Si comunica che sabato 5 ottobre, regolarmente convocata, si è tenuta a Colle di Tora l’assemblea degli iscritti all’Associazione ValTurano Terra Nostra per l’esame dei vari punti posti all’attenzione della stessa.
In tale contesto sono stati approvati all’unanimità il Bilancio Consuntivo 2022 – 2023 e il Bilancio preventivo per l’anno in corso. Sul terzo punto all’ordine del giorno, l’elezione di un nuovo componente del Consiglio Direttivo in sostituzione del compianto Angelo Giuliani, il presidente Mario Pompei ha preso la parola sia per ricordare la figura dello scomparso, stimato medico e apprezzato presidente della locale Università agraria, sia per evidenziare le varie iniziative prese dal Direttivo in ordine alle problematiche del territorio, prima fra tutte quella che ha portato alla fissazione dell’istituenda Casa della Salute della Valle del Turano negli ex locali dell’omonima Comunità Montana a Castel di Tora.
Ciò detto e tenuto conto che le cariche permangono ormai da due anni, ha evidenziato ai colleghi l’opportunità di dare un nuovo slancio all’azione dell’Associazione mediante l’inserimento di forze nuove che possano proseguire nell’azione finora intrapresa in favore del territorio; risultato che può essere raggiunto – ha sottolineato Pompei – con le dimissioni dell’intero Direttivo e la successiva elezione dei nuovi organismi.
Dopo un ampio dibattito, i presenti hanno convenuto sull’opportunità di accogliere la proposta del Presidente ed hanno così tutti rassegnato le dimissioni, fermo restando che gli organismi resteranno in carica per l’ordinaria amministrazione fino alle nuove elezioni degli organi statutari. Tali elezioni avverranno dopo che saranno stati sollecitamente avviati gli opportuni contatti con amministratori, associazioni, soci, cittadini della Valle per una adeguata disamina delle candidature che emergeranno e che andranno poi votate dai soci stessi.
Situata nel cuore della costa Toscana, questa zona vitivinicola è un connubio perfetto tra tradizione, innovazione e un territorio unico, che regala vini dall’inconfondibile personalità
La Toscana è una terra dai sapori autentici e dalle tradizioni millenarie, i suoi prodotti sono divenuti celebri in tutto il mondo: fin dai tempi degli Etruschi, questa tradizione secolare ha dato vita ad alcuni dei vini più famosi ed apprezzati in tutto il globo. Grazie al clima mediterraneo, alla brezza marina e alla varietà dei suoi terreni, la Bolgheri Coast è l’ambiente ideale per la produzione di vini dal sapore intenso ed inconfondibile, con una spiccata eleganza e un’eccezionale capacità di invecchiamento. Per partire alla scoperta di questi sapori unici al mondo, si può soggiornare al The Sense Experience Resort, un rifugio di lusso immerso nella natura più incontaminata.
Magnetica, autentica, custode di un patrimonio artistico senza eguali, ricca di scenari mozzafiato, di dolci colline, di borghi dove il tempo sembra essersi fermato, la Toscana è sicuramente una delle regioni più affascinanti d’Italia. La sua terra ospita molteplici tesori famosi in tutto il mondo: oltre ad essere Culla del Rinascimento, ad aver rivoluzionato l’arte e l’architettura, la letteratura e le scienze, questa regione è rinomata per la sua eccellenza nella produzione dei vini. La Toscana è il vino e il vino è la Toscana, basterebbero queste poche parole per spiegare il legame profondo e indissolubile che ha portato alla nascita di etichette di altissima qualità vendute ed apprezzate in tutto il globo. La tradizione della viticoltura ha origini antichissime, affonda le sue radici a diversi millenni prima di Cristo: la prima produzione ebbe inizio con gli Etruschi, questo popolo era esperto nella coltivazione della vite e nei primi rudimenti della vinificazione, introdussero tecniche di coltivazione innovative e svilupparono un commercio del vino fiorente tanto da esportare anfore di vino in tutta l’area mediterranea.
