In questi giorni di temperature record è bene fare maggior attenzione ai nostri amici a 4 zampe
ROMA – Sono i giorni più caldi dell’anno, e come ogni anno l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, mette a disposizione alcuni consigli pratici per tutelare micio e fido dalla calura estiva. Ecco di seguito i consigli elaborati dagli esperti Aidaa.
Mai tenere chiusi in auto ferme sotto al sole cane e gatto: in pochi minuti gli animali potrebbero star male fino a morire.
Mai portare a spasso il cane nelle ore centrali e di picco del caldo della giornata.
Mai portare a spasso il cane sull’asfalto sotto il sole rovente: il calore dell’asfalto potrebbe creare scottature gravi ai polpastrelli del nostro cane.
Mai portare il cane in spiaggia nelle ore calde.
Mai portare il cane a correre con noi durante le ore calde, e ancor meno portarlo al guinzaglio mentre siamo in giro in bicicletta, in questo secondo caso esiste un divieto specifico.
Mai lasciare il cane o il gatto chiusi sul balcone, anche se munito di ombra il caldo potrebbe esser loro fatale.
Mai lasciare il cibo o la ciotola dell’acqua al sole.
Cosa fare:
Aver cura di osservare il proprio animale. Qualora ci fossero problemi di salute chiamare subito il proprio veterinario.
Lasciare sempre una ciotola d’acqua fresca (non fredda) a disposizione di cani e gatti e ricordarsi di cambiare l’acqua spesso e comunque lasciarla in spazi freschi.
Portare il cane a fare le passeggiate nelle ore fresche, specialmente nelle prime ore della mattina o alla sera dopo l’imbrunire quando le temperature scendono.
L’artista bolognese si è spenta a 83 anni all’Ospedale Santo Spirito di Roma per complicazioni polmonari
BOLOGNA – È morta Piera Degli Esposti. L’attrice nata a Bologna era malata da tempo, ed era ricoverata dai primi di giugno all’Ospedale Santo Spirito di Roma, dove si è spenta per complicazioni polmonari all’età di 83 anni.
Dopo gli anni di formazione in gruppi sperimentali, ha poi avuto una carriera straordinaria non solo a teatro ma anche sul piccolo e grande schermo, dove ha avuto occasione di lavorare al fianco, tra gli altri, di grandi maestri come Pier Paolo Pasolini, Giorgio Treves, Nanni Moretti, Lina Wertmüller e Paolo Sorrentino.
Con la grande amica Dacia Maraini ha scritto nel 1980 una romanzo autobiografico dal titolo “Storia di Piera”, da cui il regista Marco Ferreri realizzò un film ononimo di cui la stessa Degli Esposti curò la sceneggiatura.
Un lungo minuto di silenzio, campane a lutto e sirene del porto: la città si ferma ricordando la tragedia del 14 agosto 2018
GENOVA – Sono di nuovo le 11.36 del 14 agosto. Tre anni fa, la pila 9 di Ponte Morandi si accartocciava su stessa e portava via 43 vite. Nel silenzio, rotto solamente dal suono delle campane a lutto ordinato in tutta la diocesi e dall’eco lontana delle sirene del porto, il ricordo dei parenti e delle istituzioni. Ancora una volta, si sono raccolti tutti nella “Radura della Memoria”, sotto il nuovo ponte San Giorgio.
Oggi non c’è il presidente del Consiglio, Mario Draghi, che era stato invitato dal sindaco Marco Bucci e la cui presenza sarebbe stata molto gradita ai familiari. Il governo, però, è presente con i ministri Enrico Giovannini e Marta Cartabia, già dalle 8.30 alla Messa in suffragio delle vittime, celebrata dall’arcivescovo di Genova, Marco Tasca, a San Bartolomeo della Certosa.
