIAE offerto dal gruppo FH55 Hotels. In alternativa sarà proposta una compilation di temi natalizi in filodiffusione.

Qualunque sia la scelta del servizio, la cena di Natale all’FH55 Grand Hotel Palatino e all’FH55 Grand Hotel Mediterraneo offrirà un’esperienza indimenticabile, dove allegria, eleganza e ottimo cibo si uniscono per creare una serata speciale. Che si tratti di Roma o Firenze, entrambe le strutture rappresentano la location ideale per organizzare un evento in grande stile, capace di lasciare un ricordo indelebile nei cuori e negli occhi di tutti i dipendenti e collaboratori.

LA BILE DI AKU – ECCO L’ALBUM “A PIEDI NUDI”

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“A piedi nudi” (Radio Rossa Records) è il nuovo progetto discografico di Gian Luca Cefaliello, in arte La bile di AKU, un album indipendente di 10 tracce che affronta tematiche attuali di grande rilievo, presentando una critica alla società contemporanea e, allo stesso tempo, un messaggio di speranza per il cambiamento. Il cantautore con questo primo progetto da solista, sceglie di comunicare in maniera non convenzionale, mettendo al centro dei suoi testi e della sua musica la riflessione su questioni che riguardano il nostro presente. Nonostante l’album contenga disappunti riguardanti la direzione che la società ha intrapreso, rimane permeato di una forte speranza di rinascita e trasformazione.

Il singolo di apertura, “Veleno“, si distingue per la sua natura fuori dagli schemi: un brano impegnato che combina chitarre avvolgenti e ruvide, una voce distorta e un utilizzo raffinato dell’elettronica, frutto della collaborazione con Emiliano Bagnato, musicista e sound designer. Questo singolo non concede tregua a chi preferirebbe non interrogarsi sulla direzione che stiamo seguendo.

Videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=Fde3r-L4-MI

L’album -spiega l’artista- è un’esperienza non facile per l’ascoltatore, ma offre la possibilità di risvegliare domande profonde. I testi autentici si fondono con un sound pop/rock accurato e istintivo, mantenendo sempre un approccio intimo e cantautorale.

Il video di “Veleno” raffigura simbolicamente le costrizioni imposte dal sistema attraverso il denaro, rappresentato appunto come il “veleno” che avvelena la società. Il titolo dell’album, “A piedi nudi”, rappresenta un ritorno all’essenza, un punto di partenza per ritrovare se stessi, in un mondo sempre più distante dalla propria autenticità. La nostra società sembra vivere dentro una sorta di bolla, un “Truman Show” o un reality stile “Grande Fratello”, di cui siamo consapevoli, ma che continuiamo a criticare restando però immobili.

Tra i singoli contenuti nell’album, si distinguono “In un altro universo“, “D’istanti“, “A piedi nudi“, “Come posso innamorarmi” ed “È tutto loro quello che luccica” L’album include una cover rivisitata di “Il mio canto libero” di Lucio Battisti.

Ringraziamenti:

– Alex Tura, per la foto di copertina.

– Nicolò Puppo, regista e fotografo.

– Lidia Luciani, danzatrice nel video di “Veleno”.

– Emiliano Bagnato, sound designer.

– Jacopo Iorio, batteria di “In un altro Universo”

L’ALBUM “A PIEDI NUDI”

1- In un altro universo

2- Ripristino mentale

3- Veleno

4- Nient’altro da dire

5- Dentro di te

6- D’ istanti

7- A piedi nudi

8- È tutto “LORO” quello che luccica

9- Il mio canto libero

10- Come posso innamorarmi

GIAN LUCA CEFALIELLO – IN ARTE “LA BILE DI AKU”: CANTAUTORE, COMPOSITORE, CHITARRISTA

Gian Luca Cefaliello, conosciuto artisticamente come La bile di Aku, torna oggi sulla scena musicale con un progetto solista personale e coinvolgente. Dopo anni passati a scrivere brani per la sua band, i Goa (album Appesi 2010 e In-dipendente-mente 2015) e dopo aver calcato palchi importanti come il Tim-Tour, il Roxy Bar, il Live-Mi e il Motor Show, l’artista ligure presenta il suo primo lavoro da solista: a piedi nudi. Questo album rappresenta una riflessione sulla società contemporanea, lasciando spazio a un messaggio di speranza e cambiamento. Nel corso della sua carriera ha collaborato come chitarrista in diverse formazioni. Con la band “Effetto Primacy” ha partecipato all’undicesima edizione di “Musica Controcorrente” presso il C.E.T. di Mogol, dove il brano “Urla” ha ricevuto il premio della critica. Gian Luca ha completato i suoi studi di canto con il massimo dei voti e ha approfondito l’armonia musicale sulla chitarra. Parallelamente alla sua carriera artistica, ha lavorato come insegnante di canto e ha tenuto numerosi seminari in diverse località. Tra le sue collaborazioni, spicca il ruolo di co-compositore nei brani Screamin’ it loud e Through this noise, inclusi nell’album Costruire 2.0 di Lele (Raffaele Esposito), prodotto da Sony Music. Lele è stato vincitore di Sanremo 2017 nella categoria Nuove Proposte. Gian Luca è anche autore di brani per altri artisti, alcuni dei quali hanno partecipato a importanti concorsi nazionali. Attualmente è impegnato in una costante ricerca musicale e lirica, che gli permette di esplorare tematiche profonde e autentiche da esprimere attraverso i suoi testi e le sue composizioni. Il progetto La Bile di Aku rappresenta il suo universo creativo, il modo attraverso cui esprime i suoi disappunti, i suoi sentimenti più profondi e la sua sensibilità artistica.