Con la conquista romana (III secolo a.C.), la produzione vinicola toscana conobbe una nuova fase di sviluppo, i Romani, ereditando le conoscenze etrusche, perfezionarono le tecniche di produzione e diffusero l’uso del vino in tutta l’Italia e oltre. Il vino divenne una bevanda quotidiana, fondamentale sia per l’alimentazione che per i rituali sociali e religiosi. Il definitivo grande sviluppo del settore, però, si ebbe con l’avvento della famiglia de’ i Medici, le nobili famiglie toscane cominciarono ad investire nella produzione del vino coltivando vigneti e migliorando le tecniche enologiche. Questo portò ad un affinamento della qualità del vino ed alla nascita delle prime etichette celebri. Nel 1716, il Granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici emanò un bando che delineava per la prima volta la zona di produzione del Chianti, specificando le regole per la qualità e la commercializzazione del vino. Questo è considerato uno dei primi tentativi al mondo di protezione della denominazione di origine. Oggi la Toscana è una delle regioni vinicole più celebrate a livello internazionale, famosa per una varietà di vini che vanno dal Brunello di Montalcino al Vino Nobile di Montepulciano, fino al già citato Chianti Classico.
Situata lungo la costa che va da Livorno a Grosseto, la Bolgheri Coast è una delle gemme più preziose di questa ragione che si è affermata come sinonimo di eccellenza nel settore vitivinicolo. Tra Castagneto Carducci, Bolgheri e le aree circostanti si snoda la famosa “Strada del Vino”, un territorio che offre un perfetto equilibrio tra campagna, colline e mare. Lungo questo percorso, si trovano numerose cantine che aprono le loro porte ai visitatori per degustazioni, tour dei vigneti e approfondimenti sulla produzione dei vini locali. Per un wine tour indimenticabile non si può non visitare la Tenuta San Guido, molto più di una semplice cantina, è un vero e proprio simbolo dell’innovazione enologica italiana. Questa azienda è celebre in tutto il mondo per aver creato uno dei vini più rinomati a livello internazionale e considerato il pioniere dei Super Tuscan: il Sassicaia, caratterizzato da grande eleganza, struttura e capacità di invecchiamento. È prodotto principalmente con uve Cabernet Sauvignon e una piccola percentuale di Cabernet Franc, secondo uno stile che si ispira ai grandi vini francesi ma che, grazie al territorio unico di Bolgheri, acquisisce una propria identità distintiva. Il suolo sassoso e ghiaioso della Tenuta San Guido contribuisce a dare al vino il suo caratteristico bouquet minerale e fruttato, con note di frutti di bosco, spezie e sentori balsamici. Sulla costa Alta della Maremma sorge la Tenuta Guado al Tasso che si estende su una superficie di circa 320 ettari in un’area denominata “anfiteatro bolgherese” per la sua particolare conformazione. Il vino di punta della tenuta è proprio il Guado al Tasso, un Bolgheri DOC Superiore che esprime al meglio l’eleganza e la struttura dei vini della regione. È un blend principalmente composto da Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e a volte una piccola percentuale di Petit Verdot.
La Bolgheri Coast è quel luogo dove ogni calice racconta una storia senza tempo , i suoi vini rappresentano l’essenza della Toscana: tradizione, passione e un profondo legame con il territorio. Che si tratti di una degustazione o di un viaggio tra le cantine, la Bolgheri Coast promette di regalare emozioni uniche a chiunque desideri scoprire i suoi pregiati vini. Per un’esperienza appagante per tutti e 5 i sensi la scelta migliore è quella di alloggiare al The Sense Experience Resort, un angolo di paradiso che si affaccia sul Golfo di Follonica. Grazie alla spiaggia privata, alla piscina esterna riscaldata, alle eleganti camere, garantisce soggiorni da sogno.
