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Quindici milioni di televisori andranno cambiati entro il 2023: ecco come funziona

Dal 15 ottobre verranno oscurati tutti gli apparecchi che non dispongono dell’alta definizione. E dal 2023 servirà dotarsi di modelli con digitale terrestre di seconda generazione

ROMA – Oltre 15 milioni i televisori da rottamare in circa 15 mesi. Queste le stime per i due passaggi che spingeranno milioni di persone a cambiare dispositivo. Il primo step, che comincerà gradualmente dal 15 ottobre 2021, consisterà nell’oscuramento di tutti gli apparecchi che non dispongono dell’alta definizione. Secondo le previsioni dei fornitori, a fronte di una vendita annuale standard di circa 4.5 milioni di televisioni, per l’anno solare in corso ne è stata ipotizzata la vendita di 6.5 milioni, stima che cresce fino a 9 milioni per il prossimo anno. Il secondo passaggio, infatti, scatterà a partire dal 1° gennaio 2023, giorno da cui sarà necessario dotarsi di un apparecchio con digitale terrestre di seconda generazione (Dvb-T2).

Ma come funzionano rottamazione e recupero delle nostre televisioni? Lo spiega Aura, società specializzata nel riciclo del Raee, ossia i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. “Gli apparecchi che appartengono alla categoria R3 deI Raee – si legge in un comunicato – arrivano nello stabilimento Aura direttamente dalle isole ecologiche o da centri di recupero autorizzati, in contenitori specifici che vengono stoccati all’interno dell’area produttiva, in zone autorizzate. Successivamente, operatori specializzati trasferiscono i rifiuti all’interno dell’area di smontaggio manuale dove i dispositivi subiscono, dapprima la rimozione delle parti plastiche posteriori e successivamente tutta la componentistica elettronica interna quale: schede video, schede audio, schede di potenza e tutti i materiali destinati al recupero. Il residuo del televisore viene inviato alla triturazione all’interno di un macchinario chiamato ‘Blubox’ (del quale ne esistono solo pochi esemplari in tutta Europa) dove un operatore inserisce manualmente, uno per volta, i monitor da trattare. Questo macchinario, che lavora totalmente sotto vuoto (procedimento necessario per evitare immissioni di sostanze nocive nell’ambiente, quale ad esempio il mercurio), tritura e separa perfettamente i materiali, restituendoli divisi in metalli, plastiche e vetro. L’integrazione della fase manuale di separazione dei materiali con l’innovatività della Blubox, garantiscono un recupero della c.d. ‘materia prima seconda’ in percentuali molto elevate (come prescritto dal Pnrr) e di stupefacente purezza (che ne consente la riutilizzabilità nella produzione di nuovi beni di consumo)”.

Ma è la stessa Aura a mettere in guardia sul notevole impatto ambientale della rottamazione dei televisori. “Come consumatore – spiega Italo Soncini managing director Alvarez & Marsal e presidente esecutivo della società abruzzese che, con 5 linee di produzione, è uno dei più grandi impianti italiani per il recupero dei materiali elettronici – ritengo che il decreto rottamazione Tv rappresenti un cruciale passo avanti nel processo di innovazione tecnologica del Sistema Italia ma, come operatore del trattamento Raee, sono certo che andrà a creare un flusso straordinario di vecchie apparecchiature: una sorta di tsunami sulle strutture per lo smaltimento. Per il successo a 360° dell’iniziativa occorre quindi che il settore del trattamento Raee venga messo nelle condizioni di ricevere questo flusso straordinario di televisori e che i processi aziendali dei singoli operatori guardino sia alla massimizzazione delle materie prime seconde (separando plastica, schede, vetro e metallo per dare loro una seconda vita) sia a ridurre a zero i rifiuti in discarica”.

