In tutte le regioni, tranne Calabria (-4,3%) e Umbria (-13,5%), si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, con variazioni che vanno dallo 0,7% della regione Puglia al 180% della Valle dโAosta.
ROMA โ Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 10-16 novembre 2021, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (54.370 vs 41.091, pari a +32,3%) e decessi (402 vs 330, pari a +21,8%, di cui 28 riferiti a periodi precedenti). Continuano a salire anche i casi attualmente positivi (123.396 vs 100.205, +23.191, pari a +23,1%), le persone in isolamento domiciliare (118.945 vs 96.348, +22.597, pari a +23,5%), i ricoveri con sintomi (3.970 vs 3.436, +534, pari a +15,5%) e le terapie intensive (481 vs 421, a +60, pari a +14,3%).
Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, dichiara che โper la quarta settimana consecutiva si conferma a livello nazionale un incremento dei nuovi casi settimanali (+32,3%), come documenta anche la media mobile a 7 giorni, che in un mese รจ triplicata: da 2.456 il 15 ottobre a 7.767 il 16 novembreโ. Nelle ultime 4 settimane lโaumento della circolazione virale รจ ben documentato dallโincremento sia del rapporto positivi/persone testate (da 3,6% a 12,7%), sia del rapporto positivi/tamponi molecolari (da 2,4% a 5,8%) e positivi/tamponi antigenici rapidi (da 0,07% a 0,21%). In tutte le regioni, tranne Calabria (-4,3%) e Umbria (-13,5%), si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, con variazioni che vanno dallo 0,7% della regione Puglia al 180% della Valle dโAosta. In 84 province si registra unโincidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Umbria e Veneto tutte le province raggiungono o superano tale soglia. In 7 province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Trieste (638), Bolzano (402), Gorizia (369), La Spezia (248), Forlรฌ-Cesena (219), Padova (179) e Vicenza (152).
Cartabellotta aggiunge che โdi fronte a questi numeri รจ inaccettabile che gli amministratori non abbiano introdotto restrizioni locali, seppur impopolari, accettando il rischio che la diffusione del contagio trascini lโintera regione in zona giallaโ. La responsabile ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe, Renata Gili, spiega che โsul fronte ospedaliero si registra un ulteriore incremento dei posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +15,5% in area medica e +14,3% in terapia intensivaโ. In termini assoluti, il numero di pazienti Covid in area medica รจ aumentato da 2.371 del 16 ottobre a 3.970 del 16 novembre (+67,4%) e quello nelle terapie intensive da 338 del 25 ottobre a 481 del 16 novembre (+42,3%). A livello nazionale il tasso di occupazione รจ del 7% in area medica e del 5% in area critica, con notevoli differenze regionali: nessuna regione supera la soglia del 15% per lโarea medica, mentre Friuli-Venezia Giulia (14%) e Marche (10,1%) superano quella del 10% per lโarea critica.
Il direttore operativo della Fondazione Gimbe, Marco Mosti, precisa che โgli ingressi giornalieri in terapia intensiva continuano ad aumentare: la media mobile a 7 giorni รจ passata da 34 ingressi/die della settimana precedente a 38โฒ. Solo il Friuli-Venezia Giulia e la provincia autonoma di Bolzano sono molto vicini alla zona gialla visto che, oltre allโincidenza settimanale >50 casi per 100.000 abitanti, presentano entrambi i tassi di occupazione ospedaliera superiori o prossimi alle soglie del 15% in area medica e del 10% in terapia intensiva. Il presidente Cartabellotta sottolinea che โbisogna tenere conto che lโattuale sistema per lโassegnazione dei colori alle regioni รจ stato elaborato quando non esistevano dati sul declino della copertura vaccinale, nรฉ sulla necessitร della terza dose. Con queste regole, durante i mesi invernali di aumentata circolazione virale, nelle regioni con coperture vaccinali piรน basse e/o in ritardo sulla somministrazione della terza dose cโรจ il rischio di sovraccaricare gli ospedali senza cambiare colore; anche perchรฉ le regioni hanno la possibilitร di aumentare i posti letto disponibili, sottraendoli ad altri malati, o dimettere pazienti Covid in strutture privateโ.