Un percorso unico che trasforma vecchi tronchi in opere d’arte raccontando storie senza tempo
Roma ispira sia con il suo passato glorioso che con le moderne espressioni artistiche, come le opere nascoste nei tronchi degli alberi di Andrea Gandini. Il noto scultore trasforma vecchi alberi tagliati e abbandonati ai bordi delle strade e nei parchi in opere poetiche, rendendo la città un luogo di continua scoperta artistica. Questo viaggio tra i colori dell’autunno e una forma di street art che valorizza la natura inizia dalle vie del centro storico fino ai paesini limitrofi, facilmente raggiungibili con una piacevole gita fuori porta. Per godere appieno dell’esperienza, è ideale soggiornare all’FH55 Grand Hotel Palatino, situato nel cuore di Roma, a pochi passi dalle principali attrazioni. La sua posizione strategica permette di esplorare comodamente la città e partire alla scoperta di queste meraviglie artistiche e naturali.
La città di Roma brilla per i suoi grandi palazzi, piazze e opere d’arte, rendendola un vero e proprio museo a cielo aperto. Da ogni angolo del mondo arrivano turisti desiderosi di ammirare da vicino i quadri di Caravaggio, gli affreschi di Raffaello, le architetture di Bernini e le maestose sculture di Michelangelo. Roma è una città che deve molto al suo passato, ma che sa anche ispirare il presente, stimolando le nuove generazioni a liberare la propria creatività. Il viaggio nell’arte della capitale italiana non è solo un percorso a ritroso nei secoli, ma si estende fino ai giorni nostri, con i murales di San Basilio, San Lorenzo e Ostiense, e si allarga a tutto il Lazio con parchi e ville che ospitano opere moderne dal fascino unico. Se un tempo erano i grandi mecenati a dar voce al talento artistico, oggi sono la vita quotidiana, gli spazi aperti, la natura e la strada a ispirare gli artisti. Tra questi spicca il giovane scultore Andrea Gandini con il suo progetto “Tronchi Morti“, che trasforma alberi tagliati in opere d’arte.
Si tratta di un’iniziativa volta a trasformare i tronchi tagliati che si trovano lungo le strade in vere e proprie opere d’arte poetiche e uniche nel loro genere. Un po’ come un Michelangelo moderno, Gandini, classe 1997, libera la bellezza inespressa all’interno di tronchi e pezzi di legno, spesso rimasti dei semplici monconi a bordo strada. Le curve e le linee nascoste nei resti degli alberi si trasformano in capolavori capaci di comunicare alle persone un sentimento, un’emozione, un messaggio che parte dallo scalpello dello scultore e risuona nella natura. Andrea Gandini ha iniziato ad esprimere la sua visione artistica a 17 anni quando iniziò a scolpire la rimanenza degli abbattimenti di alberi in giro per la città di Roma. Ed è proprio una vera e propria caccia al tesoro tra i quartieri della capitale che porta ad ammirare alcune delle sue opere, diventate iconiche sui social al punto da essersi trasformate in uno dei tour più originali da provare nel Lazio.
Partendo da lontano, dalle città di Grottaferrata, Bracciano, Affile, Monterotondo e Lago di Vico raggiungibili con una piccola gira fuori porta perché distano circa un’ora dal centro di Roma, fino a luoghi vicinissimi al centro storico: tra cui i libri in Largo Ravizza, Tiberinus a viale Marconi, gli animali del Parco Volpi, il Bigiarelli del rione Prati, il leone a Piazza delle finanze, il bacio a Trastevere e il volto di via Marmorata. Questi sono solo alcuni dei personaggi che prendono vita tra le vie e i parchi, trasformando quello che viene percepito dai passanti come uno scarto in qualcosa da ammirare e fotografare: dai volti, agli animali, fino a piccoli villaggi arroccati, o ancora divinità, personalità storiche o persino labbra intagliate perché “gli alberi hanno molto da raccontare”, come sottolinea spesso l’artista. Per godersi a pieno questo viaggio, occorre camminare per le vie della città eterna, con uno sguardo attento e curioso, andando oltre le opere più note e soffermandosi sui dettagli che a volte sfuggono agli occhi dei passanti. Un viaggio da godersi con qualche giorno di vacanza, tra i colori dell’autunno, godendosi un po’ di relax e un soggiorno esclusivo all’FH55 Grand Hotel Palatino, comodissimo a tutti i servizi e in un’ottima posizione per godersi una piccola avventura nell’arte romana, classica e al contempo contemporanea.