Sotto il ponte, invece, le corone della presidenza della Repubblica, della presidenza del Consiglio e dei familiari delle vittime. Prima della commemorazione istituzionale, alla presenza anche dell’architetto Stefano Boeri e una rappresentanza dei familiari delle vittime, la prima, simbolica picconata nel luogo in cui sorgerà il nuovo Memoriale, proprio al posto della vecchia pila 9. Poi, gli interventi delle autorità e di Egle Possetti, presidente del comitato Ricordo vittime di Ponte Morandi. Alle 11.36, il silenzio, il ricordo e la commozione. A pochi passi dalla “Radura della Memoria”, c’è chi ha preferito, ancora una volta, lanciare una rosa bianca nel letto del Polcevera, come ogni 14 del mese nel primo anno della tragedia e ogni 14 agosto da allora, dall’ex ponte delle Ratelle, che ieri sera è stato battezzato “Passerella 14 agosto 2018”. Un minuto di interminabile commozione, un minuto troppo breve per ricordare chi da tre anni non c’è più.
UN MOMENTO DI RACCOGLIMENTO DAVANTI ALLE CORONE DI MATTARELLA E CHIGI
Un momento di raccoglimento davanti alle corone in memoria delle 43 vittime. Inizia così la commemorazione per il terzo anniversario della tragedia di Ponte Morandi. Tre le corone depositate sotto il nuovo viadotto San Giorgio ai “43 angeli per sempre nei nostri cuori”: una della presidenza della Repubblica, una della presidenza del Consiglio e una dei familiari delle vittime.
Davanti alle corone, a rendere onore alla memoria di chi ha perso la vita il 14 agosto 2018, una rappresentanza dei familiari, guidata dalla presidente del comitato Ricordo vittime Ponte Morandi, Egle Possetti, i ministri Enrico Giovanni e Marta Cartabia, il governatore Giovanni Toti, il sindaco Marco Bucci e i parlamentari liguri.
L’ARCIVESCOVO TASCA: “TUTTI ASCOLTINO LE FAMIGLIE CHE SOFFRONO”
“È davvero importate che chi soffre non si senta mai solo. Non so quanto possa alleviare il dolore, ma è importante che tutti si sentano impegnati ad ascoltare, a dialogare, a non lasciare niente di intentato”. Così l’arcivescovo di Genova, Marco Tasca, nell’omelia della messa in suffragio delle 43 vittime del Ponte Morandi, nel terzo anniversario della tragedia. La celebrazione è officiata nella parrocchia di San Bartolomeo della Certosa, alla presenza, tra gli altri, dei ministri Marta Cartabia ed Enrico Giovannini, del sindaco Marco Bucci e del governatore Giovanni Toti.
“Nella fatica, nella difficoltà, nell’oscuramento della vita, il Signore Gesù cerca una relazione, come risposta alle tante domande che ci sono– prosegue Tasca- quante domande ci sono nel cuore delle famiglie delle vittime. E le risposte possono arrivare dagli altri che si prendono cura di noi, cercano il dialogo, vogliono ascoltare”. Poi, ricordando la testimonianza di San Massimiliano Kolbe, morto ad Auschwitz, e le parole di San Giovanni Paolo II, conclude: “Solo l’amore crea, l’odio distrugge. Solo sapendo accogliere ed essere amati, sapremo essere vivi”.
DRAGHI: “LO STATO TRADÌ LA FIDUCIA DEI CITTADINI”
“A tre anni dalla caduta del Ponte Morandi, voglio esprimere la più sentita vicinanza del Governo e mia ai familiari delle 43 vittime, a tutti i feriti, e a chi ancora oggi soffre le conseguenze di quel trauma”. Lo dice il premier Mario Draghi. “Non voglio entrare nel merito della vicenda giudiziaria, che farà il suo corso. Sono anche consapevole che qualsiasi messaggio non può riportare in vita i vostri cari né cancellare il vostro dolore e quello di tutta la città”, continua. “Voglio però riaffermare l’impegno del Governo affinché non si verifichino mai più eventi così tragici e dolorosi. A Genova, lo Stato ha tradito la fiducia che i cittadini ripongono nei confronti delle istituzioni. Con il Ponte Morandi sono crollate le fondamenta del vivere civile, che è alla base della nostra comunità”.
