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Incontro tra Jacobs e Totti sulla spiaggia di Sabaudia

Il campione olimpico e l’ex capitano della Roma si sono incontrati sul litorale romano insieme alle rispettive famiglie

ROMA – Incontro tra campioni sul litorale romano. Marcell Jacobs e Francesco Totti si sono ritrovati, con le rispettive mogli, a Sabaudia. L’oro di Tokyo 2020 sta trascorrendo le vacanze proprio nella località dove d’abitudine si ritrova la famiglia Totti.

totti e marcel jacobs a sabaudia

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Adriano Gasperetti

Incendio nel Salernitano, denunciato il presunto piromane: indossava la divisa di un’associazione ambientalista

In auto nascondeva taniche di olio e carburanti, ormai vuote, usate presumibilmente per appiccare il rogo

NAPOLI – Indossava gli abiti di un’associazione nazionale di volontariato ambientale, ma in auto nascondeva taniche di olio e carburanti, ormai vuote, usate presumibilmente per appiccare un incendio. I carabinieri forestali di Polla, intervenuti a Salvitelle (Salerno), hanno denunciato l’uomo per incendio boschivo e sequestrato un cellulare e gli ambiti indossati al momento del controllo. L’incendio boschivo scaturito dal gesto doloso ha assunto nelle ore successive all’accensione vaste proporzioni e ha percorso circa 500mila metri quadrati, partendo dalla località San Francesco di Caggiano

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Nadia Cozzolino

Covid, impennata di casi tra i bambini negli Usa: 94mila nella prima settimana di agosto

A lanciare l’allarme è l’Accademia americana di pediatria, che informa come nel mese di luglio siano state registrate 12.000 nuove infezioni tra i più piccoli

ROMA – Negli Stati Uniti si registra un aumento dei casi di Covid tra i bambini di età inferiore ai 12 anni, fascia di età per cui i vaccini anti coronavirus non sono stati ancora approvati. A lanciare l’allarme è l’Accademia americana di pediatria, che informa come nel mese di luglio siano state registrate 12.000 nuove infezioni tra i più piccoli, mentre dopo la prima settimana di agosto ne siano state rilevate ben 94.000. Fino al 14 agosto erano 1.902 i bambini ricoverati in ospedale.

Francesco Demofonti  fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Adelmo Cervi al fianco dei lavoratori Gkn: “Unità e partecipazione contro il potere delle multinazionali”

Simbolo degli ideali della Resistenza, Adelmo Cervi ha deciso di portare la sua solidarietà ai lavoratori che l’11 agosto, nell’anniversario della liberazione di Firenze, hanno marciato per protestare contro i licenziamenti

FIRENZE – Adelmo Cervi marcia in testa a un corteo “grande e partecipato, come non avveniva da tempo”. Dietro di lui, almeno 3.500 persone scese in piazza per manifestare insieme ai 422 lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio, licenziati lo scorso luglio con una semplice mail.

“Una manifestazione che ci da speranza e respiro”, commenta alla Dire il figlio di Verina Castagnetti e Aldo, terzogenito dei sette fratelli Cervi fucilati dai fascisti al poligono di tiro di Reggio Emilia il 28 dicembre del 1943. Simbolo degli ideali della Resistenza, ha deciso di portare la sua solidarietà e il suo contributo ai lavoratori che l’11 agosto, nell’anniversario della liberazione di Firenze, hanno marciato per protestare contro i licenziamenti.

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Manifestare, però, non basta. “Qui c’è da smuovere un castello pesante- mette in guardia Cervi- questa è una multinazionale che alle spalle ha il sistema del capitalismo internazionale. Le multinazionali non sono isolate, dobbiamo fare una battaglia globale per dire ‘siamo stanchi di subire queste robe qua’“.