Contatti:

– Facebook: https://www.facebook.com/gianluakucefaliello

– Instagram: https://www.instagram.com/la_bile_di_aku/

– TikTok: La Bile di Aku

– YouTube: https://www.youtube.com/@labilediaku

– Email: labilediaku@gmail.com

Oggi il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha incontrato a Chiasso il Consigliere e Capo del Dipartimento Federale di Giustizia e Polizia svizzero Beat Jans

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All’incontro era presente il Sottosegretario al Ministero dell’Interno Nicola Molteni e insieme hanno visitato il Centro di Cooperazione di Polizia e Doganale italo-svizzero. 

“I nostri Paesi – ha dichiarato il titolare del Viminale – sono legati da una storica amicizia e da un rapporto di cooperazione consolidato, testimoniato anche dal lavoro congiunto 

delle nostre Forze dell’Ordine, che in questo Centro collaborano quotidianamente e svolgono congiuntamente importanti interventi in materia di polizia e sicurezza pubblica”.

“I pattugliamenti misti – continua Piantedosi – sono un esempio di questa efficace cooperazione e contribuiscono ad aumentare il livello di sicurezza dei nostri Paesi e il controllo dei 

rispettivi confini, dove l’ottima intesa tra le nostre Pattuglie ha consentito di rintracciare numerosi stranieri irregolari e di contrastare i trafficanti e la migrazione illegale”. 

Nel corso del cordiale colloquio i due Ministri si sono confrontati anche sui dossier relativi al comparto sicurezza e sull’importanza di uno scambio di informazioni costante 

per prevenire e contrastare con efficacia le minacce poste dalla criminalità organizzata e dal terrorismo.

“Sono certo – ha concluso il Ministro Piantedosi – che il nostro proficuo confronto odierno, rinsalderà ulteriormente il nostro già eccellente rapporto”.

Aria insostenibile nella zona più inquinata d’Europa: la brutta notizia è che sta in Italia!

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In Europa esiste una regione che detiene un triste primato: è la più inquinata del continente. Qui, l’aria è carica di particelle sottili come PM10 e PM2.5, superando di gran lunga i limiti di sicurezza stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Questo fenomeno, che rappresenta una minaccia concreta per la salute pubblica, è il risultato di una combinazione di fattori ambientali, economici e geografici che rendono la situazione particolarmente critica.

Il problema ha radici profonde. L’alto livello di industrializzazione di quest’area, accompagnato da una rete di trasporti estremamente densa e da un traffico costante, contribuisce significativamente all’accumulo di sostanze inquinanti nell’atmosfera. A ciò si aggiunge una conformazione geografica unica, che favorisce il ristagno degli inquinanti nell’aria, aggravando ulteriormente la qualità atmosferica.Gli effetti sulla popolazione locale sono devastanti. Gli abitanti di questa zona vivono quotidianamente in un ambiente dove l’inquinamento atmosferico rappresenta un rischio serio per la salute, incrementando l’incidenza di malattie respiratorie, cardiovascolari e altre patologie legate all’esposizione a lungo termine a particolati nocivi.Purtroppo, non si tratta solo di un problema circoscritto. Questa regione funge da simbolo per altre aree d’Europa e del mondo che, a causa di condizioni simili, rischiano di affrontare le stesse sfide.

Solo con politiche efficaci, investimenti in tecnologie pulite e una forte sensibilizzazione della comunità si potrà sperare in un miglioramento. È imperativo agire subito per tutelare la salute delle persone e garantire un futuro sostenibile.

Ma di quale regione parliamo? Non sorprende che si tratti proprio di una delle aree economicamente più importanti del continente: la Pianura Padana, nel cuore dell’Italia.Cause dell’inquinamento nella Pianura Padana

La combinazione di diversi fattori contribuisce all’elevato inquinamento in questa regione:

  • Industrializzazione intensa: La presenza di numerosi impianti industriali aumenta le emissioni di sostanze nocive nell’atmosfera.
  • Densità del traffico: L’elevato numero di veicoli in circolazione contribuisce significativamente all’inquinamento dell’aria.
  • Conformazione geografica: La conformazione della Pianura Padana favorisce il ristagno degli inquinanti, peggiorando la qualità dell’aria.

Classifica delle città più inquinate d’Italia nel 2024

Secondo i dati del 2024 dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), le città italiane con i più alti livelli di PM2.5 sono:

  1. Cremona: 23,3 µg/m³
  2. Vicenza: 23,0 µg/m³
  3. Padova: 22,7 µg/m³
  4. Venezia: 22,6 µg/m³
  5. Piacenza: 22,2 µg/m³
  6. Torino: 21,0 µg/m³
  7. Bergamo: 20,9 µg/m³
  8. Brescia: 20,7 µg/m³
  9. Treviso: 20,7 µg/m³
  10. Milano: 19,7 µg/m³

Questi valori superano ampiamente le soglie raccomandate dall’OMS, evidenziando una situazione critica per la salute pubblica.

Dramma inquinamento

Drammatici dati sull’inquinamento in Italia – Dire.it

Confronto con altre città europee

Secondo i dati del 2024 dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), le città europee con i più alti livelli di particolato fine (PM2.5) sono:

  1. Nowy Sącz, Polonia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 27,3 µg/m³.
  2. Cremona, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 25,9 µg/m³.
  3. Slavonski Brod, Croazia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 25,7 µg/m³.
  4. Vicenza, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 24,8 µg/m³.
  5. Padova, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 24,5 µg/m³.
  6. Venezia, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 24,3 µg/m³.
  7. Piacenza, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 24,1 µg/m³.
  8. Torino, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 23,9 µg/m³.
  9. Bergamo, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 23,7 µg/m³.
  10. Brescia, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 23,5 µg/m³.

Questi valori superano ampiamente le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che raccomandano una concentrazione media annuale di PM2.5 non superiore a 5 µg/m³. L’esposizione a livelli elevati di PM2.5 è associata a gravi rischi per la salute, tra cui malattie respiratorie e cardiovascolari.

