Predicano la domenica mattina con la Bibbia in mano, e nel pomeriggio cacciano e pescano, come se niente fosse.
Mangiano lumache e aragoste dopo averle uccise nell’acqua bollente, piazzano trappole per volatili indifesi, si divertono al circo con animali e le loro Confessioni vendono Bibbie con copertina in pelle di animale: sono taluni direttori di Messa o di Culto
di Paolo Battaglia La Terra Borgese
Ma la Bibbia, secondo molte interpretazioni teologiche e riflessioni spirituali, presenta concetti che entrano in contrasto con la pratica della caccia e della pesca. Del resto non occorre essere superdotati di cervello per rendersene conto. Numerosi passaggi delle Sacre Scritture promuovono infatti un atteggiamento di rispetto e cura verso tutte le forme di vita, suggerendo che ogni creatura vivente meriti attenzione e protezione. Pertanto, la caccia e la pesca, considerate attivitร che causano sofferenza e morte agli animali, sono incompatibili con i principi di amore, compassione e misericordia spesso evidenziati nei testi biblici.
Quanto piรน si procede nel cristianesimo, tanto piรน appare evidente l’estensione di ciรฒ che resta da comprendere, rettificare e ricondurre all’armonia auspicata nella Bibbia. La Fede non รจ il possesso della Parola, ma la coscienza sempre piรน severa della sua ricerca, non รจ il compimento dell’uomo, ma la percezione piรน limpida della sua incompiutezza.
Dio รจ vegano, almeno quello cristiano, perchรฉ non ha mai dettato a nessuno di svagarsi sparando contro animali di terra o di cielo o ingannando tramite esche quelli di mare per ucciderli indegnamente con crudeltร assassina. Non ha mai dettato a nessun autore dellโAntico o del Nuovo Testamento di ammazzare per capriccio gli animali procurando loro atroci sofferenze. E se un predicatore di qualsivoglia confessione o un cosiddetto risvegliatore della fede afferma questo o pratica oggi come oggi la caccia o la pesca, e giustifica tali malvagie attivitร tirando in ballo versetti della Bibbia alterandone ad arte il significato profondo compie eisegesi, cioรจ introduce le proprie idee personali nel testo per fargli dire ciรฒ che desidera (al contrario, lโesegesi estrae dal testo il suo autentico significato in base al contesto storico e letterario).
La sensazione รจ quella di trovarsi davanti a un gesto disperato, al tentativo di trasferire allโesterno di una Chiesa la giustificazione di azioni comportamentali che invece sono criticabili in quanto ostili ai precetti morali di amore e benevolenza elegantemente tracciati nella Bibbia, di conferirgli una dimensione divina attraverso lโeco prestigiato dei versetti, con il convincimento di aver creato una meschina comfort zone.
E a mio avviso, e non per essere irriverente, ma per la diffidenza che ogni eccesso suscita, silere non possum. Quando semplici astrazioni di frasi bibliche vengono liquidate a piacimento come Parola di Dio a giustificazione della grigia cachessia morale ed etica, e tossica, ecco che il riferimento a un versetto non puรฒ essere accolto come un titolo di eccellenza intima. Esso appartiene a una dimensione simbolica troppo alta perchรฉ qualcuno possa indicarla come ornamento personale o usarla arbitrariamente a suffragio dei propri vizi come – lo abbiamo detto – la pesca o la caccia; per di piรน quando al riparo, falso e vile, di mura urbiche religiose: รจ la paralisi di unโorganizzazione ridotta a non avere piรน alcuna forza propulsiva presso potenziali anime pensanti da convertire. Ma forse รจ la massa, il vulgus acefalo, ad interessare, in quanto notevolmente piรน numeroso.
Anche se โ รจ bene chiarire – le parole riportate da una visione letteralista della Bibbia, mi hanno spesso raggiunto con quella rara benevolenza che, tuttavia, non lusinga soltanto, ma obbliga.
Obbliga a criticare il modo protestante e il modo cattolico di radice romana. Due mondi della stessa famiglia che, armati di Bibbia, vogliono sovrastare gli argomenti, o con essa diventare il pretesto per eluderli.