REPORT GIMBE: LE COPERTURE VACCINALI IN ITALIA
Sul fronte dei vaccini, capitolo forniture, al 17 novembre (aggiornamento ore 6.14) risultano consegnate 99.903.390 dosi: in assenza di nuove forniture per la quinta settimana consecutiva le scorte di vaccini a mRNA scendono a quota 7,6 milioni di dosi. Nellโambito delle somministrazioni, al 17 novembre (aggiornamento ore 6.14) il 79,1% della popolazione (n. 46.894.047) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+109.996 rispetto alla settimana precedente) e il 76,8% (n. 45.521.038) ha completato il ciclo vaccinale (+277.306 rispetto alla settimana precedente). In aumento nellโultima settimana il numero di somministrazioni (n. 1.257.024) (figura 9), con una media mobile a 7 giorni di 179.740 somministrazioni/die. Per quanto riguarda i nuovi vaccinati, dopo aver sfiorato quota 440 mila nella settimana 11-17 ottobre, in quattro settimane il numero รจ crollato a quota 127.361 (-71,1%). Degli oltre 7,15 milioni di persone non ancora vaccinate preoccupano sia i quasi 2,66 milioni di over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione, sia gli oltre 1,23 milioni nella fascia 12-19 che influiscono negativamente sulla sicurezza delle scuole.
REPORT GIMBE: LE TERZE DOSI
Se invece si analizzano le coperture vaccinali, quelle con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce di etร : dal 97,1% degli over 80 al 74,6% della fascia 12-19 e, rispetto alla settimana precedente, si registrano incrementi sempre piรน modesti.
Sul fronte della terza dose, su una platea di 895.460 persone per la dose aggiuntiva e di 5.131.130 persone per la dose booster, al 17 novembre sono state somministrate 3.269.468 terze dosi, di cui 534.029 dosi aggiuntive e 2.735.439 di dosi booster, con una media mobile a 7 giorni che sfiora 120 mila somministrazioni. Il tasso nazionale di copertura vaccinale per le dosi aggiuntive รจ del 59,6%, con nette differenze regionali: dal 3,5% della Valle dโAosta al 100% di Campania, Liguria, Molise, Piemonte, provincia autonoma di Bolzano, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria. La copertura nazionale con dose booster รจ del 53,3%, anche qui con notevoli differenze tra Regioni: dal 31,8% della Calabria al 91,9% del Molise.
Marco Mosti tiene a puntualizzare che โqueste percentuali sono tuttavia sovrastimate dal mancato aggiornamento della platea ufficiale per la dose booster, ferma al 2 novembreโ.
Infatti, secondo le indicazioni ministeriali le persone chiamate a ricevere entro la fine del 2021 la dose booster sono: 11,96 milioni over 60 che hanno completato il ciclo con qualsiasi vaccino entro il 4 luglio; 757 mila under 60 che hanno ricevuto il vaccino J&J entro il 4 luglio; 6,14 milioni dal 1ยฐ dicembre persone con etร compresa fra 40 e 59 anni che hanno completato il ciclo vaccinale con Pfizer, Moderna o AstraZeneca entro il 4 luglio.
Considerato che ad oggi sono giร state somministrate 2,74 milioni di dosi booster e 291mila dosi aggiuntive agli over 60, entro il 31 dicembre dovrebbero essere somministrate 15,83 milioni di terze dosi, in media oltre 350 mila somministrazioni al giorno. Per indisponibilitร dei dati, questi numeri potrebbero essere da un lato sottostimati perchรฉ non includono personale sanitario e ospiti di Rsa under 60, dallโaltro sovrastimati perchรฉ includono le persone guarite da meno di 6 mesi e i deceduti appartenenti alle categorie sopra menzionate.
Cartabellotta spiega che โoltre allโadesione della popolazione alla somministrazione delle terze dosi e alle sfide organizzative e comunicative che le regioni sono chiamate ad affrontare, preoccupano le scorte di vaccini a mRNA, oggi pari a meno del 50% delle dosi da somministrare entro fine anno, insieme al fatto che rimane sconosciuto il piano delle prossime forniture, ormai al palo da 5 settimaneโ.
Il presidente della Fondazione Gimbe afferma inoltre che โnello scenario attuale, caratterizzato dal progressivo aumento della circolazione virale e dalla riduzione dellโefficacia vaccinale che impone la dose di richiamo, sono due le decisioni politiche che possono minimizzare il rischio di misure restrittive. La prima รจ ridurre a 6 mesi la validitร del green pass rilasciato a seguito di vaccinazione, in linea con le evidenze scientifiche sulla durata della protezione vaccinale e con le indicazioni per la dose di richiamo. La seconda รจย introdurre lโobbligo vaccinale sia per il ciclo primario,ย sia per la dose booster, almeno per tutte le categorie di lavoratori a contatto con il pubblicoโ.
โInvece- secondo Cartabellotta- non convince affatto il โsuper green passโ sul modello austriaco, di fatto un โsurrogatoโ dellโobbligo vaccinale: escludere il tampone dalle modalitร per il rilascio della certificazione verde, pur identificando le attivitร essenziali per le quali tale opzione rimarrebbe valida, rischia solo di aumentare le tensioni sociali senza alcuna garanzia di aumentare coperture vaccinali e adesione alla terza doseโ, conclude.
ย fonte ยซAgenzia DiREยป e lโindirizzo ยซwww.dire.itยป. Francesco Demofonti