“La realizzazione del Viadotto San Giorgio- sottolinea- è un primo passo verso il ripristino di questo legame. Dobbiamo progettare con lungimiranza, costruire con rapidità e attenzione, manutenere con cura. Per questo, voglio ringraziare il sindaco di Genova, Marco Bucci, il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, il senatore a vita Renzo Piano e tutti coloro che sono stati coinvolti in quest’opera”.
“È difficile dire buongiorno in un giorno in cui si ricordano vite spezzate e si rinnova il dolore. Le parole di speranza che abbiamo sentito alla Messa stamattina, orientate ai bambini che hanno di fronte il futuro, ci fanno dire che questo giorno può essere un buon giorno. Il 14 agosto è una data che riporta tutti noi a un ricordo straziante, a un disastro incomprensibile e inaccettabile“. Così il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, nel suo intervento a Genova alla commemorazione nel terzo anniversario della tragedia del crollo di Ponte Morandi.
“Ricordo il mio profondo turbamento nel vedere le drammatiche immagine del crollo del ponte- prosegue il ministro- è necessario ogni impegno possibile per accertare le responsabilità di quell’evento e le circostanze che lo hanno causato. Oggi siamo qui per ricordare con i parenti, gli abitanti di Genova colpita così duramente, l’intera comunità nazionale. Ma ricordare e fare memoria non basta, deve essere accompagnato dall’impegno a cambiare alla luce del dramma vissuto. La ricostruzione del ponte San Giorgio ha ricucito il vuoto della materia crollata, ma non potrà risanare il dolore. Ha però mostrato la capacità realizzare un’opera all’avanguardia a livello mondiale”.
GIOVANNINI: “POST CROLLO È CAMBIATO IL MODO DI GUARDARE LE INFRASTRUTTURE”
“In Italia ci sono molti alti ponti e viadotti da mettere in sicurezza: i liguri lo sanno meglio di tutti, visti i disagi che devono affrontare tutti i giorni. Il 14 agosto di tre anni fa è cambiato il modo di guardare alla situazione infrastrutturale del nostro paese, con maggiore impegno per la sicurezza. La nuova stagione di investimenti che si sta aprendo, sarà diretta anche all’adeguamento delle infrastrutture: sarà un’opera lunga e costosa, ma assolutamente doverosa. Chiedo ai tanti parlamentari presenti oggi di sostenere questo impegno” aggiunge Giovannini. “La cultura della sicurezza è la stessa che va resa prassi corrente sui luoghi di lavoro, dove troppe persone perdono la vita, ed è la stessa che deve guidare il comportamento di tutti i noi per ridurre al minimo i rischi di contagio”, aggiunge.
CARTABIA: “IL DOLORE INESTINGUIBILE È MEMORIA VIVENTE”
“Un saluto commosso e partecipe, a nome del governo e del presidente del consiglio, ai familiari delle 43 persone che trovarono la morte nello sconcerto di tutto il Paese. Il dolore inestinguibile che ho visto negli occhi di chi li ama stamattina, è memoria vivente. Poco fa sono stati avviati simbolicamente i lavori per il memoriale: qualcosa voluto per ricordare e fissare nella memoria la gravità di quello che è accaduto, ma anche un monito perché ciò che è accaduto non abbia mai più a ripetersi. Non possiamo e non vogliamo dimenticare“. Così il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, nel suo intervento a Genova alla commemorazione nel terzo anniversario del crollo di Ponte Morandi. “Sono qui da madre per sentire sulla mia pelle lo strazio delle madri per cui il tempo si è fermato tre anni fa- dice commuovendosi- la memoria che oggi celebriamo rinnova il dolore, il patire, la passione di allora. Ma per quanto sia doloroso fare memoria qui a Genova, è un’esigenza collettiva“.