ร che quando si apre una frattura tra la norma biblica e il suo esercizio, tra la giustizia proclamata e quella concretamente amministrata, il credente non dovrebbe mai limitarsi a contemplare in silenzio la deformazione del Credo.
Il silenzio puรฒ essere disciplina, prudenza e custodia. Ma vi sono stagioni nelle quali esso rischia di diventare soltanto la veste piรน decorosa dell’inerzia.
In chiesa, del resto, non dovrebbe importare chi impugni la Bibbia, ma se la lettura sia retta, non chi rivendichi la Parola, ma se la comprensione ne esca piรน prossima alla forma, non chi pretende di possedere la Luce, ma se abbia saputo almeno non frapporsi al suo passaggio.
Non dignitas hominem, sed homo dignitatem exomat.
Non รจ la dignitร della funzione a rendere grande l’uomo; รจ la condotta dell’uomo a rendere degna la funzione che gli sia affidata.
Per farla semplice: chi mangia le lumache dopo averle barbaramente uccise nell’acqua bollente procurando loro atroci sofferenze solo per vigliaccamente soddisfare il mero piacere gastronomico, chi va (per sport, puรฒ dire lui) a caccia o a pesca o a piazzare trappole per volatili indifesi, continuando a seminare morte, dolore e terrore, chi si รจ divertito al circo alle spese di poveri animali tormentati e seviziati con torture crudeli, violenze fisiche e morali efferate, e chi vende Bibbie con copertina in pelle di animale, puรฒ poi dirigere la Messa o il Culto? puรฒ definirsi un osservante sincero dei Vangeli? E il suo โfedeleโ: puรฒ esimersi a priori dal valutare quanto una difformitร incida in modo radicale su un elemento essenziale e sostanziale dellโamore?
Se รจ vero che de gustibus non disputandum est, che ognuno ha il diritto di amare o odiare cose diverse senza subire giudizi, ciรฒ non puรฒ valere per chi andando in giro, o da fermo sul pulpito di una chiesa, pretende di dare lezioni di vita e di spiritualitร , Bibbia alla mano.
Repetita iuvant: Non dignitas hominem, sed homo dignitatem exomat.
Non รจ la dignitร della funzione a rendere grande l’uomo; รจ la condotta dell’uomo a rendere degna la funzione che gli sia affidata.
Senza idolatria di comodi Versetti.
Giร , perchรฉ la legge divina non si ricostruisce con la selezione ad arte di Versetti che giustifichino le proprie (mie) nefandezze, ma mediante il messaggio d’amore che la Bibbia custodisce e tramanda, e tale amore non si puรฒ esprimere, non รจ compatibile, con la violenza procurata ad altri esseri per puro e vile capriccio, infischiandosene.
Ai mistificatori di โversetti ad hocโ occorre reiteratamente ricordare che Errare humanum est, che loro non sono semidei nรฉ angeli caduti dal cielo – e che nulla, nessun passo biblico, puรฒ giustificarli quando buttano lumache vive e senzienti nell’acqua a 100 gradi centigradi.
Diversamente, prima di invitare il prossimo allo studio biblico, allโesegetica, dovrebbero loro cominciare a studiare il male, il male dell’ipocrisia, a chiedersi che significa โSignore liberaci dal maleโ .
Eh sรฌ, dilette mie Lettrici e cari miei Lettori: l’ipocrisia รจ un brutto male, perchรฉ rompe il legame di fiducia tra le persone. Nasce quando si dice di avere valori buoni o sentimenti gentili, ma poi si agisce in modo opposto.
Diceva il poeta romano Giovenale: Orandum est ut sit mens sana in corpore sano (Bisogna pregare affinchรฉ vi sia una mente sana in un corpo sano), per invitare a cercare l’equilibrio interiore e la salute fisica, distaccandosi dai desideri futili o materiali.