La strada affinché l’iniziativa sia vincente, sia sotto il profilo di innovazione tecnologica che ambientale, è chiara: “I produttori di apparecchi elettronici che beneficeranno in modo unico del decreto rottamazione – aggiunge – dovranno, attraverso i consorzi fra gli stessi produttori che oggi gestiscono parte dello smaltimento Raee, concretamente e adeguatamente sostenere lo smaltimento dei televisori pagando non come accade oggi un prezzo che consenta ai produttori di minimizzare il proprio contributo, bensì quanto necessario a realizzare un processo di recupero in linea con i principi dell’economia circolare. Fino ad oggi ciò non è accaduto ma, grazie al governo Draghi e nell’interesse del sistema Italia, confido che una volta tanto dovrà accadere”.

Cingolani: “Il 70% degli incendi è responsabilità dell’uomo, migliorare la prevenzione”

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Il ministro della Transizione ecologica alla Camera: “Il 55% degli incendi colposi e dolosi è concentrato in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia: su questo dobbiamo intervenire”

ROMA – “Gli incendi che stanno devastando l’Italia, ma anche Grecia o California, sono dovuti senza alcun tipo di ambiguità all’azione congiunta di cambiamenti climatici e azioni dell’essere umano, e purtroppo il cambiamento climatico incide per una piccola percentuale”. Così Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, nell’informativa urgente alla Camera sull’emergenza incendi. “Il 57,4% degli incendi è di origine dolosa, il 13,7% è colposo, quindi oltre il 70% è responsabilità dell’uomo. Meno del 2% è di origine naturale, il 4,4% per causa indeterminata e il 22% non classificabile”.

Federico Sorrentino.  fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Covid, Gimbe: “In una settimana contagi aumentati del 20% e ricoveri del 36%”

Il report della Fondazione rileva una sostanziale stabilità dei decessi. In 62 province italiane l’incidenza è pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti

ROMA – Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 28 luglio 2021-3 agosto 2021, rispetto alla precedente, un incremento di nuovi casi (38.328 vs 31.963, pari a +19,9%) e una sostanziale stabilità dei decessi (120 vs 111, pari a +8,1%). In aumento anche i casi attualmente positivi (94.216 vs 70.310, +23.906, pari a +34%), le persone in isolamento domiciliare (91.762 vs 68.510, +23.252, pari a +33,9%), i ricoveri con sintomi (2.196 vs 1.611, +585, pari a +36,3%) e le terapie intensive (258 vs 189, +69, pari a +36,5%).

“I nuovi casi settimanali – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – continuano a salire, seppur a un ritmo meno sostenuto rispetto alla settimana precedente, ma rimangono indubbiamente sottostimati dall’insufficiente attività di testing e dalla mancata ripresa del tracciamento dei contatti”. Infatti, il rapporto positivi/persone testate, dopo l’impennata dall’1,8% al 9,1% in 4 settimane, negli ultimi 7 giorni ha segnato una crescita più contenuta salendo al 10,7% e la media mobile dei nuovi casi si sta progressivamente appiattendo.

Nella settimana 28 luglio-3 agosto, rispetto alla precedente, in tutte le regioni ad eccezione della provincia autonoma di Trento e del Lazio (regione dove l’attacco hacker ha rallentato l’aggiornamento dei dati) si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi. In 62 province l’incidenza è pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti e in Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Veneto tutte le province raggiungono o superano tale soglia. In quattro province si registrano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Cagliari (303), Ragusa (236), Caltanissetta (197) e Lucca (172). Stabili i decessi: 120 negli ultimi 7 giorni (di cui 12 relativi a periodi pregressi), con una media di 17 al giorno rispetto ai 16 della settimana precedente.