La zona più inquinata

La zona più inquinata d’europa è in Italia – Dire.it

È fondamentale che le autorità locali e nazionali implementino misure efficaci per ridurre l’inquinamento atmosferico, promuovendo il trasporto sostenibile, migliorando l’efficienza energetica e adottando tecnologie più pulite nei processi industriali. Solo attraverso un impegno congiunto sarà possibile migliorare la qualità dell’aria e proteggere la salute dei cittadini europei.

Impatto sulla salute e misure necessarie

L’inquinamento atmosferico ha effetti deleteri sulla salute, aumentando il rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari. È fondamentale che le autorità locali e nazionali implementino misure urgenti per migliorare la qualità dell’aria, come:

  • Promozione del trasporto pubblico sostenibile: Incentivare l’uso di mezzi pubblici ecologici per ridurre le emissioni.
  • Limitazione del traffico veicolare: Introdurre zone a traffico limitato e promuovere l’uso di veicoli elettrici.
  • Riduzione delle emissioni industriali: Implementare tecnologie più pulite e controlli più rigorosi sulle emissioni.

Affrontare con decisione queste sfide è essenziale per garantire un ambiente più sano e sostenibile per le future generazioni.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Grave Crisi per l’Indotto Stellantis: La Provincia al Fianco dei Lavoratori

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Quadrini: “Unità e Solidarietà per Salvare i Posti di Lavoro”

Si è svolta questa mattina la riunione della Consulta dei Sindaci del Lazio Meridionale convocata dai primi cittadini di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi e di Cassino, Enzo Salera, a seguito della protesta degli operai delle ditte dell’indotto Stellantis. L’incontro si è tenuto davanti ai cancelli dell’ingresso 2 dello stabilimento Stellantis, dove i lavoratori hanno dato vita ad uno sciopero per protestare contro il rischio di licenziamenti che, a partire dal 31 dicembre, colpiranno centinaia di famiglie a causa del mancato rinnovo delle commesse da parte della multinazionale.
All’incontro erano presenti numerosi sindaci della provincia, rappresentanti delle istituzioni regionali e provinciali, i sindacati e una grande partecipazione di lavoratori che, con determinazione, hanno voluto portare le loro istanze in prima linea. Il confronto, che ha avuto un forte valore simbolico e pratico, ha dato spazio alle voci di chi rischia di perdere il proprio posto di lavoro, aprendo un dialogo diretto con le istituzioni per trovare soluzioni concrete e tempestive.
Il Presidente del Consiglio Provinciale, Gianluca Quadrini, ha preso parte attivamente alla riunione, ribadendo l’impegno della Provincia nel far fronte a questa grave situazione. “Quella che stiamo vivendo è una crisi che riguarda non solo i lavoratori coinvolti direttamente, ma l’intero territorio e il futuro della nostra comunità. La Provincia di Frosinone, insieme al suo Presidente Luca Di Stefano è al fianco degli operai e continuerà a fare ogni sforzo possibile per tutelare i posti di lavoro e garantire la stabilità economica dei nostri territori”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio.
L’impegno delle istituzioni provinciali è stato ribadito anche nel recente incontro che si è svolto presso la sede della Provincia, alla presenza di numerosi sindaci e sigle sindacali che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi sulle possibili soluzioni e sulle azioni da intraprendere per evitare la perdita di posti di lavoro.
Il Sindaco di Piedimonte San Germano e il Sindaco di Cassino, hanno lavorato in sinergia, convocando con urgenza l’incontro e mettendo a disposizione uno spazio di dialogo tra i lavoratori e le istituzioni. “Questa riunione risponde prontamente a una situazione che rischia di diventare drammatica per centinaia di famiglie del nostro territorio. È fondamentale che le istituzioni si uniscano e facciano fronte comune per tutelare i lavoratori e l’economia locale”, hanno continuato Quadrini.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto anche alle organizzazioni sindacali, che con il loro intervento hanno dato voce ai lavoratori, e alla partecipazione attiva dei numerosi operai presenti, che hanno sottolineato l’urgenza di risposte concrete.
La Provincia, insieme ai sindaci, ai sindacati e alle altre istituzioni, non intende abbassare la guardia e continuerà a lavorare con determinazione per il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie. “Siamo di fronte a una sfida importante. Insieme, come comunità, possiamo fare la differenza. Continueremo a lottare per ogni posto di lavoro e per il benessere delle persone che costituiscono la vera ricchezza del nostro territorio”, ha concluso il Presidente del Consiglio Provinciale.

Opportunità e sviluppo. La stazione Tav rilancerà l’intero territorio provinciale

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Quadrini: “Serve una politica compatta che lavori per l’interesse delle nostre comunità”.

In seguito agli incontri che si sono tenuti nei giorni scorsi, il Presidente del Consiglio Provinciale, Gianluca Quadrini, esprime il proprio punto di vista riguardo alla realizzazione della stazione TAV in provincia, un progetto che rappresenta non solo una nuova e importante infrastruttura ma soprattutto una straordinaria opportunità per rafforzare la posizione strategica della Ciociaria e favorire il suo rilancio economico, sociale e turistico. L’area individuata per la realizzazione della stazione sembra aver trovato un consenso tra le amministrazioni locali, un primo passo positivo verso la realizzazione di questa importante infrastruttura. Il Presidente sottolinea che, come rappresentante del Consiglio Provinciale, in collaborazione con la Regione, auspica che venga individuato al più presto il sito in cui sorgerà il nostro futuro nodo TAV. “È fondamentale comprendere che, sopra ogni interesse politico, sono i tecnici di RFI a dover intervenire con competenza e precisione,” afferma il Presidente. “Solo attraverso accurati sopralluoghi e ricerche tecniche, da parte dei tecnici di RFI si riuscirà a identificare il luogo più idoneo per la stazione, tenendo conto delle caratteristiche migliori per l’opera.” Il compito della politica, in questo contesto, è chiaro: spingere e sollecitare con determinazione la realizzazione di questa grande opportunità. “È essenziale – continua Quadrini – che le istituzioni comunali, provinciali e regionali si uniscano in uno sforzo compatto per promuovere la realizzazione della TAV in Ciociaria. Per questo dobbiamo andare verso una direzione unica e seguire le indicazioni dei tecnici di RFI. Abbiamo una grande responsabilità verso il nostro territorio e verso le future generazioni,” conclude il Presidente. “Dobbiamo lavorare insieme, con la certezza che il nostro impegno potrà portare benefici tangibili e duraturi per la nostra comunità. Ci aspettiamo che questo progetto possa essere fonte di sviluppo, portando nuovi investimenti, creando posti di lavoro e rafforzando il nostro attrattore turistico, per restituire alla Ciociaria il ruolo centrale che merita nel panorama nazionale.”