La grande partecipazione lo rinfranca, ma Adelmo Cervi non si fa illusioni: “C’è una speranza in tutti quelli che incontro, con cui parlo, nel vedere che ci possa essere una sinistra che abbia dei numeri. Su questo però c’è la contraddizione che il giorno dopo si litiga continuamente, sembra si vadano a cercare le cose che ci dividono. Chi dice che non siamo abbastanza rivoluzionari, chi dice che non dobbiamo cedere a questo e chi a quello, e così va a finire che non sappiamo più chi siamo”.

Per questo, spiega Cervi, “l’unità è la cosa più importante, e la forza la fanno anche i numeri. Non puoi dire grandi cose se poi non hai la forza di farle. Il capitalismo non lo batti solo con una manifestazione ma con la costanza di tutti i giorni”.

Oltre alla ricerca dell’unità, secondo Cervi la sinistra si deve porre un altro obiettivo: allargare la partecipazione. “C’è bisogno di tanti, c’è bisogno di posizioni diverse. Non di una grande partito, ma di tanta gente che sappia lottare e che sappia portare avanti le battaglie. Abbiamo bisogno che la gente partecipi, se la gente partecipasse e fosse cosciente di quello che sta facendo non salterebbe fuori il Salvini di turno. Se saltano fuori quelli che si portano dietro tanta gente è perchè non c’è un tessuto sociale, non abbiamo lavorato con la gente ma abbiamo seguito il mito del grande capo che ci ha portato fino a qua. Vogliamo dire che c’è qualcosa che non va e che tutti dobbiamo partecipare, sentirci importanti e partecipi delle battaglie?”.

Proprio per questo motivo Adelmo Cervi, che si definisce “comunista, per gli ideali di mio padre e per la lotta di tanti”, ammette di aver simpatizzato anche con le Sardine, “perché un movimento che riempie le piazze di giovani con lo slogan ‘contro i prepotenti’ e contro quello che allora era Salvini, che rappresentava il peggiore capitalismo, era una cosa che dava speranza”.

Netto, invece, il giudizio sul Partito Democratico: “Sta seguendo la sua strada, forse molti di noi si erano illusi. Io contesto quelli che dicono che ha preso una strada reazionaria. No, ha preso una strada di ceto medio e di centro, non rappresenta più la sinistra. Non puoi scagliarti contro il Pd dicendo ‘ci ha tradito’ perché non è mai stato di sinistra. Io ho tenuto duro con il Pds e i Ds, non ho seguito Rifondazione, ma quando è nato il Pd ho capito che non c’era più quel partito per il quale mi sentivo di lottare“.

Michele Bollino fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Invasione delle cavallette: distrutti pascoli e coltivazioni in 12 Comuni di Nuoro Ogliastra

Coldiretti fa la conta dei danni causati dalle locuste, che si abbattono sulla zona dal 2019 radendo tutto al suolo

CAGLIARI – Sono 12 i Comuni interessati quest’anno dall’invasione delle cavallette. Lo comunica Coldiretti Nuoro Ogliastra a conclusione del monitoraggio dell’agenzia Laore grazie alla collaborazione delle amministrazioni comunali e delle stesse imprese agricole interessate. Questo è il terzo anno consecutivo che le locuste si presentano in modo massiccio nel centro Sardegna.

Invasione iniziata nel 2019 nella Valle del Cedrino, coinvolgendo soprattutto i territori dei comuni di Ottana Bolotana, Orani e Orotelli, come più volte sottolineato e denunciato dalla Coldiretti, in assenza di attività di prevenzione, il fenomeno si è allargato nel 2020 e ulteriormente questa primavera coinvolgendo, da una prima verifica di Laore 12 Comuni: Sedilo, Sorradile, Nughedu Santa Vittoria, Olzai, Ottana, Noragugume, Silanus, Bolotana, Illorai, Orani, Orotelli, Sarule.

sardegna cavallette

Entro il primo settembre prossimo le aziende agricole dovranno compilare un modulo che troveranno nel proprio Comune in cui segnalano i danni subiti nelle proprie aziende– spiega in una nota il presidente di Coldiretti Nu-Og, Leonardo Salis-. Serve per completare il monitoraggio di Laore ed eventualmente integrarlo nel caso siano state omesse delle azienda e territori. Ci aspettiamo successivamente che la Regione questa volta indennizzi in tempi rapidi e in modo congruo le aziende che hanno subito perdite a causa di questo insetto vorace”. Moduli che dovranno poi essere inviati tramite Pec entro il primo settembre al protocollo del proprio Comune.

