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Operaio travolto da un treno: tre indagati per omicidio colposo

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Saranno interrogati dai Pm di Bologna per chiarire la dinamica dell’incidente in cui Attilio Franzini ha perso la vita. Oggi 46 sindaci del bolognese in piazza con i sindacati : “Basta morti bianche”

di Andrea Mari, Maurizio Papa e Vania Vorcelli

BOLOGNA – Ci sono i primi tre indagati nel fascicolo per omicidio colposo che la Procura di Bologna ha aperto sulla morte di Attilio Franzini, l’operaio 47enne di Salcef group travolto da un treno Intercity alle 4.30 di venerdì mattina a San Giorgio di Piano.
Le iscrizioni, che rappresentano un atto dovuto fatto per garantire da subito il diritto di difesa degli stessi indagati, sono state fatte sulla base della prima informativa della Polizia ferroviaria, che si occupa delle indagini, dopo la convalida del sequestro di alcuni documenti.
Al momento non si conoscono altri dettagli sugli indagati, ai quali, a quanto si apprende, la Procura dovrà chiedere dei chiarimenti sulla dinamica dell’incidente.A BOLOGNA 46 SINDACI IN PIAZZA CON I SINDACATI: “BASTA MORTI“

Sindaci e amministratori in piazza, a Bologna, per manifestare insieme ai sindacati e dire “no alle morti sul lavoro” dopo l’incidente ferroviario che a San Giorgio di Piano è costato la vita all’operaio Attilio Franzini. Al presidio promosso per oggi pomeriggio davanti alla stazione da Cgil, Cisl e Uil parteciperanno infatti 46 Comuni del territorio insieme a Sergio Lo Giudice, delegato al Lavoro della Città metropolitana. Per il Comune di Bologna sarà presente la vicesindaca Emily Clancy. Poi ci saranno i sindaci Paolo Crescimbeni (San Giorgio di Piano), Marilena Pillati (San Lazzaro di Savena), Luca Vignoli (Castel Maggiore), Alessandro Ricci (Granarolo), Omar Mattioli (Baricella), Giuseppe Nanni (Alto Reno Terme), Barbara Panzacchi (Monghidoro), Alice Vecchi (Bentivoglio) e vicesindaci o assessori in fascia delle altre amministrazioni.
“La massiccia presenza delle istituzioni segna il forte impegno della nostra comunità contro le morti sul lavoro”, dichiara Lo Giudice, sottolineando che “ogni lavoratore ucciso durante il lavoro è una sconfitta per tutti. Servono più risorse, più controlli, più formazione più investimenti nella sensoristica e nelle nuove tecnologie”. Da qui a poco “si avvierà il processo per la morte di Yaya Yafa in Interporto, in cui la Città metropolitana di Bologna ha chiesto di costituirsi parte civile. Quella morte- ricorda il delegato- ha dato il via a una serie di nostri interventi, dalla Carta per la logistica etica al Tavolo per la salute e la sicurezza sul lavoro. Ogni nuova morte ci dice che l’impegno di tutti deve crescere ancora”. Hanno confermato la partecipazione al presidio anche Imola, Marzabotto, Valsamoggia, Sala Bolognese, Minerbio, Anzola, Budrio, Monte San Pietro, Argelato, Monghidoro, Casalecchio, Castel San Pietro Terme, Sasso Marconi, Loiano, Pieve di Cento, Pianoro, Crevalcore, Castiglione dei Pepoli, Monterenzio, Vergato, Ozzano, Zola Predosa, Calderara di Reno, Sant’Agata Bolognese, Malalbergo, Medicina, Molinella, San Pietro in Casale, Castello d’Argile, San Giovanni in Persiceto, Galliera, Dozza, Malalbergo, Monzuno, Castel di Casio e Castenaso.MORTE ATTILIO FRANZINI, FIOM: CI COSTITUIREMO PARTE CIVILE

