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Draghi: “Estenderemo l’uso del green pass”. E apre a obbligo vaccinale e terza dose

Il presidente del Consiglio interviene in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri e lancia un nuovo appello a vaccinarsi. Sì anche all’obbligo qualora ci dovesse essere l’approvazione completa da parte di Aifa ed Ema

Di Vittorio Di Mambro e Federico Sorrentino

ROMA – “Estendere il green pass? Io e Speranza ne stiamo parlando. Orientativamente sì, verrà esteso. Per capire esattamente quali sono i vari settori, e chi dovrà farlo prima, faremo una cabina di regia, come peraltro chiesto da Salvini, ma la direzione è quella”. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenuto in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri odierno, ha spiegato che l’idea dell’esecutivo è di puntare ancora sul Certificato verde, che da ieri è obbligatorio anche per salire sui mezzi di trasporto per i viaggi a lunga percorrenza e da agosto per entrare in ristoranti, bar e fare sport.

“VACCINO OBBLIGATORIO CON OK AIFA-EMA, SI VA VERSO TERZA DOSE”

“Si va verso la terza dose” e “sì” anche all’obbligo vaccinale qualora ci dovesse essere l’approvazione completa da parte di Aifa ed Ema, come avvenuto con la Fda negli Stati Uniti, ha detto Mario Draghi.

“VIOLENZA NO VAX E NO PASS ODIOSA E VIGLIACCA”

Il premier ha anche commentato l’escalation delle proteste dei no vax e no green pass, che negli scorsi giorni hanno aggredito prima una giornalista di Rainews e poi un videoreporter di Repubblica. In seguito, le minacce contro medici ed esponenti politici, tra cui il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, e la minaccia di manifestare nelle stazioni ferroviarie e bloccare i treni, che però si è trasformata in un clamoroso flop. Per Draghi, si tratta di “una violenza particolarmente odiosa e vigliacca quando è fatta nei confronti di persone che fanno informazione e di persone che sono in prima linea a combattere la pandemia”.

“LA CAMPAGNA VACCINALE PROCEDE SPEDITA”

“La campagna vaccinale procede spedita, verso fine settembre l’80% della popolazione sarà vaccinata e già oggi siamo al 70%. Sono quindi abbastanza fiducioso che si possa raggiungere l’obiettivo dell’80% per fine settembre, dà conforto per la ripresa delle attività produttiva e della scuola”, ha sottolineato Draghi, che poi ha lanciato un nuovo appello sul vaccino. “Ribadisco l’invito a vaccinarsi. È un atto verso se stessi, di solidarietà verso gli altri, di protezione verso la propria famiglia e verso tutte le persone con cui si viene a contatto. Continuo a ripetere la necessità di farlo”.

“RITORNO A SCUOLA PRIORITARIO, NON ABBIAMO PASSEGGIATO”

Il premier ha proseguito: “La campagna vaccinale è stata abbracciata dai giovani, circa il 70% ha la prima dose e metà ha concluso il ciclo. Questo ci permette di affrontare con tranquillità l’apertura della scuola e la scuola in presenza è sempre stata la priorità: a metà aprile fu un successo e ora vogliamo continuare su quella strada. Inoltre almeno il 91,5% degli insegnanti ha la prima dose: anche su quel fronte siamo pronti. Dal Governo siamo pronti e la preparazione è stata accurata e ben fatta. Il governo non ha passeggiato durante l’estate come dice qualcuno”. Così il premier Mario Draghi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Intanto, oggi il Tar del Lazio ha dato torto a chi si era opposto all’obbligo di green pass per il personale scolastico.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Omicidio Dalla Chiesa, Mattarella: “Barbara uccisione, uno degli attacchi più gravi alle Istituzioni “

A Palermo vennero uccisi dalla mafia il generale, sua moglie Elisabetta Setti Carraro e l’agente Domenico Russo

ROMA – Sono passati 39 anni da quando la mafia uccise il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo. L’agguato avvenne la sera del 3 settembre, in via Carini a Palermo, città di cui Dalla Chiesa era Prefetto. I coniugi erano in macchina quando vennero affiancati da un’altra autovettura da cui partirono raffiche di kalashnikov. L’agente, invece, li seguiva in una seconda auto: venne affiancato da una motocicletta da cui partirono altri colpi. Vennero condannati all’ergastolo come mandanti  i boss mafiosi Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Nenè Geraci.

IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA

“A trentanove anni dal tragico agguato del 3 settembre 1982 a Palermo, rendo commosso omaggio al ricordo del Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, della signora Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo, vittime della ferocia mafiosa“, dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La loro barbara uccisione- aggiunge- rappresentò uno dei momenti più gravi dell’attacco della criminalità organizzata alle Istituzioni e agli uomini che le impersonavano, ma, allo stesso tempo, finì per accentuare ancor di più un solco incolmabile fra la città ferita e quella mafia che continuava a volerne determinare i destini con l’intimidazione e la morte. A quell’odiosa sfida la comunità nazionale nel suo complesso, pur se colpita e scossa, seppe reagire facendosi forte della stessa determinata e lucida energia di cui Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva già dato esempio, durante il suo brillante percorso nell’Arma dei Carabinieri, nell’impegno contro organizzazioni criminali e terroristiche”.

“Pur nella brevità dell’incarico svolto a Palermo- prosegue il capo dello stato-, il sacrificio del Prefetto Dalla Chiesa e il suo lascito ideale contribuirono ad orientare molte delle scelte che, negli anni successivi, hanno consentito un salto di qualità nell’azione di contrasto ai fenomeni di infiltrazione mafiosa nell’economia e nella Pubblica Amministrazione. Norme e poteri di coordinamento più incisivi diedero nuovo vigore alle strategie di contrasto alla criminalità organizzata e rafforzarono la fiducia degli apparati pubblici che la combattevano; mentre, nella società civile, cresceva un sentimento di cittadinanza attiva, portatore di una cultura dei diritti contrapposta alle logiche dell’appartenenza e del privilegio”. “Nel ricordo di quell’estremo sacrificio- conclude Mattarella-, rinnovo alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo i sentimenti di vicinanza e partecipazione miei e dell’intero Paese”.

LAMORGESE: “UN GRANDE UOMO DELLE ISTITUZIONI

“Carlo Alberto dalla Chiesa è stato un grande uomo delle Istituzioni. Le sue intuizioni investigative e metodologiche ancora oggi, a distanza di 39 anni dal vile agguato mafioso in cui persero la vita anche la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, risultano attuali e essenziali per il contrasto di ogni forma di criminalità organizzata”. Lo dice il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. “Nella lotta al terrorismo e nel contrasto alle mafie Carlo Alberto dalla Chiesa, prima come generale dell’Arma dei Carabinieri e poi come prefetto di Palermo, si è contraddistinto per la sua non comune visione strategica” e “tutti noi dobbiamo continuare a fare tesoro dei suoi insegnamenti, in special modo, in un momento come questo in cui le ingenti risorse pubbliche destinate a superare la crisi economica legata alla pandemia suscitano gli appetiti criminali, che è necessario prevenire e contrastare anche facendo ricorso a quell’approccio innovativo che è stato, unitamente alla fermezza morale, il suo tratto distintivo”, conclude la titolare del Viminale.

IL PREFETTO DI PALERMO: “LA MAFIA È MINACCIA PERMANENTE PER GLI ENTI LOCALI”

“Oggi sappiamo che il condizionamento mafioso degli enti locali è una minaccia permanente. Per questo dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti disponibili per prevenirlo e contrastarlo”. Così il prefetto di Palermo, Giuseppe Forlani, in una intervista a la Repubblica nel giorno in cui si ricorda il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso da Cosa nostra con la moglie, Emanuela Setti Carraro e con l’agente Domenico Russo il 3 settembre di 39 anni fa. Forlani ha ricordato che dal 1991 sono 29 i comuni in provincia di Palermo commissariati per gravi condizionamenti, “cinque di questi negli ultimi due anni”. Dopo avere ricordato che “più volte Dalla Chiesa evidenziò l’opacità dei rapporti, fino alla intraneità, tra esponenti politici, amministratori locali e mafiosi”, Forlani ha fatto il punto sulle ultime ispezioni nei Comuni sciolti per mafia: emerge “una generale compromissione dell’azione amministrativa attribuibile all’operato di amministratori e dipendenti in assenza di qualunque attività di indirizzo e controllo da parte degli organi politici, che favorisce gli interessi della criminalità”. I “settori più a rischio”, secondo il prefetto di Palermo, “restano la gestione dei rifiuti, l’edilizia e i lavori pubblici” ed “è necessaria la massima vigilanza utilizzando tutti gli strumenti disponibili, a partire – ha concluso – dagli accertamenti antimafia sulle imprese quasi sempre omessi nei Comuni sciolti per mafia”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Covid, in Italia le regioni a rischio salgono a 17. Aumentano ricoveri e terapie intensive

