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	<title>I SAPORI DELLA TERRA - Il Giornale del Lazio</title>
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	<description>Giornale Telematico di Informazione e Attualità</description>
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		<title>La Carota Novella di Ispica IGP e le primizie dell&#8217;Agro Pontino: l&#8217;orticoltura d&#8217;eccellenza che traina la pianura laziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 13:45:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I SAPORI DELLA TERRA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cuore autunnale dell&#8217;Agro Pontino si conferma uno dei motori agricoli più dinamici e produttivi del Lazio, grazie all&#8217;avvio delle semine e della preparazione dei suoli per le grandi eccellenze orticole del territorio. In questo contesto di eccellenza, la pianura che si estende tra Latina, Sabaudia e Fondi mette in mostra una filiera integrata capace [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il cuore autunnale dell&#8217;Agro Pontino si conferma uno dei motori agricoli più dinamici e produttivi del Lazio, grazie all&#8217;avvio delle semine e della preparazione dei suoli per le grandi eccellenze orticole del territorio. In questo contesto di eccellenza, la pianura che si estende tra Latina, Sabaudia e Fondi mette in mostra una filiera integrata capace di far dialogare le grandi colture a Indicazione Geografica Protetta con i mercati generali della Capitale, portando sulle tavole regionali prodotti ortofrutticoli caratterizzati da una straordinaria freschezza, croccantezza e da un profilo zuccherino unico, favoriti dalla natura sabbiosa e minerale dei terreni bonificati e dal clima mite del litorale tirrenico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle cucine della tradizione laziale, queste primizie della terra rappresentano la base insostituibile per la preparazione dei piatti più celebri, ma sanno anche ritagliarsi un ruolo da protagoniste assolute nei menu stagionali dei ristoranti. Dalle classiche giardiniere artigianali ai contorni stufati con erbe aromatiche spontanee, fino alle vellutate autunnali impreziosite da fili d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva delle colline pontine, gli ortaggi di questa sponda del Lazio esaltano la sapidità dei piatti e si sposano magnificamente con i vini bianchi profumati e freschi del territorio, come il vitigno autoctono del Bellone o i bianchi storici di Cori e Terracina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rafforzamento di questo distretto orticolo non ha soltanto una rilevanza economica e commerciale di primo piano a livello nazionale, ma si attesta sempre più come un fattore di attrazione per il turismo rurale e accademico. La presenza di aziende agricole all&#8217;avanguardia nell&#8217;uso di tecniche di coltivazione biologica e sostenibile attira un numero crescente di visitatori e addetti ai lavori interessati a scoprire i segreti della filiera pontina, dimostrando come la pianura laziale sappia coniugare i grandi volumi di mercato con il rispetto della biodiversità e la massima valorizzazione dei sapori autentici della terra.</p><p>The post <a href="https://ilgiornaledellazio.it/la-carota-novella-di-ispica-igp-e-le-primizie-dellagro-pontino-lorticoltura-deccellenza-che-traina-la-pianura-laziale/">La Carota Novella di Ispica IGP e le primizie dell’Agro Pontino: l’orticoltura d’eccellenza che traina la pianura laziale</a> first appeared on <a href="https://ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La Lenticchia di Rascino: l&#8217;oro d&#8217;alta quota del Cicolano che conquista i palati gourmet</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 13:44:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I SAPORI DELLA TERRA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sull&#8217;altopiano di Rascino, a oltre mille metri di altitudine nel cuore del Cicolano in provincia di Rieti, l&#8217;autunno segna il momento in cui la celebre Lenticchia di Rascino entra stabilmente nelle cucine e nei mercati d&#8217;eccellenza del Lazio. Questo piccolo legume, caratterizzato da dimensioni ridotte e da una colorazione che varia dal marrone al verdastro, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sull&#8217;altopiano