Calde emozioni natalizie: celebrare le festività alle Seychelles

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Tra natura incontaminata e cultura locale, vivere un Natale e Capodanno fuori dal comune

Se si sogna un Natale e un Capodanno diverso, lontano dai maglioni di lana e dal freddo pungente, le Seychelles sono la destinazione perfetta per trascorrere le festività al caldo, immersi in un paradiso tropicale. Con spiagge candide, acque cristalline e una natura lussureggiante, questo arcipelago è la cornice ideale per coppie, famiglie e gruppi di amici in cerca di un’esperienza indimenticabile.

Le Seychelles combinano il meglio delle tradizioni natalizie con la magia di un ambiente esotico. La popolazione, a maggioranza cattolica, celebra il Natale con calore e gioia, adornando case e strade con luci colorate e decorazioni. A Victoria, capitale dell’isola di Mahé, è possibile passeggiare tra vicoli addobbati e lasciarsi trasportare dalla musica e dai profumi delle bancarelle locali. Durante un viaggio alle Seychelles si resterà affascinati dal ricco patrimonio folkloristico che caratterizza ogni isola. La danza e la musica, elementi fondamentali di ogni cultura locale, sono protagoniste di tutte le festività. La musica, così come la cucina, riflette l’influenza di culture diverse, dando vita a un mix di generi e strumenti che produce melodie e ritmi inconfondibili. Dalla tradizione malgascia e africana provengono strumenti a percussione come il tamtam e il tamburo, mentre le influenze europee hanno arricchito il panorama musicale introducendo il violino e la chitarra.

Quest’anno inoltre il 23 dicembre c’è anche una bellissima iniziativa benefica a cui si può partecipare: il Sandman Building Competition. È un evento benefico che si svolge sulle incantevoli spiagge delle Seychelles, dove creatività e solidarietà si incontrano. L’iniziativa invita persone di ogni età a partecipare a una gara di sculture di sabbia, con l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno di progetti locali e cause ambientali. In un’atmosfera di festa e condivisione, i partecipanti danno libero sfogo alla fantasia, trasformando semplici granelli di sabbia in opere d’arte temporanee. Non è necessario essere artisti: ciò che conta è lo spirito di partecipazione e il desiderio di contribuire a un’iniziativa che fa del bene alla comunità.

Con il mare cristallino sullo sfondo e l’entusiasmo di tutti, il Sandman Building Competition non è solo una gara, ma un’occasione per dimostrare che, insieme, si possono costruire non solo castelli, ma anche speranze e opportunità.

Per un’esperienza unica, da non perdere sono i barbecue sulla spiaggia, gustare deliziosi piatti creoli o salpare su un catamarano per un picnic natalizio con vista sull’oceano. Le celebrazioni continuano fino a Capodanno con falò sulla spiaggia, danze sotto le stelle e spettacolari fuochi d’artificio che illuminano il cielo.

Il clima tropicale delle Seychelles offre infinite opportunità di avventura e scoperta:

  • Per le Coppie: Una cena romantica su una spiaggia deserta, con il suono delle onde come sottofondo, o un’escursione al tramonto per ammirare il cielo dipinto di colori intensi.
  • Per le Famiglie: Una visita al Giardino Botanico di Mahé per incontrare le tartarughe giganti o un tour guidato al Parco Nazionale di Praslin, dove cresce il leggendario Coco de Mer, simbolo delle Seychelles.
  • Per gli Amici: Immersioni e snorkeling per esplorare le barriere coralline e i loro tesori sommersi, o un’uscita in barca per scoprire le isole vicine.

Oltre alle spiagge da sogno, le Seychelles offrono una ricca storia e cultura. Un’ottima occasione per scoprire i tesori di Mahé, tra cui il vivace Mercato di Sir Selwyn Selwyn Clarke, la Torre dell’Orologio e il Viale dell’Indipendenza. Oppure lasciaesi affascinare dai villaggi locali, dove è possibile osservare artigiani al lavoro e gustare autentiche prelibatezze creole.

Per i più avventurosi, le calde acque cristalline invitano a immergersi in un mondo sommerso straordinario, con formazioni di granito e coralli vivi che creano uno spettacolo mozzafiato.

Tra le tante leggende che avvolgono le Seychelles, ce n’è una che colloca l’Eden proprio a Praslin, grazie al mitico Coco de Mer, il frutto più grande e seducente del mondo. Questo straordinario albero, noto come Albero del Bene e del Male di Adamo ed Eva, produce frutti dalla forma unica e sorprendente, che evocano il pube femminile e l’organo genitale maschile. La leggenda narra che, durante le notti di tempesta, i frutti di queste piante – maschili e femminili – si uniscano in un misterioso rituale di accoppiamento, aggiungendo un’aura di magia e sensualità a questo luogo incantato.

Ma la magia delle Seychelles non si limita a leggende esotiche. Anche il Natale, in queste isole, si carica di tradizioni uniche e affascinanti. In passato, l’albero di Natale era fatto con l’albero di casuarina, conosciuto come il “pino” dei tropici, decorato con amore e creatività. La messa di mezzanotte è un momento centrale delle celebrazioni natalizie: ogni distretto organizza la propria cerimonia, ma la più importante è quella nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione di Victoria, un evento che richiama fedeli da tutta l’isola.

