Dal Parco Tevere Marconi a Piazza Vittorio, il preserale 2026 ha trasformato l’attesa del cinema in uno spazio per attori, registi, musica, teatro, libri e performance. Al centro Riccardo Ferrero e Cine Chiacchiere, ma soprattutto una scelta: aprire il palco anche agli altri.
Il film arrivava dopo, ma la serata era già cominciata. Nell’estate romana 2026, tra il Parco Tevere Marconi e Piazza Vittorio, il tempo prima della proiezione ha smesso di essere soltanto attesa ed è diventato incontro. Attori, registi, musicisti, scrittori, performer, produttori, tecnici e professionisti dello spettacolo hanno attraversato un palco acceso quando lo schermo era ancora spento. Al centro di questo percorso c’è stato Riccardo Ferrero, regista e sceneggiatore, direttore dell’Arena Marconi, ideatore e conduttore di Cine Chiacchiere Talk Show. Ma la misura del suo lavoro non sta soltanto nelle serate condotte: sta soprattutto nello spazio che ha scelto di aprire agli altri.

È questa la chiave che permette di leggere l’intera stagione senza trasformarla in una successione di date. Cine Chiacchiere è stato il filo più riconoscibile del preserale costruito da Ferrero, ma intorno al talk hanno trovato posto esperienze autonome, con linguaggi e protagonisti differenti. MondoSpettacolo, Interno 4 River, Cine Musical Karaoke, Cadenze Letterarie, l’English Theatre of Rome, la musica dal vivo e gli incontri con protagonisti del cinema hanno composto un mosaico nel quale la centralità di Ferrero non ha richiesto di mettere gli altri in secondo piano. Al contrario, emerge proprio dalla possibilità offerta agli altri di esserci, ciascuno con la propria identità.
Il primo scenario è stato Parco Tevere Marconi, sul Lungotevere di Pietra Papa, nuova arena dell’estate cinematografica romana. Notti di Cinema ha animato lo spazio dentro il sistema CineVillage, con l’organizzazione di AGIS Lazio, il contributo del Municipio XI Roma Arvalia Portuense, il supporto di ANEC Lazio e CNB Comunicazione, la collaborazione di Libri&Spritz, ATAC come mobility partner e Dimensione Suono Soft e MYmovies.it come media partner. L’arena aderiva inoltre a Cinema Revolution, la campagna promossa dal Ministero della Cultura. Dentro questa cornice, il preserale ha aggiunto alla programmazione cinematografica un’altra dimensione: relazione, curiosità, presenza dal vivo.
Cine Chiacchiere ha dato forma soprattutto a questa intuizione. La conversazione è rimasta informale, capace di mettere accanto personalità conosciute e professionisti meno esposti mediaticamente, senza costruire gerarchie artificiose. Antonella Ponziani, Adriana Russo, Massimiliano Buzzanca, Claudio Fragasso, Stefano Reali, Luca Lionello, Daniela Giordano, Saverio Vallone e Rita Mammolotti sono stati tra i nomi più riconoscibili.
Accanto a loro sono passati Raffaele Rivieccio, Giuseppe Longo, Caterina Boccardi, Victor Quadrelli, Francesca Liani, Enzo Garramone, Merysse, Gaia Chon, Gaia Zucchi, Dani Bra, Caterina Novak, Eugenia Tamburri, Donatella Codesta, Francesca Stajano Briganti, Raffaello Sasson, Francesco Caruso Litrico, Alessandro Serra, Gloria Ice, Vittorio Rombolà, le Nasti Girls, Andrea Autullo, Franca Kodi, Franco Vichi, Renato Moriconi e Loredana Bontempi.
Alcuni protagonisti sono tornati più volte e hanno contribuito a dare agli incontri il senso di una comunità che si riconosceva. Raffaele Rivieccio, Rita Mammolotti, Massimiliano Buzzanca, Francesca Liani, Enzo Garramone, Dani Bra, Loredana Bontempi, Gaia Zucchi, Donatella Codesta e Alessandro Serra sono tra le presenze ricorrenti. Ugo Mangini è stato una delle figure più trasversali: accompagnamento musicale, supporto tecnico e presenza accanto a Ferrero in numerosi appuntamenti, oltre a uno spazio autonomo con Cine Musical Karaoke. In una delle serate il supporto tecnico e musicale è stato invece affidato ad Andrea Gentili, credito che appartiene anch’esso a quel lavoro spesso invisibile che consente al palco di funzionare.
Un ruolo crescente nella parte conclusiva lo ha assunto Francesca Piggianelli, presidente di Romarteventi, prima nel confronto dedicato ai festival e ai premi e poi accanto a Ferrero nella conduzione dell’incontro sulle donne nell’arte. Il mondo dei festival ha offerto uno dei momenti più corali di Cine Chiacchiere: con Piggianelli sono arrivati Daniele Urciuolo, Federico Paolini, Saverio Vallone, Daniela Giordano e Sara Ceracchi, mentre Corde Scoperte, con Laura Mirò e Daniele Savelli, ha portato la musica sul palco insieme all’accompagnamento di Ugo Mangini. Il cinema veniva osservato anche dal lato di chi organizza, produce e crea occasioni perché le opere possano circolare.
Dentro lo stesso disegno hanno trovato posto due appuntamenti di MondoSpettacolo, accolti nel percorso estivo mantenendo una propria riconoscibilità e presentati dal direttore di MondoSpettacolo, Alessandro Cunsolo. In uno dei due, il MondoSpettacolo Show realizzato in collaborazione con Cine Chiacchiere, il pubblico ha incontrato Sergio Stivaletti, figura storica degli effetti speciali cinematografici, lo sceneggiatore e studioso del cinema di genere Antonio Tentori, Fabio Varrone, Fabio Uniplux e Gloria Ice. Anche in questo caso il progetto ha mantenuto una propria identità all’interno del preserale, mentre MondoSpettacolo ha poi espresso pubblicamente un ringraziamento a Riccardo Ferrero per l’ospitalità e lo spazio ricevuti.
La stessa apertura ha permesso al preserale di cambiare tono e linguaggio. Interno 4 River, con Chiara Pavoni, ha portato poesia, recitazione e performance, costruendo una proposta distinta dal talk cinematografico. “Magia di Stelle – Cinema e Poesia al tramonto” ha sintetizzato bene questa contaminazione, con parola, presenza scenica e musica davanti allo stesso pubblico che poco dopo avrebbe guardato un film. Cine Musical Karaoke, affidato a Ugo Mangini, ha scelto invece una dimensione apertamente partecipativa, fondata sulla musica e sul coinvolgimento della platea.
Anche Cadenze Letterarie, ideato e condotto da Dino Tropea, ha trovato nel preserale un luogo nel quale sperimentare il proprio linguaggio tra libri, psicologia, musica e arti visive. “Fellini Metafisico” di Monica Vincenzi e Luigi Casa ha incontrato le musiche di Ezio Natale, le opere di Salvatore Fazio e gli interventi di Sonia Buscemi, Maria Grazia Imbimbo e Sergio Mingrone; altri appuntamenti hanno coinvolto Francesca Stajano Briganti, Valentina Spagnolo, le Nasti Girls, Nicoletta Caiazzo e Mario Savonardo. Per Cadenze l’accoglienza ricevuta ha significato incontrare un pubblico nuovo senza rinunciare alla propria identità. La riconoscenza verso Ferrero, ANEC e AGIS nasce da un fatto concreto: avere aperto una porta e consentito al progetto di entrare nell’arena con la propria voce.