«Domani pomeriggio parteciperò alla manifestazione organizzata dalla Comunità Ebraica di Milano presso la Sinagoga Centrale di via Guastalla, “Un anno dal Pogrom il dramma dei Rapiti e la nuova ondata di antisemitismo”. Ad un anno esatto dal massacro subito da Israele, porterò la mia totale vicinanza e solidarietà all’intera Comunità che, dal 7 ottobre ad oggi, soprattutto a Milano è vittima di un’ondata di antisemitismo che non cessa a diminuire. Infatti, ogni sabato da un anno a questa parte, i palestinesi e i sostenitori di Hamas, in città, hanno organizzato sempre cortei in cui hanno continuamente insultato, offeso ed espresso odio a Israele e al proprio popolo».
Lo dichiara il Deputato di Fratelli d’Italia e vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati ed ex vice Sindaco della città nelle Giunte di Centrodestra, Riccardo De Corato.
Continuano i servizi di controllo del territorio posti in atto, durante i fine settimana, dai Reparti dipendenti dal Comando Provinciale Carabinieri di Rieti.
Questo weekend, infatti, nel capoluogo di provincia, sono stati dispiegati uomini e mezzi in orari serali e notturni nei pressi dei luoghi maggiormente frequentati dai giovani della “movida” e lungo le principali arterie stradali che attraversano la città al fine di prevenire, mediante la capillare presenza di Carabinieri, atteggiamenti pericolosi per la propria ed altrui incolumità come quello di porsi alla guida dopo aver assunto una quantità eccessiva di bevande alcoliche o sostanze stupefacenti.
Nonostante il costante impegno profuso in tal senso da parte dell’Arma, continuano purtroppo ad essere individuate delle persone che si pongono alla guida nonostante si trovino in uno stato di alterazione psicofisica dovuta ad un’eccessiva assunzione di sostanze alcoliche.
Nel corso del servizio, i Carabinieri della Compagnia di Rieti hanno controllato 174 veicoli elevando 5 sanzioniamministrative per varie violazioni al Codice della Strada.
Contestualmente i militari hanno proceduto al ritiro di una patente di guida, di un libretto di circolazione e al sequestro di due veicoli e di un ciclomotore.
Sono stati purtroppo rilevati ben 3 sinistri stradali, di cui uno con feriti fortunatamente non gravi.
Due le persone denunciate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti: una per essersi messa alla guida con un tasso alcolemico superiore al consentito e l’altra per aver violato le prescrizioni imposte dalla misura degli arresti domiciliari cui era sottoposta.
Analoghi servizi saranno garantiti dall’Arma nei prossimi weekend in tutto il territorio provinciale.
