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Medicina, stop al numero chiuso: l’accesso alla facoltà sarà libero. Bernini: “Passo storico”

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Non ci sarà più nessun test di ingresso per iscriversi alla facoltà di Medicina: l’accesso sarà regolato tramite crediti formativi e ci sarà una graduatoria nazionale

ROMA – Via libera dalla settima Commissione del Senato al disegno di legge delega che rivede le modalità di accesso ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria e medicina veterinaria. La riforma prevede l’abolizione del numero chiuso al primo semestre, consentendo l’iscrizione aperta per tutti gli aspiranti medici senza sostenere i test d’ingresso. L’obiettivo è la riorganizzazione del sistema delle professioni medico-sanitarie in un’ottica di sostenibilità sia per gli Atenei che per il Servizio sanitario nazionale. Il disegno di legge di delega al Governo mira a garantire una selezione più equa, basata sulle competenze acquisite degli studenti. L’accesso sarà infatti regolato attraverso i crediti formativi e la posizione in una graduatoria nazionale raggiunta. Così in una nota del ministero dell’Università e della Ricerca (Mur).

BERNINI: “UN PASSO STORICO”

“Questa giornata rappresenta un passo storico per garantire a tutti i ragazzi l’opportunità di diventare professionisti in ambito medico- commenta la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini– Il fabbisogno di futuri nuovi medici è di 30mila professionisti i più nei prossimi sette anni. Per soddisfarlo abbiamo già aumentato i posti disponibili per i corsi di laurea in medicina e chirurgia e veterinaria. Ma con oggi rivediamo completamente i criteri di selezione. Per il primo anno aboliamo il numero chiuso e i test d’ingresso, ma prevediamo un semestre-filtro con esami caratterizzanti, i cui risultati saranno comunque riconosciuti per percorsi formativi alternativi. In questo modo non solo investiamo nelle giuste aspirazioni dei nostri ragazzi, ma garantiamo anche una preparazione di qualità attraverso un’offerta formativa d’eccellenza”.
(DIRE) Roma, 16 ott. – La riforma include, inoltre, iniziative di orientamento già durante gli ultimi anni di scuola secondaria, con percorsi specifici per favorire l’ingresso nei corsi di laurea. Gli studenti potranno beneficiare di una formazione mirata e, in caso di mancata ammissione al secondo semestre, del riconoscimento dei crediti acquisiti per proseguire in altri percorsi di studio. Questa strategia- conclude la nota- mira a ottimizzare le risorse disponibili e garantire una preparazione di qualità in un settore cruciale per il Paese.IL SENATORE MARTI: “L’ISCRIZIONE SARÀ LIBERA”

Queste le dichiarazioni del senatore della Lega Roberto Marti, presidente della commissione Istruzione a Palazzo Madama e primo firmatario del ddl che oggi è stato approvato: “Oggi, in commissione Istruzione al Senato, un passo avanti decisivo e importante per lo stop al numero chiuso, atteso da 25 anni. Una battaglia della Lega, con ddl a mia prima firma, un impegno che portiamo avanti da tempo per valorizzare i nostri giovani e per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria del nostro Paese. Gli aspiranti medici, grazie a questa norma di buonsenso, avranno quindi la possibilità di iscriversi liberamente alle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, e di iniziare così serenamente il percorso di studi. L’iscrizione al primo semestre di questi corsi di laurea sarà libera: un periodo in cui i ragazzi avranno modo di testare e dimostrare le proprie capacità e le proprie competenze acquisite con la frequenza dei corsi e lo studio individuale. Questo disegno di legge prevede, inoltre, il potenziamento della programmazione annuale del numero di accessi a queste facoltà. Parliamo di misure strutturali e di modifica dei criteri di calcolo ovvero di un effettivo superamento del meccanismo in uso che ha mostrato tutti i suoi limiti durante l’emergenza pandemica. Si introdurrà altresì un sistema di monitoraggio del fabbisogno di personale nel SSN in modo che la formazione, anche quella post lauream, risponda alle effettive necessità del Paese. Elemento importante di questo provvedimento è anche la previsione di percorsi di orientamento e di sviluppo delle vocazioni da svolgersi nell’ambito dei PCTO. Si tratta di corsi di 30 ore annue, durante gli ultimi tre anni di scuola superiore, organizzati in collaborazione con le università e con gli ordini delle professioni sanitarie, che potranno includere anche tirocini e dovranno essere pienamente accessibili su tutto il territorio nazionale. Adesso, avanti tutta affinché si proceda spediti fino alla definitiva approvazione del provvedimento”.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Manovra 2025, Giorgetti: “Non ci saranno nuove tasse, sacrifici per banche, assicurazioni e ministeri”

