Con l’avvicinarsi della fine dell’anno e la discussione dei provvedimenti in materia fiscale, il tema della detassazione della tredicesima mensilità per i redditi medio-bassi si impone al centro del dibattito economico e sociale. Se da un lato l’obiettivo dichiarato è quello di alleggerire il carico IRPEF per offrire maggiore liquidità alle famiglie a basso reddito nel periodo natalizio, dall’altro l’adozione di un tetto reddituale solleva accese polemiche sul principio di uguaglianza e sulla tutela del ceto medio.
Di seguito un’analisi dettagliata su come funziona la tassazione ordinaria della mensilità aggiuntiva, le simulazioni pratiche dell’impatto in busta paga e una riflessione critica sul confine tra sostegno sociale e disparità di trattamento.
1. Perché oggi la tredicesima è “più magra” dello stipendio ordinario?
Molti lavoratori dipendenti riscontrano annualmente che la tredicesima netta risulta sensibilmente inferiore rispetto allo stipendio mensile ordinario. Questa differenza è legata alle regole del nostro sistema fiscale:
- Assenza di detrazioni e bonus mensili: Sulla tredicesima non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente, le detrazioni per carichi di famiglia né l’eventuale trattamento integrativo in busta paga.
- Tassazione a aliquota marginale: L
- Ipotesi al 15%: Scenario intermedio, allineato alle aliquote già applicate ad altre forme di premio o lavoro straordinario.
3. Simulazioni pratiche: quanto si guadagna in più?
Di seguito le simulazioni calcolate su un lavoratore dipendente con 12 mesi di maturazione, al netto della contribuzione previdenziale ordinaria (9,19%) e prima delle addizionali regionali e comunali.
Nota di calcolo a titolo d’esempio:
- Su una retribuzione di 20.000 € lordi annui, la tredicesima lorda è pari a circa 1.538 €.
- Detratti i contributi INPS (9,19%, pari a circa 141 €), l’imponibile fiscale è di 1.397 €.
- Con l’IRPEF standard al 23%, il netto corrisponde a 1.076 €.
- Con la Flat Tax al 10%, la trattenuta scende a soli 140 €, portando il netto a 1.257 € (con un beneficio diretto di 181 €).
4. Il nodo del contendere: Sostegno sociale o Discriminazione Fiscale?
Nonostante l’effetto positivo sulle tasche dei beneficiari, l’introduzione di tetti rigidi di reddito (es. 28.000 € di RAL) riaccende una questione cruciale: dove finisce l’equità sociale e dove inizia la discriminazione fiscale?
Il punto di vista di chi denuncia la discriminazione
La critica principale risiede nel cosiddetto “scalino fiscale”. Un lavoratore con una RAL di 28.001 euro viene completamente escluso dal beneficio, finendo per ricevere una tredicesima netta inferiore a quella di un collega con un reddito lordo più basso.
Inoltre, molti evidenziano che la fascia di reddito compresa tra i 28.000 e i 35.000 euro annuali non può essere considerata “ricca”, specialmente a fronte dell’aumento del costo della vita. Escludere il ceto medio dipendente — che già sostiene la maggior parte del gettito IRPEF nazionale — rischia di penalizzare chi contribuisce regolarmente alle casse dello Stato senza mai accedere a bonus o sconti dedicati.
La posizione del legislatore e il principio di progressività
Dal lato opposto, le scelte di politica fiscale guidate da vincoli di bilancio tendono a privilegiare la giustizia distributiva. Quando le risorse disponibili sono limitate, l’obiettivo dichiarato dal Governo è concentrare gli aiuti sulle fasce più vulnerabili per garantire un impatto reale sul potere d’acquisto. Spalmare la stessa cifra su tutti i contribuenti senza distinzioni di reddito porterebbe a un beneficio irrisorio e impercettibile per il singolo lavoratore.
5. Conclusioni: verso un sistema più equilibrato?
La misura della detassazione parziale rappresenta un sollievo immediato per le fasce a basso reddito, ma riporta d’attualità l’esigenza di una riforma fiscale organica e strutturale. Per evitare sperequazioni tra lavoratori e il senso di discriminazione verso il ceto medio, la sfida futura sarà quella di ridurre la pressione fiscale generale su stipendi e mensilità aggiuntive tramite un ridisegno delle aliquote ordinarie, garantendo al contempo sostenibilità finanziaria ed equità per tutti i cittadini.
a cura del Cav. Dr. Piero Fusaglia
Direttore Responsabile