Dilette mie Lettrici e cari miei Lettori,care Chiese, vi avverto che, una lettura di consumo e letteralista della Bibbia puรฒ limitare il livello di intelligenza del โparco animeโ di una intera Confessione, dunque la sua crescita energetica, di fede e di etica, e sfavorire allโesterno la percezione e lโattendibilitร del proprio culto, dei propri valori, dei propri principi; puรฒ perfino vanificare lo sforzo tipico e importante dellโattivitร evangelizzatrice che potrebbe cosรฌ rischiare di essere affidata a dei guitti. Sconsiglio perciรฒ vivamente la lettura di consumo letteralista, o peggio ancora la deriva letteralistica, della Bibbia a quelle Chiese che non mirano soltanto ai numeri, ma puntino seriamente ed estesamente ad un reale sviluppo spirituale, a una evoluzione interiore attraverso un cammino di consapevolezza delle coscienze, a favore del nutrimento e del benessere spirituale dei propri adepti fedeli (coloro che col battesimo hanno ricevuto la fede; quindi, cristiani). E la consiglio invece a quelle Chiese, o associazioni o enti morali di culto che assetati di potere lo inseguono iscrivendo tra le proprie file il numero piรน alto possibile di seguaci; un numero tale che consenta alla propria confessione di contare maggiormente nella societร , sia in termini economico-finanziari che consulenziali sui tavoli della politica pubblica nazionale e internazionale; avvertendole che in molti casi Nemo auditur propriam turpitudinem allegans (nessuno viene ascoltato se allega una propria immoralitร ).
Molto significativa per il Simbolismo che essa esprime รจ per noi lโopera pittorica qui raffigurata โAllegoria dell’intelligenzaโ di Cesare Dandini (1656). La figura centrale รจ una donna fiera ed elegante, personificazione dell’intelletto. Il serpentello, espediente allegorico per dipingere una curva a forma di punto interrogativo, rappresenta il dubbio e la ricerca critica, motore della mente intelligente. I significati nascosti (del compasso, dei libri, della sfera) sono elementi visivi legati alla filosofia neostoica, che esalta il controllo della ragione sulle passioni; obiettivo del neostoicismo – per chi non lo ricordasse – era quello di cercare la pace interiore e il dominio delle passioni in un’epoca di crisi politica e religiosa. Questo dipinto รจ dunque attraversato da un chiaro principio attivo e costituisce perciรฒ un prezioso documento utile filosoficamente ma anche fideisticamente.
Speculando su di esso, ognuno di voi, dilette mie Lettrici e miei cari Lettori, potrร poi in proprio riflettere su quegli aspetti numerosi che io qui tacitamente (si fa per dire) abbraccio con etichetta svalutativa: sono le passioni legate alla caccia, alla pesca, ai circhi con animali, alle scommesse in gare con animali, ai giri turistici in carrozze a traino animale, ai giochi di artificio di vecchia generazione che con il loro fragore esplosivo terrorizzano i poveri animali (oggi ci sono in commercio quelli assolutamente silenziosi) e a ogni qualsiasi attivitร lesiva per gli animali.
ร dunque adesso nelle mie intenzioni redigere alcune righe che ragionevolmente sโinterfaccino nel profondo del rapporto fra cristianesimo tutto e animali diversi dallโuomo, saranno righe speranzose di aprire in Voi molteplici sinapsi. E sono orgoglioso di cimentarmi in questa sintesi per voi, dilette mie Lettrici e cari miei Lettori, perchรฉ riconosco sรฌ grande valore alle religioni, ma occorre ammettere che non si puรฒ fare a meno di identificarle in sistemi di controllo e di utilizzo della societร e dei vari regni del creato – come quello animale.
Premetto subito che non รจ solo legittimo, ma doveroso confrontarsi con grandi figure come Gesรน, poichรฉ il suo lascito ha inciso in modo profondo e indelebile sul dibattito religioso. Il nostro obiettivo รจ cercare di capire cosa cโentri tutto questo con lโamicizia e lโamore con gli altri animali.