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La legge di bilancio, approvata ieri, sarà presentata in Parlamento lunedì 21 ottobre

di Emanuele Nuccitelli e Sausan Khalil

ROMA – Sono tante le novità in arrivo con la legge di Bilancio che sarà presentata in Parlamento lunedì 21 ottobre. Ad illustrarle è Giancarlo Giorgetti, che in conferenza stampa ha spiegato quali saranno i settori che ne trarranno beneficio e quelli che, invece, andranno incontro a dei sacrifici. Il ministro dell’Economia ha messo subito le cose in chiaro, spiegando che nella manovra c’è “attenzione ai redditi medio bassi da lavoro dipendente che avranno una situazione migliore rispetto alla precedente. Nessun altro avrà una situazione peggiore. Non ci saranno nuove tasse. Mi dispiace deludere le attese”. Nell’illustrare la Manovra, Giorgetti ha spiegato che c’è “una attenzione particolare alla famiglia con un nuovo sistema di calcolo che favorisca le famiglie numerose, chiamiamolo quoziente familiare”.GIORGETTI: INTERVENTO SIGNIFICATIVO SU BANCHE, LO CHIAMO SACRIFICIO

“C’è un significativo intervento su banche e assicurazioni, qualcuno lo chiama extraprofitto, qualcuno contributo, io lo chiamo sacrificio. E spero che abbiate compreso adesso cosa intendevo quando ho usato questo termine di cui purtroppo si è abusato in queste settimane. Lo capisco da parte dell’opposizione ma adesso diventa intellegibile a tutto il popolo italiano”, ha spiegato il ministro dell’Economia.GIORGETTI: SACRIFICI ANCHE PER MINISTERI E ENTI CHE PRENDONO CONTRIBUTI STATO

“I sacrifici li fanno le banche, le assicurazioni e le strutture dei ministeri che sono chiamate a un importante contributo in termini di taglio. In tanti la chiamano spending review, chiamatela come volete ma è una riduzione media del 5% delle amministrazioni dello Stato”, ha affermato Giorgetti.
“Non ci fermeremo a quello, anche tutto l’universo di enti, soggetti e fondazioni che non sono esattamente figli dei ministeri ma ricevono contributi a carico dello Stato verranno chiamate a rispettare alcune regole elementari di buona finanza”, aggiunge.

GIORGETTI: GESTIONE PRUDENTE FINANZA PUBBLICA HA CREATO SPAZIO BILANCIO DA 18 MLD

In merito alla finanza pubblica, Giorgetti ha spiegato che la sua “gestione prudente nel 2024 ha creato gli spazi finanziari e di bilancio per rendere strutturali misure come il taglio del cuneo fiscale contributivo che tanti pensavano potessero essere solo delle una tantum. Circa 18 miliardi, ben oltre l’ammontare delle risorse per il cuneo contributivo, derivano da questo atteggiamento”.

GIORGETTI: NESSUNA ACCELERAZIONE, È QUESTIONE DI COERENZA

Non c’è nessuna accelerazione, quando abbiamo presentato il nuovo Piano strutturale in Parlamento avevamo detto che il 15 ottobre avevamo una scadenza da rispettare. Nel momento in cui scriviamo il Dpb e lo mandiamo in Commissione europea, la legge di bilancio deve essere coerente con i numeri che mettiamo lì. E quindi era coerente che si facesse tutto insieme”, ha detto il ministro.

GIORGETTI: PER ENTI LOCALI E REGIONI MECCANISMO PIÙ VANTAGGIOSO

Per Giorgetti, enti locali e regioni “hanno avuto un trattamento a parte e hanno un meccanismo di contributo alla spesa pubblica a nostro avviso molto più vantaggioso rispetto ai termini difficili imposti negli anni scorsi, cioè l’accantonamento di una quota delle spese correnti e delle spese di investimento, che a noi, in qualche modo, nel nuovo regolamento dell’Unione Europea serve per rispettare la famosa traiettoria”. Parlando invece di tagli alle spese dei ministeri “è chiaro che per le pubbliche amministrazioni ci sarà un’operazione da fare, alcuni ministeri hanno cominciato a valutare i progetti, su quali puntare e su quali stringere”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

