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Paolo Battaglia La Terra Borgese: Palio di Siena tra Madonne Cattoliche e Cavalli Santi. Ma il coraggio elegante della Mano Rossa?

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Palio di Siena tra Madonne Cattoliche e Cavalli Santi. Ma il coraggio elegante della Mano Rossa?


Giusto per chiarire: un Palio — afferma Paolo Battaglia La terra Borgese — è una competizione tra rioni oppure tra territori adiacenti a un comune. È svolto facendo stremare cavalli o altri animali. Ma esistono pure varianti in cui si compete con barche o altro, come — più onestamente — più coraggiosamente — è nella leggenda della Mano Rossa. Il Palio è dunque stretto parente della Corrida e del Circo con animali. Una bella famiglia, non c’è che dire.

di Paolo Battaglia La Terra Borgese — 19 Agosto 2026

IL PALIO PIÙ NOTO

Il Palio italiano più conosciuto è senz’altro quello senese. Si svolge due volte l’anno: il 2 luglio in onore della Madonna di Provenzano e il 16 agosto in onore dell’Assunta patrona e regina di Siena.

Nel regolamento del Palio di Siena del 1200 — già da allora in occasione della festa di Santa Maria d’Agosto — è prescritto che tutti i cittadini di ogni Contrada rechino il cero in cattedrale «cum hominibus sue contrate». Non lasco, questo anatema suona quasi come un dogma.

“Orsù correte questo palio…” Accanto alla Madonna, un ruolo centrale appartiene a Santa Caterina da Siena e ai protettori storici della città, come potete leggere cliccando qui, e qui. Oltretutto, sia le Contrade che i Fantini e perfino i Cavalli sono patrocinati da innumerevoli santi.

Il Palio di Siena è dunque un profondo rito religioso, e meno civico, in cui la città si unisce sotto la protezione della Vergine Maria.

MA DA UN PUNTO DI VISTA ANIMALISTA: SIAMO BELL’E ROVINATI?

Dal 1970 a oggi, circa 50 cavalli sono morti a causa degli incidenti durante il Palio di Siena o nelle fasi connesse alla manifestazione. E il tema della sicurezza e della mortalità animale solleva da moltissimi anni forti polemiche da parte delle associazioni animaliste, contrapposte alla difesa della tradizione (?) da parte del Comune e dei contradaioli. Leggi qui la storia e l’etologia del cavallo.

SENZA ANIMALI: IL CORAGGIO DELL’ETICA NELLA LEGGENDA DELLA MANO ROSSA

La leggenda della mano rossa si riferisce al mito irlandese della Mano Rossa dell’Ulster (Lámh Dhearg Uladh), antico simbolo che oggi compare anche nella Bandiera dell’Ulster e nei contesti storici legati all’Irlanda del Nord. Due contendenti si sfidarono in una gara a nuoto o in barca per stabilire chi per primo avrebbe toccato la terra dell’Ulster, diventandone così il re legittimo. Un membro del clan degli O’Neill, vedendosi in svantaggio e impossibilitato a raggiungere la riva per primo, decise di tagliarsi la mano destra e di lanciarla sulla spiaggia. Toccando la terra con la mano prima dell’avversario, si aggiudicò il trono a costo del proprio arto. Mica lanciò il Cavallo!

IL CROCIFISSO

Ma a colpire e fare impallidire è quel crocifisso, il crocifisso di Santa Caterina da Siena in quel dipinto del XVII secolo.