E sul Tevere è arrivato anche William Shakespeare. L’English Theatre of Rome ha portato “As You Like It” in lingua originale, con la regia di Carl Granieri, la produzione di Gaby Ford e le musiche originali di Merel van Dijk. Teatro, libri, karaoke, poesia, talk e cinema nello stesso luogo raccontano meglio di qualsiasi definizione ciò che il preserale era diventato: non un riempitivo prima della proiezione, ma uno spazio capace di cambiare registro da una sera all’altra. Ogni esperienza conservava la propria paternità artistica; il valore del progetto stava proprio nel permettere che quelle differenze convivessero.
Quando l’esperienza di Parco Tevere Marconi si è conclusa, il percorso non si è fermato. Cine Chiacchiere ha raggiunto i Giardini Nicola Calipari di Piazza Vittorio, dentro la storica Notti di Cinema, portando con sé alcune presenze già incontrate e aprendosi ad altre. Massimiliano Buzzanca, Gaia Zucchi, Alessandro Serra, Niky Marcelli, Pietro Romano, Luigi De Filippis, Claudio Fragasso, Sara Pastore, Paola Toppi, Raffaele Rivieccio, Stefano Reali, Rita Mammolotti, Yassmin Pucci, Fabio Baldieri, Beatrice Simonetti, Daniele Valentini, Max Filippini e Gianni Mammolotti hanno composto un’altra parte di questo racconto. Corde Scoperte e Ugo Mangini hanno dato continuità alla componente musicale.