LA STAGIONE DEL TARTUFO:UN DOLCE CHE NE CELEBRA L’ESSENZA

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Una creazione del pastry chef Francesco De Padova che incarna eleganza e creatività, esaltando la bellezza di questa stagione

Il Ristorante Santa Elisabetta, due stelle Michelin, situato nell’elegante cornice del prestigioso Brunelleschi Hotel di Firenze, presenta la sofisticata creazione del Pastry Chef Francesco De Padova: La Stagione del Tartufo. Questo dessert, un vero omaggio al pregiato tartufo, combina la dolcezza della namelaka alla nocciola, la leggerezza della spugna alla nocciola e tartufo e la freschezza del gelato allo yogurt e tartufo bianco, esaltando l’abilità e l’innovazione che definiscono la pasticceria dello chef.

La Stagione del Tartufo è una celebrazione del gusto e del lusso che conquista il palato con un’armonia di sapori straordinari. È un invito irresistibile ad assaporare la namelaka alla nocciola, vellutata e cremosa, che si fonde con la raffinatezza del tartufo. Ogni boccone avvolge con la croccantezza del crumble al cacao e l’intensità della spugna alla nocciola e tartufo, mentre il gelato allo yogurt e tartufo bianco aggiunge un tocco fresco e delicato. Un dolce pensato per esaltare l’unicità del tartufo, perfetto per chi desidera un’esperienza culinaria sorprendente e indimenticabile.

Il connubio tra il dolce della nocciola e le note aromatiche del tartufo rende questo dessert un’esplosione di sapori e consistenze. Ideale per gli amanti delle esperienze gastronomiche raffinate, è un’opera d’arte che non smette di stupire.

LA STAGIONE DEL TARTUFO

Namelaka alla Nocciola

  • 250 g di latte
  • 180 g di cioccolato bianco
  • 8 g di gelatina in polvere
  • 40 g di acqua
  • 70 g di pasta di nocciola tonda gentile
  • 250 g di panna fresca

Procedimento: Idratare la gelatina con l’acqua. Riscaldare il latte con la pasta di nocciola e la gelatina fino a scioglierla completamente. Creare un’emulsione con il cioccolato bianco e aggiungere la panna fresca. Mixare e setacciare il composto, lasciandolo riposare in frigo per una notte. Una volta rassodato, versare negli stampi e congelare a temperatura negativa.

Spugna alla Nocciola e Tartufo

  • 126 g di farina frolla
  • 250 g di albume
  • 160 g di tuorlo
  • 140 g di zucchero
  • 40 g di farina di nocciole
  • 30 g di pasta di nocciole
  • 2 g di pasta di tartufo

Procedimento: Miscelare tutti gli ingredienti e setacciare il composto. Inserire il tutto in un sifone da 1 litro, caricare con due capsule e lasciare riposare in frigo per 3 ore. Cuocere il composto in bicchieri di carta in microonde per 40 secondi, poi raffreddare a temperatura ambiente.

Crumble al Cacao e Tartufo

  • 80 g di farina frolla
  • 100 g di farina di mandorle
  • 100 g di burro
  • 100 g di zucchero di canna
  • 20 g di cacao amaro
  • 3 g di pasta di tartufo (Savini Tartufi)

Procedimento: Miscelare tutti gli ingredienti in planetaria e formare un composto sabbioso. Sbriciolare il composto su una teglia e cuocere per 10 minuti a 160°C.

Gelato allo Yogurt e Tartufo

  • 150 g di latte intero
  • 500 g di yogurt bianco
  • 30 g di latte in polvere
  • 70 g di panna fresca
  • 150 g di zucchero semolato
  • 30 g di destrosio
  • 2 g di stabilizzante per gelati
  • 5 g di tartufo bianco fresco

Procedimento: Cuocere tutti gli ingredienti (tranne lo yogurt) a 83°C in un mixer da cottura. Portare la base a +3°C, aggiungere lo yogurt e il tartufo grattugiato. Mixare e versare nella gelatiera.

Salsa al Cioccolato e Tartufo

  • 500 g di acqua
  • 125 g di glucosio
  • 125 g di zucchero
  • 225 g di cacao amaro
  • 50 g di cioccolato fondente 70%
  • 25 g di burro al tartufo

Procedimento: Preparare uno sciroppo con zucchero, glucosio e acqua, portare a bollore. Aggiungere il cacao e versare tutto sul cioccolato e il burro al tartufo. Mixare e lasciare riposare in frigo per una notte.

