Alessandro Marziali: «Nella Spartan ho imparato che i limiti spesso sono soltanto nella nostra testa»
1. Come nasce la tua passione per la Spartan Race e cosa ti ha spinto a diventare Spartan Brand Ambassador?
La mia passione per la Spartan Race nasce nel 2016, quando ho scoperto un mondo completamente diverso da quello a cui ero abituato. Io arrivavo dal pugilato, uno sport che mi ha insegnato disciplina, sacrificio, sofferenza e soprattutto a non mollare mai. Nella Spartan ho ritrovato esattamente questi valori, ma in una forma diversa: corsa, ostacoli, forza, resistenza e soprattutto la capacità di affrontare qualcosa che spesso va oltre i propri limiti.
Con il tempo la Spartan è diventata molto più di una gara. È diventata una parte importante della mia vita. Essere Spartan Brand Ambassador per me significa avere la possibilità di rappresentare questo mondo, ma soprattutto di trasmettere alle persone quello che la Spartan mi ha insegnato: che i propri limiti, molto spesso, sono soltanto nella nostra testa.
2. Qual è stata la gara o il momento più bello che hai vissuto finora nel mondo Spartan e perché ti è rimasto particolarmente dentro?
È difficile sceglierne soltanto uno, perché ogni gara mi ha lasciato qualcosa. Però sicuramente la Spartan Ultra di Morzine, in Francia, è stata qualcosa di speciale.
55 chilometri, 72 ostacoli e circa 4.340 metri di dislivello positivo. È stata una prova durissima, anche perché arrivavo da un periodo fisicamente complicato. Alla fine ho chiuso 35° nella categoria 40-44 su 75 arrivati e 158° assoluto su 391 partecipanti.
Ma il risultato, in questo caso, è quasi la parte meno importante. Quello che mi è rimasto dentro è il fatto di essere arrivato fino alla fine nonostante le difficoltà. In una Ultra non puoi nasconderti: prima o poi arriva il momento in cui devi decidere se continuare o fermarti. E io ho scelto di continuare. È una sensazione che difficilmente si può spiegare a parole.
3. La stagione entra nella fase finale: quali sono i tuoi prossimi obiettivi, da Misano fino agli appuntamenti di Estérel, Sparta e Gubbio?
Adesso arriva una parte della stagione che aspetto con grande entusiasmo. Il primo obiettivo è Misano, il 19 e 20 settembre. Voglio arrivarci nella migliore condizione possibile e soprattutto voglio godermi la gara, cercando di mettere in campo tutto il lavoro fatto durante l’anno.
Poi ci saranno appuntamenti ancora più importanti e affascinanti, come Estérel e Sparta, che rappresentano per me una grande occasione per confrontarmi con atleti fortissimi e vivere ancora una volta l’esperienza Spartan al massimo livello.
Infine ci sarà Gubbio, dove si chiuderà la stagione italiana. Il mio obiettivo non è soltanto ottenere un determinato piazzamento: voglio arrivare alla fine della stagione sapendo di aver dato tutto, di aver affrontato ogni gara con il giusto atteggiamento e di aver continuato a migliorarmi.