CARTABIA: “LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA NON INCIDE SUL PROCESSO MORANDI”
“Tornare a Genova da ministro della Giustizia, al cospetto delle vittime, significa rinnovare l’impegno per garantire ogni supporto perché il loro bisogno di giustizia, il nostro bisogno di giustizia, trovi piena e tempestiva risposta, in tempi brevi“. Così il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, nel suo intervento a Genova alla commemorazione nel terzo anniversario del crollo di Ponte Morandi.
“So che è stata fonte di preoccupazione, l’opinione del tutto destituita di fondamento, per cui la riforma del processo penale potrebbe frustrare la bruciante domanda di verità e giustizia: non c’è mai, mai stato, alcun rischio per il processo sul crollo del Ponte Morandi– prosegue la Guardasigilli- anzi, bisognerebbe riflettere più di una volta prima di diffondere opinioni che gettano allarme e che gravano di ulteriore peso chi già porta un così grande dolore”.
Cartabia aggiunge che “basterebbe leggere il testo della riforma, non serve un giurista, per verificare che si applica ai reati successivi al primo gennaio 2020. Tutti i processi che riguardano altri gravi disastri devono essere portati a termine. Il governo ha lavorato su questa riforma per assicurare un accertamento tempestivo di tutte le responsabilità, non per stroncare il lavoro dei giudici. L’improcedibilità prevista in appello e Cassazione è solo un’extrema ratio: non potrei essere qui, se non potessi confutare con certezza le voci che sono state tale motivo di preoccupazione”.
Per il ministro, “di fronte a fatti come questi occorre una chiara parola di giustizia: la giustizia per cui lavoro è sempre e solo una giustizia dal volto umano, che guarda alle persone che hanno subito gli effetti di un’offesa così grave. Dal baratro di quel 14 agosto usciremo se costruiremo una cultura nuova di sicurezza, in cui nessun adempimento possa essere barattato per incuria, trascuratezza o ragioni di lucro“.
Cartabia chiede che “la tragedia di Genova sia monito per tutti, per non dimenticarci che dietro ogni regola di sicurezza c’è la vita di una persona che merita il più assoluto rispetto”. Al termine della commemorazione il ministro ha poi incontrato a lungo i familiari delle vittime per rassicurarli nuovamente sul fatto che la riforma della giustizia non inciderà sul processo relativo al crollo del Morandi.
BUCCI: “LA CITTÀ NON DIMENTICA E MAI DIMENTICHERÀ LE 43 VITTIME”
“Il primo pensiero è per le 43 vittime che non dovevano esserci: Genova non le dimentica e non le dimenticherà mai“. Così il sindaco di Genova, Marco Bucci, alla commemorazione per il terzo anniversario del crollo di Ponte Morandi. “Il secondo va alla città di Genova, che ha sofferto tantissimo e ha dovuto tirarsi su le maniche, ha lavorato come pochi e dimostrato che le cose si possono fare nei tempi giusti e con i costi giusti- prosegue il primo cittadino- alla città di Genova dobbiamo dire grazie per quello che ha fatto finora e continuare a supportarla, con infrastrutture e sistemi che la facciano diventare una grande città europea”.
Il terzo pensiero di Bucci è per “il grande progetto di rigenerazione urbana di quest’area, che avrà ricadute economiche e occupazionali. Di questo devo ringraziare il ministro Giovannini che ha accettato la richiesta di utilizzare i fondi risparmiati dalla gestione commissariale per la demolizione e la ricostruzione del ponte”. Infine, conclude, “il memoriale: è importante per le famiglie delle vittime, ma sarà un posto anche per i genovesi e per chi verrà a visitarlo. Si deve pensare a quello che è successo, a quello che è stato fatto di sbagliato e al futuro”.