Vallepietra, Foppoli: “Tutelare questi capolavori della natura è un atto di responsabilità che tutti possiamo compiere”
Le orchidee appartengono ad un gruppo di piante piuttosto ricco di specie se ne contano circa 25.000, tutte classificate nella famiglia delle Orchidaceae. Nonostante il nome richiami luoghi esotici e tropicali, con presenza di foreste e habitat caldo umidi, queste piante crescono spontaneamente anche in Italia. All’interno del Parco Naturale dei Monti Simbruini, tra la moltitudine di piante naturali che arricchiscono la biodiversità del polmone verde più grande del Lazio, vi sono appunto le splendide orchidee selvatiche. In Italia, secondo la recente check list della flora vascolare italiana ci sono complessivamente 149 specie ed all’interno del Parco dei Monti Simbruini se ne annoverano ben 60 (comprese le subspecie); tutte straordinariamente belle. A Vallepietra presso l’Ostello del Pellegrino, si è svolto il VI Congresso regionale sulle Orchidee spontanee del Lazio, un appuntamento che ha richiamato tantissimi appassionati ed esperti di questo affascinante mondo dedicato alle orchidee selvatiche. Evento curato dall’associazione Gross Orchidee Simbruini (Gruppo di Ricerca Orchidee Simbruini), dall’Associazione “I Muntagnoli” di Vallepietra, in collaborazione con la Sezione laziale Enrico Coleman di GIROS (Gruppo Italiano Ricerca Orchidee Spontanee). A fare gli onori di casa il Gen. Riccardo Graziosi Presidente del G.R.O.S.S. Tra i presenti rappresentanti del Parco dei Monti Simbruini e dei Castelli Romani. “Sono lieto di partecipare a quest’evento -ha esternato il commissario del Parco dei Monti Simbruini Alberto Foppoli- è un’occasione per parlare di questa splendida pianta, , così sofisticata, spesso colorata, qualche volta sfuggente, a volte rara, che contribuisce alla scoperta dell’incredibile biodiversità del nostro territorio. Il Parco ha dedicato a questa meravigliosa specie un volume “Le Orchidee del Parco dei Monti Simbruini” per scoprire e conoscere da vicino le orchidee selvatiche che si trovano nell’area protetta, presentato nel 2021. Camminando lungo i sentieri del Parco dei Monti Simbruini, con tranquillità e con uno sguardo attento,possiamo scoprire queste affascinanti e spesso rare orchidee durante le nostre passeggiate. Con una fotocamera, possiamo catturare la loro bellezza, senza danneggiarle, contribuendo così alla loro conservazione. Proteggere questi piccoli capolavori della natura è un atto di responsabilità che tutti possiamo compiere, diventando cittadini più consapevoli e attivi nella salvaguardia del nostro territorio. Quindi guardale, ammirarle, fotografarle, ma non toccarle, non estirparle, per la loro delicatezza e rarità. Ringrazio l’associazione GROSS, per questa lodevole attività che svolge all’interno del Parco dei Monti Simbruini, l’importante e costante ricerca-studio messa in campo, arricchisce quest’area protetta, che cresce con il contributo ed il coinvolgimento di una partecipazione attiva e costruttiva”. Infatti tutte le orchidee spontanee sono infatti protette dalla CITES, la Convenzione di Washington che considera tali orchidee a rischio reale o potenziale, sottoponendole così a controlli e restrizioni per il commercio internazionale. L’incontro, è stata anche l’occasione da parte del commissario Foppoli, per presentare una nuova cartellonistica dedicata appunto alle orchidee selvatiche, intitolata “Il Parco delle Orchidee”, che ne illustra le caratteristiche, l’importanza sul territorio, ed invita il camminatore a proteggerle e non strapparle al loro habitat. Sono 8 cartelloni installati nei territori degli otto Comuni che fanno parte del Parco dei Monti Simbruini. Il Congresso ha suscitato molto interesse con i vari interventi che si sono alternati fino al pomeriggio.
Il percorso artistico del Premio OT dedicato ad Odoardo Toti, si è concluso giovedì 3 ottobre presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica con la Cerimonia di premiazione e video esposizione di tutte le opere partecipanti. Tante le presenze che hanno voluto assistere nonostante le condizioni meteo avverse. Molti artisti provenienti da altre città hanno ascoltato con attenzione ed emozione il ricordo di Luisella Toti in memoria del papà Odoardo, al proposito è stato proiettato anche un breve video nel rappresentarlo. In tutti gli interventi istituzionali ed accademici la figura del dott. Toti è stata ampiamente esaltata ed è stato motivo di approfondimento per i presenti in sala. Il premio promosso dalla presidente dell’associazione Odoardo Toti, ha avuto la curatela artistica e l’organizzazione dell’artista Ombretta Del Monte, che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della commistione tra cultura e istituzioni nel supportare un premio artistico ad un uomo di grande spessore culturale e umano come Odoardo Toti. Ha poi illustrato concept artistico, i vari step e soprattutto il percorso futuro delle prossime edizioni che avranno sempre elementi artistici nuovi. Ringraziando infine i giurati: Francesco Chinnici, Aida Abdullaeva, Piero Zanetov, Massimiliano Ferragina e i senatori Gasparri e Vono per aver accolto l’iniziativa.
