Il cantante di Monghidoro rassicura i fan dal Centro Grandi Ustionati Bufalini di Cesena
ROMA – Gianni Morandi sta meglio. Le condizioni dopo l’incidente in campagna in cui si è ustionato diverse parti del corpo bruciando delle sterpaglie le mostra lui stesso ai fan con un video girato in corsia. La colonna sonora è ‘Ragazzo fortunato’ di Jovanotti.
“Non c’è percezione della gravità della situazione”, riflette il ministro della Transizione ecologica. “I rischi non saranno fra sei generazioni ma ora, riguarderanno i bambini che stanno uscendo da scuola”
ROMA – Sull’emergenza climatica e la necessaria transizione ecologica verso una maggiore sostenibilità “la gente non ha ancora un filo logico, non ha capito cosa ci stiamo giocando”. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, lo dice rispondendo alle domande nel corso della sua audizione, in videoconferenza, alle commissioni congiunte Industria, Attività produttive e Ambiente di Senato e Camera sulle linee programmatiche del suo Dicastero.
Infatti “i rischi non saranno fra sei generazioni ma ora, riguarderanno i bambini che stanno uscendo da scuola“, dice Cingolani ripetendo uno dei suoi leit motiv, quindi “dobbiamo fare un discorso molto approfondito con scuola e ricerca, con i relativi ministeri, perche c’è un elemento di formazione e comprensione molto importante”.
Da questo punto di vista “c’è “un mio impegno personale con Bianchi e Messa”, dice il ministro, riferendosi ai colleghi ministri titolari di Scuola e Università, per “spiegare a bambini e genitori, e ai lettori di giornali e ai giornalisti” la situazione, perché “fuori di qui non c’è percezione” della gravità della situazione.
fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Roberto Antonini
Le osservazioni delle sentinelle della Terra di Copernicus riportano la situazione in Cina, tra pochi mesi succederà anche in Europa
ROMA – Era il 23 gennaio del 2020 quando il mondo assisteva al primo lockdown per arginare il nuovo Coronavirus, a Wuhan. Lo stop dei mesi successivi alle attività industriali e al traffico a livello globale, con le persone chiuse in casa, diede un risultato che fu prontamente fotografato dai satelliti in orbita intorno alla Terra: l’inquinamento si era sensibilmente ridotto. E oggi? Con l’allentamento delle restrizioni, l’inquinamento sta aumentando di nuovo. I dati li fornisce Sentinel-5P del programma europeo Copernicus. Le immagini sono quelle della Cina, ripresa dallo Spazio a febbraio 2019, 2020 e 2021. Rilevano la presenza in atmosfera di diossido di azoto.
Antonella Salini. fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»
La strategia dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI)
ROMA – “In Italia non dobbiamo compiere il miracolo di trasformare il deserto in una terra florida, bensì dobbiamo utilizzare al meglio i talenti affidatici con un territorio straordinario, che va altresì difeso dalla minaccia dell’aridità“. È in questa, evocativa immagine che Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI), indica, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, la strategia idrica, che l’Italia dovrebbe seguire.
I “talenti” sono dati da un andamento pluviometrico che, nonostante l’estremizzazione degli eventi atmosferici, vede cadere annualmente sull’Italia 1000 millimetri di pioggia (quasi mm. 2.000 in alcune zone del Friuli-Venezia Giulia e della Liguria e solo mm. 300 su aree della Puglia), pari ad un volume complessivo di circa 300 miliardi di metri cubi, oltre la metà dei quali, però, vengono restituiti in atmosfera attraverso l’evapotraspirazione; si calcola, quindi, che il patrimonio idrico potenzialmente a disposizione sia di circa 110 miliardi di metri cubi, di cui solo 53 miliardi realmente utilizzabili.
“Di questa ricchezza riusciamo, però, a trattenere solo 5,8 miliardi, cioè circa l’11%. Il talento che dobbiamo sviluppare è aumentare tale percentuale“, precisa il presidente di ANBI.Al proposito, ANBI ha indicato fin dal 2017, unitamente all’allora Struttura di Missione #italiasicura, una strategia fatta di 2.000 invasi medio-piccoli da realizzare in 20 anni grazie ad un investimento di circa 2.000 miliardi di euro; contestualmente sono stati presentati i primi 218 progetti, interessanti 17 regioni (il maggior numero, 73, in Veneto, ma è la Calabria, la regione ad abbisognare di maggiori investimenti: 527 milioni di euro).