RICOVERI IN AUMENTO DEL 36% IN UNA SETTIMANA

“Dopo i primi segnali di risalita – afferma Renata Gili, responsabile ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – si conferma un netto incremento percentuale dei ricoveri: +36,3% in area medica e +36,5% in terapia intensiva”. In termini assoluti, il numero di posti letto occupati da parte di pazienti Covid in area medica è passato dal minimo di 1.088 del 16 luglio ai 2.196 del 3 agosto e quello delle terapie intensive dal minimo di 151 del 14 luglio ai 258 del 3 agosto, ma al momento le percentuali di occupazione a livello nazionale rimangono molto basse: 4% in area medica e 3% nelle terapie intensive. Tuttavia, si osserva una notevole eterogeneità regionale: per l’area medica si collocano sopra la media nazionale Sicilia (11%), Calabria (9%), Campania (6%), Basilicata (6%), Lazio (6%) e Sardegna (5%); per l’area critica sopra media nazionale Sardegna (10%), Liguria (6%), Lazio (5%), Sicilia (4%) e Toscana (4%). “Aumentano gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe – con una media mobile a 7 giorni di 21 ingressi/die rispetto ai 14 della settimana precedente”.

QUASI 2 MILIONI DI OVER 60 ANCORA SENZA UNA DOSE

Sul fronte vaccini, il presidente Cartabellotta sottolinea che “di fatto il numero di somministrazioni giornaliere non riesce a decollare sia per la limitata disponibilità di vaccini a mRNA, sia perché non vengono più utilizzati quelli a vettore adenovirale per le prime dosi”. In dettaglio, si legge nella nota della Fondazione Gimbe, AstraZeneca viene impiegato quasi esclusivamente per i richiami (98,4% delle somministrazioni nell’ultima settimana); le somministrazioni di Johnson&Johnson sono ormai esigue (poco meno di 35 mila nell’ultima settimana) e le regioni hanno iniziato a restituire le dosi non utilizzate; la limitata disponibilità di dosi di vaccini a mRNA ostacola, a breve termine, la possibilità di accelerare la vaccinazione negli under 60, oltre che di convincere gli over 60 ancora scoperti che rifiutano i vaccini a vettore adenovirale. “Dopo oltre un mese di decremento – informa Mosti – nelle ultime due settimane risale la percentuale di prime dosi sul totale delle dosi somministrate: nella settimana 26 luglio-1 agosto poco più di 1 milione, pari al 29,5% del totale”.

Nel monitoraggio si legge inoltre che a fronte di una variante delta ormai prevalente, oltre 2,7 milioni di over 60 non hanno ancora completato il ciclo vaccinale. In dettaglio: 1,98 milioni (11%) non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose con rilevanti differenze regionali (dal 19% della Sicilia al 6,2% della Puglia) e 0,77 milioni (4,3%) devono completare il ciclo con la seconda dose. I dati confermano l’esitazione vaccinale in questa fascia anagrafica, e non solo: il trend di somministrazione delle prime dosi vede una flessione anche in tutte le altre classi d’età superiori ai 30 anni, con notevoli differenze di copertura tra le varie fasce anagrafiche.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Viti (Associazione Centri sportivi): “Pandemia ha decapitato le società, il 20% potrebbe scomparire entro il 2022”

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Il grido di allarme del presidente Acsi, Associazione Centri sportivi italiani, intervistato dalla Dire

di Piero Battaglia

ROMA – “La pandemia ha decapitato le società sportive. Stimiamo che entro il 2022 almeno il 20% di queste potrebbe scomparire. Il Covid, inoltre, ha contribuito ad amplificare il divario tra il Nord e il Sud del Paese in termini di impianti sportivi. Le palestre e i palazzetti dello sport diventano presidi in caso di calamità naturali e in occasione delle emergenze sanitarie si possono trasformare in hub vaccinali. Tuttavia questa centralità deve essere mantenuta anche quando l’intero movimento dello sport di base risulta essere allo stremo come lo è in questo momento storico. Il nostro movimento non sia centrale soltanto in occasione delle OlimpiadiL’attività di base è un trampolino di lancio per gli atleti che poi praticheranno lo sport di vertice. Le nostre discipline non producono introiti televisivi ma non per questo dobbiamo essere trattati come se rappresentassimo uno sport minore”. Questo il grido di allarme di Antonino Viti, presidente Acsi, Associazione Centri sportivi italiani, intervistato dalla Dire. “La ripresa- commenta- è difficile ma realizzabile. Da giugno di quest’anno la partecipazione e il numero di atleti è aumentato. È necessario però che le istituzioni riequilibrino il Paese dal punto di vista sportivo. Il gap tra regioni è ancora troppo evidente. Lo sport deve essere parte integrante dell’agenda istituzionale anche quando l’attività di base ha bisogno di ricevere supporto”.

