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La Giunta Felli smentisce se stessa, niente gara per “l’impianto sportivo G.Fraiegari”, ma i tecnici dicono NO

Piglio, Dalla promessa della gara pubblica resa in aula nel 2025 all’affidamento diretto decennale per l’ASD Piglio -Scalambra

Non si tratta più soltanto di una divergenza procedimentale o di una spaccatura burocratica. Nel caso della gestione del centro sportivo comunale “Gianni Fraiegari”, la distanza tra le dichiarazioni ufficiali rese ai cittadini e gli atti concreti compiuti dalla Giunta guidata dal Sindaco Mario Felli assume ora i contorni di una vera e propria falsità sul piano politico-amministrativo, accompagnata da un profondo cortocircuito interno isolato e formalizzato dagli organi di garanzia dell’Ente. Per comprendere la gravità di quanto sta accadendo, occorre rileggere il verbale del Consiglio Comunale straordinario del 3 ottobre 2025. In quell’occasione, il Sindaco Felli motivò l’assegnazione provvisoria di 9 mesi all’ASD Piglio Scalambra Serrone (secondo dei criteri sconosciuti), confermando pubblicamente che vi erano anche delle manifestazioni d’interesse di ben quattro società sportive presentate perfino prima dell’assegnataria: ASD Anagni Frassati (23 luglio 2025), ASD Piglio-Scalambra Serrone (28 luglio 2025), Accademia Calcio Fiuggi (5 agosto 2025), ASD Atletico Piglio (13 settembre 2025). Davanti al Consiglio e alla cittadinanza, il primo cittadino garantì solennemente due concetti: L’affidamento era unicamente una pezza temporanea di 9 mesi per evitare la chiusura del campo; Allo scadere, l’impianto sarebbe stato riassegnato mediante una regolare ed equa gara ad evidenza pubblica, aperta a tutti i soggetti interessati. Quella gara pubblica non è mai stata indetta. Meno di un anno dopo, con la Delibera di Giunta n. 70 del 3 agosto 2026, lo stesso Sindaco e i suoi assessori hanno ribaltato la propria promessa, blindando l’impianto e concedendolo in affidamento diretto e gratuito per ben 10 anni (2026-2036) alla medesima associazione, l’ASD Piglio Scalambra Serrone. Un voltafaccia che cancella con un colpo di spugna i diritti delle altre tre società del territorio, le quali avevano legittimamente confidato nel bando pubblico annunciato in aula. A rendere esplosivo il quadro non è solo la condotta politica dell’esecutivo, ma la presa di posizione netta e convergente della struttura burocratica dell’Ente, che ha preso formalmente le distanze dall’operato della Giunta. La Responsabile dell’Ufficio Tecnico  l’Architetto Lucia Lolli, ha espresso un motivato PARERE CONTRARIO, evidenziando tre violazioni insuperabili: L’elusione del vincolo consiliare, in quanto la Giunta ha scavalcato la delibera dell’organo sovrano (il Consiglio Comunale) che imponeva la gara. La lesione della concorrenza, considerando l’affidamento diretto ex art. 5 D.Lgs. 38/2021 è una deroga eccezionale ammessa solo in assenza di altri soggetti interessati. La presenza accertata di più istanze rende l’assegnazione diretta un chiaro abuso delle regole di mercato e del Codice dei Contratti (D.Lgs. 36/2023). Un Piano Economico-Finanziario (PEF) illegittimo, infatti la proposta è priva della stima dei ricavi e della verifica di sostenibilità economico-finanziaria prescritte dalla legge, camuffando spese di ordinaria gestione (oltre il 56% del totale) per finti investimenti di rigenerazione. Inoltre, il richiamo del Segretario Comunale appesantisce la posizione della Giunta, mediante la nota formale (prot. n. 7024 del 30/07/2026) della Dott.ssa Sabrina Urbano. Nell’esercizio delle sue funzioni di assistenza giuridico-amministrativa, la Dott.ssa Urbano ha richiamato ufficialmente la Giunta sull’opportunità e la gravità dei rilievi mossi dall’Ufficio Tecnico. Ciononostante, l’esecutivo Felli ha deciso di forzare la mano e procedere ugualmente, ignorando l’avviso dei propri tecnici di riferimento. Aver forzato l’approvazione del provvedimento ignorando i visti negativi degli organi interni lascia sul campo una ferita che va ben oltre la singola delibera. La vicenda dell’impianto “Gianni Fraiegari” si trasforma così in una questione di coerenza e trasparenza amministrativa: la promessa solenne di una gara pubblica, sbandierata di fronte al Consiglio e alla cittadinanza come garanzia di equità, cede il passo a una gestione chiusa che penalizza le altre realtà sportive del territorio. In gioco non c’è solo il destino di un campo da calcio, ma la credibilità stessa dell’azione di governo della Giunta del Sindaco Mario Felli e il rapporto di fiducia tra le istituzioni locali e la comunità di Piglio.

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