L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (ANSFISA) ha disposto l’installazione obbligatoria di dispositivi di vigilanza attiva, il noto sistema “uomo morto”, su tutto il materiale rotabile tranviario in esercizio sul territorio nazionale. La decisione nasce dalla necessità di uniformare standard di sicurezza finora eccessivamente eterogenei.
Il provvedimento si inserisce nel quadro degli obblighi di tutela della salute e della sicurezza previsti dal D.Lgs. 81/2008. L’obiettivo è mitigare i rischi legati a malori improvvisi del personale alla guida, eventi che, in assenza di sistemi di blocco automatico, possono trasformarsi in tragedie. Il drammatico deragliamento avvenuto a Milano nel febbraio 2026, che ha causato vittime e numerosi feriti, ha reso imprescindibile l’adozione di tecnologie capaci di intervenire prontamente in caso di perdita di controllo del conducente.
Gli esercenti dovranno presentare i progetti di adeguamento, corredati da analisi dei rischi, entro il 30 settembre 2026. La direttiva non ammette deroghe: la salvaguardia dei passeggeri e dei lavoratori deve prevalere anche sulla tutela del valore storico delle vetture d’epoca ancora in servizio. L’attuazione di questa misura rappresenta un passo decisivo verso una rete di trasporto pubblico nazionale più resiliente, sicura e omogenea.
Pietro Serbassi, Segretario generale FAST Confsal













