Home CRONACA GIUDIZIARIA RAPINARONO TRE UFFICI POSTALI TRA IL 2023 ED IL 2024

RAPINARONO TRE UFFICI POSTALI TRA IL 2023 ED IL 2024

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ESEGUITA DALLA POLIZIA DI STATO UN’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE PER DUE COMPLICI “SPECIALISTI”. INDAGINI COORDINATE DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA

All’esito di un’articolata indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, per una serie di rapine messe a segno con tecniche analoghe ai danni di uffici postali, la Polizia di Stato ha chiuso il cerchio intorno ad un cinquantaduenne catanese ed un sessantottenne romano, già detenuti per altri reati. I due complici sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma per tre distinte rapine commesse tra l’anno 2023 ed il 2024.

Legati da un rapporto di amicizia consolidato nel tempo e da una collaudata complicità operativa, come emerge dagli elementi raccolti e richiamati nell’ordinanza eseguita nella mattinata odierna, i due indagati sono ritenuti coinvolti in almeno tre episodi di rapina.

Tra il 2023 e il 2024, la Polizia di Stato ha condotto una complessa attività investigativa sul territorio della provincia di Roma in relazione ad una serie di rapine -tentate e consumate- ai danni di uffici postali che, pur verificandosi in contesti differenti, presentavano significative analogie nelle modalità esecutive.

Le azioni delittuose venivano generalmente perpetrate nelle prime ore di apertura degli sportelli da uno o due soggetti che, al fine di ostacolare ogni possibile identificazione, curavano attentamente il proprio travestimento, coprendo gli elementi somatici maggiormente riconoscibili.

Tra gli espedienti adottati con maggiore frequenza, figura quello di presentarsi come addetto di un supermercato, indossando un lungo camice bianco recante il marchio di una nota catena della grande distribuzione, completato dal caratteristico copricapo, dauna mascherina chirurgica e da occhiali da sole. In altri casi, invece, uno degli autori assumeva l’aspetto di un giovane cliente, utilizzando vistose cuffie audio, tipicamente associate al mondo giovanile e sportivo, nel tentativo di eludere l’attenzione e rendere più difficoltoso il riconoscimento.

Gli episodi si sarebbero consumati nei quartieri di Casal dè pazzi, Gregorio VII e Conca d’Oro. È stata quest’ultima circostanza a dare una svolta decisiva anche alle indagini sulle precedenti: in quell’occasione, il più giovane dei due entrò materialmente in filiale mettendo in atto il solito schema -minacciare con una pistola i dipendenti ed intimare loro di aprire la cassaforte – ma fu arrestato in flagranza grazie ad una tempestiva segnalazione giunta all’1 1 2.

Le indagini, condotte dagli investigatori della Squadra Mobile capitolina e del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica, con il coordinamento dei magistrati della Procura di Roma del Dipartimento criminalità diffusa e grave, hanno anche evidenziato le similitudini con un’altra rapina avvenuta a Roma nord, sempre ai danni di un ufficio postale.

Sono state le nitide immagini delle videocamere di sicurezza a consentire di catturare alcuni particolari, poi ritenuti fondamentali per l’identificazione degli odierni indagati. Tra questi, spicca un cerotto posizionato ad arte su una mano per occultare iltatuaggio di uno dei due odierni indagati.

Gli approfondimenti investigativi hanno altresì permesso di mettere in luce la stretta sinergia operativa esistente tra i due. È stato, infatti, accertato che uno dei veicoli impiegati per i sopralluoghi preparatori e per la commissione delle rapine era stato acquisito a noleggio ed era nella disponibilità di uno dei sodali. Il successivo tracciamento dell’autovettura si è rivelato determinante per la ricostruzione dei fatti, consentendo di contestare all’indagato più anziano il ruolo di supporto esterno all’azionedelittuosa in occasione della rapina durante la quale il complice cinquantaquattrenne fu arrestato in flagranza di reato.

Il quadro indiziario raccolto a loro carico è confluito nell’ordinanza con cui il Giudice per Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma ha disposto nei loro confronti la misura della custodia cautelare in carcere.

Quest’ultima, notificata dagli investigatori negli istituti di detenzione, si andrà a sovrapporre ai provvedimenti già in essere.  

Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

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