
Un omaggio ai doni spontanei della nostra montagna: dalla raccolta nei boschi alle ricette della tradizione che scaldano i mesi più freddi.
Quando l’aria comincia a farsi frizzante e il paesaggio si tinge delle calde sfumature del foliage, i boschi e le faggete delle nostre montagne tornano a essere protagonisti indiscussi della tradizione. È la stagione in cui la terra offre generosamente i suoi frutti più selvatici e autentici, raccolti con pazienza e rispetto per l’ambiente secondo antichi saperi.

La castagna, da sempre considerata il “pane dei poveri”, rappresenta l’emblema storico di questo legame profondo con il territorio montano. Utilizzate per zuppe rustiche, arrostite nelle caldarroste o macinate per ottenere una farina dolce dal profumo inconfondibile, le castagne raccontano storie di fatiche antiche e di una cucina povera ma ricca di ingegno. Accanto ad esse, i funghi raccolti nei sottoboschi regalano note di sapore uniche, capaci di trasformare piatti semplici in vere e proprie esperienze gourmet.
Riscoprire questi prodotti significa valorizzare il patrimonio naturalistico e boschivo della nostra regione, difendendo una biodiversità che sa resistere al tempo. Gustare i sapori del bosco significa portare in tavola l’essenza più vera e incontaminata della nostra terra.


