RIETI / ROMA – Si accende il campanello d’allarme per la qualità delle acque interne del Lazio. Gli ultimi campionamenti scientifici effettuati nei principali bacini lacustri della regione – con monitoraggi specifici che hanno interessato il Lago di Bracciano, il Lago di Bolsena e i bacini del Turano e del Salto nel Reatino – hanno evidenziato una presenza preoccupante di microparticelle plastiche in sospensione, una minaccia silenziosa che mette a rischio i delicati ecosistemi acquatici.
I dati raccolti dai biologi e dai laboratori regionali indicano che la causa principale del fenomeno è legata all’abbandono dei rifiuti lungo le sponde, unito al mancato filtraggio ottimale delle acque reflue e piovane nei comuni limitrofi. Le microplastiche, frammenti invisibili a occhio nudo inferiori ai 5 millimetri, tendono ad accumularsi nei fondali e a entrare direttamente nella catena alimentare della fauna ittica locale.
I sindaci e le comunità dei territori coinvolti stanno studiando contromisure urgenti. Il nuovo piano straordinario per l’ambiente prevede l’installazione di barriere acchiappa-plastica alle foci dei principali emissari e il potenziamento dei sistemi di depurazione comunali. Inoltre, verranno avviate campagne straordinarie di pulizia subacquea e delle spiagge con il coinvolgimento attivo dei volontari e delle scuole.
«Proteggere la salute dei nostri laghi significa difendere una risorsa naturale inestimabile e tutelare l’economia turistica di decine di borghi», spiegano i coordinatori del progetto ecologico, che puntano a riportare i parametri delle acque entro i livelli ottimali prima della prossima stagione primaverile.

