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Roma. Cadenze Letterarie chiude il ciclo romano a Piazza Vittorio e riparte da Fiumicino

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Foto di gruppo finale sul palco di Piazza Vittorio al termine dell’incontro di Cadenze Letterarie del 9 settembre 2026, con Dino Tropea e i protagonisti della serata tra musica, letture, psicologia e arte visiva.
Foto finale sul palco di Cadenze Letterarie a Notti di Cinema – Piazza Vittorio, con protagonisti e ospiti della serata dedicata a Ombre e Luci di un Cammino

Quattro appuntamenti a Notti di Cinema tra libri, musica, psicologia e arte. Il 9 settembre la chiusura romana di Cadenze Letterarie con Ombre e Luci di un Cammino, tra memoria, partecipazione e sorprese visive. Il 24 settembre il progetto torna a Fiumicino per la stagione autunno-inverno.

Piazza Vittorio ha chiuso il ciclo romano 2026 di Cadenze Letterarie nel modo più coerente con l’identità costruita dal progetto nel corso dell’estate: con un libro al centro, ma senza lasciare che il libro restasse solo.

La serata del 9 settembre, ospitata ai Giardini Nicola Calipari nell’ambito di Notti di Cinema, ha riunito letture, musica, psicologia, arti visive e pubblico attorno a Ombre e Luci di un Cammino di Dino Tropea. Una scelta non casuale: il volume è stato portato a Piazza Vittorio anche per ricordare Cristoforo Russo, artista, collega e amico dell’autore, nel secondo anno dalla sua tragica scomparsa.

Il primo momento pubblico dedicato alla sua memoria si era svolto l’8 maggio 2025, al Circolo della Marina Caio Duilio di Roma, con un evento ad hoc al quale avevano preso parte anche i genitori di Russo. Piazza Vittorio ha quindi rappresentato un nuovo passaggio di quel ricordo, questa volta inserito dentro il linguaggio più ampio di Ombre e Luci di un Cammino, tra poesia, musica, psicologia e arte visiva.

La memoria di Russo ha rappresentato uno dei nuclei emotivi più intensi dell’incontro. A lui è dedicata la poesia Cristoforo Russo: Un’Eterna Sinfonia, affidata alla voce di Francesca Stajano Briganti. Il testo nasce dalla perdita e trasforma il ricordo dell’artista in un percorso tra dolore, arte, continuità e speranza.

Per Tropea il passaggio non è stato semplice. Il ricordo di Russo, ancora molto vivo, lo ha portato per qualche istante a interrompersi. Un momento non programmato, capace però di rendere evidente quanto la scelta del libro avesse una radice personale e non soltanto editoriale.

L’incontro seguiva un percorso preciso: memoria, perdita, viaggio, resilienza, possibilità di ritrovarsi, fino alla trasformazione della parola in immagine e musica.

A condurre il dialogo sono stati Sergio Mingrone e Maria Grazia Imbimbo, che hanno saputo orchestrare con equilibrio i diversi momenti della serata, mantenendo ritmo e continuità in un programma particolarmente ricco. In poco più di un’ora sono riusciti a tenere insieme letture, riflessioni, musica e arte senza perdere il filo del racconto.

Accanto a loro, la psicologa Sonia Buscemi ha accompagnato il pubblico attraverso i principali nuclei emotivi del libro: il ricordo di Cristoforo Russo, dove il dolore si intreccia alla permanenza del legame e dell’arte; Odissea di Espatriati, con il mare, la rotta e la tempesta come immagini di resilienza e responsabilità; e Sotto il Cielo di Stelle, che apre alla possibilità di ritrovarsi e guardare nuovamente al futuro.

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Sonia Buscemi

La psicologia è entrata così nella serata non come semplice commento alla letteratura, ma come uno dei linguaggi capaci di ampliarne il significato e riportarlo all’esperienza concreta delle persone: attraversare una perdita, cambiare direzione senza smarrirsi, conservare i legami e trovare, anche dopo una frattura, uno spazio possibile per la rinascita.

