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Campidoglio, #RomaRiparteTurismo: proseguono gli incontri del Tavolo condiviso con le Associazioni di categoria

Si è riunita la seconda edizione del Tavolo tecnico #RomaRiparteTurismo, lo strumento di ascolto e condivisione dei progetti per il rilancio del comparto partecipato dalle Associazioni di categoria.

Focus di questo progetto – fortemente voluto e sostenuto dall’Assessore allo Sport, Turismo e Grandi Eventi di Roma Capitale Veronica Tasciotti – il dialogo fattivo con le rappresentanze degli operatori di filiera. 

Tre i temi fondamentali discussi durante l’incontro:

– la condivisione con le categorie di comparto del calendario dei Grandi Eventi in programma per Roma 2021-2025, comprensivo degli appuntamenti portati avanti da tutti gli Assessorati di Roma Capitale, in tema di sport, cultura, eventi e MICE, per supportare gli operatori nella programmazione dell’offerta turistico-ricettiva, e ai fini delle attività di promozione della Destination Management Organization di Roma Capitale;

– la stesura partecipata di un progetto pilota per la misurazione della ricaduta economica dei grandi eventi cittadini sul tessuto produttivo locale, da presentare prossimamente;

– la promozione del bollino #RomeSafeTourism, iniziativa portata avanti con il supporto del Dipartimento Turismo di Roma Capitale, fra gli associati delle rispettive sigle, favorendo la creazione di un network di settore anche in vista del piano di promozione nazionale e internazionale sulla sicurezza della “destinazione Roma”, fattore imprescindibile per la scelta di viaggio.

Tenere vivo il dialogo con gli operatori dell’accoglienza è per noi una priorità. Importantissimo, in tal senso, condividere il calendario dei Grandi Eventi in programma nella Capitale, in modo da pianificare e destagionalizzare i flussi, consentendo agli operatori di profilare le rispettive offerte in base ai target di riferimento. Ascolto e condivisione sono alla base del rilancio del turismo, un comparto fondamentale per Roma e per il Paese. Vogliamo che tutti siano protagonisti della ripartenza”, dichiara Veronica Tasciotti, Assessore allo Sport, Turismo e Grandi Eventi di Roma Capitale. 

Presenti al Tavolo tecnico #RomaRiparteTurismo, Unindustria Turismo, CNA Turismo, AdR, Federalberghi, Confturismo, AIGO, Fiavet, Fiepet, Albaa, Assohotel Roma Confesercenti, Faita.

Campidoglio, al via prove concorso Roma Capitale

Prevista assunzione di 1.512 unità tra dirigenti, funzionari e istruttori

Sono iniziate oggi le prove del concorsone bandito da Roma Capitale che si concluderanno il prossimo 4 agosto. Si tratta di un processo avviato con 3 bandi pubblicati ad agosto 2020 per l’assunzione di 1.512 unità di personale, tra dirigenti, funzionari e istruttori. Tra le figure ricercate si annoverano oltre a quelle specificatamente amministrative, quelle di avvocati, ingegneri, architetti, geometri, esperti in materia di digitalizzazione, assistenti sociali, funzionari per servizi educativi e scolastici, agenti di Polizia Locale.  Ad aprile del 2021 sono stati riaperti, per 30 giorni, i bandi per istruttori e funzionari, al fine di recepire le modifiche legislative varate del governo per accelerare le procedure concorsuali.

Le candidature pervenute per i 42 posti da dirigente ammontano a 3.725, quelle per i 420 posti da funzionario (categoria D) sono pari a 77mila, mentre le candidature per i 1.050 posti da istruttore (categoria C) 149mila. Nel complesso, Roma Capitale ha ricevuto 231mila candidature. Oltre il 60% dei candidati proviene dal Lazio. 

Con questo concorso prosegue il percorso di rigenerazione della macchina amministrativa capitolina che abbiamo avviato. Aggiungiamo così un tassello fondamentale considerando che l’ultimo concorso era stato bandito nel 2010. Si tratta di un’importante iniezione di nuove competenze e professionalità che saranno funzionali alle sfide future che attendono la Capitale anche in vista degli importanti investimenti del Recovery Plan”, dichiara l’Assessore al Personale, Antonio De Santis.

PROVINCIA: RITROVAMENTO DI ORDIGNI BELLICI A CASSINO

INTERVIENE LA POLIZIA PROVINCIALE

La polizia locale della Provincia di Frosinone è intervenuta, questa mattina, in località Monacato, nella frazione di Caira, a Cassino, dopo la segnalazione da parte di un cittadino del ritrovamento di tre ordigni bellici inesplosi in una proprietà privata.

Si tratta, nel dettaglio, di due bombe da mortaio da 60 mm e una bomba innesto da fucile.

Immediatamente gli agenti del Comando di polizia locale dell’Ente, guidati dal comandante Pietro D’Aguanno, hanno dato comunicazione alla Prefettura che ha attivato l’Esercito.

La polizia provinciale, quindi, si è recata sul posto, ha provveduto a circoscrivere l’area del ritrovamento e a metterla in sicurezza, in attesa dell’intervento degli artificieri che, nella tarda mattinata di oggi, hanno asportato le tre bombe per farle brillare in un luogo idoneo.

“Fortunatamente – ha spiegato il comandante D’Aguanno – gli ordigni si trovano in superficie e sono facilmente asportabili senza la necessità di effettuare operazioni di movimento terra, salvo la presenza di ulteriori ordigni non visibili da ricercare attraverso indagini elettromagnetiche”.