Fake Tartufo

Il dolce viene completato con una namelaka alla nocciola ricoperta da una glassa croccante, preparata con:

  • 50 g di cioccolato fondente 70%
  • 50 g di burro di cacao
  • 10 g di burro al tartufo
  • 30 g di crepes sbriciolate
  • 1 g di sale Maldon

Procedimento: Sciogliere il cioccolato con il burro di cacao e il burro al tartufo, mescolare con le crepes sbriciolate e il sale. Ricoprire la namelaka con questa glassa croccante per ottenere l’effetto “tartufo”.

Questa creazione unica è un omaggio alla tradizione e all’eleganza, pensata per i veri intenditori di alta pasticceria e amanti del tartufo, ed è un must per chi desidera vivere un’esperienza gastronomica indimenticabile.

Nartico torna in radio con “L’ultima per davvero”

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Dopo il successo ottenuto con “il Bologna in Champions League”, ecco “L’ultima per davvero”, il nuovo singolo di Nartico, una ballad che fin dai primi secondi, ci trasporta in un’atmosfera intima ed emozionante. Il brano sarà disponibile dall’11 ottobre nelle principali piattaforme digitali.

-La notte, gli occhi lucidi e un desiderio espresso alle stelle. “L’ultima per davvero” è un discorso a una persona lontana-

L’arrangiamento è stato curato da Francesco Morettini (per Casamusica, etichetta Gravità Edizioni, distribuzione Artist First).

Visual video: https://www.youtube.com/watch?v=KGj2_4WVgbg

Debutta in tv comparendo a “Propaganda live”, “Telethon”, “Porta a porta” e diversi altri su RAI1, RAI2, LA7. Esordisce con “Il mondo per 10 minuti”, entra in rotazione su Radio Zeta e Radio Italia Trend con “Tempi moderni”, lanciando successivamente il “Il Bologna in Champions League”. Scrive e produce singoli da milioni di click sulle piattaforme per diversi artisti (Saimon, I Camaleonti, Bobby Solo, Ginevra Lamborghini, Stefania Orlando etc.). E’ scelto come volto social dello Zecchino d’Oro, presentando programmi e contenuti web sulle varie piattaforme d’intrattenimento (Zecchino d’Oro Casting Show – Amazon Prime Video, Canta e Impara – Youtube, Tiktok etc.). Dal 2024 Nartico fa parte dalla Nazionale Italiana Cantanti.

LINK

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/nartico_music/

SPOTIFY: https://open.spotify.com/artist/0n4CvtLLn3sfHhszvVrcZy?si=oPyvkgW3R8Gf8SeOEivEwQ

YOUTUBE: https://www.youtube.com/c/Nartico

TIKTOK: https://www.tiktok.com/@nartico

FACEBOOK: https://www.facebook.com/nartico.music/?locale=it_IT

E’ uscito “1000 modi” di DECI

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Videoclip: https://youtu.be/OOxHN_qZJ8k

“1000 Modi” è il nuovo singolo di DECI (Etichetta BeatFactory Productions / Edizioni: Beatfactory Productions), un pezzo che si inserisce nel solco di un pop elettronico sintetico e minimalista. Il brano stesso, al suo interno, è un viaggio in cui il ritmo sembra una montagna russa, con il ritornello che parte dal primissimo secondo in maniera incisiva con un chorus.

In questo brano -spiega l’artista- c’è la scelta e la volontà di perdere se stessi e di lasciarsi andare: un messaggio che è allo stesso tempo molto intimo e anche distaccato, capace cioè di trasmettere una certa vulnerabilità senza scadere nel melodramma, pur non nascondendo in alcun modo il disagio evidente ed il bisogno di perdizione che ci viene raccontato, dove le immagini si susseguono con flash caotici per poi tornare ad una fase di autocontrollo.

Il linguaggio rimane sempre accessibile, senza velleità poetiche e DECI ci accompagna in questo viaggio anche con una leggera punta di autodistruzione ed un’atmosfera vagamente ansiogena. Lo stesso videoclip (regia Riccardo Sanmartini) evoca un’allegoria della perdizione, e quale luogo poteva rendere meglio questo concetto se non un bosco oscuro con inquietanti figure tentatrici, dove l’unico tra 1000 modi per salvarsi è sacrificarsi?

Multilink: https://bfan.link/1000-modi

Biografia

DECI, è un cantautore classe ’91. Inizia il suo percorso musicale poco prima dei 30 anni. Studia canto presso l’accademia musicale MMI di Mantova. Dopo l’esordio discografico del suo primo inedito “Invisibile”,“Grinta” e “La guerra dei sogni”, DECI pubblica altri inediti: “Lamette” e “Astrale”, dando inizio al suo progetto artistico incentrato sul Pop in una variante più Dark, con suoni elettronici e sinthwave. Con questi ultimi brani inizia il suo nuovo progetto cantautorale.