di Rascino, a oltre mille metri di altitudine nel cuore del Cicolano in provincia di Rieti, l&#8217;autunno segna il momento in cui la celebre Lenticchia di Rascino entra stabilmente nelle cucine e nei mercati d&#8217;eccellenza del Lazio. Questo piccolo legume, caratterizzato da dimensioni ridotte e da una colorazione che varia dal marrone al verdastro, rappresenta un presidio fondamentale della biodiversità montana regionale. La coltivazione avviene da secoli in modo completamente naturale, senza l&#8217;ausilio di concimi chimici, sfruttando le caratteristiche uniche di un terreno carsico e un microclima rigido che ne preservano la purezza e le straordinarie proprietà nutritive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La grande popolarità della lenticchia di Rascino tra gli chef e gli appassionati di gastronomia è dovuta alla compattezza della sua polpa e alla tenacia della sua buccia, che non si sfalda durante la cottura e non richiede il preventivo ammollo in acqua. Nei menu stagionali delle trattorie del reatino e della Capitale, questo legume diventa protagonista di robuste zuppe invernali arricchite con crostini di pane di grano antico, minestre con pasta fatta in casa o saporiti contorni per i piatti di carne della tradizione appenninica. Il sapore intenso e leggermente erbaceo del legume trova il suo perfetto connubio con l&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva della Sabina e con i vini rossi di medio corpo del territorio laziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consolidamento della filiera della lenticchia di Rascino ha un impatto profondo sulla salvaguardia e sul rilancio economico delle aree interne dell&#8217;Appennino reatino. Attraverso la cooperazione tra i piccoli produttori locali e lo sviluppo di itinerari di turismo esperienziale — che uniscono il trekking d&#8217;alta quota alla scoperta delle aziende agricole — l&#8217;altopiano si trasforma in un polo d&#8217;attrazione per i viaggiatori amanti della natura e del cibo genuino, dimostrando come l&#8217;agricoltura eroica di montagna possa generare valore economico stanziale e tutelare l&#8217;identità del territorio.</p>



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</ul><p>The post <a href="https://ilgiornaledellazio.it/la-lenticchia-di-rascino-loro-dalta-quota-del-cicolano-che-conquista-i-palati-gourmet/">La Lenticchia di Rascino: l’oro d’alta quota del Cicolano che conquista i palati gourmet</a> first appeared on <a href="https://ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il Fagiolo a Pisello di Colle di Tora: la riscoperta del legume raro che cresce sulle sponde del Lago del Turano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 13:41:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I SAPORI DELLA TERRA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle piccole valli e nei terreni pianeggianti che costeggiano le acque del Lago del Turano, in provincia di Rieti, l’autunno coincide con il completamento della raccolta del Fagiolo a Pisello di Colle di Tora. Questo legume rarissimo, caratterizzato da una forma tonda e microscopica che ricorda appunto quella di un pisello, rappresenta un vero e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle piccole valli e nei terreni pianeggianti che costeggiano le acque del Lago del Turano, in provincia di Rieti, l’autunno coincide con il completamento della raccolta del Fagiolo a Pisello di Colle di Tora. Questo legume rarissimo, caratterizzato da una forma tonda e microscopica che ricorda appunto quella di un pisello, rappresenta un vero e proprio miracolo della biodiversità agraria della Sabina. Coltivato da pochissimi produttori locali su piccolissimi appezzamenti montani, è un prodotto di nicchia scampato all&#8217;estinzione grazie alla tenacia dei contadini del posto, che continuano a tramandare la semina a mano e la selezione manuale dei baccelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo di questo fagiolo nelle cucine tradizionali e nei ristoranti della Valle del Turano risiede nelle sue eccezionali qualità organolettiche: possiede una buccia sottilissima e quasi invisibile dopo la cottura e una pasta straordinariamente cremosa, dolce e vellutata. Nei menu autunnali trionfa all&#8217;interno di piatti caldi della tradizione contadina, come la classica zuppa di fagioli e castagne, le minestre di farro della Sabina o saltato in padella con olio extravergine d&#8217;oliva DOP sabino e saporita salsiccia locale. La sua delicatezza lo rende perfetto in abbinamento ai vini bianchi fermi del Lazio settentrionale, capaci di ripulire il palato senza coprire le note dolci del legume.