I canti natalizi sono un’altra tradizione profondamente sentita, con cori che si sfidano in competizioni dedicate, riempiendo l’aria di melodie festose che uniscono la comunità. E quando si parla di dolci, il protagonista assoluto delle festività è il pudding inglese, un dessert immancabile sulle tavole natalizie, simbolo di condivisione e allegria.

Realtà o mito, dalle leggende sul Coco de Mer al calore del Natale, le Seychelles sanno davvero come far vivere la magia di un paradiso terrestre.

Natale e Capodanno sono un’opportunità per viaggiare e per farsi conquistare dal calore, dalla serenità e dall’eleganza di queste isole uniche. Che si sia in cerca di relax, avventura o momenti speciali con i propri cari, le Seychelles sono pronte a regalare un’esperienza memorabile nel cuore dell’Oceano Indiano.

Mattarella: “La violenza sulle donne è un’emergenza allarmante”. Ma Salvini fa polemica: “Riconoscere l’incidenza degli aggressori stranieri”

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Oggi è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Meloni: “Una piaga sociale e culturale”

ROMA – “La violenza contro le donne presenta numeri allarmanti. È un comportamento che non trova giustificazioni, radicato in disuguaglianze, stereotipi di genere e culture che tollerano o minimizzano gli abusi, che si verificano spesso anche in ambito familiare”. Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica- aggiunge-, nota anche come Convenzione di Istanbul, è il primo strumento giuridicamente vincolante ad aver riconosciuto la violenza di genere come una violazione dei diritti umani. L’Italia ha ratificato la Convenzione nel 2013, dotandosi di strumenti di tutela per garantire una piena protezione alle vittime di violenza di genere”.

“Quanto fatto finora- sottolinea il capo dello stato- non è, tuttavia, sufficiente a salvaguardare le donne, anche giovanissime, che continuano a vedere i loro diritti violati. È un’emergenza che continua. Si tratta di madri, sorelle, figlie, persone con sogni e progetti che vedono violato il diritto di poter vivere una vita libera e dignitosa, donne che lottano per la propria indipendenza, per poter scegliere il proprio destino”.“‘Nessuna scusa’ è il tema proposto dalle Nazioni Unite per celebrare la giornata odierna. È addirittura superfluo sottolineare che, quindi, non ci sono scuse accettabili a giustificazione della violenza di genere. Occorrono azioni concrete. È fondamentale- aggiunge- continuare a lavorare per eradicare i pregiudizi e gli atteggiamenti discriminatori che rendono ancora oggi le donne più deboli nella società, nel lavoro e nella famiglia. Le istituzioni, le forze della società civile devono sostenere le donne nella denuncia di qualsiasi forma di sopruso, offrendo protezione e adeguato supporto. È un valore per l’intera società far sì che siano pienamente garantiti i diritti umani dell’universo femminile”.“Oggi è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Una giornata che ci porta a ricordare la cronaca dei nostri giorni con ancora tanti, troppi casi di violenza e femminicidi. Una piaga sociale e culturale che non ci consente di voltare lo sguardo dall’altra parte, ma che ci spinge a riflettere e ad agire con ogni azione possibile volta a tutelare le vittime dall’abominio della violenza”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.

“Come Governo, dall’inizio del nostro mandato- aggiunge-, abbiamo messo in campo strumenti di contrasto, prevenzione e sicurezza. Un lavoro che deve proseguire nella consapevolezza che il contributo di ciascuno di noi può fare la differenza. Lo dobbiamo fare nel nome di tutte coloro che oggi non sono più con noi: mamme, sorelle, figlie, amiche”. “1522 è il numero a cui rivolgersi per parlare, denunciare e ricevere aiuto immediato, in qualsiasi momento. Ogni voce che si alza contro la violenza è un passo verso una società più sicura e libera dalla paura. Ricordate: non siete sole”, conclude.

Ma sui social Matteo Salvini riapre la polemica sulla presunta (molto presunta, a leggere i dati) “incidenza degli stranieri”. “Difendere le ragazze significa anche riconoscere l’inevitabile e crescente incidenza degli aggressori stranieri – scrive il vicepremier – un dato preoccupante che non sminuisce in alcun modo i casi italiani ma evidenzia le pericolose conseguenze di un’immigrazione incontrollata, spesso proveniente da Paesi che non condividono i principi e i valori occidentali. È dovere morale di tutti noi preservarli e difenderli a tutti i costi, per la sicurezza delle donne di oggi e di domani”.

Salvini poi elenca solo le vittime di stranieri: “Saman Abbas, 18 anni, uccisa dai genitori e dallo zio, cittadini del Pakistan. Renée Amato, 19 anni, uccisa a colpi di pistola dall’ex fidanzato. Michelle Causo, 17 anni, uccisa da un ragazzo di origini cingalesi che lasciò il corpo in un carrello della spesa. Giulia Cecchettin, 22 anni,, uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta con 75 fendenti. Melina Marino, 48 anni, uccisa da ergastolano in regime di semilibertà. Pamela Mastropietro, 18 anni, brutalmente uccisa dal nigeriano Innocent Oseghale. Danjela Neza, 29 anni, uccisa da un cittadino della Guinea. Ester Palmieri, 37 anni, uccisa con un coltello da caccia dall’ex fidanzato. Sara Ruschi, 35 anni, uccisa dal compagno marocchino. Hina Saleem, 21 anni, uccisa dal padre, cittadino del Pakistan. Martina Scialdone, 34 anni, uccisa dall’ex compagno. Iris Setti, 61 anni, uccisa da un cittadino nigeriano. Giulia Tramontano, 27 anni, Senago, avvelenata e poi uccisa con il bimbo che aveva in grembo con 37 coltellate da Alessandro Impagnatiello. Sharon Verzeni, 33 anni, uccisa da un italiano di origini maliane. Giada Zanola, 34 anni, uccisa dal compagno dopo una lite e buttata giù da un cavalcavia. A loro e a tutte le vittime innocenti va il nostro pensiero e la nostra preghiera, nella battaglia quotidiana contro la violenza sulle donne che deve unire e aggregare tutti, senza bandiere o ipocrisie”.