TOTI: “IL MEMORIALE DEVE RICORDARCI QUESTA TRAGEDIA TUTTI I GIORNI”
“Siamo qua per non dimenticare e per questo abbiamo messo la prima pietra del Memoriale che sarà al centro di un grande recupero di quest’area. I memoriali servono ad archiviare brutti ricordi del passato, a sublimarli, a consegnarli alla storia per continuare a vivere. È umano. Ma questo è un sentimento che oggi non possiamo provare: quel memoriale deve ricordarci tutti i giorni quello che abbiamo passato, deve ricordarci quali sono i doveri di ciascuno di noi. Il dovere di ciascuno di noi è prima di tutto il dovere di giustizia nei confronti delle 43 vittime e dei loro familiari”. Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a Genova durante la commemorazione a tre anni dal crollo di Ponte Morandi.
“Dobbiamo ricordarci di quel 14 agosto ogni volta che stiamo in coda in autostrada- prosegue il governatore- mettere in sicurezza le nostre strade e autostrade è un dovere nei confronti delle 43 vittime e nei confronti di noi stessi e di tutti coloro che su quelle infrastrutture passeranno in futuro. Dobbiamo farlo con il minor disagio possibile, ma è un dovere assoluto dire oggi a noi stessi che non accadrà mai più e che faremo tutto possibile perché non accada mai più”.
Per Toti, “il Memoriale deve aiutarci tutti a tenere gli occhi bene aperti, anzi spalancati su quelli che sono i nostri doveri, senza archiviare il dolore. Ogni singolo cittadino ha il dovere ben preciso di far sì che nessun’altra comunità si ritrovi, in un giorno qualsiasi dell’anno, a ricordare, come noi oggi, qualcosa che non doveva accadere”.
Torrice, Santangeli: “I giovani sono un elemento importante nel nostro programma”
Venerdì 13 agosto presso l’anfiteatro alle ore 20:00, la lista “Torrice C’E’”, con candidato a Sindaco l’avv. Alfonso Santangeli incontrerà i giovani di Torrice 4.0. L’evento si propone come un momento di confronto costruttivo con i giovani di Torrice 4.0, dove Santangeli , come sempre si metterà a disposizione per ascoltare e rispondere alle domande che i ragazzi vorranno porre sul programma della lista “Torrice C’E’” e sulle possibilità che offre il futuro del territorio, e dimostreranno la loro integrazione nel programma di Torrice C’E’, illustrando il progetto da loro ideato di recupero e rinascita di un’area del paese abbandonata da anni, pronta a tornare ad essere parte integrante del tessuto urbano ma anche sociale di Torrice. “Il nostro programma nasce pensando soprattutto ai giovani, -ha sottolineato precedentemente l’avv. Santangeli- alle nuove generazioni che dovranno in futuro tutelare con amore questo territorio, e allora chi meglio di loro poteva rappresentarci le esigenze dei giovani? Chi meglio di loro poteva progettare ciò che desiderano per il paese? Per questo ci siamo affidati a loro delegandoli allo studio di una soluzione per riqualificare la zona parcheggio. I giovani del gruppo, che si sono fatti anche portavoce di tutti i ragazzi della loro generazione, hanno ideato il “PARCHETTO 4.0”. Si tratta di un progetto teso a riqualificare una importante area del paese, la “zona Parcheggio”, sita in Piazza degli Emigranti, nella quale da anni una struttura dismessa l’ex chalet, è stata completamente abbandonata, insieme alle altre opere presenti (Il parco delle Torri Cosmiche e una zona ricreativa per bimbi), al degrado più totale. I nostri ragazzi con entusiasmo hanno sviluppato una loro visione realistica dell’area in questione per renderla il fulcro della loro quotidianità, prevedendo: la riqualificazione dell’area ludica per i bambini; la realizzazione di un collegamento tra l’area Parchetto con la Scuola Media del paese e la Palestra Comunale, che finalmente dopo 20 anni sarà aperta, l’installazione di un’area fitness; infine, la riconversione dell’ex chalet in una zona studio e centro di ritrovo per ragazzi. Tutto questo rappresenta un impegno che noi di “Torrice C’E’” abbiamo preso con i nostri ragazzi, e lo realizzeremo con grande gioia. Una Torrice che guardi al futuro è possibile, incontriamoci tutti per parlarne con i ragazzi di Torrice 4.0 e con la lista Torrice c’è, domani sera”.