I dati del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità e del Ministero della Salute

ROMA – L’indice di trasmissibilità Rt medio, calcolato sui casi sintomatici, è stato pari a 0,97 nei giorni compresi tra l’11 ed il 24 agosto 2021. Il dato, prossimo alla soglia epidemica, è dunque in lieve calo rispetto alla scorsa settimana (1,01) ed emerge dalla bozza del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità e del Ministero della Salute, all’esame della cabina di regia.

Dal monitoraggio emerge inoltre che a livello nazionale l’incidenza settimanale dei casi è pari a 74 per 100mila abitanti (per il periodo 27/08/2021-02/09/2021) rispetto al valore di 77 per 100mila abitanti del periodo 20-26 agosto 2021. Un numero che torna sui valori registrati a metà agosto.

Sul fronte delle Regioni e Province autonome che risultano classificate a ‘rischio moderato’, questa settimana sono 17, dunque 7 in più rispetto alla scorsa settimana. Si tratta di Sicilia, Veneto, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Puglia, oltre alle province autonome di Bolzano e Trento.

Francesco Demofonti. fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Venezia 78, il regista Joon Ho (Parasite): “Magari riuscirò a conoscere Gianni Morandi…”

Il Presidente della Giuria della Mostra del Cinema di Venezia inserì in ‘Parasite’, film premio Oscar, il brano ‘In ginocchio da te’

VENEZIA – “Nel mio ultimo film ho usato una canzone di Gianni Morandi. È stato un omaggio a mio padre, grande fan delle canzoni italiane. È una musica che ascoltavo a casa. Non ho mai conosciuto Morandi personalmente, magari ora riuscirò ad incontrarlo“. Con queste parole il regista coreano Bong Joon Ho, presidente della Giuria del Concorso di Venezia 78, durante la conferenza stampa di apertura della Mostra del Cinema, oggi al Lido, ha spiegato ai giornalisti come mai abbia inserito nella colonna sonora di ‘Parasite‘, (Miglior film agli Oscar nel 2020) il brano ‘In ginocchio da te”.

Parlando quindi del cinema italiano, il regista ha espresso la sua ammirazione per i grandi cineasti del passato, come Fellini, Antonioni, Rossellini, ma anche per cineasti contemporanei, come Alice Rohrwacher, che ha dichiarato di ammirare molto. Ha quindi aggiunto di aspettarsi tanto dalla nuova generazione di registi italiani, presenti in questa edizione della Mostra. Tra i membri delle tre Giurie di questa edizione della Mostra presenti alla conferenza c’era anche Chloé Zhao, Leone d’oro con ‘Nomadland‘ nell’edizione 2020 della kermesse veneziana, a cui non ha potuto partecipare a causa dell’emergenza Covid. “È un grande onore essere qui oggi- ha dichiarato rispondendo a una domanda dell’Agenzia Dire- “È stato un peccato non essere potuta venire l’anno scorso. Sarà molto emozionante poter lavorare con gli altri membri della giuria”.

Maria Rita Graziani fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

No Green pass, la protesta è un flop: stazioni praticamente vuote

Molti giornalisti, quasi nessun attivista: la rabbia corre su Telegram

ROMA – Una nutritissima schiera di cronisti e praticamente nessun partecipante alla protesta dei no green pass alla stazione Tiburtina di Roma. Nel Piazzale adiacente all’ingresso della struttura, sotto un sole cocente, i tanti giornalisti, video maker e fotografi cercano refrigerio in una piccola lingua d’ombra nell’attesa – per ora vana – che inizino ad affacciarsi i manifestanti che da giorni promettono battaglia contro l’obbligo di green pass nel trasporto pubblico, in vigore da oggi.