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Quel dipinto (autore sconosciuto), conservato al Brooklyn Museum, raffigura Santa Caterina da Siena con un giglio, e nel giglio un crocefisso — intenta a mostrare la stimmata visibile sul dorso della mano sinistra. Santa Caterina da Siena (1347-1380), terziaria domenicana, è riconoscibile dal velo bianco e dall’abito monacale scuro. Si tratta di un Olio su rame di 45 x 38 cm, realizzato tra il 1500 e il 1699, tuttavia attribuito al XVII secolo; e la cui origine geografica potrebbe essere l’Italia, o il Perù (durante il periodo coloniale). L’opera è preziosamente inserita in una sfarzosa cornice in argento goffrato, su anima in legno. Gli storici del museo ipotizzano che la cornice stessa avesse all’epoca un valore economico superiore rispetto al dipinto, a testimonianza della grandissima devozione del proprietario verso la santa. Curiosa foggia del procedere: in passato l’opera era stata erroneamente identificata e descritta come una raffigurazione di Santa Chiara.

ANIMALISMO

Colpisce non poco tutta questa religiosità in uno spettacolo così crudele da essere meticolosamente tanto combattuto con vigore dagli onesti animalisti, e da diversi decenni anche da associazioni come la LAV, l’OIPA e l’IHP, che denunciano la pericolosità della corsa del Palio di Siena. Colpisce come viene così divinamente patrocinata una manifestazione che per alcuni versi è assimilabile, nella mente e in cultura, ai Circhi Equestri.

LE MADONNE E I SANTI E IL CRISTO DEL DIPINTO POTREBBERO ESSERE D’ACCORDO?

Quel crocifisso — per quanto si sa — quel Cristo —, dovrebbe essere Colui che libera l’uomo dal male e dal peccato tramite il suo sacrificio: e maltrattare gli animali è indubbiamente considerato un peccato dalla dottrina e dalla morale cristiana.

Non basta: è pure un reato punito dalla legge italiana, se pur con una artistica “salvacondotta” (con la “a” finale).

Il riferimento normativo principale è l’articolo 544-ter del Codice Penale, che punisce infatti il maltrattamento diretto (lesioni, sevizie o fatiche insopportabili per l’etologia dell’animale), e si affianca all’articolo 544-quater che vieta specificamente gli spettacoli e le manifestazioni violenti o oltraggiosi verso gli animali. Ma c’è anche una sorpresa: è la deroga culturo-storica che ha escluso l’applicabilità delle norme penali nei confronti di manifestazioni tradizionali locali (come alcune feste o palii) autorizzate o riconosciute; ed è questo un tema spesso al centro di dibattiti giuridici e giurisprudenziali sulla tutela del benessere animale rispetto alle tradizioni.

Sembrerebbe tutto questo un curioso esercizio di acrobazia dialettica e religiosa. Ma davanti alla sofferenza non dovrebbero essere gli steccati delle appartenenze a impedire il rispetto degli animali diversi dall’uomo.

E in ogni caso, in generale, in ogni ambito, prima ancora delle leggi, a fare la fortuna degli sfruttatori sono i loro clienti senza etica, e sino a che «Dio ci ha dato il “dominio” sugli altri animali» ci sarà sempre qualcunodella cui debolezza intellettuale sono convinto — pronto a giustificare le proprie cattiverie con l’uso improprio di versetti, perdendo di vista la fede nel suo messaggio fondamentale, il messaggio dell’amore; sì perché costui non si rende davvero conto dove il suo dominio debba riflettere il governo di Dio, che non significa distruzione o sfruttamento selvaggio, ma cura, protezione e saggia amministrazione: Dio non si divertirebbe affatto davanti una corsa di cavalli stremati dall’uomo e non mangerebbe lumache e aragoste dopo averle uccise nell’acqua bollente per puro peccato di gola, non piazzerebbe trappole per volatili indifesi, non si divertirebbe al circo con animali, e non darebbe da leggere orpelli di Bibbie con copertina in pelle di animale e riporti in oro.

Ma è soprattutto con la lettera enciclica Laudato si’ (2015) di papa Francesco, che ci sono stati recentemente degli sviluppi nell’ambito che stiamo considerando: «Oggi la Chiesa non dice in maniera semplicistica che le altre creature sono completamente subordinate al bene dell’essere umano, come se non avessero un valore in se stesse e noi potessimo disporne a piacimento» (LS 69).

Paolo Battaglia La Terra Borgese