Nel suo videomessaggio, invece, non usa mai la parola “patriarcato” Giuseppe Valditara. Le dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione alla presentazione della Fondazione Cecchettin avevano innescato le polemiche che avevano poi coinvolto altri esponenti del governo: “Sicurezza, libertà, dignità per ogni donna: questo è il nostro impegno. Femminicidi, violenze sessuali, morali, discriminazioni: vanno combattute in modo deciso ed unanime. Sono l’espressione di una cultura maschilista inaccettabile“.“La battaglia contro la violenza sulle donne inizia dalla scuola- continua il ministro- dobbiamo diffondere la cultura del rispetto e per questo abbiamo introdotto tra gli obiettivi di approendimento, obbligatorio e curriculare, l’educazione al rispetto verso la donna ed è la prima volta”. Valditara conclude rivolgendosi alle ragazze: “Non abbiate timore di denunciare ogni violenza e ogni bullismo che offenda la vostra sicurezza, libertà e dignità: la scuola sarà sempre con voi”.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Violenza sulle donne, Meloni: “Sarò definita razzista ma l’incidenza maggiore è da persone immigrate”

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La premier a Donna Moderna: “Chiaramente, quando non hai niente, si produce una degenerazione che può portare da ogni parte”

DOMANDA: Dall’inizio dell’anno a oggi, secondo il Ministero dell’Interno, sono stati registrati più di 90 femminicidi. Arriveremo per la fine dell’anno ai soliti 100 o supereremo la soglia dei 100. Ci sono le leggi, aumentano le denunce, eppure questa strage non si ferma. Cosa possiamo fare di più? Cosa si può fare di piùLe norme non mancano, gli strumenti non mancano, le risorse mancano sempre, ma comunque dedichiamo delle risorse a questa materia. Forse il dibattito non è sufficiente, nel senso che io trovo che molto spesso di questa materia si parli anche accettando lo scontro ideologico, su una materia sulla quale invece non ha proprio senso né dividersi né cercare il buono e il cattivo. E’ una di quelle materie sulle quali bisogna tutti, indipendentemente da età, dove si vive, partito politico, sedersi intorno a un tavolo e interrogarsi, e forse questo noi non lo stiamo facendo abbastanza. Nel senso che, ripeto, io mi sono molto interrogata, non credo di avere le risposte a questa domanda, però ci sono degli elementi che secondo me dobbiamo considerare.

Abbiamo parlato moltissimo del film di Paola Cortellesi. A me è piaciuto molto il film di Paola Cortellesi. E’ un film che racconta un tempo nel quale la violenza contro la donna, cioè la sopraffazione della donna, era quasi accettata nella società. Noi in teoria non viviamo più in un tempo del genere, oggi non è accettato, eppure lei ricordava che il numero dei femminicidi rimane sostanzialmente immutato. E’ come se una volta la violenza sulle donne fosse legata di più a una, come posso dire, degenerazione dell’idea di essere superiori, che gli uomini avevano, e oggi invece fosse più legata a una debolezza.

Prima in qualche maniera era socialmente anche accettato, oggi le donne non lo accettano. E allora c’è una evoluzione della motivazione che noi dobbiamo studiare, capire, e penso che su questo anche il ruolo delle giovani generazioni e quello che sta accadendo ai giovani è qualcosa su cui ci dobbiamo molto interrogare.

Se noi non capiamo un fenomeno che nonostante l’evoluzione della società rimane immutato, non capiamo le ragioni per cui questo sta accadendo, temo che non riusciremo a essere neanche così efficaci nella soluzione alla base della questione, che non sarà mai nelle leggi e nelle risorse, sarà sempre solo se riusciamo a lavorare sulla dimensione culturale di questo fenomeno. Ho delle domande, non ho delle risposte, l’unica risposta che ho e penso che sia davvero una di quelle questioni sulle quali chiunque ha qualcosa da dire deve poterlo dire, perché se noi ci chiudiamo dietro gli stereotipi, le divisioni, no questo è sbagliato, no questo è giusto, temo che non faremo mai il lavoro di approfondimento necessario ad affrontarlo in modo serio.

DOMANDA: Si dice che il lavoro rende libere, in effetti è vero che tante storie di violenza nascono all’interno delle mura domestiche, le donne che sanno di essere all’interno di rapporti maltrattanti e che non possono uscire perché sono dipendenti economicamente dell’America, perché appunto non lavorano. Che cosa sta facendo e cosa può fare di più il governo per promuovere il lavoro femminile, garantendo anche pari trattamento dal punto di vista economico e di carriera per uomini e donne?RISPOSTA: Guardi che cosa il governo ha fatto per aumentare l’occupazione femminile, perché è vero che noi siamo fanalino di coda, vero è che stiamo vivendo in questo momento anche il massimo dell’occupazione femminile mai registrato dall’Unità d’Italia oggi.

Abbiamo finalmente sfondato il tetto dei 10 milioni di lavoratrici, sono in gran parte contratti stabili a tempo indeterminato, è un tema sul quale mi sono molto dedicata. Io penso che questa sia la chiave della parità, la vera chiave della parità è nella tua possibilità di scegliere e di realizzarti. E non sempre ci si è lavorato nel modo adeguato.

Abbiamo lavorato tantissimo sugli incentivi all’assunzione femminile, la deduzione del costo del lavoro per esempio è più alta se si assumono donne, particolarmente nelle regioni del Mezzogiorno abbiamo destinato oltre 3 miliardi di euro per l’assunzione soprattutto delle donne, a tempo indeterminato, il dato interessante è che la gran parte dei contratti che aumentano sono i contratti a tempo indeterminato, i contratti stabili. Io penso che chiaramente ci sia anche un lavoro da fare che riguarda invece le donne che scelgono di non lavorare, le faccio un esempio che può essere considerata una stupidaggine, ma un passaggio culturale non irrilevante. Noi abbiamo adesso da fare tutta la revisione delle tax expenditures, così definite, e tra queste c’è anche la detrazione per il coniuge a carico.