A Settembre 2020, nella prospettiva del Recovery Plan, ANBI ha presentato un Piano per l’Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, comprendente, innanzitutto, la manutenzione straordinaria di 90 bacini, in buona parte interriti. “La loro capacità- afferma Massimo Gargano, direttore generale di ANBI- è ridotta del 10,7% a causa della presenza di oltre 72 milioni di metri cubi di sedime, depositati sul fondo: 46 bacini sono al Sud, 36 al Centro, 9 al Nord”. Oltre a ciò, il Piano ANBI prevede il completamento di 16 bacini (capacità complessiva: mc. 96.015.080; investimento: quasi 452 milioni di euro) e la realizzazione di 23 nuovi invasi (capacità complessiva: mc. 264.493.800; investimento: circa 1 miliardo e 231 milioni di euro).
Gratuitamente disponibile online. Non viene solo svelata la bellezza, ma vengono anche spiegate le minacce e cosa ognuno di noi può fare per salvaguardare questo patrimonio verde
ROMA – ‘Foreste: i polmoni della Terra’ è il nuovo corso disponibile gratuitamente su One Planet School, il portale di e-learning WWF. Il percorso è articolato in 10 lezioni in cui emerge la bellezza e complessità degli ecosistemi forestali, la biodiversità che in essi si cela e il loro valore naturale ed economico; ma parla anche di riproduzione vegetale e di popoli che ancora abitano le foreste primarie dall’Asia al Sud America passando per il continente africano. Sono inoltre presentati gli effetti benefici, per lo sviluppo psicofisico di bambini e adulti, del vivere in un ambiente naturale sano. Il corso svela le minacce che stanno riducendo drasticamente le foreste di tutto il pianeta, dai cambiamenti climatici alla scelta dei beni che acquistiamo, ma aiuta anche a capire cosa può fare il singolo, e cosa si sta muovendo al livello nazionale e internazionale.
Al corso hanno gentilmente contribuito Giorgio Vacchiano (Università di Milano), Alessandro Chiarucci (Università di Bologna), Sabina Burrascano (Università La Sapienza), Davide Ascoli (Università di Torino), Riccardo Valentini (Università della Tuscia), Angelo Barili (Università di Perugia), Gemma Calamandrei (Istituto Superiore della Sanità), Anna Barbati (Università della Tuscia), Marco Marchetti (Università del Molise), Eva Alessi (WWF Italia).
Vanzago, Lombardia @Laura Radaelli
Ecco i 10 patriarchi arborei censiti dal WWF nelle proprie Oasi
Molti di loro erano già lì quando i mille garibaldini sbarcarono a Marsala, nel 1860. Alcuni di loro ombreggiavano già quando in Francia infuriava la rivoluzione francese, o quando Alessandro Manzoni scriveva i Promessi Sposi. Alberi monumentali che impreziosiscono le aree naturali con il loro maestoso portamento, testimoni della storia, del luogo e del tempo. Boschi e foreste sono, assieme alle aree umide costituite da stagni, laghi e lagune, gli habitat maggiormente rappresentati all’interno della rete di aree protette del panda. All’interno di foreste antiche e perciò preziose per la nostra biodiversità, spiccano molto spesso alberi secolari o plurisecolari, che il WWF ha censito:
LE QUERCE DELL’OASI FLUVIALE DEL MOLINO GRANDE
Il fascino infinito di alcuni alberi monumentali lungo il corso del fiume Idice è stato il motore che ha spinto circa 40 anni fa un gruppo di soci WWF a rinaturalizzare le sponde del fiume fino a dar vita a quella che oggi è l’Oasi WWF e Parco fluviale del Molino Grande, in Emilia Romagna. Sono roverelle in filare con una circonferenza variabile dai 3,50 a 3,70 metri. Innegabile il loro valore e la loro forza e potenza, testimonianza del passaggio del tempo.