Francesca Stajano Briganti ha interpretato Cristoforo Russo: Un’Eterna Sinfonia e Odissea di Espatriati. Nella seconda poesia il mare, la tempesta, la rotta, il comando e la coesione diventano immagini della responsabilità e della capacità di affrontare insieme le difficoltà.

Francesca Stajano Briganti
Francesca Stajano Briganti

Le sue letture sono state accompagnate dalle musiche di Ludovico Einaudi, utilizzate come sostegno sonoro alla parola. Alcuni passaggi hanno assunto così una dimensione quasi cinematografica, particolarmente coerente con il contesto di Notti di Cinema.

Un momento ancora più personale è stato affidato alla Dott.ssa Immacolata Savarese, Alice, musa dell’autore, che ha letto Sotto il Cielo di Stelle. La poesia conduce il percorso verso la speranza e la possibilità di ritrovarsi dopo una frattura. Ad accompagnarla, una versione orchestrale e pianistica de La cura di Franco Battiato, brano dal significato personale per Tropea e Savarese.

Imma Savarese
Dott.ssa Immacolata Savarese legge Sotto il Cielo di Stelle.

A completare il percorso musicale è stata Francesca Stajano Briganti con Je ne regrette rien, omaggio a Édith Piaf.

La musica ha avuto anche una propria autonomia grazie alle Nasti Girls, Melissa e Roberta. Melissa ha interpretato Sola e At Last, mentre insieme a Roberta ha cantato La cura per me e Million Reasons. Quattro momenti che hanno dato respiro alla serata, alternando intensità e leggerezza senza spezzarne il filo narrativo.

Roberta e Melissa Nasti
Le Nasti Girls Roberta e Melissa Nasti

La risposta del pubblico è stata uno degli elementi più belli della serata. Fin dall’inizio si è percepita un’attenzione autentica, cresciuta nel corso dell’incontro e rimasta viva fino alla conclusione. Letture, riflessioni psicologiche, musica e arte visiva sono state seguite con partecipazione, restituendo la sensazione di un tempo condiviso trascorso con naturalezza e intensità. Anche i commenti raccolti al termine hanno confermato questa impressione: per molti, quell’ora è sembrata davvero volare.

Tra il pubblico erano presenti anche figure del mondo culturale romano, tra cui Riccardo Antinori, direttore di ViviRoma, e Giulia Massarelli, fondatrice e direttrice artistica di Lunatika Factory.

Ma uno dei segnali più belli è arrivato da un gesto molto semplice: Angela, insieme ad un amico, che già seguiva Cadenze Letterarie attraverso Facebook, ha voluto presentarsi personalmente al termine della serata per ringraziare e conoscere da vicino il progetto.

È in momenti come questo che una pagina smette di essere soltanto uno spazio digitale e diventa un luogo di relazione. Chi segue Cadenze Letterarie online può riconoscersi nei temi, nelle storie e nei linguaggi che attraversano gli incontri, fino a sentire il desiderio di esserci davvero.

Ed è forse proprio questa la crescita più significativa: quando un “segui” diventa presenza, una presenza diventa incontro e un incontro può trasformarsi in comunità.

La parte finale è stata affidata all’arte visiva del maestro Salvatore Fazio. Valentina Spagnolo, direttrice di Nuovaera Magazine, ha accompagnato il dialogo intorno all’opera Ombre e Luci di un Cammino, realizzata a partire dal libro di Tropea. Al centro, un viandante che, nell’immaginario di Fazio, richiama Cristoforo Russo, attraversa simbolicamente le ombre verso la luce, guidato dall’immagine di Dino e Alice che si tengono per mano: quasi a suggerire che memoria, affetto e presenza possano continuare a indicare una direzione anche oltre l’assenza.