Gli altri relatori moderati dal giornalista della Radio Vaticana Rosario Tronnolone. I prof. Piero Zanetov e Massimiliano Ferragina hanno rappresentato una profonda relazione umanistica dell’arte e i migliori complimenti per un premio che già si è distinto nella sua prima edizione, sottolineando l’importanza del dialogo e dell’incontro artistico ed umano oltre i confini geografici, perché la curiosità è tipica dell’intelletto e di chi vuole scoprire nuove mete. La senatrice Gelsomina Vono ha auspicato che il Premio possa andare avanti per le prossime edizioni in un contesto sempre più internazionale. Si è poi proceduto alla proclamazione degli emozionati artisti e il primo premio è andato a Mirco Ciccola. L’artista marchigiano ha realizzato un’opera scultorea dedicata alla violenza di genere. “Sei Mia”
scultura in terracotta, bronzo e ferro ha avuto il Premio di Euro 1000 dall’associazione Toti. Questa la motivazione della Giuria: “Questa scultura in terracotta patinata di Mirco Ciccola, appena increspata da piccoli listelli di bronzo, rappresenta la metafora plastica di un amore malato, di un pensiero radente in procinto di esplodere in un’ansia di possesso. Lo sguardo dell’uomo e i sedimenti di materia depositati sul suo volto come trucco in disfacimento, nascondono idee oblique e segrete intrise di violenza, insana gelosia e sopraffazione psicologica. Un percorso artistico coinvolgente e sempre più maturo quello di Ciccola, che si manifesta in quest’opera grazie ad una attraente soluzione formale e ad una profonda intelaiatura delle emozioni.” Il secondo Premio è stato aggiudicato all’artista napoletana
Alessia Zolfo diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, docente di disegno e storia dell’arte. Questa la motivazione della Giuria per l’opera: DANAE . “Tecnica ben eseguita. L’oro usato in maniera estremamente decorativa. La composizione rimanda al mito greco in cui Giove per concupire con Danae si trasforma in pioggia d’oro. Il corpo di Danae contratto e piegato in uno spazio cupo e ristretto invita come in uno specchio a curvare lo sguardo, piegare il collo, assumere la posizione della protagonista. Un’opera che suscita spinte propulsive empatizzanti. È evidente che l’artista ha rispettato passo passo il mito in cui Danae sottoterra viene raggiunta dalla pioggia dorata e fecondata. È la storia di un intervento divino per un bene maggiore, avverare la profezia e portare alla luce Perseo. Colpisce il volto di Danae come una Madonna del trecento giottesca. Si aggiunge la somiglianza del mito con il parto verginale di Maria per intervento divino e opera dello Spirito Santo.” Il terzo premio ad ex aequo se lo aggiudicano la civitavecchiese Cinzia Gasparri con l’opera dedicata ad Alda Merini “Elettroshock” e Adriano Castelli artista della provincia di Mantova con l’opera “I papaveri” Entrambi hanno ricevuto dei bracciali personalizzati creati appositamente da Luisella Toti. Queste le motivazioni dei giurati: “ Cinzia Gasparri, in questo ritratto iconico e abbagliante della poetessa Alda Merini, è riuscita a evocare senza filtri, in una sintesi definita attraverso rapidi segni e gialli sfiatati, non tanto un volto e uno sguardo ma le torsioni, i dedali sorprendenti, i dolori randagi, le presunte follie e le piramidi di senso che convergono, come lampi, nei suoi versi. Tutto questo mostrando un’attitudine ad approfondire dal di dentro, più che a interpretare o giudicare, le strane metafore di quella donna inquieta “che amava gli artisti, i pazzi e i poeti “Centrando cosi, compatta e diretta, il bersaglio.”