Link

https://artists.spotify.com/c/it/artist/3Efy7qyFaCydfKHzGFiOcd/home

https://music.apple.com/us/artist/deci/1595004541

https://www.deezer.com/it/artist/5507248

https://tidal.com/browse/artist/5404446

https://www.youtube.com/c/Deci0

https://www.instagram.com/o_deci/    https://www.facebook.com/0Deci

 Polizia: Operazione “Mari e Monti”

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Il procedimento penale, da cui scaturisce l’operazione “Mari e Monti”, rappresenta la più complessa, strutturata e, allo stesso tempo, innovativa indagine effettuata nel distretto barese sulla criminalità organizzata di tipo mafioso operante nella provincia di Foggia.

La complessità strutturale è direttamente ricollegata all’ambizioso obbiettivo della progettualità investigativa: verificare la perdurante operatività criminale dell’associazione mafiosa garganica denominata clan li Bergolis, da epoca successiva al suo definitivo riconoscimento giudiziario, risalente al 2009, fino all’attualità, colmando, in tal modo, una lacuna ricostruttiva estesa per un arco temporale di 15 anni.

Sono stati acquisiti e messi a sistema gli esiti investigativi e giudiziari di una molteplicità di procedimenti penali, con l’utilizzazione di una copiosa e variegata serie di elementi, arricchitasi, negli ultimi tempi dei preziosi contributi di importanti collaboratori di giustizia.

Molteplici i profili di novità, sia sul piano della composizione del gruppo di lavoro preposto all’acquisizione, all’analisi e allo sviluppo delle risultanze investigative sia in relazione alla metodologia di contrasto adottata, caratterizzata dal concomitante impiego dei plurimi e diversificati strumenti dell’attività di contrasto alle organizzazioni mafiose, sia in chiave repressiva che preventiva.

È la prima volta, infatti, che una indagine antimafia della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari vede il concomitante coinvolgimento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, dei Servizi Centrali e Interprovinciali di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza e dei loro ulteriori organismi periferici.

Ulteriore significativo elemento di novità è dato dal fatto che l’azione di contrasto si sia caratterizzata per la concomitante esecuzione di misure cautelari personali e reali disposte dal GIP del Tribunale di Bari, di sequestri di prevenzione patrimoniale, adottati in via di urgenza dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari (su proposta formulata congiuntamente dal Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e dal Procuratore della Repubblica di Bari) e di provvedimenti ministeriali applicativi del regime detentivo speciale di cui all’art. 41 bis per alcuni indagati.

Il percorso evolutivo del clan li Bergolis risulta caratterizzato dalla coesistenza di elementi legati alla tradizione con profili di significativa modernità, con la conseguente capacità di associare alla sua originaria configurazione conforme agli schemi della cd. “mafia militare”, il più evoluto e sofisticato profilo di “mafia degli affari”.

In perfetta continuità con la sua genesi, il sodalizio mafioso garganico si caratterizza per la sua forte connotazione familistica e per un radicamento territoriale quanto mai pervasivo, elementi che hanno, nel tempo, assicurato tenuta omertosa, saldezza del vincolo associativo e generalizzata capacità di condizionamento ambientale, aspetto quest’ultimo, particolarmente evidente, in forma talvolta eclatante, nel  favoreggiamento delle latitanze e nell’esercizio della pratica estorsiva, imposta come riconoscimento di una tassa di sovranità e quasi sempre caratterizzata da una minaccia tacita, realizzata mediante comportamento concludente, con assenza di denuncia da parte degli imprenditori taglieggiati.

Sul piano degli assetti organizzativi, l’organizzazione mafiosa si caratterizza per la coesistenza di una pluralità di cellule, dislocate in varie località del promontorio, dotate di autonomia operativa ma gerarchicamente riconducibili, sul piano endo-associativo, ad un’unica linea di comando di tipo verticale.

Elemento centrale che caratterizza i profili metodologici e le strategie operative del sodalizio mafioso garganico è rappresentato dalla feroce contrapposizione armata con il clan Romito-Lombardi-Ricucci, che ha generato, nel corso di oltre un decennio, una inarrestabile scia di sangue, culminata nel quadruplice omicidio di Apricena del 9.8.2017 (impropriamente nota come “strage di S. Marco in Lamis”), nell’ambito del quale furono barbaramente uccisi anche due agricoltori assolutamente estranei alle dinamiche mafiose.