Per il terzo anno consecutivo le aziende agricole hanno subito impotenti all’invasione di milioni di cavallette che hanno raso al suolo tutto ciò che trovavano: oltre ai pascoli, tutte le altre colture, come mais, erbai, ma anche ortaggi- spiega il direttore di Coldiretti Nu-Og, Alessandro Serra-. Oltre agli indennizzi, fondamentali dopo anni di perdite, aspettiamo fiduciosi che si investa finalmente in prevenzione per bloccare finalmente questa ulteriore calamità”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Migliaia di civili in fuga da Kabul, Talebani: “Guerra è finita, l’Afghanistan è libero”

Evacuato il personale diplomatico di stanza nella capitale mentre la popolazione assalta l’aeroporto in un disperato tentativo di fuga

ROMA – I talebani, entrati ieri a Kabul, hanno dichiarato che “la guerra in Afghanistan è conclusa“, e di aver “raggiunto ciò che volevano ottenere”, ovvero “la libertà” del Paese e “l’indipendenza” del popolo afghano. A rilasciare queste dichiarazioni, ai cronisti dell’emittente regionale Al Jazeera, è stato uno dei portavoce dei guerriglieri, Mohammad Naeem.

Le parole del dirigente dei talebani arrivano il giorno dopo il loro ingresso nella capitale Kabul, che è avvenuto senza che si verificassero combattimenti rilevanti. La presa della capitale è l’ultima tappa di un’offensiva che li ha visti conquistare 26 dei 34 capoluoghi di provincia del Paese in meno di due settimane.

Dirigenti dei talebani, che sono voluti rimanere anonimi, hanno riferito ai media internazionali che stanno richiamando rappresentanti dalla diverse province del Paese nell’ottica di istituire un governo, ma che per completare questo passaggio aspetteranno che tutte le forze militare stranieri abbiano lasciato l’Afghanistan.

LA PRESA DI KABUL E LA FUGA DEL PRESIDENTE GHANI

Dopo giorni di conquiste delle principali città dell’Afghanistan, i talebani sono entrati anche nella capitale Kabul. Il presidente Ashraf Ghani ha lasciato il Paese e, stando a quanto riferiscono i media locali, si è diretto in aereo nel vicino Tagikistan al fine di “evitare che si verificasse un bagno di sangue” nella capitale.

Abdullah Abdullahm, presidente del Consiglio nazionale di riconciliazione afghano (Hcnr), l’organismo che si occupa di gestire le negoziazioni in corso in queste ore in Qatar tra i rappresentati delle parti locali alla presenza della comunità internazionale, ha commentato la partenza di Ghani affermando che il presidente “ha lasciato il Paese in una situazione difficile”, e che “Dio dovrebbe ritenerlo responsabile”.

PERSONALE ITALIANO EVACUATO, POPOLAZIONE IN FUGA

Intorno alle 23.30 italiane di domenica è decollato dall’aeroporto di Kabul un KC 767 dell’Aeronautica Militare per riportare in Italia personale diplomatico che era stanziato nella capitale afghana e alcuni ex collaboratori afghani. Il velivolo con a bordo circa 70 persone è atterrato all’aeroporto di Fiumicino nel primo pomeriggio di lunedì.


