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5 PERSONE ARRESTATE DAI CARABINIERI PER SEQUESTRO DI PERSONA A SCOPO ESTORSIONE

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Nelle prime ore di venerdì 31 luglio 2026, i Carabinieri della Compagnia di Corsico, con il fondamentale supporto dei Comandi Provinciali di Milano e Brescia, nonché della Compagnia di Intervento Operativo del 4° Battaglione “Veneto” e dell’Unità Catturandi della Polizia Nazionale Romena, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Milano, su richiesta della locale Procura della Repubblica, che ha visto impiegati oltre 40 Carabinieri.        

Il provvedimento ha interessato 5 soggetti – di cui quattro di nazionalità egiziana e uno di nazionalità tunisina – ritenuti responsabili, a vario titolo, di sequestro di persona a scopo di estorsione; di questi, quattro sono stati localizzati ed arrestati nei comuni di Baranzate (MI) e di Adro (BS), mentre il quinto complice è stato rintracciato e fermato in Romania, nel distretto di Brasov.

L’articolata e tempestiva attività investigativa, condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Corsico e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano, ha preso il via nel marzo 2026, quando i Carabinieri sono intervenuti su richiesta di alcuni avventori in un bar di Corsico, dove, in pieno giorno, era stata segnalata una brutale e violenta aggressione ai danni di un egiziano ventiduenne, picchiato a sangue con una mazza da baseball per un presunto debito di denaro, e poi sequestrato dagli stessi aggressori, che lo hanno segregato presso i locali logistici della pizzeria di uno degli indagati, situata in provincia di Brescia, fino a quando i familiari della vittima non sono riusciti a pagare un riscatto di 1000€ e la vittima è stata costretta a firmare cambiali egiziane per un totale di 8000€. Solo dopo due giorni il giovane è stato liberato ed ascoltato dagli investigatori, cui ha fornito fondamentali elementi per lo sviluppo delle indagini e la ricostruzione dei fatti. 

L’identificazione degli indagati è stata possibile attraverso i tradizionali metodi di controllo del territorio, messi a sistema con tecniche d’indagine moderne quali l’analisi tecnica dei tabulati telefonici e telematici, unita alla localizzazione delle celle asservite dalle utenze in uso agli indagati.

Nel medesimo contesto operativo, l’attività dei Carabinieri ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza anche nei confronti di 2 donne, una romena trentanovenne ed un’italiana ventinovenne, congiunte di due degli altri indagati, le quali hanno fornito supporto alla fase estorsiva del reato, promuovendo la richiesta di denaro presso i familiari e mettendo a disposizione un conto corrente per la movimentazione del denaro.     

Gli arrestati sono stati tutti associati presso il carcere di San Vittore, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria, mentre l’egiziano catturato in Romania è in attesa di essere consegnato alle autorità italiane.