TOGLIAMO SEMPRE QUALCOSA ALLO SPORT DI BASE 

Viti rappresenta gli atleti e gli educatori che quotidianamente coordinano il movimento dello sport di base, ovvero l’attività sportiva che risulta poi essere in molte circostanze un trampolino di lancio per gli atleti che praticano discipline olimpiche. È il caso di Federico Burdisso, ex associato dell’Aics Pavia, che ha vinto due medaglie di bronzo nel nuoto ai Giochi Olimpici di Tokyo. “Tutto lo sport di vertice- spiega il presidente Aics- proviene da quello di base. C’è tuttavia ancora un divario incolmabile tra le due attività, un gap culturale ma anche istituzionale dato che il nostro movimento è poco considerato. Ci entusiasmiamo per le Olimpiadi ma trascuriamo che per arrivare lì è necessario avere effettuato un percorso di formazione serio, passaggio essenziale per poter praticare sport di vertice. Lo sport di base è in crisi anche per via della pandemia. Dobbiamo, inoltre, tenere presente che diversi centri sportivi vengono ancora oggi usati come poli vaccinali e probabilmente continueranno a svolgere ancora a lungo questa funzione. Togliamo sempre qualcosa allo sport di base senza mai accrescere l’interesse verso queste attività”.

SERVONO SOSTEGNI A SOCIETÀ SPORTIVE E DEFISCALIZZAZIONE VERA

Che tipo di aiuti chiedete per consentire allo sport di base di ripartire? “I ristori- afferma alla Dire Viti- non bastano. Serve un cambio di cultura sportiva. Per fare ripartire le società dello sport di base servono sostegni, riconoscimenti economici veri, una defiscalizzazione seria e deve essere data la possibilità agli operatori del settore di avere allenatori ed educatori all’altezza senza produrre costi eccessivi. Non servono, dunque, contributi ma agevolazioni e incentivi per promuovere lo sport”.

SCUOLA SOTTOVALUTA RUOLO DELLO SPORT

Per il presidente dell’Aics “la scuola italiana, specie in questo periodo, sta sottovalutando l’importanza dello sport. A livello istituzionale poi vengono siglate convenzioni tra il Ministero dell’Istruzione e il Coni ma all’atto pratico tutti questi interventi non vengono gestiti in modo adeguato dai presidi e dagli enti locali e lo sport finisce sempre per essere sottodimensionato. Bisogna, quindi, comunicare in maniera efficace il ruolo sociale dello sport sin a partire dalle scuole”.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Tokyo 2020, Paltrinieri infinito: bronzo nella maratona di nuoto. Rizza argento nel kayak, Viviani bronzo

Il nuotatore azzurro, reduce dalla mononucleosi, chiude terzo nella maratona del nuoto di fondo e bissa l’argento negli 800. Manfredi Rizza è secondo nel K1 200 di canoa sprint, il ciclista portabandiera bronzo nell’omnium

Dalla nostra inviata Erika Primavera

TOKYO – Gregorio Paltrinieri è medaglia di bronzo nella 10 km in acque libere ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. L’azzurro ha chiuso in 1h49″01, l’oro è andato al tedesco Florian Wellbrock (1h48’33″7), l’argento all’ungherese Kristof Rasovszky (1h48’59”). “Sono contento, era brutto pensare di essere qui e avere perso un’occasione. Quando Wellbrock è andato via io ero cotto: comunque bene, è il giusto riconoscimento dopo due mesi di inferno”. Il 26enne nato a Carpi, infatti, durante la fase decisiva della preparazione ai Giochi ha avuto la mononucleosi, che lo ha costretto a stare a riposo e a rivoluzionare il programma di avvicinamento a Tokyo. In questi Giochi Greg ha già vinto la medaglia d’argento negli 800. Un traguardo storico per l’Italia: mai nessun azzurro aveva vinto due medaglie tra vasca e acque libere.