Io penso che le risorse della detrazione del coniuge a carico quando c’è un coniuge a carico non debbano andare al coniuge che lavora, ma al coniuge a carico. Una cosa proprio banale nel senso che non cambia la vita di nessuno, però è un messaggio, non un principio, è il non dipendere. Quindi ci sono anche delle piccole cose che si possono fare, ma noi abbiamo lavorato anche per esempio per quello che riguarda rendere strutturale il reddito di libertà, invece il reddito che riguarda le donne che sono propriamente vittime di violenza.

Quindi c’è un lavoro che si fa a 360 gradi particolarmente per incentivare le donne ad avere un lavoro, ad avere una carriera, a poter dimostrare il loro valore. Io non ho mai pensato che la soluzione ideale fossero quote da tutte le parti, io penso che la soluzione ideale sia rimuovere i condizionamenti e i limiti che non consentono alle persone di dimostrare il loro lavoro, poter competere ad armi pari. Le donne hanno avuto una difficoltà a competere ad armi pari, lo sappiamo perché per mille problemi, questo riguarda anche il tema dei figli, cioè il dover scegliere tra mettere al mondo un bambino e poter avere una carriera, è un’altra materia sulla quale questo governo ha concentrato il grosso del suo lavoro, le madri lavoratrici, cioè a dire vera libertà se io non sono costretto a scegliere, per esempio tra essere madre e poter avere una carriera.

Io lo posso fare più facilmente perché sono un lavoratore privilegiato, tanti non lo possono fare, allora abbiamo lavorato tantissimo su questo, sull’aumento degli asili nido già scritto nel PNRR, sulle risorse che ti consentono di non pagare l’asili nido per il secondo figlio, sull’aumento dell’assegno unico, sulla decontribuzione delle mamme lavoratrici, che sono tutti benefici che per una madre lavoratrice possono arrivare fino a oltre 5 mila euro di vantaggio l’anno, e penso che anche questo sia molto importante, il congedo parentale, ricordo che noi abbiamo aumentato di 3 mesi il congedo parentale retribuito all’80%.

DOMANDA: I dati ci dicono che una donna su 5 lascia il lavoro all’arrivo del primo figlio, cosa si può fare di più per le madri lavoratrici? Oltre agli asili nido hai bonus per le mamme, quindi aiuti economici, ma anche a livello di congedo di paternità, perché i figli sono delle madri ma anche dei padri, quindi è giusto che i carichi vengano equamente condivisi da entrambi i genitori, e vanno responsabilizzati anche gli uomini.

RISPOSTA: Non sono mai convinta che l’obbligo sia la soluzione, io sono sempre convinta che la libera scelta sia una soluzione, non è un caso che noi abbiamo lavorato sul congedo parentale, il congedo parentale retribuito all’80% vale per la madre e per il padre, credo che all’interno del nucleo familiare ci si debba autodeterminare.

Non sono mai stata convinta e non sono convinta che queste soluzioni si possano trovare in uno schema di contrapposizione, dobbiamo cercare uno schema di condivisione, ma chiaramente le opportunità devono essere le stesse, quello su cui abbiamo lavorato noi, non abbiamo lavorato sul congedo di maternità, abbiamo lavorato sul congedo parentale. Una madre che decide di prendersi un mese per curarsi del figlio, prima veniva retribuita al 30% e quindi madre o padre che fosse, molti non lo potevano fare perché con i salari che abbiamo oggi il 30% della retribuzione per molti non è sufficiente.

DOMANDA: E’ un problema culturale, gli uomini si vergognano ancora in Italia di prendere il congedo parentale.

RISPOSTA: Su questo sono d’accordo ed è qualcosa su cui bisogna lavorare, però non so quanto lo possiamo risolvere con un obbligo, nel senso che il congedo parentale come lo abbiamo ampliato noi è un congedo parentale che si utilizza fino al sesto anno di vita del bambino, quindi non è il congedo di maternità, l’allattamento, quello che noi conosciamo, è un congedo che consente alla famiglia di organizzarsi perché non si smette di essere genitori dopo i primi mesi di vita del figlio, per cui magari un bambino sa mala, magari c’è un problema, per cui è un congedo che si prende a condizione necessaria, se noi lo mettessimo obbligatorio e potremmo aumentarlo di quanto? 10 giorni? Un mese? Non avrebbe lo stesso impatto, culturalmente sì, però secondo me ha più senso se noi su questo lavoriamo, sul piano culturale perché ci può dare una risposta che può essere ugualmente utile, senza però comprimere quello che stiamo dando alle famiglie, perché 3 mesi sono 3 mesi, se noi aumentassimo di 10 giorni sì, forse per combattere il tema culturale, ma tra i 10 giorni di obbligo del padre e i 3 mesi che ciascuno dei due genitori può prendere, probabilmente le famiglie scelgono il secondo, perché c’è molto più tempo per organizzarsi, c’è molta più efficacia poi nell’organizzazione della famiglia, però sicuramente sul tema culturale questa è una battaglia che mi interessa, non so se nelle vostre 25 proposte ce n’è una e me la studiamo.

DOMANDA: Ancora, molte donne non denunciano a causa della vittimizzazione secondaria, ovvero perché temono di non essere credute o di essere giudicate male. Spesso questo accade anche nelle questure e nelle aule di tribunale. Quanto è importante e cosa si può fare di più per la formazione di magistrati, forze dell’ordine che trattano casi di violenza?