Il piano e l’operazione, specifica un comunicato congiunto dei ministeri di Difesa ed Esteri, sono “pianificati e diretti dal Comando Operativo di Vertice Interforze (Covi), comandato dal Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano, ed eseguito dal Joint Force Headquarter (Jfhq), elemento operativo del Covi con la collaborazione per la prima accoglienza e il supporto sanitario della Croce Rossa Italiana”.

Brando Ricci.  fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Raggi aspetta per vaccinarsi, l’esperto: “Le servono due dosi, la prima entro un mese”

La prima cittadina di Roma, che ha contratto il Covid a novembre 2020, ha dichiarato di aver deciso di aspettare a vaccinarsi dopo aver “riscontrato di avere ancora anticorpi alti”

ROMA – Virginia Raggi non si è ancora vaccinata. La prima cittadina della Capitale ha spiegato di essersi recata dal suo medico e di aver “riscontrato di avere ancora anticorpi alti” in seguito all’infezione da Covid-19 contratta ad inizio novembre 2020, circa 9-10 mesi fa, e quindi di voler aspettare. Ma si tratta di una pratica corretta? “Abbiamo assistito a molti casi per cui l’immunità dopo il Covid è durata 8-9 mesi. Se una persona ha un titolo anticorpale superiore a 1000-1200 può aspettare ancora un mese al massimo ma poi questo titolo anticorpale crolla e si resta scoperti. Quindi parliamo di un mese ancora. Dovrà fare due dosi perché dopo aver contratto il virus si devono fare due dosi“, ha dichiarato Massimo Ciccozzi, direttore dell’Unità di Statistica medica ed epidemiologia dell’Università Campus Bio-medico di Roma commentando in diretta su La7 quanto detto ieri sera dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Covid, 7.188 nuovi casi e 34 morti. Scende il tasso di positività al 2,8%

Secondo il bollettino fornito da Protezione civile e ministero della Salute sono in lieve aumento i ricoveri nelle terapie intensive, due in più di ieriROMA – Nelle ultime 24 ore, il bollettino sul coronavirus fornito da Protezione Civile e Ministero della Salute ha registrato 7.188 nuovi casi in Italia, in calo di 221 unità rispetto a ieri, su 254.006 tamponi effettuati, portando così il tasso di positività al 2,8%I decessi odierni sono 34, 11 meno di ieri. Aumentano di due unità i ricoveri nelle terapie intensiva (+37), per un totale di 372 posti letto occupati.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Per il Ferragosto milanese 2.500 pasti ai bisognosi dalla Fratelli di San Francesco d’Assisi

Attività ricreative e un “menù goloso” per tutte le persone accolte nelle strutture

MILANO – Saranno 2.500 i pasti preparati per Ferragosto all’insegna del buonumore e del cibo condiviso dalla Fratelli di San Francesco d’Assisi per tutte le persone accolte nell’estate milanese, grazie all’impegno dei volontari.

Nel pomeriggio, per gli adulti ma soprattutto per i minori ospitati dalle strutture, verranno organizzate attività ricreative all’aperto come il tiro alla fune e giochi vari, a partire dagli immancabili gavettoni che tanto divertono i ragazzi.

“La fame non si prende neppure un giorno di vacanza, e noi nemmeno” scherza Fratel Clementedirettore della Fratelli di San Francesco. “Abbiamo preparato un menù goloso nelle nostre mense con, a pranzo: lasagne, insalata di pasta, pesce al forno, verdure, gelato; mentre per cena verrà servita dai nostri volontari pasta al pesto, vitel-tonnè, frutta fresca”, sorride Fratel Clemente, che aggiunge che non mancherà la tradizionale anguriata nel pomeriggio.

“Come sempre dobbiamo ringraziare coloro che ci sostengono regalandoci le derrate alimentari con le quali, grazie al nostro staff di cucina e ai volontari, riusciamo a sfamare tutti”. Non lasciamo soli i fragili di cui ci occupiamo quotidianamente- spiega Fratel Clemente- perché il momento delle feste è sempre delicato, ci si sente ancora più soli e invece con noi desideriamo che si sentano tutti in famiglia”.

