Sergio, caposquadra dei vigili del fuoco, racconta il salvataggio di Gianluca, rimasto sospeso a 30 metri d’altezza tra le macerie
ROMA โ Sono le 11:36 del 14 agosto 2018, un assolato giorno dโestate, quando improvvisamente lโintero sistema bilanciato della pila 9 del viadotto Polcevera sullโA10 di Genova, piรน noto come ponte Morandi, collassa, provocando il crollo della struttura. Un tratto di carreggiata lungo circa 200 metri precipita nel vuoto da unโaltezza di oltre 40 metri, travolgendo le zone sottostanti. Al momento del crollo, sul viadotto transitavano decine di veicoli. Il bilancio finale รจ di 43 morti e 566 sfollati.
Eย 8 anni dopo, il ricordo รจ ancora vivo. Il pensiero del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco sui social รจ rivolto alleย vittime del ponte Morandi.Sergio, caposquadra dei vigili del fuoco, racconta il salvataggio di Gianluca, rimasto sospeso a 30 metri dโaltezza tra le macerie: โHo sentito la notizia, a cui allโinizio non potevamo credere, lo scenario era veramente drammatico perchรฉ non cโera piรน un ponte, sembrava fosse caduta una bomba. Ci hanno indirizzato subito su un intervento per cui ci avevano chiamato. Cโera questoย furgone incastrato, appeso su un cavalletto del ponte. Siamo arrivati, abbiamo raggiuntoย Gianlucaย e lรฌ si รจ valutato come portarlo via. Abbiamo optato per lโevacuazione tramite il triangolo di evacuazione. Riusciti a metterlo, lโabbiamo calato giรน fino a terra, dove cโerano gli altri colleghi e i sanitari che lโhanno subito preso in curaโ.
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