Praesentia continua il viaggio nella Campania Divina delle eccellenze enogastronomiche che unisce tradizione e futuro
Il 28 e 29 luglio si รจ tenuta in Irpinia, in provincia di Avellino, una zona montuosa ricca di colline fertili, la quinta tappa di โPraesentia, Gusto di Campania. Divinaโ, il format ideato dalla Regione Campania e coordinato dallโAgenzia Campania Turismo.
Il Nettare di Bacco. LโIrpinia di Campania Divina: storie memoria e futuro
Il tema scelto del convegno per un viaggio immersivo tra storia, sapori e saperi di una terra che si racconta attraverso il vino. Il Palazzo Abbaziale di Loreto a Mercogliano ha ospitato gli interventi di: Elisabetta Moro, antropologa e docente di Storia della gastronomia mediterranea, che ha tracciato un filo invisibile che lega il passato al presente, mostrando come il cibo diventi linguaggio e memoria di un popolo. Felice Casucci, assessore al Turismo della Regione Campania, ha sottolineato come: ยซIn Irpinia il vino non solo conserva il sapore del passato, ma accende la scintilla di un futuro possibile. ร un patrimonio che preserviamo con attenzione e raccontiamo affinchรฉ le nuove generazioni e chi giunge da lontano ne percepiscano la forzaยป. Al suo fianco Rosanna Romano, direttore della Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo; Alessandro Fimiani, commissario dellโAgenzia Campania Turismo; padre Riccardo Luca Guariglia, 106ยฐ Abate Ordinario di Montevergine e Vittorio DโAlessio, Sindaco di Mercogliano, i quali si sono soffermati sulle aspettative del territorio, fra speranza e impegno. Hanno poi preso la parola gli esperti del settore che hanno evidenziato come il vino, il โNettare di Baccoโ, รจ simbolo dโidentitร . Luigi Moio, luminare dellโenologia ed ex presidente dellโOrganisation Internationale de la Vigne et du Vin (OIV), fondata nel 1924 e oggi composta da 50 Stati membri in tutto il mondo, ha parlato di come il vino rappresenta un codice universale, capace di raccontare di uomini e terre lontane. Daniela Mastroberardino, special guest e presidente nazionale delle โDonne del Vinoโ, associazione nata nel 1988 e che conta oggi oltre 1000 donne, ha narrato le vicende delle pioniere che hanno spezzato catene invisibili, dando nuova linfa ad un mondo capace di rinnovarsi senza rinunciare alle proprie radici. Per fare Turismo di qualitร la formazione รจ alla base, ne hanno discusso: Carmelina DโAmore, direttrice di Sistema Irpinia e Ciro Romano, rettore dellโUniversitร Popolare Cattolica “Eustachio Montemurro-Teresa D’Ippolito”, che hanno evidenziato il ruolo strategico della formazione e del turismo come leve imprescindibili per un riscatto che parta dal profondo, rigenerando il territorio e la sua gente per un futuro possibile. La parola รจ poi passata alla cucina dove la chef Michelina Fischetti, del ristorante Oasis Sapori Antichi di Vallesaccarda (Av), una Stella Michelin e Stella Verde – conferita ai ristoranti particolarmente impegnati in una cucina sostenibile – ha presentato un raffinato raviolo di ricotta con salsa di noci e aglio bruciato. Sabino Alvino ha proposto un intenso mezzo pacchero avellinese, con pomodori irpini: basilico fresco e pecorino bagnolese, un vero omaggio ai sapori autentici dellโIrpinia, arricchiti dallโolio EVO Irpinia Colline dellโUfita DOP, presentato da Antonio Tranfaglia, frantoiano e sindaco di Taurasi. Alle portate sono stati abbinati i vini DOCG Fiano di Avellino e Greco di Tufo di un terroir dal gusto e profumi inconfondibili. E per finire la creazione dello chef Arcangelo Gargano delristorante Voria, nel suggestivo Borgo Biologico di Cairano (Av), che ha ideato un dessert su una crema al caffรจ realizzata con le miscele de โLe Lazzarelleโ, la Cooperativa delle Donne della Casa Circondariale di Pozzuoli (Na), insignite del Premio Massimo Solidale.Lo showcooking รจ stato condotto da Bernard Bรฉdarida, giornalista francese della Tรฉlรฉvision Francaise TF1, esperto di enogastronomia italiana, nato a Napoli e segretario del Consiglio Direttivo dellโAssociazione Stampa Estera in Italia, il quale ha trasformato lo showcooking in una narrazione di creativitร e tradizione agricola con storie di chef e produttori, dando vita ad un racconto vivo e autentico.
Le eccellenze della gastronomia irpina autentica fatta di sapori antichi

