Il Governo annuncia la tregua fiscale per oltre 14 milioni di veicoli. A fronte dei 2,29 miliardi trasferiti dallo Stato per coprire i mancati incassi, gli enti locali preparano un piano d’urto sul recupero degli arretrati del triennio precedente.
Un cambio di rotta significativo si prospetta per la fiscalità sui trasporti in Italia. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al provvedimento che prevede la sospensione del pagamento della tassa automobilistica per il 2027. Definita dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni come il definitivo azzeramento di «una delle imposte più invise ai contribuenti», la misura andrà ad alleggerire il carico fiscale per una vasta platea di automobilisti e motociclisti.
La decisione solleva tuttavia una questione cruciale sul piano della finanza pubblica locale: con quali modalità gli enti regionali compenseranno l’assenza di gettito e quali strumenti attiveranno per riscuotere i crediti pregressi?
1. Il perimetro dell’esenzione 2027
L’intervento legislativo si rivolge alla gran parte del parco veicolare privato del Paese. Secondo quanto stabilito nella bozza del decreto, la misura è circoscritta alle seguenti categorie:
- Autoveicoli commerciali e ad uso privato: mezzi con potenza omologata non superiore alla soglia dei 80 kW (pari a circa 109 CV).
- Parco due ruote: totale copertura per ciclomotori e motocicli, a prescindere da cilindrata o cavalli erogati.
Per prevenire distorsioni o l’uso improprio della misura, la norma impone paletti precisi:
- Limiti sul possesso: il beneficio è concedibile ad un solo veicolo (in regola con la copertura assicurativa RCA) per ogni singolo contribuente.
- Scelta automatica del veicolo: per i titolari di più autovetture rientranti nel limite degli 80 kW, l’agevolazione si applicherà d’ufficio al mezzo con la potenza kW più contenuta.
- Esclusione dei beni d’impresa: l’esenzione è indirizzata esclusivamente alle persone fisiche, escludendo il parco auto aziendale e i veicoli intestati a società.
2. Il meccanismo finanziario: tutela dei bilanci e trasferimenti centrali
Poiché la tassa automobilistica costituisce la principale fonte di entrata tributaria diretta per le Regioni a statuto ordinario (escludendo le regioni a statuto speciale come Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, a gestione statale diretta), la mancanza improvvisa di questi flussi avrebbe rischiato di compromettere l’erogazione dei servizi essenziali sul territorio, dalla sanità alla mobilità locale.
Per scongiurare contrazioni di bilancio o spintoni verso il rialzo di altri tributi (come le addizionali regionali IRPEF), il legislatore ha previsto un’impostazione finanziaria articolata su due direttrici:
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│ ACCORDO DI COMPENSAZIONE REGIONALE 2027 │
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│ TRASFERIMENTO STATALE │ │ PULLING RECUPERO CREDITI│
│ DIRETTO │ │ PRE-2027 (2024-2026) │
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│ Fondo da 2.293,5 mln € │ │ • Solleciti e accertam. │
│ ad integrazione del │ │ • Cartelle esattoriali │
│ gettito regionale │ │ • Fermi amministrativi │
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A. La dote di compensazione nazionale
Il Governo ha inserito nel provvedimento la copertura finanziaria necessaria a colmare la perdita d’incasso: uno stanziamento diretto pari a 2.293,5 milioni di euro per l’esercizio 2027. Le risorse verranno liquidate direttamente alle amministrazioni regionali e alle Province Autonome a titolo di rimborso paritario.
B. L’offensiva contro le morosità pregresse
L’esenzione riguarda esclusivamente l’anno d’imposta 2027 e non costituisce alcuna sanatoria per l’evasione maturata in passato. Al contrario, gli uffici tributari territoriali intensificheranno le attività di verifica e notifica relative alle annualità non saldate (2024, 2025 e 2026).
La catena di recupero dei mancati pagamenti continuerà a seguire i consueti canali di riscossione coattiva:
- Attività di audit e bonari avvisi: confronto automatico dei registri della Motorizzazione e dell’ACI con i database regionali per individuare i mancati versamenti e notificare l’avviso di accertamento al proprietario.
- Emissione del ruolo coattivo: affidamento delle posizioni aperte agli agenti della riscossione (Agenzia delle Entrate-Riscossione o concessionari accreditati) con maggiorazione di sanzioni piene (fino al 30%) e spese di procedura.
- Esecuzione di misure di fermo ed espropriazione: applicazione delle ganasce fiscali (fermo amministrativo che vieta la circolazione del mezzo) e pignoramenti presso terzi. Qualora la morosità si protragga per un triennio consecutivo, la legge autorizza l’avvio della procedura di radiazione d’ufficio del veicolo dal PRA.
3. Prescrizione del credito e tempestività delle notifiche
Nel piano di recupero crediti degli enti locali gioca un ruolo chiave la gestione della finestra temporale. Il bollo auto vanta infatti la prescrizione più rapida tra le imposte locali:
- Termine di Prescrizione = 3 anni solari a decorrere dal 1° gennaio successivo all’anno in cui è dovuto il pagamento
A titolo d’esempio, la quota dovuta per il 2023 si prescriverà il 31 dicembre 2026. Se la Regione non notifica un atto formale d’interruzione prima di tale soglia, il diritto di riscossione cade definitivamente. Per questa ragione, il varo della norma sul 2027 coincide con un’accelerazione nell’invio di avvisi ed accertamenti sul pregresso, così da evitare la caduta in prescrizione delle somme ancora dovute.



