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Roma – Pietro Serbassi: “La rappresentanza si misura: servono regole pubbliche per attuare l’articolo 39 della Costituzione”

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ROMA – “Nel confronto avviato tra Confederazioni sindacali e Associazioni datoriali emergono temi decisivi per il futuro delle relazioni industriali: salari, rinnovi contrattuali, formazione, sicurezza, partecipazione dei lavoratori e gestione dell’innovazione. Il dialogo tra le parti è positivo, ma non può sostituire la responsabilità del legislatore nell’attuazione dell’articolo 39 della Costituzione. Gli accordi tra organizzazioni possono regolare i rapporti tra i firmatari, definire procedure negoziali e favorire la contrattazione. Non possono però stabilire chi rappresenta lavoratori e imprese né attribuire efficacia generale ai contratti. La rappresentanza non è una rendita da conservare: va misurata con criteri pubblici, imparziali e verificabili.

Tentativi di restringere il perimetro degli interlocutori per rendere il sistema più governabile finiscono per indebolirlo. Escludere il pluralismo reale alimenta il dissenso, lo spinge fuori dai luoghi della decisione e favorisce pulsioni antisistema. La stabilità nasce da regole che misurino iscritti, voti e imprese realmente associate, non dalla selezione preventiva degli interlocutori più accomodanti. Una legge fondata su trasparenza, democraticità interna e misurazione del consenso rafforzerebbe la legittimazione delle organizzazioni maggiori e offrirebbe alle imprese interlocutori realmente rappresentativi. Il confronto in corso può produrre risultati importanti, ma non può diventare l’alibi per rinviare ancora l’attuazione dell’articolo 39.

La rappresentanza appartiene ai lavoratori e alle imprese che scelgono liberamente da chi farsi rappresentare. Per questo non va conservata attraverso patti privati, ma garantita e misurata dalla legge”.

Pietro Serbassi
Segretario generale FAST Confsal