La Fiom-Cgil si costituirà parte civile nel futuro processo per la morte di Attilio Franzini, l’operaio 47enne travolto da un treno Intercity alle 4.30 di venerdì mattina a San Giorgio di Piano. “Non soltanto abbiamo scioperato oggi, ma ci costituiremo parte civile quando si apriranno le procedure per il processo. Chi ha responsabilità, deve pagare le conseguenze”, scandisce il segretario nazionale, Michele De Palma, a Bologna per il presidio organizzato del sindacato di fronte alla sede della Vrm di Zola Predosa in vista dello sciopero del 18 ottobre. “I metalmeccanici oggi hanno scioperato a Bologna. Riteniamo inaccettabile che il governo non sia ancora intervenuto in maniera determinata sulla questione che riguarda gli appalti e subappalti, peraltro in un servizio fondamentale come il trasporto e in un’azienda che è anche pubblica”, aggiunge De Palma. “Abbiamo scritto a Rfi chiedendo l’apertura di un confronto sugli appalti nel settore ferroviario”, conclude il leader Fiom.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Ottava fumata nera per l’elezione del nuovo giudice della Consulta

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La maggioranza ha votato scheda bianca e le opposizioni non hanno partecipato al voto. Sarà necessario un nono scrutinio

ROMA – Nuova fumata nera del Parlamento riunito in seduta comune per l’elezione di un giudice della Corte Costituzionale. Nell’ottavo scrutinio nessuno dei candidati ha raggiunto la necessaria maggioranza dei tre quinti dei componenti. La maggioranza ha votato scheda bianca, mentre le opposizioni non hanno partecipato al voto.
Questo l’esito della votazione: 9 voti dispersi, 10 schede nulle e 323 bianche. Sarà dunque necessario un nono scrutinio.

Per eleggere il proprio candidato alla Corte Costituzionale, Francesco Saverio Marini, erano necessari al Centrodestra 363 voti. Dopo il forfait annunciato dai gruppi di Pd&co, la maggioranza ha messo un freno all’elezione e scelto di giocarsi la scheda bianca.“SCHEDA BIANCA CONTRO LA PROPAGANDA DELLE OPPOSIZIONI”

“Le opposizioni decidono di trasformare perfino l’elezione dei giudici costituzionali in terreno di propaganda politica. Hanno deciso di disertare l’Aula nonostante l’esigenza di sostituire dopo 10 mesi un giudice della Consulta. La maggioranza decide nonostante loro di continuare a rispettare le istituzioni e oggi vota scheda bianca”. Lo dichiarano i capigruppo di Camera e Senato del centrodestra.Niente più suspence così per l’elezione di un giudice della Corte Costituzionale: alle 12,30 è infatti è convocato il Parlamento in seduta comune per affrontare l’ottavo scrutinio per la nomina di un giudice della Consulta, chiamato a sostituire Silvana Sciarra, cessata dal mandato quasi un anno fa. Il candidato -del centrodestra- è Francesco Saverio Marini, consigliere giuridico del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Anche questa volta la votazione non avrà come esito una “fumata bianca”.

INCOGNITA QUORUM (OVVERO DOVE TROVARE 363 VOTI)

Sul “finale” dell’ottavo scrutinio è pesata l’incognita quorum: per dare l’ok a Marini, sarebbero serviti alla maggioranza 363 voti, ovvero i tre quindi dei 605 parlamentari italiani. I gruppi di opposizione hanno annunciato la loro diserzione poche ore prima del voto. E il centrodestra si è ritrovato in bilico per raggiungere il numero dei “sì” necessari: partiva infatti da 360 voti, quelli dei 355 parlamentari di FdI, Lega, Forza Italia e Noi moderati, a cui si sarebbero dovuti aggiungere i parlamentari del Gruppo Misto e le ultime uscite di Azione. All’appello mancavano comunque diversi voti, incluse le defezioni obbligate (tra impegni istituzionali, problemi di salute etc). Dopo le verifiche sui voti a disposizione, alla maggioranza non è restato che decidere di frenare, per evitare di bruciare il proprio candidato.

