Pubblico numeroso al Parco Tevere Marconi per Cadenze Letterarie, tra letture, musica, arte e psicologia. Riccardo Ferrero annuncia una nuova tappa a Piazza Vittorio a settembre, prima del rientro a Fiumicino il 24 settembre.
Pubblico numeroso e partecipe venerdì 21 agosto al Parco Tevere Marconi per il terzo appuntamento di Cadenze Letterarie sul Palco. Una serata costruita intorno al libro e capace di allargarsi, davanti alla platea, a letture interpretate, musica dal vivo, pittura, canto e riflessioni sui temi psicologici della narrazione. Il volume è diventato così il punto di incontro tra linguaggi artistici diversi, mantenendo al centro il rapporto diretto con il pubblico.

L’appuntamento è stato seguito con attenzione e accompagnato da applausi nei diversi momenti della serata. Dal palco è arrivata anche una notizia sul futuro del progetto: Riccardo Ferrero ha annunciato una nuova tappa di Cadenze Letterarie a Piazza Vittorio, nel mese di settembre, prima del rientro a Fiumicino il 24 settembre. La data dell’appuntamento romano, al momento, resta ancora da confermare.
L’incontro, ospitato nell’ambito di Notti di Cinema – Parco Tevere Marconi, è stato costruito intorno alla saga Diego Del Cerchio di Nicoletta Caiazzo e, in particolare, al volume Diego Del Cerchio nel Settimo Universo. Il Giornale del Lazio ne aveva anticipato programma e protagonisti nell’articolo di lancio dedicato all’appuntamento del 21 agosto, delineando una formula pensata per mettere in relazione letteratura, musica e arte visiva.
Sul palco, letteratura, musica, psicologia e arte visiva hanno trovato un linguaggio comune. Le pagine di Diego Del Cerchio nel Settimo Universo hanno preso voce nelle interpretazioni, incontrato le note della musica, aperto spazi di riflessione psicologica e trovato nuove forme nelle immagini. Il viaggio di Diego si è così allargato oltre il libro, passando dalle parole ai suoni, dalle emozioni ai colori, senza perdere il racconto come filo conduttore.
Uno dei momenti centrali della serata è stato affidato a Francesca Stajano Briganti, attrice e regista, che ha interpretato due brani scelti dall’opera di Caiazzo: La prima lezione di Sequoia e L’aura.
Ad accompagnare la lettura anche la musica composta da Emanuele Damiani per Diego Del Cerchio. Nicoletta Caiazzo ha raccontato dal palco che il musicista, dopo aver letto il libro, ha creato una colonna sonora diventata nel tempo accompagnamento delle letture e delle presentazioni dedicate alla saga.

Due letture diverse per atmosfera e contenuto. La prima ha aperto il confronto sul rapporto tra apparenza e realtà, sulla protezione e sulla capacità di difendere ciò che per ciascuno rappresenta un valore. L’aura ha spostato invece l’attenzione verso la dimensione più interiore: la percezione delle emozioni, l’empatia e la possibilità di andare oltre ciò che appare immediatamente agli occhi.
L’interpretazione di Stajano Briganti ha ricevuto gli applausi della platea e, secondo quanto riferito dagli organizzatori, parole di apprezzamento anche dopo la conclusione dell’incontro.
La voce dell’attrice non ha però chiuso il significato delle pagine. Al contrario, le letture sono diventate il punto dal quale ripartire per interrogare Nicoletta Caiazzo sulla costruzione del suo universo fantastico, sui personaggi e sui significati che attraversano il viaggio di Diego.
È stata la stessa autrice a sintetizzare in poche parole il senso del dialogo tra i diversi linguaggi della serata: «L’arte è l’anima dell’umanità». Un pensiero poi esteso alla letteratura, alla pittura e alla musica, come forme attraverso le quali esprimere ciò che nasce dalla parte più profonda di ciascuno.

A sviluppare le diverse chiavi di lettura sono intervenuti Sergio Mingrone, scrittore, e Maria Grazia Imbimbo, mental coach, europrogettista e mentore, introducendo alcuni dei temi emersi dalle pagine e aprendo il confronto con l’autrice.
A Mingrone è stato affidato il passaggio legato a La prima lezione di Sequoia, costruito intorno al rapporto tra apparenza e difesa dei propri valori: ciò che sembra fragile può rivelare una forza inattesa quando è chiamato a proteggere ciò che conta. Un terreno vicino anche alla sua esperienza di autore: Mingrone ha scritto un fantasy di prossima pubblicazione.