“L’opera onirica di Adriano Castelli ci porta in un paesaggio giallo…luminoso ma allo stesso tempo provocante un senso di smarrimento. Etereo e materico. Contraddittorio. Un sogno? Un’apparizione? C’è misticismo simboleggiato da una cattedrale in lontananza…la porta è aperta…metafisico. Un albero affonda radici nella luce. Sapiente gioco di ombre e linee. Un cielo terso che stranamente ci riporta sulla terra. Statica bellezza. Fermo. Fissità dorata e rossastra che invita all’adorazione della luce trasversale quasi come indicativa di un sentiero o un sentire.”
Al premio hanno partecipato da Civitavecchia, gli artisti: Laurina Rietti, Paola Bisozzi, Luigia Galeotti Vergati,Cristina Andreatta che hanno ricevuto l’attestato di partecipazione, mentre Roberto Villotti e Rosalba Ferilli si sono aggiudicati la Menzione Maestro, Valeria Restivo ha invece ricevuto la Menzione Giovani.
Altri artisti che hanno ricevuto l’attestato: Anna Calcaterra, Michela Giustolisi, Salvatore Lo Magno, Ambra Nazifi, Paul Costica Oprea, Flavio Palazzina, Simonetta Sabatini, Emanuela Sereni, Daniela Maria Serranò in arte AMADE’, Pierangela Bilotta, Giuseppe Golino, Silvana Papalia, Maria Grazia Pelligra, Antonio Picicco, Isabella Presta , Marinella Pucci , Thaira Roma
La menzione Maestro oltre a Villotti e Ferilli è stata conferita anche agli artisti: Paolo Ferroni, Daniele Dell’Uomo, Vasco Ciaramelletti con questa motivazione:
“Per il tuo percorso di talento, dedizione, sperimentazione, ricerca, tecnica, riconoscimenti, ma soprattutto per le emozioni trasmesse. L’associazione Odoardo Toti ti conferisce la menzione di Maestro. Grazie per aver partecipato alla Prima Edizione Premio OT”
La menzione Astratto è andata alla pittrice siciliana Michela Velardita e all’artista franco algerina Fady Ferhi: “Per la tua sintesi di studio, di tecnica e di composizioni materiche, dove l’opera trasmette dimensioni irreali, isolando il pensiero materiale per rappresentare stati d’animo visionari
Menzione Giovani a Valeria Restivo: “Per il tuo talento e tecnica per una creatività perfettamente armoniosa, elegante e ricercata nei particolari. Ti auguriamo un proseguimento di continuo studio e successo per la tua creatività. Grazie per aver partecipato alla Prima edizione del Premio OT”
Menzione CARRIERA ad Anna Copponi in arte Annella, ad Annelise Atzori e Paola Zannoni
Menzione STILE FIGURATIVOalle artiste : Monica Di Folco, Elena Ostraya, Jacqui Sheffer
“Per il tuo tratto figurativo innovativo, a volte fotografico, narrativo e letterario, dove l’opera pittorica diventa il libro della vita del soggetto e racconta sentimento di poesia e di passione. L’associazione Odoardo Toti ti conferisce la menzione Stile figurativo.”
Al fine cerimonia la presidente Luisella Toti ha omaggiato tutti i relatori con delle targhe ricordo.
Si ringrazia per la comunicazione del sito dell’associazione Odoardo toti, il web master Donato Russo.
La Questura di AscoliPiceno in collaborazione con l’associazione DonatoriNati-Polizia di Stato e con il supporto dell’Arengo, ha organizzato oggi un evento finalizzato alla sensibilizzazione alla donazione di sangue ed alla legalità. Studenti e cittadini si sono incontrati con i volontari dell’associazione per condividere l’importanza del dono. Promuovere la donazione di sangue con l’esempio è uno dei segnali più chiari che si possa dare per la diffusione della cultura della salute e della solidarietà.