L’OPPOSIZIONE UNITA DISERTA LE URNE, SCHLEIN: “NO A FORZATURE”

I gruppi parlamentari del M5s in mattinata hanno annunciato la loro non partecipazione alla votazione per l’elezione di un nuovo giudice della Corte costituzionale. I parlamentari non ritireranno la scheda. Così fonti del M5s. Idem i gruppi parlamentari del Pd. “Davanti a una forzatura della maggioranza noi non parteciperemo a questa forzatura, non parteciperemo al voto”, ha motivato la decisione Elly Schlein a SkyTg24. “Abbiamo appreso dal giornale che la maggioranza andava dritta senza coinvolgerci. Non può esserci da parte di questo governo, di Meloni e della maggioranza un atteggiamento proprietario delle massime istituzioni repubblicane”, aggiunge, spiegando che “ci siamo sentiti e coordinati con le altre opposizioni”.

Si allinea Avs: “E’ un palese tradimento della Carta questo voto ‘pigliatutto’, noi vogliamo denunciare con forza questa ferita alla democrazia e oggi non parteciperemo al voto. Il candidato della presidente Meloni è in aperto conflitto di interessi: il professor Marini dovrebbe farsi da parte se ha davvero a cuore la Costituzione di cui aspira ad essere interprete”. Così la capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella, in una intervista a La Notizia.

Niente voto anche per i parlamentari di +Europa e Azione. “Aver reso l’elezione di un giudice costituzionale una questione di governo, sia per il metodo che per la scelta del candidato, danneggia le istituzioni in uno dei passaggi più importanti e delicati della dinamica istituzionale. Ecco perché oggi +Europa non parteciperà al voto: Meloni si fermi e consenta l’apertura di un confronto vero tra i gruppi parlamentari”. Lo dice il segretario di +Europa, Riccardo Magi. Infine Azione, in una nota, sottolinea che “lo schema di rapporti tra maggioranza e opposizione così non regge, non c’è mai uno spazio di dialogo. Il fatto che anche su un nome di valore non ci sia alcun lavoro che porti alla condivisione di una proposta, dimostra che così non si può andare avanti”.Dal governo, il ministro Lollobrigida sottolinea l’importanza del voto parlamentare per adempiere ai doveri costituzionale e prende le distanze dalle scelte dell’opposizione.

LOLLOBRIGIDA: “ACCOLTE LE SOLLECITAZIONI DI MATTARELLA, NON CAPIAMO L’OPPOSIZIONE”

“Sul voto per l’elezione del giudice della Consulta abbiamo accolto le sollecitazioni del Capo dello Stato che sostiene la necessità che il Parlamento si esprima e che porti a compimento un adempimento che gli compete. Non sappiamo quindi perché le forze di minoranza non intendano partecipare al voto. È necessario per la costruzione di un sistema come quello previsto dalla Costituzione”. Lo dice il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida a margine dell’evento per festeggiare gli 80 anni di Coldiretti al Teatro Eliseo di Roma alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

L’ARTICOLO 135 DELLA COSTITUZIONE

La Costituzione disciplina la Consulta all’articolo 135. I giudici che ne fanno parte sono in tutto 15 e sono nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative. Chi ne fa parte? I giudici della Corte costituzionale sono scelti “tra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni di esercizio”. La durata del loro incarico è di 9 anni e non è possibile un mandato successivo.

La Corte stessa elegge tra i suoi componenti il Presidente, che rimane in carica per un triennio, ed è rieleggibile, nel rispetto dei 9 anni della durata dell’ufficio di giudice. Infine, le incompatibilità: “Il ruolo di giudice della Corte costituzionale è incompatibile con quello di membro del Parlamento, di un Consiglio regionale, con l’esercizio della professione di avvocato e “con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge”.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Scomparsa di Mirella Gregori, nuove rivelazioni: “La migliore amica può sapere”

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Una citofonata misteriosa, un cambio di programma e la convinzione che oggi ci sia qualcuno, vicino, a conoscenza del destino della giovane romana scomparsa il 7 maggio 1983

ROMA – Una citofonata misteriosa, un cambio di programma e la convinzione che oggi ci sia qualcuno, vicino, a conoscenza del destino di Mirella Gregori, la giovane romana scomparsa il 7 maggio 1983.

