Semplice, efficace e irrefutabile la spiegazione del critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese: «“critica artistica” è la corretta definizione, si presenta al pensiero in modo naturale ed evidente»

Ecco la visione grammaticale con cui il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese ridefinisce la nozione di “critica artistica” distinguendola dalla nozione di “critica d’arte”:
È questione di buon senso, perché Tertium datur. Sarebbe esiziale non indicare alla cultura artistica una terza via al suo linguaggio quando questo intende definire cosa sia la critica artistica, cosa sia la critica d’arte a partire dal critico d’arte.
Giova ricordare che il linguaggio corrente in una lingua in uso, quale facoltà cognitiva in un sistema di comunicazione, vive e muta nel tempo. Vive cambiando o aggiungendo sensi alle parole, per adattarle a nuove esigenze, siano esse sociali, culturali, etiche, scientifiche o tecnologiche.
A noi è necessario rilevare due aspetti fondamentali alla trattazione del tema qui affrontato: 1) che una sempre più numerosa presenza femminile nel mondo dei critici d’arte ha marcato questi ultimi decenni; 2) che l’insieme di ruoli, comportamenti e aspettative sociali culturalmente associati al linguaggio, all’essere maschio o femmina, non si è emancipato dal vecchio lessico.
E visto che quella dei critici d’arte è una funzione professionale ad alta vocazione sociale che garantisce alla collettività un forte impatto empatico e intellettuale costituendo il vero usbergo da certa profanità, corre a noi l’obbligo di aggiornare l’espressione idiomatica per non incappare nelle difficoltà – proprio come avverte in Italia l’Accademia della Crusca: “in cui si rimane impigliati ogni qualvolta si tenti di definire un termine in maniera generale, astraendolo cioè dal contesto che lo definisce e gli dà significato”.
Doveroso è perciò aggiungere, per adattarle alla contemporaneità, le accezioni dovute al lessico, arricchendolo.
Partiamo da “critico d’arte“
Definisce il professionista specializzato nell’analisi, interpretazione e valutazione delle opere d’arte. I suoi giudizi e le sue recensioni vengono pubblicati su quotidiani, riviste, libri o cataloghi di mostre. Il critico d’arte, dunque, insegna a godere educando al gusto estetico di fronte a una scultura, un dipinto, un’architettura, per il progredire delle possibilità intellettuali e morali di una persona.
La critica artistica
Scientifica la definizione che Wikipedia dà della critica artistica: «… è la discussione dell’arte visiva. I critici d’arte solitamente analizzano l’arte in un contesto estetico o di teoria della bellezza. Uno degli obiettivi della critica è quello di ottenere delle basi razionali per la valutazione e l’apprezzamento dell’arte. …».
Bisogna allora chiedersi cosa debba significare “critica d’arte“
Oggi non si può più e non si deve confondere la critica d’arte con la critica artistica. Critica d’arte nasceva dal fatto che quello del critico d’arte fosse un ruolo, un tempo, esclusivamente o prevalentemente maschile, e banalmente la sua attività di studio veniva, appunto, denominata critica d’arte. Oramai questa definizione va considerata del tutto superata, e per critica d’arte deve necessariamente intendersi un critico d’arte donna, cioè una donna la cui professione è quella di critica d’arte, così come avvocata, architetta e via dicendo.
Le critiche d’arte – né più e né meno dei critici d’arte – sono dunque le professioniste donne che si occupano di critica artistica.
E “critica artistica” – per concludere – è e rimane la corretta definizione che si presenta al pensiero in modo naturale ed evidente quando è utile incentrarla per descrivere l’attività professionale sull’educazione al gusto estetico e sulla comprensione dei capolavori artistici.