Valentina Spagnolo e Salvatore Fazio
Valentina Spagnolo e Salvatore Fazio

Nel poco tempo a disposizione, Spagnolo è riuscita a far emergere simboli, rimandi e significati dell’opera, accompagnando il pubblico dal linguaggio della poesia a quello dell’immagine. Nel suo racconto della serata ha definito Ombre e Luci di un Cammino «il faro della serata», capace di evocare il mare, le amicizie perdute ma ancora presenti, l’amore e la ricerca di un significato nel continuo alternarsi di gioie, dolori e nuove prospettive.

Fazio, però, aveva ancora qualche sorpresa. Quando la serata sembrava avviata verso la conclusione, sono apparse tre vignette d’autore dedicate a persone e momenti già entrati nella storia recente di Cadenze Letterarie. Una ritrae Francesca Stajano Briganti; una seconda Valentina Spagnolo ed Ezio Natale durante l’appuntamento del 21 agosto; la terza Dino Tropea e Immacolata Savarese, con Salvatore Fazio e Sonia Buscemi rappresentati all’interno dell’opera, in un vero “quadro nel quadro”.

Definirle soltanto caricature sarebbe riduttivo. Anche Spagnolo ha letto questo gesto come un messaggio legato alla libertà di espressione, all’apertura e allo scambio con l’altro. Ironia, memoria e simboli finiscono così per costruire una sorta di archivio visivo di Cadenze Letterarie, nel quale persone, incontri e relazioni continuano a vivere oltre la singola serata.

Tra le sorprese anche un’opera dedicata a Catania, tra Etna, radici, tempo e memoria. Un richiamo particolarmente personale, perché Fazio e Tropea sono entrambi catanesi e nati il 30 dicembre, a tredici anni di distanza: Fazio nel 1955, Tropea nel 1968. Una coincidenza che Tropea racconta con affetto, definendo l’artista quasi un fratello maggiore.

Piazza Vittorio ha rappresentato il quarto appuntamento romano di Cadenze Letterarie nell’ambito di Notti di Cinema. Il percorso era iniziato il 20 luglio al Parco Tevere Marconi con Fellini Metafisico, era proseguito il 7 agosto con Lasciato Indietro e il 21 agosto con Diego Del Cerchio nel Settimo Universo di Nicoletta Caiazzo. Tre appuntamenti diversi per temi e protagonisti, ma uniti dallo stesso intreccio tra libri, musica, psicologia e arti visive.

Quattro serate che hanno contribuito a rendere sempre più riconoscibile l’identità del format: il libro come punto di partenza, attorno al quale far dialogare linguaggi differenti e pubblico.

Un ringraziamento particolare va ad ANEC Lazio, a Notti di Cinema Roma, alla direttrice dell’Arena Emanuela Cordioli e al regista Riccardo Ferrero, che hanno accolto Cadenze Letterarie nelle diverse serate del ciclo estivo, offrendo al progetto uno spazio importante di incontro con il pubblico romano e contribuendo a rendere possibile un percorso fatto di continuità, fiducia e crescita.

Ma la chiusura romana è già un nuovo inizio. Giovedì 24 settembre alle 19, Cadenze Letterarie torna a Fiumicino, a L’Orto Stiloso Bistrot, con La verità che resta di Giulio Trenta, Aletheia Editore. Con lui torneranno letture, musica, arte visiva e riflessione, insieme a Francesca Stajano Briganti, Merysse Acoustic Duo, Salvatore Fazio, Sonia Buscemi, Maria Grazia Imbimbo, Sergio Mingrone e Valore Sociale ONLUS ETS.

Dopo l’estate romana, il progetto torna così nel territorio in cui è nato con una rete più ampia, nuove relazioni e un percorso sempre più riconoscibile.

Le fotografie della serata portano la firma di Giorgio Algherini, che non si è limitato a documentare l’evento, ma ha cercato sguardi, gesti e momenti capaci di restituirne atmosfera ed emozioni. Un ringraziamento anche a Ugo Mangini, che ha curato l’audio e la fonia, contribuendo con il suo lavoro tecnico alla riuscita e alla fluidità della serata.
Piazza Vittorio ha chiuso una stagione. Fiumicino apre già la successiva.