Simone Di Pasquale classe 1996, è trasferito a titolo definitivo dall’ASD Villa Adriana ( Promozione ), al Tor Lupara Calcio, arriva la nota ufficiale della LND Lazio da ora il bomber Simone Di Pasquale è un giocatore del Tor Lupara calcio a servizio della squadra e di mister Andrea Palumbo.
Il bomber Di Pasquale esterno destro d’attacco, mancino , con tanta voglia di far bene , nella stagione calcistica giocata prima della pandemia aveva realizzato 14 reti.
Vico Nel Lazio, Bruni: “La nostra preparazione e formazione è una garanzia sul territorio”
Continua a crescere la presenza sul territorio provinciale delle guardie zoofile dell’Accademia Kronos, il comandante Armando Bruni ha avuto un incontro in presso la sede comunale di Vico Nel Lazio con il Sindaco Claudio Guerriero (nella foto con Bruni) al fine di gettare le basi di un’imminente convenzione, dando vita ad una sinergia produttiva sul territorio. “Sono particolarmente soddisfatto di questa sinergia -commenta il comandante Bruni- il Sindaco Guerriero si è dimostrato molto interessato e sensibile a questa collaborazione, sottolineando che le guardie zoofile rivestono un ruolo importante e sono da riferimento per i cittadini, verso i quali deve essere svolta una prioritaria azione di sensibilizzazione sulle norme di comportamento in materia di benessere animale, ma anche in materia di rifiuti. Concordo pienamente con l’osservazione del Primo Cittadino di Vico Nel Lazio, i nostri volontari sono altamente formati con corsi e corsi di aggiornamento curati da docenti universitari, ufficiali dell’Arma dei Carabinieri- Forestali, medici veterinari dell’ASL, questo già di per sé è sinonimo di garanzia ed affidabilità, che appunto i Sindaci come quello di Vico Nel Lazio, ci consegnano. Lavoreremo in stretta collaborazione con la Polizia Locale e Arma dei Carabinieri, e la nostra attività con la nostra presenza ed iniziativa, sarà rivolta alla tutela degli animali, alla prevenzione del territorio, per fronteggiare ogni azione di abuso ed illecito”.
Torrice, Santangeli: “Tra i nostri progetti l’impegno per spazi dedicati ai più piccoli”
Grande attenzione all’interno del programma della lista “Torrice C’E’” è rivolta ai più piccoli, che a Torrice non hanno luoghi dove passare dei piacevoli pomeriggi insieme alle famiglie, così tra i vari progetti da mettere in campo c’è la volontà di creare un parco avventura , per rendere attrattivo e maggiormente frequentato quel polmone verde rappresentato dai tanti boschi che ci sono a Torrice. “L’obiettivo –afferma il candidato a Sindaco Alfonso Santangeli– è d’incentivare e promuovere il proprio territorio in quanto i ‘parchi avventura’, con i propri percorsi differenziati, creano un connubio tra attività ludica, esperienza formativa e pratica sportiva il tutto a stretto contato della natura. Un fatto che permetterebbe di poter contare su un’attrazione immersa nella natura per l’estate, la gestione sarà affidata a cooperative di ragazzi, dunque un’occasione anche per creare posti di lavoro. È un punto del programma a cui teniamo molto perché pensare ai bambini è un dovere per tutti noi!Inoltre, con l’occasione tutto il bosco subirà una manutenzione straordinaria così da ricavarne cammini per percorsi immersi nella natura. I parchi avventura sono visitati soprattutto da famiglie con bambini e giovani, per passare piacevoli giornate all’aperto con divertimento assicurato e sicuro. Anche questo punto nel nostro programma –conclude Santangeli– evidenzia, l’amore per Torrice ed il suo territorio, l’impegno che investiamo affinchè cresca, e l’interesse per i nostri concittadini, in questo caso con un occhio di riguardo per le nuove generazioni, per tutto questo “Torrice C’E’”.