RISPOSTA: È molto importante perché chiaramente è una dimensione molto particolare quella della quale parliamo, c’è un tema di paura, c’è un tema di vergogna, è una sfera estremamente intima, è molto difficile capire come una persona reagisce o può reagire, e quindi ci vuole per forza una formazione che sia specifica. L’abbiamo previsto, per esempio, per quello che riguarda i magistrati, nella legge che abbiamo fatto c’è una specializzazione che riguarda i magistrati, anche sulle forze dell’ordine bisogna fare, che poi sono il primo contatto, bisogna fare dei passi sicuramente in avanti, così come li facciamo nelle scuole, cioè è un tema sul quale la formazione va fatta a 360 gradi, ma anche qui sono stati fatti dei fondamentali passi in avanti.

DOMANDA: Il femminicidio è la deriva estrema di atti violenti, e la violenza si può esprimere in tanti modi, anche attraverso il catcalling, attraverso le molestie per strada. Le donne oggi, soprattutto nelle grandi città, hanno paura di girare da sole. Che interventi mettere in campo per migliorare, per rendere più sicure quando escono la sera, per esempio?

RISPOSTA: Guardi, io vengo accusata ogni giorno di aver introdotto troppi nuovi reati, il tema della sicurezza è un tema che è sempre più evidente. Noi abbiamo dato dei segnali molto importanti, anche il trattamento delle forze dell’ordine, ma la condizione nella quale lavori fa la differenza. Per combattere l’insicurezza dilagante nelle nostre città c’è il tema del contrasto all’immigrazione illegale di massa, perché adesso verrò definita razzista, ma c’è un’incidenza maggiore, purtroppo, nei casi di violenza sessuale, da parte di persone immigrate, soprattutto illegalmente, perché, chiaramente, quando non hai niente, si produce una degenerazione che può portare da ogni parte. Abbiamo visto anche questo, e quindi anche il contrasto all’immigrazione illegale di massa è un elemento di questo fenomeno. C’è un lavoro qui che è soprattutto securitario, qui la dimensione culturale c’entra di meno. Bisogna garantire la presenza delle forze dell’ordine, garantire che ci siano i reati, garantire che quando qualcuno commette un reato, siano paghi per quel reato, che è un altro tema che in Italia abbiamo, e c’è un tema di contrasto all’immigrazione illegale di massa che incide, che, come lei sa, è una delle materie su cui il governo si spende di più.

DOMANDA: I centri anti-violenza svolgono un importantissimo ruolo per accogliere e soccorrere le vittime di violenza. Purtroppo, però, delle volte non bastano le risorse per poterle accompagnare in tutto il percorso di autonomia, per affrancarsi in situazioni di maltrattamenti, di abusi, di uomini maltrattanti. E questo percorso rimane a metà. E questo perché i fondi pubblici non sono sufficienti o spesso arrivano e vengono erogati con tempi lunghissimi. E quali interventi può fare il governo per mettere in disposizione maggiori risorse per questi centri?

RISPOSTA: Abbiamo quasi raddoppiato le risorse già dalla prima legge finanziaria che abbiamo fatto. Per il piano anti-violenza e quindi anche per i centri anti-violenza. Chiaramente sappiamo, dicevo in apertura, che le risorse in Italia non bastano mai. E quindi cercheremo di fare degli sforzi ulteriori. Mi pare anche che siano risorse ben spese. Sul numero anti-violenza abbiamo fatto un’importante campagna, tutti quanti insieme, anche di informazione e di formazione, sta dando dei suoi risultati. Perché ci sono numeri che fanno capire che sono risorse ben spese, che è energia ben spesa.

Poi certo, speriamo di riuscire a fare sempre più compatibilmente con una situazione che in Italia facile non è, ma sicuramente è una delle questioni sulle quali il Governo ha cercato di dare dei segnali di attenzione decisa. Sul tema delle tempistiche, lì è un po’ più complesso per me, perché le risorse, come si sa, sono gestite dalle regioni. Purtroppo accade che ci siano anche situazioni abbastanza diverse tra loro in termini di burocrazia, in termini di tempistica. Noi possiamo fare su quello soprattutto moral suasion, e poi siamo soprattutto quelli che le risorse le devono mettere e cercare di lavorare insieme alle regioni per fare delle normative che siano un po’ più armonizzate e vedere dove è possibile anche lavorare per semplificare.

DOMANDA: La roadmap contro le violenze che abbiamo realizzato nel corso dei mesi, con l’aiuto e il supporto di un team di esperti, si propone di cambiare la cultura che genera la violenza attraverso 25 proposte concrete. Se almeno una di queste proposte venisse raccolta, accolta dal Governo con un’azione concreta, per noi sarebbe già un grandissimo traguardo.

RISPOSTA: Io sono una persona sempre molto interessata al contributo che può dare la società civile, non ho mai pensato che la politica potesse avere da sola le risposte a tutte le domande. Devi avere la capacità di ascoltare e il buon senso per scegliere cosa sì e cosa no, chiaramente secondo una visione, secondo le convinzioni che si hanno, secondo anche il proprio punto di vista. Però, come ti dicevo in apertura, questo è veramente uno di quei temi su cui io vedo tante polemiche veramente inutili e sono contenta quando si riesce a lavorare insieme, penso che si debba lavorare insieme e quindi il lavoro che voi avete fatto, cercando di mettere insieme livelli diversi, ambiti diversi, su una materia che è, dicevamo, in apertura molto molto complessa. Io non credo che noi abbiamo ancora tutte le risposte al perché, no? E allora dobbiamo continuare a cercarle, ma se non parliamo, se non pensiamo, se non ragioniamo, se non approfondiamo, non ci arriveremo mai.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo 

RISPOSTA: “Chiaramente è un tema sul quale mi sono molto interrogata. Come lei ricorda molto bene, l’Italia ha una legislazione molto importante su questa materia, legislazione alla quale tra l’altro ha contribuito anche questo Governo, con un’ultima legge che è stata approvata un anno fa all’unanimità delle forze politiche, una delle poche cose che siamo riusciti ad approvare all’unanimità. Io penso che la sfida rimanga sia soprattutto una sfida di carattere culturale.

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