I CASTAGNI DELL’OASI DI MONTOVOLO
Si estende per circa 80 ettari sul fianco nord-est del Montovolo, nella media valle del Reno in Emilia Romagna, l’Oasi WWF omonima, acquistata attraverso donazioni e lasciti, ospita estesi boschi di castagni di notevoli dimensioni. Due in particolare, lungo il sentiero che porta alla cima del monte (dove si trova il Santuario) raggiungono una circonferenza di circa 7,50 mt. che fa presupporre un’età di circa 350/400 anni.
I PATRIARCHI DELL’OASI WWF DEI GHIRARDI
La Riserva dei Ghirardi (PR) ospita circa 30 individui censiti, e oltre un centinaio di esemplari complessivi, di roverella (Quercus pubescens) con dimensioni “monumentali” secondo la definizione della legge regionale dell’Emilia Romagna. La maggior parte ha una età compresa tra i 200 e i 250 anni. L’esemplare più grande è quello in località Pradelle, presso il Centro Visite, di oltre 5m di circonferenza a petto d’uomo, alto circa 15 m.
I TRE FRATI DELL’OASI WWF GUARDIARGIA CAMPOCHIARO
In località Tre Frati della Riserva regionale Oasi WWF Guardiaregia-Campochiaro in Molise, ad una quota di 1.130 m s.l.m. nella ricca e per molti tratti ben conservata faggeta alle pendici di Monte Mutria, troviamo alcuni faggi secolari. Il più vetusto è un vero e proprio patriarca della natura, con un’età stimata di oltre 400 anni. Gli altri esemplari “dimostrano” un’età tra i 250 ed i 300 anni per un’altezza che va dai 28 ai 32 metri. I faggi, che da secoli sono denominati “I Tre Frati” per la leggenda di tre fratelli impiccati sul posto per furto di bestiame, non sono mai più stati tagliati in memoria del tragico episodio. Ancor’oggi sotto le imponenti fronde si respira un’atmosfera che sa di magia e di antiche leggende.
LA GRANDE FARNIA NEL BOSCO PANTANO DI POLICORO
Il bosco Pantano di Policoro rappresenta l’ultimo lembo di bosco planiziale rimasto nel Sud Italia e tra i pochissimi nel sud Europa. Ben 60 le piante di farnia censite grazie al progetto ri recupero e rinaturaizzazione “L’ultima foresta incantata”, assieme a Regione, Università della Basilicata e Fondazione ConilSud. Tra le quali spicca un esemplare dall’età presunta di 100-200 anni, 20 metri d’altezza e 283 cm di circonferenza massima.
IL GRANDE ULIVO DI TORRE GUACETO
A metà tra Valle D’Itria e Salento, in quella fascia che si lascia la murgia alle spalle e si tuffa verso il mare, insiste l’uliveto secolare di Serranova nell’oasi di Torre Guaceto. Qui, tra gli altri, emerge il Grande Ulivo del Crocifisso. Un tronco grande, scavato dal tempo e avvolto dalla enorme chioma, è uno dei grandi vecchi che si trovano negli uliveti di Torre Guaceto, ma il suo destino si lega ad una storia che viene da lontano, e che parla di una tempesta, di un naufragio, di un salvataggio. Ancora oggi l’omaggio al Crocifisso e all’ulivo viene ripetuto nella prima domenica di maggio.
GENNARINO, LA QUERCIA MONUMENTALE DEGLI ASTRONI
Con oltre 400 anni di età, Gennarino è la più famosa tra le querce monumentali dell’Oasi WWF Cratere degli Astroni a Napoli. Appartenente ad una specie che un tempo formava in Italia estese foreste planiziali, la farnia, Quercus robur, si erge al centro di una radura naturale ricca di pomici, testimonianza dell’ultima attività eruttiva e che oggi rappresenta un hot spot di biodiversità grazie alla sua capacità di ospitare numerose altre specie animali e vegetali come il picchio rosso maggiore e il cerambice notturno della quercia.
