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TUMORE AL SENO, MIELE (LEGA): “DA LATINA A VENEZIA PER RAFFORZARE PREVENZIONE, RICERCA E ACCESSO EQUO ALLE CURE”

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Foto dal sito istituzionale

Roma, 11 set. – “Dopo l’esperienza di WE BREAST a Latina, dove abbiamo sottolineato il valore della sinergia tra medicina, arte, associazioni e territorio, ho partecipato a Venezia alle iniziative promosse insieme all’Intergruppo parlamentare Nuove Frontiere Terapeutiche del Tumore alla Mammella, con l’obiettivo di rafforzare un messaggio fondamentale: prevenzione, ricerca e qualità della cura sono strumenti essenziali per tutelare la vita”.

Lo dichiara la deputata della Lega Giovanna Miele.

“Abbiamo voluto sensibilizzare ancora una volta sull’importanza degli screening, della diagnosi precoce e di una presa in carico tempestiva e multidisciplinare della paziente. In questo percorso ho portato la Breast Unit di Latina come esempio concreto e virtuoso di come il lavoro in rete tra professionisti sanitari, strutture e associazioni delle pazienti possa tradursi in risultati importanti, capacità di cura e speranza per centinaia di donne. La provincia di Latina ha ottenuto risultati positivi e questo lavoro deve essere sostenuto, consolidato e ulteriormente valorizzato. L’esperienza della Breast Unit dimostra che, quando sanità, territorio, associazioni e istituzioni lavorano nella stessa direzione, è possibile offrire alle pazienti un percorso di cura più efficace, più umano e più completo. Accanto alla prevenzione è fondamentale continuare a investire nella ricerca, perché l’innovazione scientifica e terapeutica consente diagnosi sempre più precise, trattamenti più efficaci e nuove possibilità di cura. Ma l’innovazione ha davvero valore solo se diventa accessibile a tutte: dobbiamo lavorare affinché ogni donna, indipendentemente dal luogo in cui vive o dalla propria condizione economica e sociale, possa avere accesso equo e tempestivo alle migliori cure disponibili. Dal confronto di Venezia è emerso inoltre un altro aspetto centrale: curare una donna non significa occuparsi soltanto della malattia. È necessario prestare sempre maggiore attenzione al benessere psicologico, fisico ed emotivo, puntando alla presenza stabile dello psico-oncologo all’interno dei percorsi di cura e affrontando con maggiore sensibilità anche tutti quegli aspetti che riguardano l’intimità, la femminilità e la qualità della vita durante e dopo le terapie. Il nostro impegno deve essere quello di accompagnare ogni donna in tutte le fasi del percorso oncologico: dalla prevenzione alla diagnosi, dalla ricerca alle terapie, fino al ritorno alla vita quotidiana. Salvare una vita significa anche garantire pari opportunità di cura, dignità, serenità e futuro”, conclude Miele.