Anche Cadenze Letterarie ha attraversato Roma raggiungendo Piazza Vittorio con “Ombre e Luci di un Cammino”. Non è stato soltanto uno spostamento geografico, ma la prosecuzione di un’opportunità nata sul Tevere. Per un progetto, trovare una seconda arena significa verificare la propria capacità di camminare, incontrare un altro pubblico e misurarsi con un contesto diverso. È una delle conseguenze meno appariscenti, ma più interessanti, della stagione: il palco aperto da Ferrero non ha cancellato le identità degli altri, le ha lasciate riconoscibili.
La fase conclusiva ha portato anche “Le donne nell’arte… ieri, oggi, domani”, organizzato da Romarteventi nell’ambito di Cine Chiacchiere e affidato alla conduzione di Riccardo Ferrero e Francesca Piggianelli. L’incontro ha chiamato in causa professionalità femminili provenienti dall’arte, dalla cultura, dal cinema, dall’informazione e dalla società, con Donatella Pandimiglio, Michela Pellegrini, Isabella Corrado, Manuela Pasqualetti, Silvia Tocci, Elfriede Gaeng, Manuela Kalì e Donatella Codesta tra le protagoniste annunciate. Ugo Mangini ha mantenuto il suo ruolo nel supporto tecnico e nell’accompagnamento musicale.

Dopo tante voci, è Ferrero stesso a spiegare quale fosse il principio destinato a tenere insieme tutto questo.
«Il desiderio maggiore è quello di mettersi al servizio del pubblico e degli artisti. Non perdere l’occasione di intrattenere con voci diverse, sempre animate da grande entusiasmo. Il pluralismo artistico, la sinergia, la condivisione, tutto ciò semplicemente per contribuire a rendere più bella la vita quotidiana di tutti noi».
Una dichiarazione che restituisce dall’interno il senso di una stagione nella quale la diversità delle proposte non è stata un incidente, ma una scelta. Ferrero estende il ringraziamento anche a chi ha reso materialmente possibile il percorso:
«Ringrazio l’ANEC e l’AGIS nella figura del segretario generale dottor Massimo Arcangeli. Ed infine il mio ultimo ringraziamento va a tutti i ragazzi e le ragazze dei team delle arene».
Il ringraziamento riporta il racconto dietro il palco: allestimenti, organizzazione, tecnica, accoglienza e lavoro quotidiano sono la parte meno visibile di ogni arena, ma senza quella macchina non esisterebbero né talk né proiezioni.
Nel suo bilancio Ferrero rivolge un ringraziamento anche alla stampa, dalle testate locali alle realtà nazionali che hanno seguito il percorso, tra cui Il Messaggero e RaiNews. Secondo il conteggio fornito dallo stesso Ferrero, la copertura complessiva avrebbe superato i cento articoli e contributi. È un dato che appartiene al suo bilancio della stagione e che restituisce comunque la dimensione dell’attenzione costruita intorno agli appuntamenti, agli artisti e alle arene.




Alla fine restano soprattutto le persone. Ed è forse qui che la centralità di Riccardo Ferrero diventa più evidente: non perché gli altri scompaiano intorno a lui, ma perché molti hanno avuto la possibilità di esserci. Attori affermati e giovani interpreti, registi, musicisti, scrittori, performer, giornalisti, tecnici, produttori e organizzatori hanno attraversato lo stesso spazio portando ciascuno qualcosa di proprio. Ferrero ha tenuto il filo di Cine Chiacchiere, ma ha scelto di non tenere il palco soltanto per sé.
Questa storia, inoltre, non nasce nel 2026. Cine Chiacchiere aveva mosso i primi passi al CineVillage Talenti nel 2025. Parco Tevere Marconi e Piazza Vittorio hanno rappresentato il capitolo successivo: un’estensione geografica, ma soprattutto una crescita della rete di persone e progetti coinvolti. Da Talenti al Tevere, fino all’Esquilino, resta riconoscibile la stessa intuizione: utilizzare il tempo che precede il film per creare relazione e dare spazio a voci differenti.
L’auspicio per il 2027 è allora semplice: che quella porta rimanga aperta. Che Cine Chiacchiere possa continuare a incontrare il pubblico, che i format accolti trovino nuove occasioni e che altre voci possano aggiungersi senza perdere la propria autonomia. L’estate 2026 lascia una rete, collaborazioni nate sul campo, una convinzione che Ferrero riassume nella parola condivisione e anche memoria condivisa duratura. Da Talenti a Piazza Vittorio, passando per il Tevere, il cinema ha dimostrato di poter cominciare un po’ prima del film. E forse il risultato più interessante è proprio questo: quando si apre davvero un palco, il protagonista non è soltanto chi lo apre, ma anche tutto ciò che rende possibile farvi entrare gli altri.