Inciso: in Italia, lโuccisione di un animale senza necessitร o per crudeltร รจ un reato punito dallโarticolo 544-bis del Codice Penale, con la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da 5.000 a 30.000 euro. Le pene aumentano se vengono usate sevizie. Domanda: dunque uccidere un pesce a tradimento sarebbe per la legge italiana una necessitร umana? E lasciare credere a un povero pesce di avere trovato del cibo per sfamarsi con il vigliacco viscido ausilio di una insidiosa, sleale, volgare esca appesa ad un amo il cui uncino penetra nei tessuti della bocca e dell’apparato digerente innescando al povero pesce panico e dolore, aggiungere a questa cattiveria la brutalitร della asfissia per mancanza di ossigeno fuori dallโacqua in una atroce agonia, sarebbe pure UNO SPORT CRISTIANO?
NO. E dunque volo rapidamente al sodo, ALLA BIBBIA, e per sollecitare al meglio il vostro vaglio e non recare tedio ad alcuno, esaminerรฒ esclusivamente quei punti che per un tratto della nostra vicenda/ricerca siano di confronto direttotra la religione fondata da Gesรน di Nazareth, la Bibbia e il veganesimo (la tortura lโabbiamo giร vista).
Sappiamo che Dio ci ha fatti vegani, e tra poco lo vedremo. Tuttavia immaginerei volentieri che il Dio dei cristiani decidesse di dettare un Terzo Testamento, che meglio facesse inquadrare – a taluni Prestigiatori di Versetti – la nozione di amore e quella di uccisione, soprattutto agli acefali egotisti, per condurli a conclusioni differenti e sincere, verso una costruzione veramente coerente al messaggio biblico ed evangelico, rendendo meno invalide le religioni.
Le religioni si sa (anche quando sono belligeranti con le altre), servono certamente e positivamente a costringere le persone meno sensibili a dovere rispettare il loro prossimo (grazie al dio di turno che altrimenti li punisce). Dunque ben vengano.
Fede, Confessione, Bibbia: proviamo ad unire saldamente nelle sue parti con lโaiuto dei Vangeli.
La fede รจ l’adesione interiore e spirituale ai principi e alla Rivelazione di Dio, mentre la confessione religiosa รจ la concreta organizzazione e la forma comunitaria con cui quella fede viene storicamente professata. Ma il lavoro dei ministri di culto che, Bibbia alla mano, predicano la parola di Dio, tanto nel cattolicesimo quanto nel protestantesimo, confligge persino nella vendita di bibbie in pelle di animale. Tale ministro, con tali commerci, si interdice giudizi di valore e teologici sulle dottrine religiose che studia.
Giusto per avere unโidea della dimensione del brulicante mercato delle anime (poi andiamo al focus): sono tanti i gruppi che hanno lasciato il cristianesimo di origine di Gesรน di Nazareth per mettersi in proprio con una propria confessione (e non si puรฒ fare a meno di pensare a giochi di potere). Le cinque grandi correnti principali del cristianesimo sono il cattolicesimo (basato sullโautoritร centrale del Papa); l’ortodossia (organizzata in Chiese autocefale); il protestantesimo storico (Sola Scriptura e la salvezza per sola fede) con le sua infinitร di moderne sub-confessioni, ovviamente di stampo evangelico; l’anglicanesimo (miscela di cattolicesimo e protestantesimo storico); e le Chiese orientali antiche (copta, siriaca, etiopica).
Esistono inoltre piccole sette cristiane che si distinguono perchรฉ rifiutano l’uso di tutte le sostanze alcoliche (anche il vino durante le cene sante o eucaristiche), come ad esempio lโantica e oramai estinta (?) setta degli acquariani. Ed esistono moderne sette astemie: la Chiesa di Gesรน Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni) e la Chiesa Avventista del Settimo Giorno. Ed esistono pure sette che semplicemente scoraggiano lโuso di sostanze alcoliche.
Con circa otto miliardi di persone sparse sul pianeta il mercato del proselitismo รจ dunque vasto e molto concorrenziale. E se le le religioni nascono per unire le loro confessioni dividono; nel bene o nel male.
