I dati aggiornati testimoniano un’impennata diffusa sui listini dei distributori. Nei prossimi giorni, secondo gli analisti, il costo dei carburanti potrebbe avvicinarsi a 2,5 euro al litro
ROMA – L’andamento dei prezzi di benzina e gasolio torna al centro del dibattito economico nazionale. I dati aggiornati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy certificano un’impennata diffusa sui listini dei distributori.
In modalità self service, la benzina sulla rete stradale nazionale ha ormai raggiunto una media di 2,132 euro al litro, mentre il gasolio si attesta a 2,246 euro. La situazione si fa ancora più critica lungo le autostrade, dove la verde viaggia su una media di 2,222 euro al litro e il diesel sfonda quota 2,326 euro.
UNC: PREZZI VOLANO, ARRIVA AUTUNNO CALDO
A lanciare un duro allarme sulla continua salita dei prezzi è l’Unione Nazionale Consumatori. Il presidente Massimiliano Dona, commentando le ultime rilevazioni Istat sull’inflazione di agosto, commenta: “I prezzi volano. L’inflazione decolla e si prospetta un autunno caldo sul fronte dei prezzi. Infatti, il caro carburanti e il caro energia hanno già innescato in agosto una spirale inflazionistica che, senza un intervento immediato del Governo che raddoppi lo sconto sulle accise del gasolio, intervenga su benzina, azzeri gli oneri di sistema sulle bollette e riduca l’Iva sul gas al 5%, andrà del tutto fuori controllo, entrando in un pericoloso avvitamento e trasformandosi in una Caporetto anche per il ceto medio, quello che questo Esecutivo dice di voler aiutare”
Tra i rincari mensili più pesanti figurano non solo i carburanti e i trasporti marittimi, saliti del 37,6%, ma anche la voce legata all’energia e al riscaldamento, aumentata drasticamente prima dell’inizio della stagione fredda.

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“Lo dicono i dati Istat di oggi- spiega Dona-. Se nella top 20 dei rincari mensili di agosto entra già il gasolio per riscaldamento, al 4° posto con +10,7%, cosa succederà quando in ottobre il riscaldamento sarà davvero acceso? Anche il gas è già in 14° posizione, rincarato in appena un mese del 6,2% nonostante in agosto i caloriferi fossero spenti persino nei rifugi alpini. A vincere la classifica dei rialzi mensili è il trasporto marittimo, che certo rincara anche per via della stagionalità, ma anche luglio è un mese di vacanza e se i prezzi decollano lo stesso del 37,6% è evidente che anche il caro carburanti ha influito sul dato. La benzina aumenta del 6,3%, il gasolio, a dimostrazione del fatto che lo sconto di 14 cent sulle accise era inadeguato, sale su luglio del 5,3%”, prosegue Dona.
“Anche considerando le 13 divisioni di spesa e l’inflazione tendenziale, a trainare il balzo a +3,3% sono abitazione, elettricità e gas, al primo posto con +9,1% su agosto 2025, che equivale a una stangata di 365 euro su base annua per una famiglia media, 394 per una coppia con 2 figli, e i trasporti con +6,1%, pari a una maggior spesa di 358 euro per una coppia con 2 figli e 218 per una famiglia media. Considerando l’inflazione tendenziale complessiva del 3,3% si ha un aumento complessivo del costo della vita di 1199 euro per una coppia con 2 figli, 1120 euro per una coppia con 1 figlio, 882 euro per una famiglia tipo”, conclude Dona.
CONTE: BENZINA SALE ANCORA, PRENDERE RISORSE A CHI HA FATTO PROFITTI ENORMI
Il quadro economico ha immediatamente riacceso lo scontro politico. Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha attaccato duramente il Governo denunciando la distanza tra le priorità del Palazzo e le difficoltà quotidiane dei cittadini, alle prese con l’aumento dei carburanti, il costo della spesa cresciuto del 30% in cinque anni e la pressione sui mutui.
Sui social scrive: “C’è nessuno? C’è un governo? Avete finito di lavorare giorno e notte sulla legge elettorale per salvare il posto? Il mondo fuori dal palazzo chiama. Benzina e diesel salgono ancora. Il Presidente di Nomisma Energia invita i cittadini a fare rifornimento perché i prezzi dei carburanti saliranno ancora per avvicinarsi ai 2,5 euro al litro. La spesa costa il 30% in più rispetto a 5 anni fa. Sui mutui altre batoste per i cittadini”.
“In un Paese normale si andrebbero a prendere risorse da chi dalle crisi ha incassato profitti enormi e fuori scala in tutti questi anni. Banche, industria delle armi, colossi energetici… Tutti intoccabili: ma se si tratta di tagliare le misure contro la povertà o di aumentare le tasse a chi perde potere d’acquisto ci mettono un attimo. Sono leoni in questo”, conclude Conte.
Intanto, con 162 voti favorevoli, la Camera ha approvato il ddl di conversione in legge del decreto legge carburanti ed ex-Ilva varato il 27 luglio dal governo. I no sono stati 108, 5 gli astenuti. Il provvedimento ora passa al Senato.
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