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il recupero e la valorizzazione del Fagiolo a Pisello di Colle di Tora costituiscono un pilastro fondamentale per il micro-turismo enogastronomico della provincia reatina durante i mesi freddi. Attraverso mercati della terra a chilometro zero e menu degustazione nei ristoranti affacciati sul lago, questo piccolo borgo attira un flusso qualificato di escursionisti, camminatori e appassionati di <em>slow food</em>. Il progetto dimostra come la tutela di un prodotto agricolo tradizionale possa diventare uno strumento di promozione economica e d&#8217;identità culturale per l&#8217;intero comprensorio del Turan</p><p>The post <a href="https://ilgiornaledellazio.it/il-fagiolo-a-pisello-di-colle-di-tora-la-riscoperta-del-legume-raro-che-cresce-sulle-sponde-del-lago-del-turano/">Il Fagiolo a Pisello di Colle di Tora: la riscoperta del legume raro che cresce sulle sponde del Lago del Turano</a> first appeared on <a href="https://ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il Tartufo Nero di Campoli Appennino: il gioiello nascosto della Ciociaria che accende l&#8217;autunno gastronomico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 13:38:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I SAPORI DELLA TERRA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cuore della Ciociaria, dove i fitti boschi di querce e noccioli lambiscono i confini del Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise, la fine di ottobre segna l&#8217;inizio ufficiale della stagione di raccolta del pregiato Tartufo Nero di Campoli Appennino. Questa gemma del sottobosco rappresenta una delle eccellenze agroalimentari più esclusive e affascinanti della provincia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel cuore della Ciociaria, dove i fitti boschi di querce e noccioli lambiscono i confini del Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise, la fine di ottobre segna l&#8217;inizio ufficiale della stagione di raccolta del pregiato Tartufo Nero di Campoli Appennino. Questa gemma del sottobosco rappresenta una delle eccellenze agroalimentari più esclusive e affascinanti della provincia di Frosinone, raccolta grazie alla straordinaria intesa tra i cavatori del posto e i loro cani, che setacciano i terreni calcarei per portare in tavola un prodotto dall&#8217;aroma inconfondibile e dalle spiccate note di sottobosco e nocciola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In cucina, il tartufo di Campoli Appennino si impone come l&#8217;ingrediente principe per la valorizzazione della cucina tradizionale ciociara, capace di impreziosire anche le ricette più semplici. Dai classici tagliolini all&#8217;uovo mantecati con burro d&#8217;alpeggio e scaglie di tartufo fresco, alle bruschette di pane casereccio calde, fino alle frittate contadine e agli accostamenti più audaci con i formaggi di pecora locali, ogni piatto diventa un&#8217;esperienza sensoriale unica. Per esaltarne la complessità aromatica senza sovrastarla, i sommelier consigliano l&#8217;abbinamento con i vini bianchi strutturati del territorio, come il Passerina del Frusinate, o con rossi leggeri e profumati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il circuito economico e turistico legato al tartufo nero costituisce una risorsa d&#8217;oro per il rilancio dei piccoli borghi montani dell&#8217;Appennino ciociaro. Attraverso le storiche mostre-mercato e le giornate dedicate alle simulazioni di &#8220;caccia al tartufo&#8221; per i visitatori, Campoli Appennino attira un turismo d&#8217;élite e appassionati di slow food provenienti da tutta Italia, offrendo un modello di sviluppo economico sostenibile che tutela l&#8217;ecosistema boschivo e valorizza l&#8217;autentico patrimonio rurale della regione.</p>