https://vimeo.com/583410335

Erika Primavera fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Incendio a Lipari: trenta ettari di macchia mediterranea andati in fumo e case danneggiate

Paura nella notte tra i residenti e i turisti. Non si esclude l’origine dolosa del rogo

PALERMO – Trenta ettari di macchia mediterranea, orti e vigne andati in fumo. È quanto accaduto ieri, intorno alle 23, a Lipari, isola dell’arcipelago delle Eolie in provincia di Messina.
L’incendio è partito in località Quattropani Castellaro, zona nota per la produzione vitivinicola. Paura tra i residenti e i turisti con alcune case danneggiate ed evacuate come anche delle stalle. Sui roghi, l’incendio si è propagato anche in altre zone come Aria Morta e Costa D’Agosto a causa del vento di scirocco, indagano i carabinieri che non escludono il dolo. Per assenza di acqua e mezzi di soccorso, di fondamentale importanza nel contenimento delle fiamme, durate oltre cinque ore, è stato il contributo delle autobotti del servizio idrico comunale.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

No-vax pentita lancia un appello dall’ospedale: “Ho sbagliato, vaccinatevi”

È l’accorato appello lanciato da una donna siciliana costretta al ricovero in ospedale dopo aver contratto il Covid-19

NAPOLI –  “Ho rischiato la vita, è stato bruttissimo, si sta male, andate subito a vaccinarvi”, è l’accorato appello lanciato da una donna siciliana costretta al ricovero in ospedale dopo aver contratto il Covid-19.

“Tutti noi che siamo qui siamo senza vaccino e abbiamo sbagliato” – aggiunge da un letto del reparto Covid del “Fratelli Parlapiano” di Ribera, nell’Agrigentino. Una testimonianza degli effetti ancora gravi che possono seguire al contagio da coronavirus in chi come lei ha scelto di non farsi somministrare il vaccino.
“Ora grazie alle cure che stiamo ricevendo stiamo tutti bene”- conclude con la voce rotta dal pianto la 56enne.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Tokyo 2020, Stano oro nella marcia 20 km. Bottaro bronzo nel karate

Il 29enne pugliese porta a casa il settimo oro per l’Italia ai Giochi giapponesi. Per la 33enne genovese terzo posto nel Kata

Dalla nostra inviata Erika Primavera e di Marco Melli

TOKYO – Massimo Stano è medaglia d’oro nella 20 km di marcia ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. All’Odori Park di Sapporo l’azzurro ha chiuso in 1h21’05 e ha preceduto sul traguardo i due giapponesi Koki Ikeda e Toshikazu Yamanishi. Quello del 29enne pugliese è il settimo oro dell’Italia ai Giochi giapponesi, per un totale di 33 medaglie conquistate dalla delegazione azzurra.

UNA VITTORIA DI TESTA

“La dedica è per mia figlia Sophie e per mia moglie Fatima, che mi supporta e mi sopporta. E ovviamente per Patrizio e tutto il gruppo che mi ha aiutato nel cammino verso l’Olimpiade. Sono veramente contento ma incredulo, devo ancora realizzare, non voglio andare a dormire per non svegliarmi, come ha detto Tamberi”. Così il campione olimpico della 20 km di marcia, Massimo Stano. “Oggi il mio team manager di squadra, Sergio Baldo, mi ha telefonato e mi ha detto: ‘Massimo non c’è due senza tre’. Ovviamente non è di facciata ma ringrazio le Fiamme Gialle che mi ospitano e le Fiamme Oro, la mia squadra: sono un ibrido, funzioniamo insieme con la Nazionale e la maglia dell’Italia”.