Un flop per certi versi prevedibile data la soglia di attenzione ai massimi livelli di istituzioni e forze dell’ordine dopo le violenze e le minacce dei giorni scorsi. E il malcontento di no vax e no green pass per l’insuccesso dell’iniziativa non si è fatto attendere. Sulla chat Telegram ‘Basta Dittatura’ sono in tanti ad aver riversato la propria frustrazione: “Non c’è nessuno in stazione. Ma non dovevate scrivere la storia?’, si chiede un utente, ‘Ridicolo a Milano solo polizia e giornalisti ma praticamente nessuno! Ormai c’è poco da fare, che schifo’, incalza un altro a dimostrazione che la ‘piazza vuota’ non è solo quella capitolina. ‘Questo gruppo mi puzzava di governo, meno male che nessuno c’è cascato’, è la tesi complottistica di un altro ancora. Infine, ‘Morghi prova a rassicurare Davide che si chiede se a Bologna ci sia qualcuno: “io arrivo un po’ in ritardo…”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Ritorno a scuola, come scegliere lo zaino anti lombalgia? I consigli degli ortopedici

Gigante (Sitop) ai genitori: “Deve essere compatto, leggero e con le rotelle”

ROMA – Telaio leggero, bretelle larghe e imbottiteschienale rigido, cintura di allaccio alla vita. Queste le caratteristiche principali che dovrebbe avere lo zainetto scolastico. Ad elencarle, in vista del rientro a scuola, è Cosimo Gigante, presidente della Società italiana di ortopedia e traumatologia pediatrica (Sitop). “Lo zaino dovrebbe essere compatto, per favorire una buona organizzazione dei libri al suo interno, e preferibilmente dotato di rotelle- spiega Gigante- in modo che possa essere trascinato, invece che portato sulle spalle, nel caso in cui dovesse risultare troppo pesante”.

Ma quanto dovrebbe pesare uno zainetto? “La letteratura su questo non è concorde- sottolinea l’ortopedico pediatrico- ma il limite di tolleranza generalmente accettato è fra il 5% e il 15% del peso corporeo del bambino in crescita. Dunque se guardiamo a un adolescente o a un preadolescente di 40-50 kg, lo zaino non dovrebbe pesare più di 7-8 kg- precisa Gigante- ma a volte ci sentiamo dire dai genitori che gli zaini dei propri figli arrivano anche a superare i 15 kg”.

ZAINI TROPPO PESANTI POSSONO CAUSARE PROBLEMI ALLA COLONNA VERTEBRALE?

Una tra le domande più frequenti che si pongono le famiglie è proprio se l’uso di zaini troppo pesanti possa incidere sulla deformità della colonna vertebrale promuovendo, ad esempio, una scoliosi. “Da questo punto di vista possiamo tranquillizzare i genitori- dice Gigante- nel senso che la scoliosi è una malattia che si caratterizza per una deformità rigida strutturata a carattere evolutivo che, fatte salve situazioni particolari, è prevalentemente geneticamente determinata e quindi non può essere promossa dall’esposizione a carichi eccessivi come quelli di uno zainetto”. Al contrario “la problematica che più comunemente può essere messa in relazione a uno zaino troppo pesante- spiega il presidente Sitop- è il dolore lombare. Normalmente siamo abituati all’idea che questo tipo di disturbo possa interessare la popolazione matura o anziana ma in realtà l’incidenza della lombalgia, intesa come almeno un episodio in un anno, interessa una percentuale di ragazzi che va dal 17% al 50-60% e cresce con l’età fino a raggiungere il suo apice in corrispondenza dell’adolescenza”, precisa Gigante.

Il presidente Sitop spiega che la lombalgia “è più frequente nel sesso femminile e in soggetti che hanno una iper lassità legamentosa, alcuni studi ci dicono anche che può essere legata a particolari profili di personalità e all’abuso del fumo. Ma spesso- precisa il medico- non sappiamo neanche per quale motivo ci siano questi disturbi che comunque il più delle volte sono transitori o recedono con la somministrazione di un analgesico”. Pertanto “non si può escludere che uno zaino troppo pesante induca una condizione di sovraccarico funzionale tale per cui c’è un limite di fatica fisiologico che viene superato e quindi questo può generare dolore”, spiega Gigante.

Il problema non è solo il peso. “Alcuni studi ci dicono che nell’insorgenza della lombalgia non è tanto importante il peso quanto il tempo di esposizione– precisa Gigante- questo vuol dire che uno zainetto pesante non dovrebbe essere portato per più di 15 minuti. Oltre questo limite temporale, infatti, può indurre una sindrome lombalgica”.

COME PREVENIRE LA LOMBALGIA?

