Subiaco, Sinergia tra istituzioni, monasteri e tutela ambientale per valorizzare il patrimonio benedettino
Un passo decisivo verso il riconoscimento internazionale. La Biblioteca Comunale di Subiaco ha ospitato una nuova, fondamentale tappa de “La settimana dei monasteri”, inserita nel percorso partecipativo per la candidatura del sito seriale “Complessi Monastici Benedettini Altomedievali in Italia” nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. A testimoniare la piena convergenza istituzionale erano presenti il Sindaco di Subiaco, Felice Rapone, la Presidente del Consiglio Comunale Federica Lozzi, e gli Assessori Ludovica Foppoli e Marta Tozzi. La componente monastica è stata rappresentata da S.E. Dom Mauro Meacci OSB, Abate Ordinario dell’Abbazia Territoriale di Subiaco, e da Dom Fabrizio Messina Cicchetti OSB per la Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Santa Scolastica, affiancati dal Presidente del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, Alberto Foppoli. (nella foto in basso)

Nel corso dell’incontro, il Sindaco Rapone ha confermato la massima prontezza del territorio lanciando la proposta di ospitare a Subiaco il Segretariato Generale della rete dei monumenti inseriti nella candidatura UNESCO. Un ruolo di primo piano in questo percorso è giocato dal Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, nel cui cuore verde sono incastonati i complessi benedettini sublacensi. Il riconoscimento UNESCO non rappresenta soltanto un traguardo di prestigio culturale, ma un vero e proprio volano di tutela e valorizzazione integrata del paesaggio naturalistico. “Il Parco è uno degli attori principali di questa proposta di candidatura al riconoscimento UNESCO, dove la conservazione è l’elemento predominante del progetto stesso -ha sottolineato il Presidente del Parco, Alberto Foppoli- A Subiaco la presenza dei monasteri all’interno dell’area protetta rende il nostro sostegno un atto dovuto, oltre che un’opportunità straordinaria di sinergia tra patrimonio spirituale e patrimonio naturale”. La candidatura UNESCO si conferma così un progetto ad ampio raggio, capace di coniugare la memoria storica e la spiritualità benedettina con la salvaguardia dell’ecosistema, posizionando il territorio dei Monti Simbruini al centro della mappa culturale e ambientale internazionale.