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</ul><p>The post <a href="https://ilgiornaledellazio.it/il-tartufo-nero-di-campoli-appennino-il-gioiello-nascosto-della-ciociaria-che-accende-lautunno-gastronomico/">Il Tartufo Nero di Campoli Appennino: il gioiello nascosto della Ciociaria che accende l’autunno gastronomico</a> first appeared on <a href="https://ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il Carciofo Romanesco DOP e le primizie d’autunno: la rinascita dell’oro verde tra i campi del litorale laziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 13:35:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I SAPORI DELLA TERRA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre i campi dell&#8217;entroterra si preparano al riposo invernale, le pianure costiere del Lazio – in particolare nell&#8217;asse compreso tra Ladispoli, Cerveteri e Civitavecchia – entrano nel vivo delle lavorazioni per la nuova stagione del Carciofo Romanesco DOP. Conosciuto affettuosamente come &#8220;Cimarolo&#8221; o &#8220;Mammola&#8221;, questo straordinario ortaggio rappresenta uno dei simboli più importanti e redditizi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre i campi dell&#8217;entroterra si preparano al riposo invernale, le pianure costiere del Lazio – in particolare nell&#8217;asse compreso tra Ladispoli, Cerveteri e Civitavecchia – entrano nel vivo delle lavorazioni per la nuova stagione del Carciofo Romanesco DOP. Conosciuto affettuosamente come &#8220;Cimarolo&#8221; o &#8220;Mammola&#8221;, questo straordinario ortaggio rappresenta uno dei simboli più importanti e redditizi dell&#8217;orticoltura regionale, tutelato da un rigido disciplinare di produzione che ne garantisce l&#8217;assoluta assenza di spine, la caratteristica forma sferica compatta e una dolcezza unica dettata dal microclima marino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle cucine della tradizione romana e laziale, il carciofo non è un semplice contorno, ma il protagonista assoluto di ricette storiche tramandate di generazione in generazione. Dalla classica preparazione &#8220;alla romana&#8221;, stufato lentamente a testa in giù con olio, aglio e mentuccia fresca del territorio, fino alla croccantezza dorata del carciofo &#8220;alla giudia&#8221;, fritto intero nell&#8217;olio bollente fino a farlo somigliare a un fiore di pietra, questa primizia esalta i menu delle trattorie e dei ristoranti gourmet dell&#8217;intera provincia, sposandosi alla perfezione con i vini bianchi sapidi e freschi dei vicini colli vulcanici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo e la salvaguardia della filiera del Carciofo Romanesco DOP costituiscono un elemento trainante per l&#8217;economia agricola del litorale nord di Roma. Attraverso sagre storiche e mercati a chilometro zero che animeranno i mesi freddi, i produttori locali riescono a mantenere viva un&#8217;antica sapienza agraria e a promuovere un turismo gastronomico stagionale di alto profilo, capace di attrarre visitatori da tutta la penisola e di valorizzare il patrimonio rurale e paesaggistico della costa laziale.</p>



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</ul><p>The post <a href="https://ilgiornaledellazio.it/il-carciofo-romanesco-dop-e-le-primizie-dautunno-la-rinascita-delloro-verde-tra-i-campi-del-litorale-laziale/">Il Carciofo Romanesco DOP e le primizie d’autunno: la rinascita dell’oro verde tra i campi del litorale laziale</a> first appeared on <a href="https://ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il Marrone di Cave e i frutti del sottobosco: l&#8217;oro autunnale dei Monti Prenestini che conquista la tavola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 13:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I SAPORI DELLA TERRA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo del pieno autunno, i boschi secolari dei Monti Prenestini, a pochi chilometri da Roma, entrano nel momento di massima generosità, regalando uno dei frutti più pregiati e tutelati della biodiversità laziale: il Marrone di Cave. Questa straordinaria varietà di castagna, coltivata su terreni vulcanici che ne esaltano la dolcezza e la pastosità della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;arrivo del pieno autunno, i boschi secolari dei Monti Prenestini, a pochi chilometri da Roma, entrano nel momento di massima generosità, regalando uno dei frutti più pregiati e tutelati della biodiversità laziale: il Marrone di