Maria Grazia Imbimbo ha introdotto invece L’aura, portando l’attenzione sulla luce interiore, sull’empatia e sulla capacità di andare oltre ciò che appare. Nel racconto colori e percezioni diventano il punto di partenza per interrogarsi sulla possibilità di riconoscere le emozioni degli altri.

A serata conclusa, Imbimbo ha allargato la riflessione al significato dello stesso progetto, definendo Cadenze Letterarie non un semplice calendario di eventi, ma «un vero e proprio dispositivo di innovazione sociale e culturale». Nella sua lettura, iniziative di questo tipo possono contribuire a contrastare isolamento relazionale e povertà educativa, creando luoghi fisici nei quali tornare a incontrarsi, ascoltare e partecipare.
«Ciò che crea valore sono le connessioni umane», ha scritto Imbimbo, indicando nella costruzione di reti e nella possibilità di replicare il modello in altri luoghi uno degli sviluppi del progetto. Una prospettiva che lega così il lavoro svolto sul palco alla dimensione della comunità e alla cultura intesa come bene accessibile e condiviso.
A portare il confronto direttamente sul piano emotivo è stata la psicologa clinica Sonia Buscemi. Partendo dalle situazioni proposte da Diego Del Cerchio nel Settimo Universo, Buscemi è entrata nel merito di temi come i confini emotivi, la paura dell’ignoto, il pregiudizio, l’empatia e l’intelligenza emotiva.

Il fantastico è diventato così uno spazio nel quale riconoscere questioni che appartengono anche alla vita quotidiana: il rapporto con ciò che non conosciamo, la difficoltà di andare oltre le prime impressioni e la capacità di percepire gli stati emotivi dell’altro.
Buscemi ha esteso la riflessione anche all’opera realizzata da Salvatore Fazio per Diego Del Cerchio, richiamando riferimenti di matrice junghiana. Nell’immagine convivono infatti elementi contrapposti: luce e oscurità, figure angeliche e presenze demoniache, mondi differenti, percorsi e passaggi da attraversare.
Il commento ha aperto così un ulteriore livello di lettura, quello della dimensione interiore e delle polarità che accompagnano il percorso individuale. Senza togliere al fantasy la sua libertà narrativa, la psicologia ha offerto al pubblico una chiave ulteriore per leggere simboli, paure, relazioni e trasformazioni.
La parola ha lasciato più volte spazio alla musica. Ezio Natale alla chitarra e Valentina Spagnolo al pianoforte hanno eseguito tre composizioni di Ennio Morricone: Playing Love, Canone inverso e il tema di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Le esecuzioni sono state accolte dagli applausi del pubblico.

Non semplici pause tra un intervento e l’altro. Nella costruzione della serata, le tre composizioni hanno trovato corrispondenze con il percorso letterario, psicologico e visivo.
Playing Love ha accompagnato la dimensione più intima, quella del sentimento e della relazione con l’altro. Canone inverso, con il suo intreccio musicale, ha dialogato idealmente con l’idea di percorsi che si incontrano, si allontanano e tornano a rispondersi, richiamando il viaggio di Diego tra mondi, incontri e trasformazioni. La tensione di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto ha riportato invece verso l’incertezza, l’inquietudine e il confronto con ciò che ancora non si conosce.
Musica, letteratura e psicologia hanno così attraversato territori simili utilizzando linguaggi differenti, mentre le immagini hanno aggiunto un ulteriore piano al racconto.
È qui che il lavoro del maestro Salvatore Fazio ha assunto un ruolo centrale. Per l’occasione l’artista ha realizzato un’opera ispirata all’universo di Diego Del Cerchio, presentandone al pubblico contenuti e riferimenti al libro di Nicoletta Caiazzo. Diego e il suo inseparabile cagnolino entrano in un percorso popolato da universi, libri, pianeti, porte, orologi e figure fantastiche.

Il lavoro non è rimasto una scenografia alle spalle dei protagonisti, ma è entrato direttamente nel racconto come interpretazione visiva della materia letteraria. Ciò che il libro affida alle parole è stato rielaborato attraverso immagini, simboli e contrasti.
Sul lavoro di Fazio è intervenuto anche Giorgio Federico Zela, artista e pittore, che ha commentato l’opera e la costruzione visiva attraverso cui Fazio ha reinterpretato il mondo di Diego Del Cerchio. La sua presenza ha aggiunto così lo sguardo di un altro artista al confronto già aperto tra pagina scritta, interpretazione e psicologia.
Fazio ha inoltre consegnato a Dino Tropea un’opera dal titolo Ombre e luci di un cammino, che riprende temi e suggestioni dell’omonimo libro di Tropea. Nel lavoro convivono zone oscure e aperture luminose, il tempo, il viaggio, pensieri e ricordi: elementi ricondotti all’idea di un cammino fatto di passaggi, esperienze e contrasti.