Per il cantante di Cellino San Marco “il vaccino è la salvezza dell’umanità e l’unica controindicazione è non farlo”
BARi – Panama bianco immancabilmente indossato, camicia in lino verde aperta sul davanti e t – shirt scura. Così, Al Bano Carrisi si presenta nel video voluto dalla Asl di Brindisi per far capire quanto sia importante vaccinarsi contro il covid. “Sono nato nel 1943, mi sto avvicinando agli 80 anni – esordisce – e mi sono vaccinato. Prima mi sono informato e ho capito che l’unica controindicazione era non vaccinarsi perché il vaccino è la salvezza dell’umanità”. Il cantante di Cellino San Marco è stato coinvolto dal dipartimento di Prevenzione della Asl brindisina per dare un ulteriore sprint alla campagna di immunizzazione.
“Ho scoperto che i miei coetanei, il 5%, è restio a vaccinarsi ed è un grave errore – dichiara – addirittura un 18% dei 50-59enni è in ritardo col vaccino, il 10% dei 60-69enni e il 6% dei 70-79enni non è ancora vaccinato. Perché questo ritardo? Non amate la vita”. Per l’artista bisogna fare “in fretta a vaccinarsi perché la vita va vissuta e non dobbiamo essere schiavizzati dal covid come in parte sta già facendo”. “L’uomo ha sempre vinto sulle carestie, le guerra e vincerà anche contro il coronavirus e ne vedremo la morte col vaccino. Col vaccino si va lontano e torneremo a stringerci la mano”. “Prima o poi il covid adda murì, come si dice a Napoli. Vacciniamoci”, ribadisce. Nel video il cantante è con il direttore del dipartimento di prevenzione Stefani Termite. “La vaccinazione sta procedendo velocemente – spiega il direttore – con percentuali elevate: siamo oltre il 75% della popolazione in provincia di Brindisi coperta con la prima dose e al 63% con il ciclo completo. Abbiamo raggiunto un obiettivo importantissimo. C’è ancora molto da fare, però: dobbiamo vaccinare chi esita, in particolare il 18% dei 50-59enni che non lo ha ancora fatto. Li esortiamo a vaccinarsi quanto prima poiché con la variante Delta anche i cinquantenni rischiano molto”.
La ministra dell’Interno commenta le proteste dei no Green pass, spiegando che il controllo spetta ai titolari dei locali, che però non possono domandare i documenti di riconoscimento
ROMA – “I titolari dei locali non possono chiedere la carta d’identità ai clienti, ma il controllo spetta a loro“. Lo ha detto la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, parlando delle proteste dei no Green Pass durante la visita a Torino, trasmessa in diretta da La Stampa. “Non si può pensare– aggiunge- che l’attività di controllo venga svolta dalle forze di Polizia: significherebbe distoglierle dal loro compito prioritario, che è garantire la sicurezza”. Lamorgese ha aggiunto che “si stanno valutando dei controlli a campione nei locali insieme alla Polizia amministrativa”.
“NESSUNA MINACCIA ALLA DEMOCRAZIA, LA SALUTE PUBBLICA HA LA PRIORITÀ”
“In questo periodo abbiamo a che fare con manifestazioni quasi tutti i giorni, alcune sono anche di una certa violenza. Il programma vaccinale va avanti quindi in questo momento la certezza è che le cose vanno meglio. Bisogna comprendere che vaccinarsi e utile per se stessi e per gli altri” ha aggiunto Lamorgese, intervistata dal direttore della Stampa Massimo Giannini.