LA GRANDE SUGHERA DI BURANO
Considerata la nonna di tutte le piante dell’Oasi maremmana, questo albero è cresciuto nella parte retrodunale e ha un aspetto unico e suggestivo, tant’è che è stata proposta dalla regione Toscana tra le piante monumentali per il suo alto valore estetico-paesaggistico. Ha una circonferenza di appena 260 cm pur essendo plurisecolare (400 anni) a causa del fenomeno del bonsaismo, dovuto alle condizioni geo-morfologiche del luogo. Nella sua corteccia si può leggere la storia del territorio e spesso i bambini in visita sono invitati ad ascoltare il suo cuore. Il diametro della chioma è di 18, 40 metri, l’altezza è di oltre 11 metri.
IL LECCIONE DI BOSCO ROCCONI
È la più vecchia sentinella dell’Alta Valle dell’Albegna, all’interno della Riserva Naturale e Oasi WWF Bosco Rocconi, nella Maremma interna, in un luogo di difficile accesso, nascosto dalla fitta vegetazione che ricopre la valle del Torrente Rigo, sotto il Sasso del Famo, luogo impervio e selvaggio. Il leccione, sopravvissuto anche ad un fulmine che ne ha lasciato visibili segni, è stato proposto dalla Regione Toscana per l’inserimento tra le piante monumentali. Ha una circonferenza a terra di 6,50 metri, con una chioma del diametro di 15 e un’altezza di 18.
LE QUERCE SECOLARI DI PIAN SANT’ANGELO
L’Oasi e Monumento naturale di Pian Sant’Angelo, nel Lazio settentrionale in provincia di Viterbo si caratterizza – oltre per le tipiche forre, veri e propri canyon naturali – per il fatto di conservare il paesaggio agricolo “antico” con tutti i suoi elementi caratteristici tradizionali, come siepi e grandi roverelle plurisecolari in mezzo ai campi.
fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»
Le anticipazioni dei primi due episodi, disponibili dal 19 marzo su Sky Atlantic e in streaming su NOW
ROMA – L’uomo, il campione, la leggenda. Questa sera, alle 21.15, su Sky Atlantic e in streaming su NOW i primi due episodi di Speravo de morì prima – La serie su Francesco Totti, targata Sky Original e tratta da Un capitano di Francesco Totti e Paolo Condò (edito da Rizzoli Libri S.p.A.)
Diretta da Luca Ribuoli e scritta da Stefano Bises con Michele Astori e Maurizio Careddu, la serie vede Pietro Castellitto nei panni del leggendario numero 10 e si concentra sull’ultimo anno e mezzo di carriera dell’ex capitano della Roma, sulla fine del suo lungo ed entusiasmante percorso con la maglia giallorossa, rimasta sempre la stessa per 27 anni: dal ritorno di Luciano Spalletti sulla panchina della Roma fino al più struggente addio al pallone della storia del calcio.
https://vimeo.com/526200226
SPERAVO DE MORÌ PRIMA, LA VIDEOINTERVISTA A LUCA RIBUOLI (REGISTA) E STEFANO BISES (SCENEGGIATORE)
Manifestazione organizzata dalla Rete nazionale scuole in presenza a piazza del Popolo, a Roma, e in tante altre città d’Italia
ROMA – ‘Torniamo a scuola, ‘Scuola è futuro’, sono alcuni degli striscioni e dei cartelli portati da educatrici insegnanti, genitori con figli per mano o nei passeggini. È il volto di Piazza del popolo oggi alle 15, in questo inizio di primavera, con la manifestazione organizzata dalla Rete nazionale scuole in presenza, nel rispetto delle regole di distanziamento e dpi dovute al Covid. Una protesta di famiglie e mondo della scuola che ha animato altre 34 città, come si legge nella pagina Fb dei promotori. Tante le persone a Roma, nonostante la zona rossa e la domenica ecologica.
“Dopo un anno chiudere di nuovo le scuole è il segno della cattiva gestione di questa situazione. Chiuderle vuol dire che la Nazione si arrende“, ha detto uno degli organizzatori a Roma dal megafono. “La scuola è un posto sicuro e deve essere considerata un servizio essenziale. Fa venire i brividi sentire del disagio vissuto da tanti giovani in questo anno“, hanno dichiarato alla Dire Annalisa e Roberta Venditti, titolari dell’asilo nido e scuola dell’infanzia ‘Nella vecchia muccheria’ di Roma che, come tutte le altre, in questi giorni è rimasta, obbligata alla chiusura, con le aule deserte, senza bambini né insegnanti.