“Ho sofferto dall’inizio, non ho mai avuto ottime sensazioni ma negli ultimi due mesi mi sono ripetuto sempre che sono il più forte del mondo, e anche in gara ho lavorato molto mentalmente. Un mese e mezzo fa con l’infiammazione al bicipite abbiamo dovuto frenare un po’ gli allenamenti e ciò che non ho guadagnato con il lavoro, ho dovuto compensarlo a livello mentale – racconta l’azzurro – Questa strategia mi ha dato fiducia, così come le medaglie di Jacobs e Tamberi mi hanno dato una spinta in più, il ringraziamento è anche per loro”. Quanto alla gara di oggi, Stano spiega che “è stata dura. Era caldo e umido come piace a me: ho sperato che piovesse e uscisse poi il sole proprio per alzare l’umidità, perché so che in queste condizioni io soffro meno degli altri, a quanto pare”

DAGLI INFORTUNI ALL’ISLAM, CHI È IL TERZO ORO AZZURRO NELLA STORIA DELLA 20 KM

Massimo Stano, campione olimpico nella 20 km di marcia a Tokyo 2020, è nato a Grumo Appula, in provincia di Bari, il 27 febbraio 1992. È tesserato per le Fiamme Oro ed è allenato da Patrizio Parcesepe nel Centro sportivo di Castelporziano, sede delle Fiamme Gialle che lo ospitano grazie a un accordo interforze. Per l’Italia si tratta della terza medaglia d’oro nella 20 km di marcia, dopo quelle di Maurizio Damilano a Mosca 1980 e Ivano Brugnetti ad Atene 2004.

Stano si è avvicinato all’atletica nel 2003 praticando il mezzofondo, ma nel 2006 ha scelto la marcia sotto la guida di Giovanni Zaccheo anche sulla pista di Molfetta. Nel 2013 è stato quarto nella gara dei 20 km agli Europei under 23 di Tampere ma in seguito ha ricevuto il bronzo per la squalifica del russo Bogatyrev. Dall’ottobre di quell’anno si è trasferito a Sesto San Giovanni (Milano) per essere seguito dall’ex ventista azzurro Alessandro Gandellini. Una serie di infortuni, microfrattura alla tibia destra nella primavera del 2015 e a quella sinistra nel 2016, lo hanno convinto a entrare proprio nel gruppo di Parcesepe a Castelporziano. Nel marzo 2018 è tornato a vincere un titolo italiano sulla 20 km migliorandosi di oltre un minuto, quindi il terzo posto nei Mondiali a squadre con l’argento per team e la quarta piazza agli Europei di Berlino, a un solo secondo dal podio. Ha realizzato il primato italiano nel giugno 2019 con 1h17:45 a La Coruna. Nel 2021 dopo uno stop per una periostite è rientrato con l’ottavo posto agli Europei a squadre.

Programmatore informatico, vive a Ostia ed è sposato dal settembre 2016 con Fatima Lofti, originaria di Varese e figlia di due marocchini, anche lei con una carriera nella marcia. Per amore della moglie si è convertito all’Islam, hanno una bambina di pochi mesi che si chiama Sophie: a lei è dedicata l’esultanza con il pollice in bocca sul traguardo di Sapporo.

IL FRATELLO IDRAULICO: “CHE GIOIA, L’HO SEGUITO MENTRE MONTAVO CLIMATIZZATORI”