Le manifestazioni contro Green Pass? “I ristoratori devono chiedere il green pass ma non i documenti. Noi daremo un supporto dove necessario, come forze di polizia. Noi faremo dei controlli a campione a supporto di quelli che faranno gli esercenti. A breve uscirà una circolare dove spiegheremo che gli esercizi pubblici non sono tenuti a chiedere il documento ai clienti. I ristoratori non siano poliziotti, non è il loro compito. Le forze di polizia hanno compito di controllo del territorio e potranno dare un supporto. Ma non c’è nessuna minaccia alla democrazia, la salute pubblica ha la priorità“.
CONFESERCENTI: BENE I CHIARIMENTI SUL CONTROLLO DEI DOCUMENTI E SULLE FIERE
“I chiarimenti ufficiali del Ministro Luciana Lamorgese confermano quanto abbiamo sempre sostenuto: gli imprenditori dei pubblici esercizi non possono – e quindi non devono – chiedere i documenti dei clienti. Un sollievo per i gestori, che si erano trovati calati nell’improprio compito di agenti di pubblica sicurezza. Adesso si eliminino anche le sanzioni per le imprese”. Così Confesercenti.
“L’obbligo di Green Pass rimane una misura restrittiva non indolore per il comparto, visto l’effetto negativo che sta avendo sulle vendite in questi primi giorni, l’aver escluso dalle incombenze delle imprese il controllo dei documenti è senz’altro un passo nella giusta direzione. Bene anche l’aver eliminato l’onere del controllo nelle fiere e sagre che non hanno varchi presidiabili: una previsione che stava mettendo a rischio lo svolgimento stesso degli eventi, con gravi danni per le attività del commercio su aree pubbliche. Non solo, la nota chiarisce che, in caso di assenza di varchi presidiabili, verranno effettuati controlli a campione con multe ai soli clienti trovati sprovvisti di certificato vaccinale, un metodo che potrebbe essere esteso a tutti. L’auspicio è che il governo continui a recepire e risolvere le criticità sull’obbligo di Green Pass che emergono man mano, con il fine ultimo di avere uno strumento efficace ma meno oneroso per le imprese”.
Alfonso Raimo fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»
Secondo il report realizzato dall’International Panel on Climate Change, di questo passo le emissioni di gas serra porteranno le temperature ad aumentare di 1,5°C, superando la soglia definita “di non ritorno”
ROMA – I danni che la civiltà umana sta causando all’ambiente sono inevitabili o “irreversibili”: lo certifica uno studio delle Nazioni Unite, secondo cui le emissioni di gas serra nell’ambiente, se continueranno con questi ritmi, porteranno le temperature ad aumentare di 1,5°C entro i prossimi dieci anni, superando la soglia definita “di non ritorno”. Il riscaldamento terrestre è destinato inoltre a provocare un innalzamento di circa due metri del livello dei mari entro la fine di questo secolo, un processo che “non potrà essere invertito”.
Secondo gli esperti, l’unica speranza per evitare o mitigare gli effetti del riscaldamento climatico è una riduzione immediata e consistente delle emissioni di CO2 nell’atmosfera.
Lo studio è stato realizzato dall’International Panel on Climate Change (Ipcc), tra i più autorevoli organismi internazionali del settore, e si tratta del primo studio organico, con dati completamente aggiornati, che viene condotto dal 2013. L’obiettivo di questo testo di 42 pagine è fornire informazioni pratiche ai leader di stato e di governo che si incontreranno a settembre a Glasgow per la Cop26, la Conferenza sul Clima internazionale lanciata su iniziativa delle Nazioni Unite, di cui l’Italia detiene la co-presidenza assieme al Regno Unito.
Commentando i risultati di questo lavoro, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha avvertito che il genere umano è “in codice rosso”, quindi ha aggiunto: “Se adesso uniamo le forze, possiamo invertire la catastrofe climatica. Ma, come il report di oggi chiarisce molto bene, non c’è tempo per ulteriori ritardi ne’ scuse. Conto sui leader di governo e su tutti gli attori coinvolti affinché si impegnino a rendere la Cop26 un successo”.
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