Silvia Mari fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»
Deciso peggioramento delle condizioni meteo da lunedì 22 marzo
ROMA – La perturbazione estesa su gran parte dell’Europa continua a determinare maltempo sull’Italia meridionale con piogge e nevicate sparse. Attesi per lunedì 22 marzo, dopo il passaggio della perturbazione, venti forti settentrionali sulle regioni centrali. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse, che integra ed estende quello diffuso ieri. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (http://www.protezionecivile.gov.it).
L’avviso prevede dal primo mattino di lunedì 22 marzo, venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali, con raffiche di burrasca forte sui crinali appenninici e sui settori costieri, su Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise. Mareggiate sulle coste esposte. Sulla base dei fenomeni in atto e’ stata valutata per la giornata di lunedì 22 marzo, allerta gialla meteo-idro su settori limitati di Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia.
La sciatrice: “Sono piena di gioia e soddisfazione, deitro questa Coppa c’è un mondo”
ROMA – Alice Robinson vince di potenza l’ultimo gigante stagionale a Lenzerheide con il tempo di 2’19″48, battendo Mikaela Shiffrin per 28 centesimi e Meta Hrovat per 48.
Con il secondo tempo nella seconda manche, Federica Brignone risale al quarto posto conclusivo ed è la migliore delle azzurre, staccata di 1’29 dalla giovane neozelandese. Marta Bassino cede un po’ nella seconda manche e scende dal secondo al settimo posto finale, con 1″45 di svantaggio. Elena Curtoni chiude al 13/o posto con 3″92 di ritardo.
Con quattro vittorie e un secondo posto, Bassino vince quindi la Coppa di cristallo di specialità con 546 punti, davanti proprio a Mikaela Shiffrin a 420 punti. Al terzo posto Tessa Worley con 391 punti. Brignone chiude quinta con 372 punti.
Petra Vlhova chiude con 1416 punti la Coppa assoluta che va in Slovacchia per la prima volta, secon da è Lara Gut-Behrami con 1256 punti, terza Michelle Gisin con 1130 punti. Marta Bassino è sesta con 876 punti, davanti a Federica Brignone, settima con 867 punti. Nei dieci anche Sofia Goggia, nona, con 740 punti. “Sono contenta di aver chiuso la stagione, sono davvero stanca- ha detto Brignone- È stato positivo come ho lottato nella seconda manche. Spero di ritrovare la migliore motivazione per tornare ad allenarmi al meglio. Adesso ho bisogno di staccare un po’. Il mio sogno era quello di vincere la Coppa del mondo, per me è sempre stato il traguardo più ambito. Amo sciare e lo farò per divertirmi anche a fine stagione”.
BASSINO: “DENTRO QUESTA COPPA C’E’ UN MONDO“
“Io sono piena di gioia e soddisfazione. Ho avuto un po’ di tempo per metabolizzare questo successo, ma oggi, nel prendere in mano la Coppa, ho realizzato ancora meglio tutto quello che c’è dietro“. Sono le parole piene di gioia di Marta Bassino, fresca vincitrice della Coppa di specialità nel gigante, dopo l’ultima prova di Lenzerheide. “Tutto il lavoro di un anno, tutte le persone che mi hanno aiutato. C’è un mondo, davvero- ha detto ancora la sciatrice azzurra- È stata una stagione lunga e stressante, anche per la situazione che c’è intorno a noi. Mi reputo molto fortunata di essere riuscita a fare il mio lavoro e disputare le gare. Gli ultimi giorni sono stati faticosi mentalmente, e ho cercato di tirare fuori le ultime energie per arrivare fino in fondo“.
Da Letta ai 5 stelle la solidarietà della politica: “Ora approvare la legge Zan”
ROMA – “Non vi vergognate?”, e poi spinte, pugni, calci e percosse. Le vittime sono due uomini gay che, lo scorso 26 febbraio, si stavano scambiando un bacio sulla banchina della stazione metro di Valle Aurelia a Roma. Una delle due vittime, Jean-Pierre, è socio dell’associazione Gaynet Roma, che ha reso noto l’accaduto.
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