La capacità di reclutamento di soggetti minorenni è una peculiare caratteristica del clan li Bergolis, con l’attivazione di un percorso di tutoraggio delle c.d. giovani leve, la cui affidabilità viene inizialmente saggiata con il loro impiego nella commissione di reati predatori.   

Significativamente allarmante è stata la capacità del sodalizio di crescere e svilupparsi anche in costanza di regimo carcerario di molti dei suoi membri più autorevoli.

A comprova dell’assoluta inidoneità del regime di “alta sicurezza”, a cui gli esponenti apicali del clan li Bergolis sono stati fino ad ora sottoposti, ad impedire il mantenimento dei collegamenti con il sodalizio mafioso di appartenenza e con i più vasti circuiti delle organizzazioni mafiose operanti nella provincia di Foggia, l’indagine ha messo in evidenza la capacità di sviluppare, mediante pizzini veicolati dai familiari, l’uso della corrispondenza epistolare e l’abusivo utilizzo di apparati cellulari, uno stabile canale di collegamento endo-associativo anche in ambito carcerario, finalizzato alla gestione della cassa comune, all’assistenza economica degli associati detenuti, all’attuazione degli scopi associativi e alla promozione e sviluppo del traffico di droga. 

L’attuale quanto mai allarmante spiccata vitalità operativa del clan li Bergolis è stata drammaticamente posta in evidenza dall’inarrestabile percorso espansivo compiuto dal sodalizio mafioso negli ultimi anni, chiaramente orientato a proiettare la propria egemonia, originariamente radicata nell’entroterra, sulle coste garganiche compiendo, in tal modo, un decisivo salto di qualità nel processo di modernizzazione.

Il controllo di Vieste, conseguito all’esito di una ulteriore sanguinosa estensione in quell’area del conflitto armato con il contrapposto clan Romito-Lombardi- Ricucci, ha consentito al clan li Bergolis di occupare uno spazio significativo nella rete del narco-traffico internazionale, ponendosi quale affidabile interlocutore dei cartelli criminali albanesi e di importanti cosche della ‘ndrangheta reggina.

Gli ingenti capitali derivanti dal narcotraffico internazionale hanno favorito il percorso di infiltrazione nel tessuto economico imprenditoriale, messo anche in evidenza dalle numerose interdittive antimafia disposte dal Prefetto di Foggia, con riferimento ad imprese ritenute, in qualche modo, riconducibili o comunque collegate al clan li Bergolis.

La penetrante capacità di condizionamento mafioso del clan li Bergolis ha riverberato i suoi effetti anche sull’apparato politico- amministrativo locale, generando, nell’ultimo decennio, lo scioglimento per mafia dei comuni di Monte S. Angelo, Mattinata e Manfredonia.

L’ordinanza cautelare ha disposto la custodia in carcere di 37 indagati (tra cui una donna) e gli arresti domiciliari per altri 2 (compresa una donna). Alcuni di tali soggetti sono già detenuti.

Agli indagati vengono contestati n. 48 capi di imputazione, segnatamente:

–               1 associazione mafiosa (a carico di 25 indagati);

–               2 associazioni finalizzate al traffico di stupefacenti (una a carico di 11 indagati, l’altra a carico di 10 indagati);

–               21 delitti in tema di stupefacenti;

–               11 delitti estorsivi;

–               5 delitti in materia di armi;

–               9 delitti vari (rapina, furto aggravato, favoreggiamento, trasferimento fraudolento di valori, ricettazione).

10 milioni di euro circa è il valore complessivo sottoposto a sequestro patrimoniale. 

Il procedimento “Mari e Monti” avrebbe dovuto ricomprendere ulteriori 7posizioni soggettive di esponenti della consorteria tutti deceduti per morte violenta a causa di lesioni da colpi d’arma da fuoco.

Il GIP ha ritenuto, altresì, di rigettare la misura nei confronti di ulteriori 7indagati, dei quali 2 per mancanza di gravità indiziaria e 5 per mancanza di attualità di esigenze cautelari (sebbene ne riconosca la gravità indiziaria).

