Il calcio italiano vive da tempo in un limbo emotivo, sospeso tra il dramma storico della terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali e la necessità impellente di rifondare un giocattolo che si era rotto. Eppure, il calcio non aspetta. La risposta più forte, in questo senso, è arrivata nella serata del 28 settembre 2026, sotto la pioggia battente di Bursa. Il 4-1 rifilato alla Turchia nella seconda giornata di UEFA Nations League non cancella le ferite del passato, ma traccia una linea netta sul foglio bianco del futuro azzurro.
La spavalderia dei debuttanti
Dopo il preoccupante debutto stagionale contro il Belgio (uno 0-2 casalingo che aveva riacceso i vecchi fantasmi), il ct Roberto Mancini, tornato alla guida per tentare l’ennesima ricostruzione calcistica, ha compiuto una scelta forte: via i senatori stanchi, spazio alla Generazione Z.
A Bursa si è vista un’Italia sfacciata, trascinata da tre esordienti dal primo minuto. Il simbolo di questa mini-rivoluzione è la famiglia Esposito: con il debutto di Sebastiano accanto al fratello Pio Esposito (autore del definitivo poker azzurro), la Nazionale ritrova freschezza e imprevedibilità. A sbloccare la gara ci ha pensato la solidità di Alessandro Bastoni, seguito dai gol di Davide Frattesi e dal sigillo dell’esordiente Michael Kayode. Non era facile imporsi con tale autorevolezza in trasferta, ma la risposta del gruppo è stata coesa e di carattere.
Verso lo Stade de France
La classifica del Gruppo A di Nations League vede ora l’Italia al terzo posto a quota 3 punti, dietro a Belgio e Francia. Il vero esame di maturità per questo nuovo ciclo è però dietro l’angolo. Venerdì 2 ottobre 2026, gli azzurri scenderanno in campo allo Stade de France di Saint-Denis per sfidare i transalpini.
Quella contro la Francia non sarà una partita come le altre. Rappresenterà il termometro ideale per capire se i quattro gol segnati in Turchia siano stati l’exploit isolato di una notte di pioggia o se, finalmente, i giovani talenti italiani stiano trovando una struttura tattica e mentale in grado di supportarli ad alti livelli. Il percorso di rinascita è lungo e tortuoso, ma la strada del coraggio sembra essere l’unica percorribile.