Lโeleganza spirituale
Mi piace ricordare a me stesso che nel suo Elogio della follia, Erasmo plaude a una forma di “pazzia” che coincide proprio con la purezza del cristiano delle origini. Questa figura rifiuta la finta saggezza e i dogmi dei teologi accademici per abbracciare una veritร personale, ingenua ma morale e totale.
E adottare uno stile di vita vegano deve necessariamente diventare l’unico modo moralmente ed eticamente giusto di vivere. Si tratta di una eleganza spirituale che deve basarsi sul rifiuto dello sfruttamento animale per respingere il consumo di tutti i prodotti di origine animale, come carne, pesce, uova, latticini e materiali come pelle e lana.
Alcuni cristiani sostengono che la Bibbia permetta di consumare animali, argomento spesso usato per risolvere i dubbi etici. Ma – ammesso e non concesso -, permesso non รจ sinonimo di obbligo. E leggere la Bibbia da una prospettiva vegana potrebbe perfino portare a chiedersi chi includere nel concetto di “prossimo”.
Quando Gesรน ci invita ad amare il nostro prossimo, potrebbe riferirsi non solo agli esseri umani, ma anche agli animali e alla natura. Di fatto l’interpretazione che propongo consente ai cristiani di estendere il loro impegno morale, integrando gli animali nel loro cammino di discepolato. Abbracciando una prospettiva vegana ispirata dalla fede i cristiani possono considerare come le tradizioni antiche si collegano agli attuali principi di rispetto per tutte le forme di vita.
Perchรฉ, vedete, รจ complesso confrontare l’immagine di Noรจ costretto ma autorizzato in quel frangente a sfamarsi su una semplice barca con i moderni pescherecci che, attraverso le loro operazioni, arrecano danni significativi agli ecosistemi marini. Dal punto di vista storico, meritoriamente i cristiani hanno spesso assunto un ruolo pionieristico nel guidare battaglie contro le crudeltร e le ingiustizie che erano accettate nelle generazioni anteriori a loro, come chiaramente dimostrato dal loro impegno nelle riforme carcerarie e nel movimento per l’abolizione della tratta degli schiavi. Questi esempi servono a illustrare come talune pratiche non riescano facilmente a conciliarsi con i principi del Vangelo.
La Bibbia non รจ un libro da leggere. Dalla Bibbia bisogna farsi leggere. E questo concetto รจ talmente importante che occorre ripeterlo: dalla Bibbia bisogna farsi leggere, perchรฉ come invitava Platone รจ importante conoscersi dentro.
I Versetti
Iniziamo dal principio, nel libro della Genesi. Probabilmente, il passo piรน significativo nella narrazione della Creazione presente nella Genesi รจlโ1:29-30:
Dio disse: (esprimo il significato) โConcedo tutte le piante che producono semi ovunque sulla terra e tutti gli alberi che offrono frutti con semi; questi costituiranno il vostro alimento. A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutte le creature viventi sulla terra, concedo tutte le piante verdi come nutrimento. E cosรฌ accaddeโ.
Nei versetti in discussione, Dio definisce chiaramente una dieta composta esclusivamente da prodotti vegetali, rivolta sia agli esseri umani che agli animali. In altre parole, il Creatore ha progettato un mondo che si fonda su principi vegani. Osservando questa creazione, in cui ogni elemento รจ in armonia con un regime alimentare di origine vegetale, Dio constata con piena soddisfazione che tutto ciรฒ che aveva realizzato era davvero “molto buono”. (Genesi 1:31).
E cosa implica dunque il “dominio” umano su tutte le altre creature, come descritto in Genesi 1:28? Alcuni interpretano questo concetto come un modo per giustificare il consumo di animali, affermando che agli esseri umani รจ stato concesso il controllo su di essi, soggiogandoli.
Sul fatto del โsoggiogareโ emerge tutta la quaestio animalista, che in prospettiva etica e culturale esorta a leggere le frasi 19, 20 e 21 al 3ยฐ capitolo del libro di Ecclesiaste nella Prima Alleanza: un rifiuto dellโantropocentrismo per riconoscere gli animali come soggetti senzienti titolari di diritti.