I  numeri dell’indagine:

§    33 interrogatori resi da 18 differenti collaboratori di giustizia, per totali 3580 pagine;

§    75 intercettazioni di differenti utenze telefoniche;

§    53 ambienti oggetto di intercettazione tra presenti;

§    16 apparati telefonici oggetto di intercettazione telematica con captatore informatico;

§    22 siti sottoposti a videosorveglianza;

§    16 intercettazioni di colloqui carcerari (con 43 colloqui utilizzati) 

§    160 pronunce giudiziarie acquisite e versate in atti;

§    26 procedimenti penali collegati, analizzati;

§    3 provvedimenti di scioglimento comunale (Monte S. Angelo, Mattinata e Manfredonia)

§    14 interdittive antimafia esaminate; 

§    un elevato numero di verbali di arresto e di annotazioni di p.g. 

§    sequestri, nel tempo, di 11 fucili, 9 pistole, 3 ordigni esplosivi, 10 kg di materiale esplosivo, 636 munizioni. 

§    sequestri, nel tempo, di 1674 Kg di marijuana; 1, 3 Kg di cocaina; 1 kg. di eroina; 3 kg di hashish.

Lo stato di belligeranza permanente tra le due organizzazioni mafiose “LI BERGOLIS“ e “ROMITO-RICUCCI-LOMBARDI”, a far data dal 2009 ha originato 21 omicidi e 18 tentati omicidi, talchè è immanente il rischio di pianificazione e consumazione di ulteriori fatti di sangue.   

Pertanto, non sorprende che il giudice nel provvedimento cautelare definisca lo scenario associativo investigato come “la più allarmante criminalità organizzata del territorio pugliese”.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa degli indagati.

Polizia provinciale: Gianluca Quadrini “un esempio di efficienza e dedizione” 

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Il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, esprime i suoi più sentiti complimenti alla Polizia Provinciale e al suo Comandante, ing. Pierfeancesco Vona, per il tempestivo intervento che ha evitato un grave incidente lo scorso giovedì 10 ottobre.

Intorno alle 8.50, durante un servizio di polizia stradale sulla S.S. 749, nei pressi di Sant’Elia Fiumerapido, gli agenti hanno notato un tir fermo in una piazzola di sosta, dal quale proveniva del fumo denso dal vano motore. Con prontezza e professionalità, gli agenti hanno allertato i Vigili del Fuoco e si sono attivati per domare il principio di incendio utilizzando l’estintore in dotazione al veicolo di servizio.

“Questo episodio è l’ennesima dimostrazione dell’efficienza e del grande impegno della nostra Polizia Provinciale”, ha dichiarato il Presidente. “Desidero esprimere la mia gratitudine a tutti gli agenti coinvolti per la loro pronta reazione e il costante lavoro svolto per garantire la sicurezza dei cittadini. La loro dedizione e il senso di responsabilità sono un esempio per tutti. La prontezza di spirito degli agenti non solo ha evitato un potenziale disastro, ma ha anche messo in luce il costante impegno e la dedizione del nostro corpo di polizia provinciale”.

La Provincia di Frosinone ribadisce il suo sostegno alle forze dell’ordine, il cui operato è fondamentale per garantire la sicurezza e il benessere della comunità.

“Progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta)”

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Dalla giornata di oggi e fino al 17 ottobre si riuniranno a Reggio Calabria i punti di contatto mondiali dei 20 Paesi aderenti al Progetto I-CAN: Procuratori, Investigatori ed Analisti impegnati nella lotta alla criminalità organizzata transnazionale. 

Nato nel 2020, su iniziativa del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e del Segretariato Generale di Interpol, il Progetto I-CAN ha l’obiettivo di promuovere il contrasto alla ‘Ndrangheta, attraverso l’aumento della consapevolezza del fenomeno mafioso e sviluppare strategie congiunte di contrasto operativo. 

In quattro anni e mezzo il Progetto ha creato un network che ha consentito la cattura in tutto il mondo di 101 pericolosi latitanti di ‘Ndrangheta, oltre ad aver favorito il riconoscimento di quegli indicatori utili alle forze di polizia per individuare l’infiltrazione dell’organizzazione mafiosa negli Asset economici e finanziari dei vari Paesi.”

Commemorato solennemente il 50° anniversariodel sacrificio del Mar. Magg. M.O.V.M. “alla memoria” Felice Maritano

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Nella mattinata odierna, a Mediglia (MI), alla presenza del Comandante Generale, Gen. C.A. Teo Luzi, si è svolta la cerimonia di commemorazione in forma solenne del 50° anniversario della morte del Mar. Magg. M.O.V.M. “alla memoria” Felice Maritano.