La serata ha riservato anche un colpo di scena, un momento ulteriore rispetto alla struttura inizialmente prevista. Donato Leoni, tenore, attore, regista e fotografo, si è unito al percorso di Cadenze Letterarie portando sul palco la propria voce.

Leoni ha interpretato a cappella Parlami d’amore Mariù, senza accompagnamento strumentale. Il canto ha aggiunto un altro linguaggio a quelli già attraversati durante l’incontro ed è stato accolto dagli applausi della platea.
La sua partecipazione segna anche l’ingresso di una nuova presenza artistica nel percorso di Cadenze Letterarie, che proprio nella contaminazione tra competenze differenti trova uno degli elementi caratterizzanti della propria formula.
In platea era presente anche Roberta Bobbi, attrice, autrice e regista, legata professionalmente a Francesca Stajano Briganti da precedenti esperienze artistiche condivise. Una presenza tra il pubblico, distinta quindi dagli interventi dei protagonisti della serata.
A ideare, curare e condurre Cadenze Letterarie è stato Dino Tropea, accompagnando il passaggio tra letture, interventi dei relatori, dialogo con Nicoletta Caiazzo, musica, canto e arti visive. Nel corso della serata Tropea ha annunciato anche la nascita della Wiki di Cadenze Letterarie, presentata al pubblico attraverso volantini dedicati: uno spazio digitale pensato per raccogliere e conservare la memoria del progetto, dei suoi protagonisti e delle tappe che ne stanno costruendo il percorso.
Un cammino che, però, non appartiene a una sola persona. Cadenze Letterarie cresce grazie alla disponibilità, alla sensibilità e alla generosità di chi sceglie di mettere competenze e linguaggi differenti al servizio di un’esperienza condivisa. Da qui la gratitudine verso artisti, autori, relatori, collaboratori e pubblico: presenze diverse che, incontro dopo incontro, danno forma e continuità al progetto.
Accanto a ciò che è avvenuto sul palco va ricordato anche il lavoro necessario dietro le quinte: Ugo Mangini ha curato la fonica, assicurando il supporto tecnico ai diversi momenti dell’incontro.A raccontare la serata attraverso le immagini è stato invece Giorgio Algherini, i suoi bellissimi scatti hanno seguito protagonisti e pubblico, fermando letture, musica, interventi e opere d’arte e restituendo anche visivamente la partecipazione che ha accompagnato l’appuntamento fino alla sera.









La risposta della platea è stata uno degli elementi più evidenti dell’appuntamento: un pubblico numeroso, attento e partecipe ha seguito i diversi momenti della serata, come documentano anche le immagini dell’evento. A restituire il clima dell’incontro è stata, alla fine, anche una spettatrice che, salutando, ha sintetizzato la propria impressione in poche parole: «Il tempo è volato». Una frase semplice, ma capace di raccontare l’attenzione con cui la platea ha seguito il susseguirsi di letture, musica, riflessioni e immagini.
A chiudere idealmente il cerchio è arrivato l’intervento in apertura di Riccardo Ferrero, regista, sceneggiatore e direttore dell’Arena Marconi. Ferrero ha annunciato la prosecuzione di Notti di Cinema a Piazza Vittorio e ha anticipato una nuova serata dedicata a Cadenze Letterarie nella prima metà di settembre.
La tappa di Piazza Vittorio arriverà prima del rientro di Cadenze Letterarie a Fiumicino, previsto per il 24 settembre.
Le tre serate al Parco Tevere Marconi hanno segnato un crescendo di partecipazione ed emozioni, accompagnando il progetto verso una fisionomia sempre più riconoscibile. Il libro resta il punto di partenza, ma intorno alle pagine si incontrano voci, musica, psicologia, arti visive e pubblico, ciascuno con il proprio linguaggio.
Ora il percorso guarda alla nuova tappa annunciata a Piazza Vittorio, prima del ritorno a Fiumicino il 24 settembre. Un passaggio che chiude il ciclo sul Tevere, ma apre già il capitolo successivo di Cadenze Letterarie.