Non so per quale misterioso meccanismo (psicologico, o di convenienza, oppure di semplice retaggio), i principali detrattori del cristianesimo sono i cristiani stessi, quando armati di lenza o fucile uccidono, ma poi pretendono di parlare di amore divino armati di Bibbia.
Un elemento cruciale da considerare in contrasto con questa interpretazione del termine “dominio” riguarda il fatto che agli esseri umani รจ stato conferito il dominio sugli animali proprio immediatamente prima che venisse loro suggerita l’adozione di una dieta vegana. Di conseguenza, se riflettiamo attentamente sul significato originario del concetto di dominio nel contesto in cui Dio ha indicato un’alimentazione puramente vegetale, diviene chiaro come questo tipo di dominio non possa includere il permesso o l’autorizzazione a uccidere e consumare animali. L’adozione di una dieta a base di piante sottolinea ulteriormente l’intenzione di promuovere un rapporto piรน armonioso tra gli esseri umani e il regno animale.
Il racconto biblico della creazione presenta uno scenario privo di violenza e delinea le intenzioni divine per la creazione finale. Questo รจ riflesso nel concetto del Regno di Pace, un periodo profetizzato in cui il Messia governerร portando pace universale, o shalom.
Isaia descrive in modo potente questo regno in 11:6-8, versetti che nella buona sostanza recitano allโincirca cosรฌ: โNel futuro, si prospetta un tempo in cui il lupo coabiterร pacificamente con l’agnello, mentre il leopardo giacerร in armonia accanto al giovane capretto. In una scena di straordinaria serenitร , il vitello e il giovane leone troveranno un’armonica convivenza, guidati con saggezza e innocenza da un bambino. Anche la vacca condividerร i verdi pascoli con l’orsa, e i loro piccoli si rilasseranno fianco a fianco in pace. Il leone, rinunciando alla sua ferocia, si nutrirร di paglia esattamente come fa il bue. In questo contesto idilliaco, il lattante potrร giocare con assoluta sicurezza presso l’entrata della tana dell’aspide, e un bambino avrร la tranquillitร di poter mettere la mano senza timore nel nido del serpente velenosoโ.
Questi versi chiariscono che nel Regno messianico, concepito dai cristiani come il Regno di Dio introdotto e manifestato attraverso Gesรน Cristo, non vi sarร alcuna necessitร di sacrificare animali per l’alimentazione. Tale prospettiva prefigura la descrizione apocalittica del rinnovamento universale, rappresentata dalla discesa della nuova Gerusalemme dal cielo, come illustrato in 21 e 22 dell’Apocalisse. Il disegno ultimo di Dio, dunque, consiste nel restaurare la Sua Creazione piuttosto che sostituirla totalmente. Tale premura di Dio nei confronti della Sua creazione e di ogni essere vivente รจ sottolineata da Gesรน quando afferma che persino i passeri, che si vendono per poco, sono noti a Dio (Matteo 10:29).
Ricapitolando: i fondamenti biblici della pace con il Creato sono piรน che evidenti nell’Eden e di origine vegetariana. Nel racconto della Genesi (1,29-30), il cibo originariamente dato da Dio all’uomo e agli animali รจ basato sulle piante e sui frutti della terra, indicando un mondo senza violenza nรฉ spargimento di sangue. La profezia di Isaia: I testi profetici prefigurano un ritorno all’armonia edenica, descrivendo un futuro in cui la ferocia scompare e le creature convivono pacificamente (Isaia 11,6-9). In tutto ciรฒ vive l’etica della compassione: la predicazione di Gesรน incentrata sulla misericordia, sul perdono e sulla resistenza pacifica allarga i confini dell’amore oltre i simili, abbracciando una visione di cura per i piรน deboli e di rifiuto della sopraffazione.