Non un anno qualsiasi, visto che poche settimane dopo, era il 22 giugno, sparì Emanuela Orlandi: i due casi furono poi collegati visto che si fece strada l’ipotesi di un’unica mano dietro la sparizione delle due ragazze.Simona Bernardini, una delle amiche del tempo di Mirella Gregori, è la nuova testimonianza ascoltata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Mirella e della Orlandi, cittadina vaticana sparita poche settimane dopo. Nelle sue parole tutto il dolore che va avanti da oltre 40 anni, definendo una scomparsa come “peggio della morte” perché “è un dolore profondo che ti cambia radicalmente la vita”.Entrando nel particolare del mistero sulla fine di Mirella Gregori, Bernardini ha ribadito concetti già espressi in passato ma che sembrano essere stati sottovalutati. Forse perché, come ha detto la stessa ex compagna di scuola di Mirella, da rimproverare all’epoca “c’è la mancanza di attenzione nelle indagini” visto che “si è pensato ad una ragazzata, ad una sciocchezza, ma Mirella era una persona semplice, non era complicata”.

IL FIDANZATO DELLA MIGLIORE AMICA

Nel 1984, era novembre, la stessa Simona avrebbe detto ai Carabinieri che Fabio De Rosa, all’epoca fidanzato di Sonia De Vito, avrebbe fatto la corte a Mirella, migliore amica proprio di Sonia.

Proprio di quest’ultima, la Bernardini ha parlato davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa, spiegando di non sapere se fosse “gelosa di Mirella”. Erano “amiche, e si conoscevano bene”. Dopo la scomparsa, “non ho sentito Sonia, noi non eravamo così amiche”. Ma è convinta, ha detto ancora nella sua deposizione, che possa sapere qualcosa: “Ha messo un muro ed è l’unica che può sapere qualcosa in più”.

Come disse già nel 1984, infatti, Sonia le avrebbe detto che Mirella era stata “stupida ad andare verso Villa Torlonia” e per questo la testimone si è detta certa che sapesse dov’è andata Mirella. La frase su Villa Torlonia a Simona Bernardini fu detta nel bar della famiglia di Sonia, sotto casa di Mirella. Quel 7 maggio del 1983 la Gregori fu convinta a scendere da una misteriosa ‘citofonata’, che avrebbe fatto Alessandro, compagno delle medie della ragazza, come testimoniato dalla madre di Mirella.

Ma lo stesso avrebbe poi negato, dicendo di non vederla da tempo. Sonia De Vito, invece, riguardo la destinazione di Mirella, avrebbe poi dato diverse versioni: a Villa Torlonia a suonare la chitarra, sorprendendo la mamma e la sorella di Mirella perché quest’ultima non sapeva suonare lo strumento; poi ancora sì a Villa Torlonia, ma con Alessandro.Ma come ribadito dalla stessa Simona Bernardini, sia a ridosso della scomparsa di Mirella Gregori, sia in Commissione, Mirella Gregori era invece attesa dalle amiche, soprattutto da Giovanna, per acquistare un regalo per la festa della mamma. In questi anni, ha poi detto, “ho fatto di tutto, sono andata in tv e l’ho fatto per sua sorella Antonietta” mentre Sonia De Vito “può sapere qualcosa in più”. 

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

In Libano aggredita la troupe del Tg3, Goracci: “Morto l’autista”

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Il racconto dell’inviata in diretta: “Hezbollah avvisato del nostro passaggio”

ROMA – Una troupe del Tg3 ha subito l’aggressione di un commando armato in Libano: a raccontare l’incidente è stata la stessa inviata della testata Rai Lucia Goracci, durante l’edizione delle 12 del telegiornale. Goracci ha riferito che un gruppo di uomini ha aggredito lei, il cameramen Marco Nicois e l’autista dell’auto Ahmad mentre si trovavano a nord di Sidone, non lontano dal confine con Israele. Per lo shock, l’autista locale ha perso la vita, stroncato da un infarto, nonostante il massaggio cardiaco una volta trasportato in ospedale. Illesi Goracci e il cameraman, ai quali gli aggressori avrebbero tentato di rompere la telecamera. Il fixer della troupe, ha confermato Goracci, aveva segnalato ai combattenti dell’ala armata di Hezbollah il proprio passaggio nell’area.