Gaetano Stano ha 33 anni ed è il fratello maggiore di Massimo, l’atleta di Palo del Colle (Bari) che ha conquistato l’oro nella 20 chilometri di marcia alle Olimpiadi di Tokyo. “Stavo lavorando, faccio l’idraulico e ho seguito la gara mentre montavo due climatizzatori. Ho seguito la marcia un po’ dal telefonino, un po’ in tv ma quando ha vinto non sono riuscito a trattenermi e ho urlato di gioia anche se ero da un cliente“, racconta alla Dire. Che si prova a essere fratello di un campione olimpico? “È una gioia indescrivibile, una sensazione meravigliosa. Massimo si allena da quando aveva 14 anni: è stato sempre il suo sogno – aggiunge il fratello Gaetano – Poi è entrato in Polizia e ha continuato ad allenarsi. Stamattina presto gli ho mandato un messaggio di incoraggiamento. Poi dopo la vittoria gli ho scritto per complimentarmi per l’impresa ma non mi ha ancora risposto, immagino sia indaffarato”, sostiene Gaetano sicuro che sentirà il fratello in serata. “Gli dirò che sono orgoglioso di lui”, conclude.

VIVIANA BOTTARO BRONZO NEL KARATE KATA

Viviana Bottaro ha vinto la medaglia di bronzo nel Kata femminile, specialità del karate, ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. La genovese delle Fiamme Oro, classe 1987, ha battuto nella finale per il terzo posto la statunitense Sakura Kokumai con il punteggio totale di 26.48 per l’azzurra contro il 25.40 dell’avversaria. Viviana Bottaro è stata la prima karateka azzurra a qualificarsi per Tokyo 2020 ed è la prima atleta a vincere una medaglia al debutto del karate nelle Olimpiadi. La genovese 33enne è stata vicecampionessa mondiale nel Kata a squadre nel 2012 e campionessa europea individuale nel 2014, e a squadre nel 2013 e nel 2017.

L’AMORE SBOCCIATO SUL TATAMI

L’atleta delle Fiamme Oro si è avvicinata a questa disciplina a sei anni insieme alla sorella Valeria. Da subito ha messo in riga anche gli avversari maschi per poi collezionare, in carriera, titoli e medaglie in ogni competizione. Il karate per lei è tutto e comprende anche l’amore, essendo fidanzata con l’ex azzurro Nello Maestri. Perfezionista, studiosa, non si accontenta mai. Nemmeno a Tokyo.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Green pass obbligatorio da domani: ecco come funzionerà

Dal 6 agosto entra in vigore il decreto governativo che sancisce l’obbligo di certificazione verde per accedere ai luoghi al chiuso: la nostra guida alle regole

ROMA – Tra poche ore scatterà l’obbligatorietà del Green Pass per alcune attività. Nei luoghi in cui è previsto dal decreto governativo, i cittadini, eccetto i minori di 12 anni e gli esentati con idonea certificazione medica, dovranno favorire un documento di identità valido insieme alla certificazione verde, fornita già dopo la prima dose di vaccino. In alternativa, si potrà mostrare un certificato di guarigione nei sei mesi precedernti, oppure il risultato negativo di un test molecolare, antigenico o salivare effettuato nelle 48 ore precedenti.

RISTORANTI, BAR, GELATERIE, PASTICCERIE

Il Green pass sarà obbligatorio in zona bianca per sedersi all’interno di ristoranti, bar, pasticcerie e gelaterie, ma non sarà necessario per consumare all’aperto o al banco. In zona gialla le attività di ristorazione chiuderanno al pubblico alle 18, mentre in zona arancione e rossa saranno aperti solo per il take away.

NEGLI HOTEL NON SARÀ OBBLIGATORIO PER LA RISTORAZIONE RIVOLTA A CLIENTI

Negli hotel il green pass sarà richiesto per le attività di ristorazione e bar rivolte all’esterno. Non c’è obbligo invece per i clienti interni alla struttura.

MUSEI, BIBLIOTECHE, GALLERIE E SPETTACOLI

Il Green pass sarà obbligatorio da domani per tutti gli eventi culturali, compresi convegni e congressi, centri culturali, musei, mostre, sagre e sale gioco ma anche spettacoli all’aperto come cinema in piazza e concerti, i cui posti devono essere obbligatoriamente a sedere e assegnati in precedenza per rispettare le distanze di sicurezza.