In che modo tutto ciรฒ influenza la visione d’insieme? Nell’ambito della vita e insegnamenti di Gesรน, si potrebbe considerare il permesso conferito da Dio a Noรจ e alla sua famiglia di alimentarsi con determinati animali (come riportato in Genesi 9:3) quale una concessione temporanea rivolta a un’umanitร decaduta e peccaminosa. Questa interpretazione รจ ulteriormente sostenuta dalla frequente menzione degli animali all’interno del patto stabilito tra Dio e Noรจ. Analogamente, in apparenza, la visione di Pietro riguardante gli animali che discendono dal cielo (Atti 10:10-17) potrebbe sembrare una giustificazione per il consumo di animali considerati “profani e impuri”. Tuttavia, analizzando il contesto piรน ampio e la missione di Gesรน, si evince che Pietro stava ricevendo un messaggio piรน profondo: il Vangelo รจ destinato a tutte le nazioni, inclusi i Romani considerati “impuri” come i Centurioni. L’uso di un’analogia alimentare risulta essere un efficace metodo per catturare l’attenzione di chi possa trovarsi in uno stato di fame (Atti 10:10).
Ciรฒ che รจ davvero importante รจ concentrarsi su Gesรน e sull’etica che rappresenta, scoprendo cosรฌ il nostro ruolo nella storia divina. Siamo stati creati per vivere in armonia e un giorno faremo parte del Regno della Pace di Dio. Riconoscendo queste veritร e considerando che molte delle nostre convinzioni sugli animali sono radicate piรน negli usi culturali che nelle Scritture, possiamo affrontare sinceramente la violenza a cui oggi prendiamo parte. Questo non per auto-condannarci o essere giudicati dagli altri, ma per prendere le distanze da tali atti e unirci a Dio nella ricerca del Suo Regno di Pace. Mentre leggiamo la Bibbia, dovremmo pregare chiedendo a Dio di liberarci dal male associato alla violenza non necessaria inflitta agli animali.
Ecco una nota preghiera per gli animali e il creato, spesso associata a San Basilio Magno (330 โ 379) o alla tradizione basiliana. ร una riflessione che mette in luce il valore di ogni creatura e l’importanza della compassione nei confronti del mondo animale.
โSignore e salvatore del mondo, noi ti preghiamo per gli animali che umilmente portano con noi il peso e il calore del giorno. Noi ti preghiamo per le creature selvagge che tu hai creato sapienti, forti, belle; ti preghiamo per tutte le creature e supplichiamo la tua grande tenerezza di cuore perchรฉ tu hai promesso di salvare l’uomo e gli animali e hai concesso loro il tuo amore infinito. O Signore, accresci in noi la fratellanza con i nostri piccoli fratelli; concedi che essi possano vivere non per noi, ma per se stessi e per Te; facci capire che essi amano, come noi, la dolcezza della vita e ti servono nel loro posto meglio di quanto facciamo noi nel nostro.โ
S. Francesco chiama โFratelloโ e โSorellaโ ogni animale (come nel Cantico delle creature), e va pure oltre.
Svincola il concetto di “prossimo” dalla sua cieca prigione antropocentrica. Insegna che riconoscere l’animale come simile a noi significa superare l’idea di superioritร assoluta e ripensare il nostro dovere morale di rispetto e tutela verso tutte le creature viventi.
Conclusioni
Il comandamento ยซnon uccidereยป si estende a tutti i viventi, inclusi gli animali, poichรฉ la dizione originaria biblica รจ generale e non si limita all’omicidio umano. Il testo biblico usa l’espressione generale ยซnon uccidereยป invece di un termine specifico per l’omicidio, abbracciando cosรฌ la vita in tutte le sue forme. L’essere umano dunque non รจ il padrone incontrastato della terra, ma il fratello maggiore e custode di ogni creatura secondo il disegno divino.
Il Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi รจ l’espressione poetica piรน alta della fraternitร universale e del rispetto profondo per tutta la natura. Scritto intorno al 1224, questo testo trasforma il creato in una grande famiglia.
Un caro saluto, preziose mie Lettrici e preziosi miei Lettori: siete preziose e preziosi perchรฉ amate gli animali e sono certo che diffonderete dunque questo mio articolo; non dimenticateveneโฆ vi prego.
paolo battaglia la terra borgese