Come prevenirla? “Oltre a scegliere uno zainetto con le caratteristiche sopra elencate- dice il medico- bisogna anche ricordare che non andrebbe mai portato su una spalla sola. Poi- continua Gigante- ci vuole una buona organizzazione scolastica: i docenti dovrebbero dire in anticipo qual è il programma della lezione in modo da consentire ai ragazzi di contingentare i libri a quelli la cui fruizione si rende necessaria per la data giornata. Dovrebbe esserci poi un approccio multidisciplinare al tema– auspica l’ortopedico- nel senso che potrebbero essere coinvolti anche i professori di Scienze motorie. Si sa, infatti, che sono i ragazzi più esili, magari anche dal profilo muscolarmente astenico, i più soggetti ai disturbi lombari e su di loro si dovrebbe lavorare migliorando il tono muscolare”. Infine “bisogna attenzionare i ragazzi e quando la riproposizione della lombalgia è troppo frequente o si estende alle fasi notturne o è associata ad altri sintomi, allora una visita ortopedica pediatrica può essere opportuna”, conclude Gigante.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Le stelle del cinema italiano in un corto per invitare il pubblico a tornare in sala

Da Giuseppe Tornatore a Toni Servillo, da Pierfrancesco Favino a Elio Germano: il ministero della Cultura lancia una campagna per invitare gli italiani a tornare al cinema

ROMA – Barbara Bobulova, Paolo Calabresi, Pierfrancesco Favino, Anna Foglietta, Elio Germano, Edoardo Leo, Giulia Michelini, Claudia Napolitano, Alice Pagani, Lillo Petrolo, Michele Placido, Benedetta Porcaroli, Vittoria Puccini, Greta Scarano, Sara Serraiocco, Alessandro Siani, Toni Servillo, Giuseppe Tornatore e Luka Zunic sono i protagonisti d’eccezione di ‘All Star‘, il nuovo cortometraggio al centro di una campagna di comunicazione realizzata dal ministero della Cultura in collaborazione con Anica, Anec e Cinecittà per invitare gli italiani a tornare in sala lanciata oggi, 31 agosto, alla vigilia dell’inaugurazione della 78esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia che proietterà il corto nei giorni della mostra. Così in un comunicato stampa il ministero della Cultura.


Il corto, diretto da Vincenzo Alfieri e scritto da Vincenzo Alfieri e Federico Mauro, racconta il pomeriggio di una giovane coppia (Claudia Napolitano e Luka Zunic) che, recandosi al cinema per vedere un film, incontra con grande sorpresa i volti di attrici, attori e registi italiani nelle vesti delle più disparate professionalità impegnate nelle sale cinematografiche: Edoardo Leo e Greta Scarano sono anche loro in fila come semplici spettatori, Alessandro Siani è alla cassa insieme a Giulia Michelini e Sara Serraiocco, Lillo Petrolo e Paolo Calabresi sono al bar per vendere bibite e pop corn, Elio Germano è l’addetto alle pulizie, mentre Pierfrancesco Favino e Anna Foglietta sono impegnati nel controllo dei biglietti prima dell’ingresso. Gli ‘strani incontri’ proseguono in sala dove la coppia di giovani s’imbatte nella maschera Vittoria Puccini, tra gli spettatori spuntano Barbara Bobulova e Michele Placido, e in susseguirsi d’immagini la voce di Benedetta Porcaroli annuncia l’inizio dello spettacolo, mentre Alice Pagani spegne le luci in sala. Infine, un proiezionista d’eccezione, il regista Premio Oscar, Giuseppe Tornatore, accende finalmente lo schermo e la camera inquadra uno spettatore compiaciuto che ha il volto di Toni Servillo.https://www.youtube.com/embed/R-MbyX2hD3U?feature=oembed

Il cortometraggio, spiega il comunicato stampa, è un invito a tornare nei cinema italiani nel rispetto delle regole e dei protocolli di sicurezza, incluso il Green Pass, per vivere di nuovo la magia del grande schermo. La campagna di comunicazione, realizzata con il contributo del ministero della Cultura, prevede la promozione dello spot su giornali, tv, radio, oltre ad un lancio sui canali social ufficiali del Ministero Facebook, Twitter, YouTube, Instagram e Tik Tok. L’anteprima su quest’ultima piattaforma alle ore 10 di oggi segnerà anche lo ‘sbarco’ del Ministero sulla piattaforma d’intrattenimento più utilizzata dalle giovani generazioni e non solo.