L’inviata Rai ha raccontato: “Eravamo nel villaggio di Jiyeh, a nord di Sidone, sul luogo del bombardamento di due notti fa. Stavamo riprendendo senza problemi e la gente ci parlava- ha detto in collegamento telefonico- ma è spuntato un uomo che è andato contro Marco Nicois e ha tentato di strappargli la telecamera. Abbiamo protetto Marco. Poi siamo tornati in macchina per allontanarci in fretta, quando sono arrivati altri che hanno preso a spintonare l’auto, e il primo uomo ha provato a tirarci una grossa pietra, tra chi cercava di fermarlo e chi lo aizzava. Siamo ripartiti e quello ha iniziato a inseguirci. Quando Ahmad si è fermato a un distributore ormai fuori da Jiyeh, questo ci è venuto addosso, ha strappato le chiavi dell’auto ad Ahmad e ha cercato di rompere la telecamera entrando dai finestrini aperti, mentre nessuno ci è venuto in aiuto. Ahmad ha tentato di farsi ridare le chiavi, un uomo buono, pacato, ed è allora che si è accasciato a terra“. La giornalista, dopo la corsa in ospedale, afferma: “Ci hanno detto che era morto nonostante i lunghi tentativi di rianimarlo. Ahmad lavorava con l’ufficio Rai di Beirut da diversi anni. Con Marco non abbiamo parole per descriverne la profondità umana e la grande dolcezza”.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

CHIUDE ANCHE REPARTO RIABILITAZIONE E LUNGO DEGENZA DELL’OSPEDALE DI ALATRI

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Fumone, Campoli: “A giorni sarà convocata l’assemblea dei Sindaci” 

“Dopo anni di lavoro e programmazione per un reparto modello di Riabilitazione e lungo degenza, arriva la doccia fredda. Eppure il reparto funzionava benissimo, coadiuvando l’ortopedia con i pazienti operati che iniziavano precocemente la riabilitazione, già in seconda o terza giornata. Ora verranno trasferiti tutti nelle cliniche private fino a Cassino e naturalmente non così precocemente, con danno e rallentamento all’ortopedia”.  Così in una nota congiunta il sindaco di Fumone, Matteo Campoli e il Comitato San Benedetto di Alatri.  “Tutto ciò – proseguono – segue vicende come il reparto di chirurgia, che doveva aprire a metà settembre mentre da Frosinone il solito ostracismo sembra aver bloccato questa operazione con la politica non vede, non sente, non parla. Tornare indietro sembrava impossibile e invece continuano le manovre di depotenziamento del San Benedetto. Un mese senza carta sui lettini degli ambulatori, cateteri e guanti con forniture minime insufficienti e misure improponibili per rendere tutto più difficile. Ma chi deve sorvegliare? Chi deve difendere la Sanità Pubblica? Queste cose le sanno tutti, ma in molti fanno finta che i problemi non esistono, ed i malati sono quelli che pagano il prezzo peggiore”.  Il Sindaco di Fumone, infine, annuncia che sarà “convocata l’assemblea dei sindaci per discutere di una situazione sempre più grave con la continua penalizzazione del nostro territorio in ambito sanitario”.

RIETI: I CARABINIERI ARRESTANO UN UOMO PER FURTO AGGRAVATO

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La Stazione Carabinieri di Rieti ha arrestato in flagranza di reato un ventenne, di origini straniere, in Italia senza fissa dimora, per furto aggravato.

L’arresto è stato eseguito nel corso di un intervento richiesto, tramite il Numero Unico di Emergenza 112, dal titolare di un noto esercizio commerciale del capoluogo che aveva segnalato il furto di alcuni capi di abbigliamento da parte di un ragazzo.

I Carabinieri, immeditatamente giunti sul posto, hanno individuato e fermato la persona segnalata prima che potesse guadagnare l’uscita dal negozio e quindi la fuga con gli oggetti rubati.

A conferma della segnalazione pervenuta alla Centrale Operativa, tramite una perquisizione personale, sono stati rinvenuti gli indumenti trafugati, aventi un valore complessivo di circa 200 euro.