Cave. Questa straordinaria varietà di castagna, coltivata su terreni vulcanici che ne esaltano la dolcezza e la pastosità della polpa, rappresenta una vera e propria eccellenza agricola della provincia romana, difesa con orgoglio da una storica comunità di produttori locali che ne tramandano le tecniche di raccolta e selezione manuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In cucina, il Marrone di Cave dimostra un&#8217;eccezionale versatilità che affascina sia i custodi delle ricette tradizionali sia gli chef dell&#8217;alta ristorazione contemporanea. Se nelle piazze dei borghi trionfano le classiche caldarroste cotte sui bracieri, le tavole delle osterie locali propongono abbinamenti raffinati: dalle vellutate di zucca castagna e fungo porcino, agli spezzatini di cinghiale impreziositi da frutti glassati, fino ai celebri &#8220;marron glacé&#8221; artigianali e alle confetture invernali. Ogni piatto trova il suo ideale completamento nei vini rossi strutturati del territorio, capaci di reggere la dolcezza e la complessità aromatica del frutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La valorizzazione di questa filiera corta non è soltanto una celebrazione del gusto, ma costituisce un tassello cruciale per l&#8217;economia e la tutela del paesaggio dei piccoli comuni dei Monti Prenestini. Creando un legame indissolubile tra la salvaguardia dei castagneti storici e il turismo enogastronomico del fine settimana, il territorio riesce a promuovere un modello di sviluppo rurale sostenibile, in grado di offrire nuove opportunità lavorative ai giovani agricoltori e di mantenere vive le radici culturali della tradizione contadina del Lazio.</p>



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</ul><p>The post <a href="https://ilgiornaledellazio.it/il-marrone-di-cave-e-i-frutti-del-sottobosco-loro-autunnale-dei-monti-prenestini-che-conquista-la-tavola/">Il Marrone di Cave e i frutti del sottobosco: l’oro autunnale dei Monti Prenestini che conquista la tavola</a> first appeared on <a href="https://ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>PECORINO ROMANO DOP: L’ECCELLENZA DELLA PASTORIZIA LAZIALE TRA STORIA MILLENARIA E RECORD DI ESPORTAZIONI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 15:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I SAPORI DELLA TERRA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il re dei formaggi da grattugia consolida la sua leadership agroalimentare: un viaggio che unisce le antiche tecniche di salatura dei pastori della Campagna Romana alle tavole dei mercati globali. Nato oltre duemila anni fa per costituire la razione quotidiana di sostentamento dei legionari romani grazie alla sua straordinaria capacità di conservazione, il Pecorino Romano [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://ilgiornaledellazio.it/pecorino-romano-dop-leccellenza-della-pastorizia-laziale-tra-storia-millenaria-e-record-di-esportazioni/">PECORINO ROMANO DOP: L’ECCELLENZA DELLA PASTORIZIA LAZIALE TRA STORIA MILLENARIA E RECORD DI ESPORTAZIONI</a> first appeared on <a href="https://ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Il re dei formaggi da grattugia consolida la sua leadership agroalimentare: un viaggio che unisce le antiche tecniche di salatura dei pastori della Campagna Romana alle tavole dei mercati globali.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato oltre duemila anni fa per costituire la razione quotidiana di sostentamento dei legionari romani grazie alla sua straordinaria capacità di conservazione, il <strong>Pecorino Romano DOP</strong> si conferma oggi uno dei prodotti agroalimentari <em>Made in Italy</em> più esportati e apprezzati in assoluto nel mondo. Questo formaggio a pasta dura, cotta e intensamente aromatica, rappresenta un pilastro insostituibile per l’economia zootecnica regionale, custodendo un disciplinare rigoroso che tutela l&#8217;intera filiera produttiva: dalla mungitura di latte rigorosamente di pecora fino alle complesse e storiche fasi di stagionatura e salatura a mano. [<a href="http://www.ilgiornaledellazio.it/#:~:text=ROMA%20%E2%80%94%20Un'eccellenza%20che%20affonda,prodotti%20agroalimentari%20pi%C3%B9%20esportati%20e">1</a>]</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo contemporaneo del Pecorino Romano DOP non risiede solo