“Grazie al Green Pass e alle nuove misure di sicurezza – ha dichiarato il ministro della Cultura, Dario Franceschini – la cultura sta ripartendo. Le persone si sentono più sicure e stanno tornando nei cinema, nei teatri e nei musei. È un fatto molto importante, la pandemia ci ha fatto capire quanto la cultura sia la linfa delle nostre vite. Grazie quindi a tutto il mondo del cinema che si è unito con questo cortometraggio per lanciare un appello corale e invitare gli italiani a tornare in sala per vivere la magia del cinema in sicurezza”.

Comunali Roma, Di Battista firma per Raggi: “Ampiamente soddisfatto del suo lavoro”

L’ex esponente del M5S ha firmato la lista ambientalista Roma Ecologista che sostiene la sindaca uscente

ROMA – Continua la raccolta firme per la lista Roma Ecologista. Questa mattina a largo Torre Argentina anche Alessandro Di Battista, ex deputato M5S, ha firmato la lista ambientalista a sostegno di Virginia Raggi: “Da romano sono ampiamente soddisfatto del suo lavoro e mi auguro possa avere un’altra chance“. È quanto fa sapere in una nota la stessa Lista.


“La raccolta firma sta andando molte bene, ci stanno facendo tante domande e stiamo raccogliendo anche le lamentele perché abbiamo l’intenzione di aiutare e migliorare” ha commentato Lapo Sermonti, tra i capilista di Roma Ecologista. Di Battista ha invece aggiunto: “Oggi sono qui a firmare per questa lista ambientalista a sostegno di Virginia Raggi. Valuterò nelle prossime settimane chi votare ma sicuramente sarà a sostegno della Raggi e mi auguro possa avere un’altra chance per continuare a proseguire una lotta che a Roma necessita più di cinque anni”.


Insieme a Lapo Sermonti, esperto di protezione ambientale del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad), Di Battista ha lanciato l’idea del servizio civico ambientale, per il quale è stato da poco firmato il protocollo d’intesa tra i ministeri della Transizione ecologica e delle Politiche giovanili e stanziati 20 milioni per il biennio 2021-2022: “Per me Lapo Sermonti è una garanzia di un amore per l’ambiente che oggi vuol dire amare di più la vita”, afferma Di Battista.

Avere il supporto di Di Battista in questa lista è fondamentale – spiega ancora Sermonti nella nota – È stata la persona che in primis mi ha chiesto di aiutarlo con la sua agenda politica e a strutturare e mettere insieme le proposte e azioni ambientaliste contenute all’interno del servizio civile ambientale”.


“Io – ha invece concluso Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Fondazione Univerde, presente per dare il suo supporto alla raccolta firme – sostengo la lista Roma Ecologista perché penso che a Roma serva questa lista ecodigital e un rafforzamento di ecologisti, giovani e innovatori nel consiglio comunale. Avere il sostegno anche di Alessandro Di Battista mi sembra un buon segnale, dobbiamo essere tanti sostenitori. Non siamo candidati, come anche Angelo Consoli, direttore dell’Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin, inventore del Green New Deal, ma sosteniamo questa lista di giovani che possono fare la differenza e di persona di grande autorevolezza come Alessandro Bianchi, Lapo Sermonti e Francesco Mezzatesta”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

GENOVA – Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha finito la pazienza: la misura degli insulti e delle minacce, ricevuti via social e non solo dai no vax, è colma. “Credo sia il momento di intervenire seriamente perché ormai siamo nel pieno dell’illegalità – si sfoga su Facebook il Governatore – io sto segnalando tutto, bufale comprese, alle autorità competenti. Non possono più andare avanti impuniti. Resta ferma, chiara e netta la mia posizione sui vaccini, unico strumento di libertà che queste persone, anche in modo violento, stanno cercando di toglierci. Non ho mai avuto paura di esprimere la mia posizione, anche a costo di sembrare impopolare, e non ho paura adesso che vengo giornalmente minacciato e insultato”.

LA BUFALA SUL GREEN PASS TEMPORANEO

L’ultima bufala riguarda il green pass del presidente: al contrario di quanto segnalava una fake news iniziata iniziata a circolare nelle ultime ore sui social, Toti avrebbe avuto un passaporto verde temporaneo solo in seguito a un tampone negativo fatto “prima di posare per la foto per la stampa” e non il pass dovuto al completamento del ciclo vaccinale. Gli autori della bufala sostengono che Toti avrebbe postato un QR code a luglio, che sarebbe stato verificato con la nota app “VerificaC19” e risultato valido sono nelle ore immediatamente successive alla pubblicazione, mentre oggi risulterebbe non valido.