Nell’ultimo anno la Fratelli di San Francesco ha distribuito 1.115.031 pasti, fornito 3.704 posti letto, effettuato 41.792 visite mediche e 8.945 interventi odontoiatrici e “siamo intervenuti con la nostra Unità mobile notturna su 34.821 casi, ma soprattutto abbiamo consegnato oltre 7.600 pasti agli anziani che, proprio d’estate restano soli” conclude Fratel Clemente.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Marco Sacchetti

Covid, una ‘mascherina ‘ per gli occhi grazie al gel all’ozono

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Lo studio dei ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e dall’Università di Ferrara per proteggere uno degli organi bersaglio del virus

ROMA – “Un gel oftalmico a base di ozono stabilizzato potrebbe fungere da barriera contro l’ingresso del virus SARS CoV-2 attraverso gli occhi, funzionando dunque un po’ da ‘mascherina’ per gli occhi, da ‘indossare’ insieme alla classica mascherina chirurgica che copre naso e bocca. È la proposta che scaturisce da uno studio pubblicato sul numero di agosto di Traslational Vision Science & Technology, siglato da ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e dall’Università di Ferrara“. A dirlo è la Fondazione Irccs Agostino Gemelli, dove il professore Stanislao Rizzo, ordinario di oftalmologia della Cattolica e Direttore UOC di Oculistica al Gemelli, è tra i protagonisti delo studio sul gel oftalmico.

“I gel oftalmici all’ozono- spiega infatti il professor Rizzo- sono già utilizzati per lenire i sintomi legati a patologie oculari di tipo infiammatorio, anche di origine infettiva; il nostro studio suggerisce che potrebbero avere anche un effetto barriera contro l’ingresso del virus attraverso gli occhi o il sistema naso-lacrimale. Si tratta tuttavia di uno studio in vitro- evidenzia Rizzo- i cui risultati dovranno essere confermati da studi su modello animale e nell’uomo”.

GLI OCCHI: UNA VIA DI INGRESSO DEL VIRUS DEL COVID-19 POCO CONSIDERATA

Il virus SARS CoV-2 “può penetrare nell’organismo anche attraverso gli occhi, come scoprì a sue spese un membro del National Expert Panel on Pneumonia americano inviato a Wuhan per un’ispezione- spiega la nota dell’Irccs Gemelli- l’uomo, che non indossava presidi di protezione per gli occhi, sviluppò prima una congiuntivite, poi la classica polmonite da Covid-19. Altri studi hanno dimostrato che il virus può permanere negli occhi anche a distanza di alcune settimane dalla fase acuta della malattia. Gli occhi insomma sono un organo bersaglio del SARS CoV-2, in particolare in presenza di piccoli danni, come quelli che si verificano nella sindrome dell’occhio secco. Nei pazienti con Covid-19 ad essere colpite sono soprattutto le cellule mucipare ‘a calice’, mentre quelle della cornea e quelle congiuntivali, forse perché protette dal film lacrimale che si rinnova ogni 5 minuti, sembrano più protette dall’infezione, a meno che non ci si trovi in una condizione come la sindrome dell’occhio secco”.

“Questa osservazione ha portato a pensare che il film lacrimale possa agire come barriera protettiva anche contro il virus- rivela la nota della Fondazione Gemelli- ma in realtà si tratta di un’arma a doppio taglio, perché se il virus riesce a penetrare nello strato delle lacrime, il loro drenaggio determina il suo arrivo nel sistema naso-lacrimale, da dove il SARS CoV-2 può facilmente penetrare nell’organismo, attraverso la sua via d’accesso preferita, il naso appunto”.