nella sua insostituibile centralità nei piatti cardine della tradizione culinaria laziale, ma nella sua straordinaria capacità di penetrazione commerciale nei mercati esteri, a partire dal Nord America fino alle nuove frontiere dell&#8217;Estremo Oriente. Nonostante le fluttuazioni dei costi legati alle materie prime in campo agricolo, il consorzio e i produttori locali continuano a puntare fermamente sulla tracciabilità totale e sulla lotta alla contraffazione alimentare. Salvaguardare questo formaggio millenario significa non solo proteggere un fatturato d’eccellenza, ma tutelare il paesaggio rurale dei pascoli laziali e il sapere antico dei maestri casari che si tramanda immutato di generazione in generazione.</p><p>The post <a href="https://ilgiornaledellazio.it/pecorino-romano-dop-leccellenza-della-pastorizia-laziale-tra-storia-millenaria-e-record-di-esportazioni/">PECORINO ROMANO DOP: L’ECCELLENZA DELLA PASTORIZIA LAZIALE TRA STORIA MILLENARIA E RECORD DI ESPORTAZIONI</a> first appeared on <a href="https://ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>AUTUNNO NEI BORGHI DEL LAZIO: AL VIA LA STAGIONE DELLE SAGRE TRA CASTAGNE E FOLKLORE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 15:41:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I SAPORI DELLA TERRA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Latera ai comuni della Sabina, i fine settimana di ottobre e novembre riaccendono i riflettori sul turismo di prossimità alla riscoperta delle antiche tradizioni enogastronomiche regionali. Con l’arrivo dei primi freddi autunnali, i piccoli borghi della regione Lazio si preparano a rivivere la loro stagione più magica, inaugurando quel fitto calendario di appuntamenti enogastronomici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>Da Latera ai comuni della Sabina, i fine settimana di ottobre e novembre riaccendono i riflettori sul turismo di prossimità alla riscoperta delle antiche tradizioni enogastronomiche regionali.</em><br><br>Con l’arrivo dei primi freddi autunnali, i piccoli borghi della regione Lazio si preparano a rivivere la loro stagione più magica, inaugurando quel fitto calendario di appuntamenti enogastronomici che celebra l&#8217;autenticità dei sapori locali. Ad aprire la scia delle manifestazioni più attese è la storica <strong>Sagra del Marrone di Latera</strong>, che quest&#8217;anno taglia il prestigioso traguardo della sua <strong>40ª edizione</strong>, dando ufficialmente il via a un lungo fine settimana di festa che coinvolgerà l&#8217;intera provincia di Viterbo, estendendosi progressivamente ai territori di Roma, Rieti e Frosinone. Al centro delle celebrazioni c&#8217;è la castagna, un frutto simbolo della cultura contadina che oggi si trasforma in un potente strumento di marketing territoriale e attrazione turistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’accensione dei tradizionali bracieri nelle piazze storiche non rappresenta solo un&#8217;occasione per degustare caldarroste fumanti e specialità della cucina povera, ma sancisce il ritorno di un folklore antico fatto di musica popolare, rievocazioni e artigianato locale. Questo flusso di turismo di prossimità permette di accendere i riflettori sulla ricchezza dei centri storici medievali, offrendo una boccata d&#8217;ossigeno alle micro-economie locali. Accanto alla festa, le amministrazioni e i produttori locali promuovono una forte campagna di sensibilizzazione: la tutela dei castagneti secolari e la pulizia dei sottoboschi restano infatti passaggi cruciali non solo per garantire la qualità del prodotto, ma per proteggere l&#8217;equilibrio idrogeologico e il patrimonio verde delle aree interne del Lazio.