Lo staff del Governatore ha spiegato che il green pass è perfettamente valido, così come regolari sono state le somministrazioni delle due dosi di vaccino anti Covid ricevute: la situazione si potrebbe essere verificata perché l’immagine del QR code è stata opportunamente modificata per evitare che venissero sottratti dati sensibili di Toti. D’altronde, a testimoniare la prima dose del vaccino ricevuto dal governatore ligure con Astrazeneca, il 28 maggio all’hub della Fiera del capoluogo ligure, c’era un nutrito drappello di giornalisti e videoperatori. Il richiamo, invece, avvenuto con Pfizer il 22 luglio, era stato documentato sui social con un dettagliato corredo fotografico. L’autore del primo post su Facebook con la fake news ha ben presto cancellato il messaggio pubblicando una sorta di rettifica (“voleva essere un post umoristico e goliardico basato su fatto non confermato ma purtroppo ben plausibile), ma la bufala aveva ormai iniziato a fare il giro della rete.

“SÌ AL DISSENSO SOLO SE CIVILE”

Un comportamento che, per Toti, non è sufficiente. Per questo, il Governatore avverte “tutti i no vax che ‘sfondano’ le mie pagine social: abbiamo deciso di segnalare, cancellare e bloccare tutti i commenti che incitano alla violenza. Non quelli che motivano il loro dissenso in modo civile. Pertanto, se trovi cancellato il tuo commento, sappi che ti reputiamo per quello che sei: una belina“. Toti sottolinea che è “un crescendo di odio e intolleranza di fronte al quale gli uomini delle istituzioni non possono stare fermi. Le chat Telegram no vax cercano e diffondono indirizzi di casa e cellulari, nel mio caso per fortuna non li hanno trovati, ma il telefono del mio amico Matteo Bassetti è bersagliato da centinaia di chiamate con minacce di morte, che io stesso ho ascoltato sgomento. Pochi giorni fa è stato aggredito di fronte casa, con la sua famiglia. Così come ieri è stato brutalmente picchiato un giornalista di ‘Repubblica’. Il tutto mentre domani questi ‘guerrieri’ annunciano il blocco delle ferrovie, che creerà disagi soprattutto ai lavoratori”.

Simone D’Ambrosio fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Malagò: “Berlusconi non mi ha chiesto di candidarmi. Resto nello sport”

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Il presidente del Coni smentisce che il leader di Forza Italia gli abbia offerto la guida del partito

ROMA – “Non sarei serio se adesso lasciassi lo sport per la politica. Ho incontrato Berlusconi a Porto Rotondo ma non abbiamo mai parlato di politica e non mi ha chiesto di candidarmi. Sono stato molto chiaro con chi mi ha eletto presidente e con il Cio di cui sono membro. Il mio futuro resta nello sport”. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, intervistato dal quotidiano ‘La Stampa’, smentisce le voci di una proposta ricevuta dal leader di Forza Italia per guidare il partito.

“SÌ ALLO IUS SOLI SPORTIVO, NON CREDO SALVINI ABBIA DA RIDIRE”

Il numero uno dello sport italiano è anche tornato anche sull’argomento Ius soli sportivo, proposto dopo la spedizione alle Olimpiadi di Tokyo chiusa con 40 medaglie. “La procedura per diventare cittadino italiano è complicata, lunga e piena di insidie. È una via crucis – spiega Malagò – e per questo bisogna anticipare i tempi. Se un atleta è bravo perché deve aspettare i 18 anni per avviare la pratica? Con Salvini ho un rapporto importante, non credo che abbia da ridire sullo Ius soli sportivo”.

“ALLIBITO DALLE PROTESTE DEI NO VAX”

“Sono allibito e incredulo dalle proteste no vax. C’è una fetta di popolazione che per nessun motivo al mondo vuole farsi imporre le cose, diciamo che hanno un concetto esasperato della democrazia. Con i nostri atleti abbiamo cercato di trasmettere un messaggio di salute e di sicurezza, impossibile non capirlo. Ripeto, sono allibito”, ha concluso Malagò.

Marco Melli fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»