Home SALUTE Omceo Roma: ‘Atto medico’ tra filosofia, etica e intelligenza artificiale

Omceo Roma: ‘Atto medico’ tra filosofia, etica e intelligenza artificiale

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ROMA – Definire i confini e l’identità della professione medica di fronte alla rivoluzione digitale, alle crisi globali e a sistemi sanitari sempre più complessi. È questo l’obiettivo del volume ‘Etica e atto medico. Riflessioni e proposte’ (tab edizioni), a cura di Francesca Gambetti, e del parallelo ‘Documento Atto Medico’ promosso dalla Commissione interna dell’Omceo, presentati presso la sala della Regina della Camera dei deputati. I due testi offrono una risposta concreta all’”instabilità paradigmatica” della medicina contemporanea, segnata dall’ingresso pervasivo dell’Intelligenza artificiale e dal vuoto normativo che rischiano di svilire e alimentare l’esercizio abusivo della professione. Il fulcro dell’intera riflessione risiede in una distinzione netta e radicale tra ‘prestazione sanitaria’ e ‘deliberazione clinica’. Se l’esecuzione concreta di procedure può essere condivisa o delegata all’interno di un’équipe multidisciplinare, il giudizio clinico, che integra evidenze scientifiche, valori etici e la narrazione del malato, rimane una prerogativa esclusiva, autonoma e non delegabile del medico, che ne risponde in via esclusiva sul piano morale e giuridico. Il volume ‘Etica e atto medico. Riflessioni e proposte’, curato da Francesca Gambetti, con la presentazione del presidente Omceo Roma, Antonio Magi, offre una risposta organica e attualissima alla pressante necessità di ridefinire lo statuto della professione medica in un’epoca caratterizzata da mutamenti demografici, organizzativi e, soprattutto, tecnologici.

“Il medico oggi non è più una figura isolata o il detentore unico di un sapere specializzato- spiega la curatrice Francesca Gambetti nell’introduzione del volume- ma il perno di un sistema multiprofessionale. Tuttavia, algoritmi, protocolli e linee guida rischiano di trasformare la cura in una sequenza spersonalizzata di prestazioni tecniche. Proprio la ‘minaccia’ dell’algoritmo ci impone di riscoprire l’umanizzazione della relazione di cura e la centralità dell’ascolto. Pensare l’atto medico oggi non significa solo descrivere una professione, ma decidere quale tipo di umanità vogliamo essere”. Il testo affronta in modo polifonico le sfide della ‘quarta rivoluzione industriale’. Il nucleo tematico indaga l’impatto pervasivo dell’intelligenza artificiale, dei social media e della telemedicina sulle dinamiche cliniche. Di fronte al rischio di una proceduralizzazione spersonalizzante imposta dai protocolli e dagli algoritmi, gli autori rivendicano con forza la natura ‘eminentemente umana”‘, relazionale e valutativa della cura, richiamando anche le parole di papa Leone XIV nella recente Enciclica Magnifica humanitas (2026) sulla custodia della persona nel tempo del digitale.