</p><p>The post <a href="https://ilgiornaledellazio.it/autunno-nei-borghi-del-lazio-al-via-la-stagione-delle-sagre-tra-castagne-e-folklore/">AUTUNNO NEI BORGHI DEL LAZIO: AL VIA LA STAGIONE DELLE SAGRE TRA CASTAGNE E FOLKLORE</a> first appeared on <a href="https://ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>IL GUSTO ITALIANO VALICA I CONFINI: AL VIA IL DEBUTTO DEL FESTIVAL DELLA CUCINA IN SVIZZERA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 15:31:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I SAPORI DELLA TERRA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dieci serate interamente dedicate alle eccellenze agroalimentari del nostro Paese, un viaggio culinario che unisce la maestria dell&#8217;alta ristorazione alla storicità della pizza contemporanea. Prenderà ufficialmente il via il prossimo 26 ottobre la prima edizione del Festival della Cucina Italiana in Svizzera, un progetto strategico nato per promuovere oltreconfine l&#8217;autenticità e l&#8217;evoluzione della nostra cultura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Dieci serate interamente dedicate alle eccellenze agroalimentari del nostro Paese, un viaggio culinario che unisce la maestria dell&#8217;alta ristorazione alla storicità della pizza contemporanea. Prenderà ufficialmente il via il prossimo <strong>26 ottobre</strong> la prima edizione del <em>Festival della Cucina Italiana in Svizzera</em>, un progetto strategico nato per promuovere oltreconfine l&#8217;autenticità e l&#8217;evoluzione della nostra cultura gastronomica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione, che si protrarrà fino al <strong>4 novembre 2026</strong>, vedrà la partecipazione di grandi interpreti del gusto e produttori di materie prime d&#8217;eccellenza. L&#8217;obiettivo dell&#8217;iniziativa non è soltanto quello di offrire percorsi sensoriali esclusivi a un pubblico internazionale esigente, ma anche quello di consolidare canali commerciali solidi per il comparto agroalimentare italiano, valorizzando l&#8217;identità territoriale in un contesto di respiro globale. Il countdown è ormai agli sgoccioli e i preparativi sono ultimati per quello che si preannuncia come uno dei principali appuntamenti autunnali dedicati al <em>Made in Italy</em> in terra elvetica.</p><p>The post <a href="https://ilgiornaledellazio.it/il-gusto-italiano-valica-i-confini-al-via-il-debutto-del-festival-della-cucina-in-svizzera/">IL GUSTO ITALIANO VALICA I CONFINI: AL VIA IL DEBUTTO DEL FESTIVAL DELLA CUCINA IN SVIZZERA</a> first appeared on <a href="https://ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>IL CESANESE DEL PIGLIO ALLA SFIDA DEI MERCATI: STORIA E FUTURO DELL&#8217;UNICA DOCG ROSSA DEL LAZIO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 15:29:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I SAPORI DELLA TERRA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Radici profonde che affondano nella storia della viticoltura laziale e uno sguardo fermo rivolto verso l&#8217;internazionalizzazione. Il Cesanese del Piglio DOCG si conferma il baluardo enologico della regione, forte di un primato unico: è infatti l&#8217;unica denominazione a bacca rossa del territorio laziale a potersi fregiare del massimo riconoscimento di tutela e qualità garantita. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Radici profonde che affondano nella storia della viticoltura laziale e uno sguardo fermo rivolto verso l&#8217;internazionalizzazione. Il <strong>Cesanese del Piglio DOCG</strong> si conferma il baluardo enologico della regione, forte di un primato unico: è infatti l&#8217;unica denominazione a bacca rossa del territorio laziale a potersi fregiare del massimo riconoscimento di tutela e qualità garantita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vitigno, che esprime al meglio la complessità minerale e le peculiarità microclimatiche della provincia di Frosinone, sta vivendo una stagione di profondo rilancio. Nonostante le complesse sfide legate ai mutamenti climatici stagionali, i viticoltori locali continuano a puntare sulla qualità e sul legame indissolubile con l&#8217;ambiente d&#8217;origine, rifiutando logiche di produzione massiva. L&#8217;obiettivo condiviso dai produttori e dai consorzi di tutela è chiaro: consolidare il posizionamento del Cesanese nelle carte dei vini dei mercati esteri, trasformando la storicità di questo rosso autoctono in un motore di attrazione economica ed enoturisticamente sostenibile per l&#8217;intera Ciociaria.</p><p>The post <a href="https://ilgiornaledellazio.it/il-cesanese-del-piglio-alla-sfida-dei-mercati-storia-e-futuro-dellunica-docg-rossa-del-lazio/">IL CESANESE DEL PIGLIO ALLA SFIDA DEI MERCATI: STORIA E FUTURO DELL’UNICA DOCG ROSSA DEL LAZIO</a> first appeared on <a href="https://ilgiornaledellazio.it">Il Giornale del Lazio</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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