Trevi Nel Lazio, Grazioli: “Sull’infiorata prevale la fantasia, mentre la banda musicale svia dal problema”
La visita conclusiva di domenica prossima, e i momenti finali delle celebrazioni dedicate a San Pietro Eremita a Rocca di Botte (nella foto alcuni momenti di una passata edizione) rappresentano il culmine di una tradizione ricca di spiritualità e di un profondo senso di appartenenza. Questo appuntamento segna tradizionalmente la conclusione dell’ottavario e il rinnovo del celebre Comparatico, lo storico patto di amicizia, fede e fratellanza che unisce indissolubilmente la comunità roccatana, terra natale del Santo, con quella di Trevi Nel Lazio luogo in cui San Pietro visse e dove riposano le sue spoglie. Grande attenzione ha destato l’intervista all’ex Sindaco Silvio Grazioli, pubblicata ieri legata anche ad alcuni aspetti dei festeggiamenti. “Ci sono state due reazioni curiose all’intervista –commenta Grazioli– Una è la reazione della signora Monia Nardi, che ha fatto una ricostruzione del tutto particolare e personale di quello che è avvenuto nel 2025, per la realizzazione che doveva esser fatta del disegno floreale, per la processione del 29 agosto. Ricordo benissimo che si fece una riunione in comune, alla presenza anche di un assessore e di un consigliere. Il gruppo floreale era rappresentato dalla sig.ra Alessandra Ricci e dal sig. Pierluigi Ricci. Quando spiegai le ragioni per cui era opportuno fare il disegno occupando soltanto una parte della carreggiata, ci fu una reazione fuori le righe, per usare un eufemismo, anche se debbo sottolineare che il sig. Pierluigi Ricci cercò poi di trovare un punto d’incontro, ed alla fine trovammo l’accordo; che è esattamente quello che è stato fatto quest’anno. Far passare l’idea che da sempre il gruppo floreale voleva fare il disegno solo un lato della carreggiata, appartiene al mondo della fantasia e non della realtà. L’importante però, è che abbiano capito, e che quest’anno si è potuto ricevere i compari di Rocca di Botte, senza quello che è accaduto nel 2024, con il decoro che meritano i compari, e con la possibilità per la gente di defluire tranquillamente lungo Viale Cesare Battisti per tutta la giornata del 29 agosto. Mentre appaiono simpatiche le parole del presidente della Banda Città di Trevi. Il problema è che lo stesso presidente, non ha parlato di quello che io avevo detto nell’intervista, ma ha parlato d’altro. Da oltre cento anni a Filettino c’è una tradizione ed un protocollo che si segue per i festeggiamenti religiosi, mentre a Trevi da oltre 100 anni ce n’è un’altra. Ebbene è successo che, all’indomani delle elezioni amministrative, esattamente per la festa del Corpus Domini, il presidente della Banda Città di Trevi, probabilmente sull’onda dell’entusiasmo, ha deciso di trasportare la tradizione ed il protocollo di Filettino a Trevi; e la stessa cosa si è ripetuta alla festa di San Pietro. E’ del tutto evidente che l’opposizione ha il dovere di sottolineare la contraddizione in cui è caduta l’Amministrazione che da un lato rinuncia a fare il corteo per la deposizione della corona e dei fiori al Monumento Caduti in tempo di guerra e di pace, mentre accetta di fare la sfilata, in alcuni casi di sola andata, da mezzo la terra (che è il luogo dove c’è l’ingresso del comune) alla piazza. Ecco perché l’invito a lasciare le tradizioni di Filettino a Filettino, e quelle di Trevi a Trevi. Siccome il presidente della Banda Città di Trevi, ha sottolineato che il 30 agosto è andatta la Banda San Pietro Eremita, ad accogliere l’Amministrazione Comunale in “mezzo alla Terra”, la stessa Amministrazione dovrebbe ringraziare le Bande, e dirgli: “la prossima volta aspettateci alla piazza”; come da tradizione e da protocollo di Trevi”.