L’uomo è stato così arrestato mentre la merce recuperata restituita al proprietario dell’esercizio commerciale.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

L’Eitch Borromini è in finale per gli Awards for Excellence 2025 di Condé Nast Johansens

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Fino al 21 ottobre sarà possibile votare

Lo storico Eitch Borromini di Roma è uno dei tre finalisti per la categoria Best Bar agli Awards for Excellence 2025 di Condé Nast Johansens. Situato nel cuore di Roma, l’Eitch Borromini si distingue non solo per la sua incantevole posizione all’interno di Palazzo Pamphilj, ma anche per l’eleganza dei suoi spazi e la raffinatezza del servizio. Il suo rooftop bar “La Grande Bellezza”, un gioiello di design e atmosfera, ha conquistato i suoi ospiti, affermandosi tra i migliori al mondo.

I vincitori saranno annunciati il 4 novembre 2024 durante la cena di gala che si terrà al Kimpton Fitzroy London Hotel, a Londra. Questo prestigioso premio annuale, che seleziona i migliori alberghi e strutture di lusso a livello internazionale, è uno dei più ambiti riconoscimenti nel settore dell’ospitalità. Le votazioni per scegliere l’albergo preferito rimarranno aperte fino al 21 ottobre sul sito di Condé Nast Johansens .

Condé Nast Johansens, da oltre 40 anni punto di riferimento nel mondo del turismo di lusso, ha reso noti i finalisti in base ai voti online, ai feedback degli ospiti e alle valutazioni dei Local Experts. L’Eitch Borromini, con il suo ambiente esclusivo e la sua offerta di altissimo livello, è stato selezionato come una delle migliori strutture nella categoria Best Bar, sottolineando la sua eccellenza nel settore dell’hospitality.

L’Eitch Borromini non è solo una dimora storica di lusso, ma un luogo che unisce arte, storia e design. Situato all’interno del maestoso Palazzo Pamphilj, la struttura offre una vista impareggiabile su Piazza Navona, creando un’atmosfera unica per i suoi ospiti. La Terrazza Borromini “La Grande Bellezza”, rinomata per i suoi cocktail raffinati e per il fascino senza tempo, è una destinazione imperdibile per chi cerca un’esperienza esclusiva e indimenticabile nella capitale. Dalla sua iconica terrazza, significativamente chiamata La Grande Bellezza, si gode di un panorama mozzafiato che abbraccia l’intera scenografia del centro storico di Roma. La vista a 360 gradi permette di ammirare non solo Piazza Navona, ma anche i tetti, le cupole e i monumenti simbolo della città eterna, in un tripudio di arte e storia. La terrazza diventa così un luogo di ritrovo privilegiato, dove l’eleganza e la bellezza architettonica della Roma barocca si fondono con l’esperienza sensoriale offerta dai cocktail e dalle raffinate prelibatezze servite. Questo spazio unico, sospeso tra cielo e arte, offre un momento di pura contemplazione e rappresenta il massimo del lusso e dell’esclusività nel cuore pulsante di Roma.

Tutti i finalisti degli Awards fro Excellence 2025:sono consultabili a questo link: https://www.johansens.com/hub/awards-for-excellence-2025-uk-europe-the-mediterranean-shortlists/

Votazioni aperte fino al 21 ottobre: https://www.johansens.com/awards/

Spalletti: “Per me non si gioca troppo. Gli infortuni? Un problema mentale”

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“Bisogna attrezzarsi. Inter, Milan e Juventus hanno a disposizione rose per giocare più partite”

ROMA – La tanto “pericolosa” pausa per le nazionali. Spalletti difende la “sua” pausa. E va controcorrente sull’incredibile serie di infortuni gravi che sta colpendo i giocatori (è di oggi un’altra terribile diagnosi per Zapata del Torino, stagione finita), a causa del calendario troppo sincopato. “C’e’ da gestire qualche infortunio – dice in conferenza stampa a Coverciano – infortuni che secondo me dipendono soprattutto dalla testa dei calciatori più che dall’aspetto muscolare. Mi fa piacere aver visto anche questa mattina i calciatori entusiasti di ritrovarsi, quell’entusiasmo visto nelle ultime due partite”.