IL COLLIRIO A BASE DI OZONO

Una soluzione è quindi quella di potenziare l’effetto barriera delle lacrime contro il SARS CoV-2: “da queste osservazioni- spiega il professor Rizzo- è nata l’idea di potenziare l’effetto barriera delle lacrime contro il SARS CoV-2, utilizzando uno speciale collirio a base di ozono“. Da tempo sono note le proprietà antimicrobiche dell’ozono, legate probabilmente alla sua capacità di indurre un temporaneo stress ossidativo (reagendo con gli acidi grassi polinsaturi e con l’acqua presenti sulla superficie degli occhi induce la produzione di perossido d’idrogeno, cioè di acqua ossigenata); questa a sua volta stimola la produzione di Nrf2 (nuclear factor-erythroid 2-related factor 2) che attiva la trascrizione di una serie di fattori anti-ossidanti, come la superossido dismutasi e la glutatione perossidasi”.

L’ozono è utilizzato da tempo in medicina per disinfettare e trattare patologie infettive, vista la sua capacità di inattivare batteri, virus, funghi, lieviti e persino protozoi-sottolinea la nota- la sua attività antivirale in particolare si esplica danneggiando il capside virale e alterando la replicazione virale attraverso la perossidazione”.
Come ‘intrappolare’ un gas in un presidio medico? “Essendo un gas- spiega il professor Rizzo- l’ozono è molto instabile, ma per renderlo idoneo ad un uso topico, si può stabilizzare facendolo reagire con un acido grasso monoinsaturo come l’acido oleico e creando così i cosiddetti ‘oli ozonati’, che mantengono le stesse proprietà dell’ozono gassoso e sono ben tollerati dai tessuti. Gli oli ozonati in nanoformulazione vengono già utilizzati sotto forma di collirio o di gel oftalmico per lenire i sintomi legati a patologie oculari di tipo infiammatorio, anche di origine infettiva; l’ozono peraltro facilita la guarigione dei danni corneali, minimizzando il rischio di cicatrizzazione e opacamento della cornea”.

“L’ozono può bloccare l’ingresso del SARS CoV-2 nelle cellule della superficie dell’occhio? Lo studio appena pubblicato su Translational Vision Science & Technology, ha valutato in vitro l’effetto di un gel oftalmico liposomico a base oli ozonati sulle cellule epiteliali della cornea umane infettate con il SARS CoV-2- segnala la nota del Gemelli. “Obiettivo dello studio- spiega il direttore della UOC di oftamologia del Gemelli- era di valutare se questo gel oftalmico fosse in grado di prevenire l’infezione da SARS CoV-2 nei tessuti superficiali dell’occhio e di valutare se, nei pazienti con sindrome dell’occhio secco, potesse contribuire a ripristinare l’integrità della superficie dell’occhio, riparando e rigenerando i microvilli congiuntivali”. Obiettivi entrambi centrati perché in questo studio, il gel oculare a base di ozono si è dimostrato in grado di inibire la replicazione virale e l’ingresso del virus nelle cellule della superficie dell’occhio (corneali e congiuntivali). Il gel oftalmico all’ozono inoltre si è dimostrato in grado di ripristinare la rigenerazione cellulare e di controllare l’infiammazione nella sindrome dell’occhio secco.

“In attesa di un vaccino in grado di bloccare anche la diffusione del virus- conclude il professor Rizzo- sono ancora scarse le misure che possono essere messe in atto per ridurre il rischio di contagio (mascherina, distanziamento sociale, lavare spesso le mani). E la superficie oculare rappresenta una potenziale via di entrata del virus, in particolare in caso di anomalie dei film lacrimale, come nella sindrome dell’occhio secco. Qualora i risultati di questa ricerca venissero confermati anche da studi su modello animale e nell’uomo, sarebbe dunque ipotizzabile proporre la somministrazione topica di gel oftalmici all’ozono per prevenire l’ingresso del SARS CoV-2 attraverso la superficie oculare- evidenza Rizzo- una misura di protezione da consigliare in primo luogo al personale sanitario e da estendere eventualmente a tutta la popolazione”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Chiara Organtini