PALESTRE, PISCINE, CENTRI BENESSERE, STADI E PALAZZETTI

La certificazione verde sarà obbligatoria per accedere a tutte le piscine, palestre e centri benessere, così come per entrare in stadi e palazzetti dello sport, la cui capienza sarà comunque ridotta.

DAL PRIMO SETTEMBRE OBBLIGO ANCHE SU AEREI E TRENI A LUNGA PERCORRENZA

Dal primo di settembre il green pass sarà obbligatorio per aerei e treni a lunga percorrenza. Il trasporto pubblico locale e i traghetti intraregionali saranno esentati.

MULTE FINO A 400 EURO AI CITTADINI E SANZIONI AMMINISTRATIVE AGLI ESERCENTI

I cittadini che verranno sorpresi senza Green pass all’interno di locali in cui è richiesto rischiano la multa fino a 400 euro, mentre per gli esercenti che li hanno accolti, alla terza violazione scatta una sanzione amministrativa accessoria della chiusura da uno a dieci giorni.

CHI PUÒ AVERE L’ESENZIONE

Reazioni allergiche gravi dopo la prima dose o per componenti del vaccino, alle donne in gravidanza alle quali i medici abbiano consigliato di rimandare, a chi ha contratto la sindrome di Guillain Barrè a seguito di una prima somministrazione, o nei casi di miocarditi/pericarditi. Sono questi alcune delle eccezioni che consentono la certificazione di esenzione dal vaccino anti-Covid-19 e di conseguenza dal Green pass“. È quanto si legge in una circolare del ministero della Salute, firmata dal direttore generale Gianni Rezza, e pubblicata sul sito del ministero.

GREEN PASS PER GLI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO

I cittadini italiani anche residenti all’estero e loro familiari conviventi, indipendentemente dal fatto che siano iscritti al servizio sanitario nazionale o all’assistenza sanitaria al personale navigante, nonché tutti i soggetti iscritti a qualunque titolo al servizio sanitario nazionale, che sono stati vaccinati all’estero contro il Sars-CoV-2 o che sono guariti all’estero da Covid-19 potranno richiedere, se si trovano già sul territorio italiano, il rilascio delle certificazioni verdi Covid-19 per vaccinazione o per guarigione recandosi nelle aziende sanitarie locali di competenza territoriale, secondo modalità stabilite dalle Regioni e Province Autonome”. È quanto si legge nella circolare del ministero della Salute, relativa al rilascio del Green pass ai cittadini italiani vaccinati o guariti all’estero.

Per l’emissione della Certificazione verde Covi-19 sono validi al momento esclusivamente i vaccini approvati dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa): Comirnaty (PfizerBioNtech), Spikevax (Moderna), Vaxzevria (AstraZeneca) e Covid-19 Vaccine Janssen (Janssen-Johnson & Johnson). Per maggiori informazioni cliccare qui.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Valentino Rossi si ritira dal motomondiale a 25 anni dall’esordio in Malesia

Il pilota della Petronas, nove volte campione del mondo, ha annunciato che abbandonerà le corse al termine della stagione

ROMA – Valentino Rossi lascerà le corse al termine di questa stagione. Il nove volte campione del mondo si ritira dalle gare a 25 anni dall’esordio in Malesia nella classe 125. L’annuncio durante una conferenza stampa speciale indetta dallo stesso pilota della Petronas prima del GP di Stiria.

“Ho preso la mia decisione. Ho deciso di smettere alla fine dell’anno e questa sarà l’ultima mezza stagione come pilota di MotoGPMi dispiace un sacco perchè avrei voluto correre per altri 20-25 anni, ma purtroppo non è possibile. È stato bello e ci sono stati dei momenti indimenticabili che porterò con me sempre. Dall’anno prossimo un po’ la mia vita cambierà perchè non correrò con la moto, che è una cosa che ho fatto per gli ultimi 30 anni”. Sono le parole di Valentino Rossi che annuncia l’addio alle competizioni al termine di questa stagione di MotoGP.


Marco Melli
 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»