Tutti insieme poi hanno assistito alla discesa dal palazzo comunale dei Supereroi Acrobatici e i bambini hanno poi potuto scattare foto con i personaggi dei fumetti che si aggiravano tra i volontari e i poliziotti.
Alla manifestazione presente anche Don Patriciello.
NFATTI SIAMO LA CITTA’ IN ITALIA DOVE SE NE FANNO IN ASSOLUTO DI PIU’. ALTRO CHE SICUREZZA»!
«Leggo le dichiarazioni odierne di Sala che continua a fare ciò che ha fatto in campagna elettorale nel 2021, ovvero “promesse da marinaio”! Il Sindaco oggi ha parlato di 707 agenti assunti da maggio 2022. Ma chi li ha visti a Milano? Cosa hanno fatto questi nuovi assunti? L’unico dato che abbiamo, ed è una netta e chiara risposta, è il fatto che Milano è la prima città in Italia per numero di verbali fatti, oltre 4 milioni da maggio 2022 a settembre 2024 e per incassi derivanti da sanzioni del codice della Strada! Un altro dato allarmante è il fatto che sempre più agenti di Polizia Locale danno le dimissioni perché non si sentono protetti, non vengono riconosciuti loro adeguatamente gli straordinari e le dotazioni strumentali in loro possesso non sono complete. Prova ne è il fatto che, negli ultimi mesi, sono stati diversi gli scioperi dei vigili che hanno messo ko l’intera città! Le assunzioni fatte da Sala e Granelli, così fatte, non servono a nulla. Anche i “ghisa”, come già fanno egregiamente Carabinieri e Polizia di Stato, dovrebbero garantire sicurezza alla città ma il Centrosinistra preferisce dar loro altre mansioni finalizzate all’aumento delle casse comunali».
Lo dichiara il Deputato di Fratelli d’Italia e vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, capogruppo Fdi in Commissione Parlamentare Antimafia ed ex vice Sindaco della città nelle Giunte di Centrodestra,Riccardo De Corato.
Questa mattina, in seguito al vigliacco gesto da parte di alcuni vandali nei confronti del manifesto all’interno della bacheca comunale del Comune di Santo Stefano Ticino in ricordo di Norma Cossetto, avvenuto lo scorso 23 settembre, ho partecipato alla commemorazione
deponendo una rosa rossa sulla panchina in piazza 8 Marzo, della povera ragazza uccisa 81 anni fa. Insieme a me c’erano il collega Deputato Umberto Maerna, gli assessori locali Roberta Ganzelmi e Debora Riso, il Presidente dell’Associazione Fuchur Daniela Mussi e il Segretario Pasquale Colantuoni e alcuni membri dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato della sezione di Magenta con labaro ufficiale.
L’evento è stato organizzato dal Comitato 10 Febbraio, dall’Associazione Fuchur e patrocinato dal Comune di Santo Stefano Ticino. Questa povera donna, purtroppo, ha pagato con la propria vita il suo essere italiana e l’amore per la propria terra. Medaglia d’oro al merito civile, Norma Cossetto resta il simbolo dell’oppressione comunista titina sul confine orientale. Insieme a lei ricordiamo tutti i Martiri, gli Esuli e le
vittime del regime jugoslavo che attendono ancora verità e giustizia. Il ricordo di Norma e il dramma delle Foibe, sarà un ricordo perenne per tutti noi di Fratelli d’Italia. Durante la mattinata sono stato anche a Milano, ai giardini Norma Cossetto, dove ho deposto un mazzo di fiori sempre in ricordo della povera Norma».
Lo dichiara il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.
SINISTRA ITALIANA – “Contrari al metodo e alla sostanza, non alle persone”
Oggi si è svolta l'Assemblea dei Soci di Talete. Ancora una volta abbiamo...
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