prodotti irpini- foto Federico Quagliuoloย
La terra dellโIrpinia, immersa nel verde dellโentroterra campano, produce prodotti dโeccellenza come i vini: Fiano, Greco di Tufo, Aglianico e il celebre Taurasi DOCG, vini apprezzati per struttura e aromi intensi. Lโolio extravergine โIrpinia – Colline dellโUfita DOPโ, con il suo gusto fruttato e piccante, รจ un must apprezzato da tutti. I prodotti tipici irpini, solo per elencarne alcuni: il Pecorino bagnolese e quello di Carmasciano, formaggi ovini dโalta qualitร , intensi e stagionati grazie al latte delle pecore locali, pascolanti nei terreni solfurei; il Caciocavallo podolico, i prosciutti locali come quello di Trevico e il salame di Mugnano del Cardinale, dal particolare gusto in quanto affumicato e stagionato all’aperto. Il broccolo aprilatico di Partenopoli, lโaccio di Gesualdo e la cipolla ramata di Montoro simboli della tradizione e qualitร irpine. ย Da non dimenticare le Castagne di Montella IGP, quelle affumicate dette โdel preteโ e le nocciole irpine utilizzate per fare dolci e torroni. Un viaggio in questo luogo incantato, dove il tempo se non fermato ma รจ certamente rallentato, e dove la tradizione non รจ dimenticata ma coltivata con la sua autenticitร gastronomica, fanno di ogni piatto un racconto di tradizione, convivialitร e passione, una cultura in cui il cibo non รจ solo nutrimento, ma memoria.
Luigi Moio uno studioso prestato allโazienda per un sogno che si รจ realizzato

Il giorno successivo il tour dei giornalisti di settore ha visitato lโazienda vitivinicola di Luigi Moio e Laura di Manzo โQuintodecimoโ di Mirabella Eclano (Av) dove vengono prodotti โvini dโautoreโ tre bianchi e tre rossi. Inoltre il Grand Cru Luigi Moio Taurasi Riserva, dopo ventโanni dalla nascita di Quintodecimo, completa il disegno iniziale sullโAglianico; e la Grande Cuvรฉe Luigi Moio, le tre varietร di uva campane Greco, Falanghina e Fiano sono state unite per creare un vino esclusivo in cui la natura รจ stata ancor piรน assistita dallโuomo nellโintento di armonizzare le note di ciascuna di esse affinchรฉ nulla domini ma tutto sia meravigliosamente in equilibrio. Abbiamo chiesto al Prof Luigi Moio di presentare la sua azienda: โชIo sono un studioso non sono un imprenditore forse per questo lโazienda รจ bella e funziona. Sono uno studioso di questo settore dall’etร di 13 anni e ho trascorso 42 anni sui libri e nei laboratori di ricetta a studiare la viticoltura. Volevo semplicemente chiudere il cerchio tutto ciรฒ che racconto e ho raccontato nelle aule universitarie e in tutti i convegni volevo anche farlo, quindi questa azienda nasce essenzialmente per me: รจ un sogno di libertร , volevo essere l’enologo di me stesso perchรฉ poi di fatto questo รจ il mio lavoro e soprattutto per fare anche ciรฒ che ho insegnatoโซ. Quindi lei si potrebbe definire uno studioso prestato allโazienda per un sogno che si รจ realizzato? โชMa sรฌ, uno studioso, sono tanti gli studiosi, se pensiamo alla vita, come dico, uno studioso che voleva anche applicare la ricerca, quindi questa รจ ricerca applicata. Questo per me รจ diventato fondamentale a un certo punto della mia carriera e della mia vita. La realizzazione รจ stata una cosa meravigliosa รจ bellissima, ci siamo riusciti in poco piรน di venti anni, ma con le idee estremamente chiare, con un’elevatissima competenza, un’elevatissima professionalitร . Tutta la famiglia รจ coinvolta in questo progetto, in azienda ho giร due figli, uno รจ laureato in scienza agrarie e l’altro in viticoltura, mia moglie ha fatto il dottorato in enologia; il coordinatore tecnico, il direttore, il coordinatore di tutte le attivitร รจ uno dei miei migliori studenti che รจ laureato in enologia, siamo tutti specializzati in questo settore, quindi direi che non c’รจ nulla di straordinario, รจ semplicemente ciรฒ che dovevamo fareโซ.
โPraesentiaโ per unโ esperienza sensoriale e culturale

Antonio Ciampaglia, consulente dellโAgenzia Campania Turismo, cosรฌ commenta il viaggio nellโeccellenza campana: โชPraesentia vuole essere un momento di alta valorizzazione del turismo enogastronomico, perรฒ con una forte presenza del valore culturale, sia dell’enogastronomia in sรฉ, sia del nostro patrimonio culturale. Tant’รจ vero che l’operazione si svolge nell’intero territorio campano, sono otto gli appuntamenti, ogni appuntamento ha la sua peculiaritร , le sue eccellenze e tutto si svolge in strutture di alto valore culturale, alcune addirittura da rilanciare perchรฉ spesso e volentieri si sono un poโ dimenticate, perรฒ alla base c’รจ il valore culturale di quello che si fa partendo dall’enogastronomia che รจ anche una valenza culturaleโซ.Dunque un progetto mirato allo sviluppo e alla promozione del turismo nel territorio campano in tutte le sue forme.
Il prossimo appuntamento a Padula
Dopo la tappa del 28 luglio il progetto โPraesentia, Gusto di Campania. Divinaโ prosegue il suo viaggio tra i luoghi simbolo della Campania, unendo storia, paesaggio e cultura gastronomica. Lโ8 settembre la Certosa di San Lorenzo a Padula ospiterร โI cibi dellโanimaโ, riflessione sensoriale e spirituale sulla cucina monastica e le sue influenze odierne.
Harry di Prisco