“Per me non si gioca molto, bisogna essere attrezzati per giocare così spesso. Bisogna far giocare anche chi c’è dietro, come i giovani. Quando una squadra non vince non bisogna parlare di titolari o riserve; ci sono squadre che non sono attrezzate, è vero, che non hanno venticinque giocatori, ma ce ne sono altre che li hanno e viene permesso loro di giocare frequentemente con tutti i calciatori a disposizione Si finisce a dire che le seconde linee non hanno fatto bene come i titolari, ma non bisogna creare alibi. Inter, Milan e Juventus hanno a disposizione rose per giocare più partite. Poi alcune prestazioni dipendono dalla fisicità o meno di certi calciatori”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Defilè di inizio stagione, da Seamoon le collezioni autunno inverno 2024

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Presentati oltre quaranta outifit nello store dedicato alle donne di qualunque taglia

Non abbiano memoria di passerelle adibite in uno store non proprio generoso di spazi. Eppure Emanuela Sarracino, titolare di Seamoon Ladies’Outfit, negozio di abbigliamento donna di via Carlo Alberto a Latina, c’è riuscita. È riuscita a realizzare una passerella di dieci metri sulla quale, clienti storiche dello shop, si sono prestate a diventare modelle per un giorno. Non le mannequin che incantano la Milano fashion week ma persone comuni, donne che incontriamo negli uffici, al supermarket o al tavolo di un caffè per un aperitivo. Persone insomma, con qualsiasi tipo di fit e di taglia.

Le collezioni di Mariparma, Agnese per Agnese, Surkana e Numeroprimo, solo per citarne alcune, sono state indossate e presentate al pubblico con la leggerezza e la disinvoltura di un pomeriggio tra amiche. Ma senza perdere di vista l’aspetto professionale che contraddistingue da sempre la conduzione dello store di Emanuela. Oltre quaranta gli outfit presentati, a coprire taglie slim, regular e curvy, delle nuove collezioni autunno inverno 2024.

«Un successo al di là delle previsioni – ha commentato Emanuela – che sarà replicato in vista della fase di presaldo subito dopo Natale per dare la possibilità ai fidelity di accedere alle collezioni e ai saldi con diritto di prelazione».

L’iniziativa infatti, oltre a rendere protagoniste le donne che frequentano lo shop più o meno abitualmente, ha rappresentato un primo riconoscimento a quante hanno fidelizzato il rapporto con il brand Seamoon.

“Sulle tracce dell’hacker”: Geronimo Stilton e la Polizia di Stato nuovamente insieme per navigare sicuri in rete

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Stamattina, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma è stato presentato il nuovo libro di Geronimo Stilton edito da Piemme dal titolo “Sulle Tracce dell’Hacker”, nato dalla collaborazione tra Polizia di Stato, Fondazione Geronimo Stilton e Google.

L’evento si è aperto con l’esecuzione del Canto degli Italiani e dell’Inno dell’Unione Europea da parte della Schola Cantorum dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia alla presenza di 2400 bambini delle scuole primarie della Capitale. 

All’iniziativa, che ha avuto come moderatore il giornalista Alberto Giuffrè, hanno presenziato il Sottosegretario all’Interno On. Wanda Ferro e il Vice Capo della Polizia con funzioni vicarie Prefetto Carmine Belfiore. 

Sul palco, insieme a Geronimo e Tea Stilton.  Elisabetta Dami – la “mamma” di Geronimo Stilton – Marco Camisani Calzolari e il giovanissimo figlio Mario, esperti divulgatori del settore digital, e il noto artista Lillo Petrolo, attore, autore, regista, nel panorama di TV radio cinema, tornato dal multiverso per un intervento dedicato ai ragazzi e chiuso dal simpatico personaggio dell’”urlatore di mambo”. Inoltre, in collegamento la cantante BigMama, che fa parte del laboratorio artistico di “Una Nessuna Centomila”, la prima fondazione italiana per la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne.

“Sulle tracce dell’hacker” è un progetto che vuole diffondere la cultura della legalità in rete anche tra i più piccoli e coinvolgere gli adulti nella vita online dei figli.

Durante la mattinata sono stati premiati i bambini vincitori del contest “Investigatori Stratopici”, indetto dalla Fondazione Stilton, per il quale gli studenti hanno presentato elaborati, testi e disegni.

Tutti i bambini hanno ricevuto una copia del libro donata da Google alla Polizia di Stato e con all’interno anche informazioni sulle soluzioni di Google per l’uso sicuro e responsabile della rete.

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