All’evento hanno preso parte, tra gli altri, il Viceprefetto Vicario di Milano, Dott. Andrea Cantadori, il Procuratore Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di Verona, Dott. Stanislao Saeli, il Questore di Milano, Bruno Megale, il Sindaco di Mediglia, Giovanni Carmine Fabiano e il nipote del decorato, Emanuele Maritano.

Dopo la deposizione delle corone d’alloro sulla lapide che ricorda il sacrificio del Maresciallo Maritano, ha preso la parola il Comandante Generale dell’Arma.

Il Gen. C.A. Luzi ha evidenziato l’abnegazione e il senso del dovere del militare decorato, sottolineando che “la società si è evoluta anche grazie a tanti servitori dello Stato che si sono sacrificati per l’Italia. Sono cambiate le persone ma i valori restano immutati: i valori singoli della lealtà, del sacrificio, del coraggio, della fedeltà, della disciplina nonché i valori collettivi della libertà, dell’inclusione, della democrazia e dell’uguaglianza. L’Arma e lo Stato non dimenticano coloro che si sono sacrificati per rendere l’Italia migliore. La memoria del Maresciallo Felice Maritano è dovuta per i familiari, per la società e i Carabinieri di oggi nonché per i ragazzi perché possano guardare il futuro con fiducia”.

Ha destato commozione il minuto di raccoglimento dei presenti, durante la benedizione alla lapide impartita da Don Zaccaria Mauro BONALUMI, Responsabile della Comunità Pastorale di Peschiera Borromeo e di Mediglia, accompagnato dal cappellano militare della Legione CC Lombardia Cesare Bedogné.

Il ricordo del Maresciallo Maritano vive in ogni donna e in ogni uomo profondamente legati ai valori della democrazia e della libertà, sentimenti che il passare degli anni non scalfisce ma rafforza.

Il sottufficiale rimase ucciso nella frazione Robbiano del comune di Mediglia il 15 ottobre 1974, nel corso di un’operazione notturna che permise di scoprire un covo delle Brigate Rosse. Fu egli stesso a offrirsi volontario per l’irruzione, con lo stesso spirito di sacrificio e il senso del dovere con cui, a 55 anni d’età e ormai prossimo al congedo, aveva chiesto di entrare a far parte del Nucleo Speciale Antiterrorismo guidato dal Generale Carlo Alberto dalla Chiesa. La lotta al terrorismo fu la fase conclusiva di una carriera costellata di successi e grande impegno per la Patria e la cittadinanza. Combattente nel Balcani durante la seconda guerra mondiale, dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943 venne fatto prigioniero e deportato in Germania fino al termine del conflitto. Al rientro in Italia, fu impiegato nella linea territoriale in vari reparti fino a diventare il Comandante della Stazione di Genova Rivarolo. Assolse con merito i vari incarichi, portando a termine importanti indagini e ottenendo ben 10 Encomi Solenni.

DENUNCIATI DAI CARABINIERI FORESTALE I TITOLARI DI DUE OFFICINE MECCANICHE

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L’attività di controllo sulla corretta gestione dei rifiuti rappresenta da sempre uno degli obiettivi fondamentali dell’attività operativa dei Carabinieri Forestale, impegnati nella difesa dell’ambiente.

Nel mese di settembre i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Rieti, congiuntamente ad appartenenti al N.I.P.A.A.F. di Rieti (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Agroalimentare Forestale), al termine di un controllo,  sottoponevano a sequestro preventivo un’officina meccanica con sede nel capoluogo di provincia e deferivano alla competente Procura della Repubblica il legale rappresentante, in quanto rinvenivano, nella stessa, uno stoccaggio irregolare di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, nonché rifiuti RAEE ed urbani, provenienti dall’attività di meccanica.

Altra rilevante operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Antrodoco, congiuntamente ad appartenenti al N.I.P.A.A.F. di Rieti e del N.O.R.M. (Nucleo Operativo Radiomobile) della Compagnia Carabinieri di Cittaducale che, a seguito di sopralluogo presso un’officina meccanica sita nel Comune di Cittaducale accertavano lo sversamento al suolo di olio meccanico, il deposito incontrollato di rifiuti speciali, pericolosi e non, e la violazione della normativa che disciplina le acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia delle aree esterne; pertanto, procedevano al sequestro preventivo  dell’area  e deferivano il legale rappresentante per le predette violazioni ambientali. Veniva inoltre avviata la procedura di messa in sicurezza d’emergenza per prevenire la contaminazione della matrice ambientale del suolo.

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