Il comandante D’Aguanno, inoltre, ricorda che, in linea con le disposizioni del progetto ‘De-activate’ per gli ordigni inesplosi, in caso di un loro ritrovamento, non bisogna assolutamente toccarli o rimuoverli ma è necessario, invece, allontanarsi e avvertire le forze dell’ordine, come ha fatto il cittadino cassinate, lasciando eventualmente qualcosa di visibile nelle vicinanze degli ordigni per permettere una loro più facile individuazione e il successivo intervento.

Lavoro, il 26 giugno manifestazioni nazionali Cgil-Cisl-Uil a Bari, Firenze e Torino

La mobilitazione dei sindacati per chiedere al Governo di prorogare il blocco dei licenziamenti almeno fino al 31 ottobre

ROMA – “Il percorso di mobilitazione iniziato circa un mese fa vedrà, sabato 26 giugno, tre manifestazioni nazionali nelle città di Bari con il segretario Generale Uil Pierpaolo Bombardieri, di Firenze con il segretario Generale Cisl Luigi Sbarra e di Torino con il segretario Generale Cgil Maurizio Landini”. È quanto si legge in una nota di Cgil, Cisl e Uil, che spiega: “Il nostro Paese sta vivendo una delicata fase di transizione. La crisi pandemica ha arrestato in parte la sua corsa, grazie anche alla campagna vaccinale in atto, ma a preoccuparci al pari dell’espansione del virus è la ripresa economica che deve essere il faro per la massima coesione sociale, in grado di creare lavoro stabile e sicuro, a partire dai giovani, dalle donne e dal Mezzogiorno. Nel decreto Sostegni non vi è contezza e condizione per affermare che ci siano i presupposti necessari a tutto ciò, non dimenticando che tale decreto prevede la fine del blocco generalizzato dei licenziamenti dal 1° luglio e l’assenza di adeguate politiche industriali capaci di valorizzare a pieno gli investimenti e i contenuti del PNRR”.

Marta Tartarini. fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Fisco, Fratoianni: “Sulla patrimoniale sono d’accordo anche gli elettori di Meloni e Salvini”

“Noi proponiamo di fare una cosa semplice: far pagare chi ha di più per aiutare i giovani delle famiglie più modeste e del ceto medio a costruirsi un futuro migliore”

ROMA – “Noto una certa agitazione scomposta a destra sulla patrimoniale: continuano a fare dichiarazioni contro la nostra Next Generation Tax ma non entrano mai nel merito. Non spiegano e non rispondono alle obiezioni di merito. Sanno solo urlare che vogliamo mettere le mani in tasca degli ‘italiani’, che siamo radical chic, che odiamo chi ha fatto i sacrifici per la propria casa e altre fesserie del genere. Tutte bugie, che nascondono una palese verità: ‘gli italiani’ non sono tutti e tutte uguali“. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.

“Avere tre lussuose ville, 10 palazzine nei luoghi più esclusivi del Paese e milioni di euro investiti in azioni – prosegue l’esponente dell’opposizione di sinistra – non è come avere 50 metri quadri in periferia, una casa ereditata e 10mila euro nel conto corrente. Noi proponiamo di fare una cosa semplice: far pagare chi ha di più per aiutare i giovani delle famiglie più modeste e del ceto medio a costruirsi un futuro migliore garantendo a tutti un percorso d’istruzione – dall’asilo all’Università – davvero gratuito. Per capire quanti tra gli italiani e le italiane sono d’accordo con la nostra proposta abbiamo commissionato un sondaggio e, sorpresa, secondo Swg, sono d’accordo anche la maggioranza degli elettori di Meloni e Salvini. L’Italia sta aprendo gli occhi. Finalmente. L’auspicio è- conclude Fratoianni- che in tanti decidano anche di dare il proprio consenso politico a chi li difende, invece che a coloro che difendono sempre e solo i più potenti e i più ricchi”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Partito unico del centrodestra, tutti contro Berlusconi

L’editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi

ROMA – Silvio Berlusconi ha riconquistato la scena politica con la sua proposta di far nascere una sorta di ‘Forza Lega’, un nuovo partito per rafforzare il centrodestra di governo e mettere all’angolo Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che i sondaggi danno in costante crescita elettorale. Il leader della Lega, Matteo Salvini, si era fermato prima, parlando di Federazione, ma anche la sua proposta era stata respinta in massa dai big di Forza Italia. Ma il Cavaliere, bombardato dai suoi su tutti i fronti, è testardo e continuerà a insistere, sicuro di vincere anche stavolta. Salvini si metterà di traverso? Pazienza, quando verrà il momento sarà Giancarlo Giorgetti, oggi ministro dello Sviluppo, la persona giusta, quella con il lasciapassare per sedere ai tavoli internazionali per contrattare l’adesione al Partito popolare europeo. Operazione che diventerà più chiara nei prossimi mesi, dopo il voto in Germania e in Francia che ridisegnerà di riflesso anche i nuovi rapporti di forza nel Parlamento europeo. Oggi Salvini e compagnia hanno continuato a sparare contro la voglia matta di Silvio Berlusconi: “I partiti unici creati a tavolino dalla sera alla mattina non funzionano. Io mi accontento di unire il centrodestra e farlo parlare con una voce unica”, ha detto il leader del Carroccio. “Federazione? La proposta è di Salvini, Berlusconi ha proposto il partito unico. La Federazione non mi ha mai convinto, credo di più in una alleanza forte del centrodestra che resti plurale dove Forza Italia continui ad avere un ruolo importante. Berlusconi ha lanciato la suggestione di un grande partito repubblicano ma mi pare di capire che non ci sia condivisione. A noi non resta che rimboccarci le maniche con il rilancio di Forza Italia e in questo il governo Draghi ci potrà aiutare. Ad oggi il partito unico mi pare un’idea complicata e resta una grande suggestione per il futuro, l’importante è che sia aperta a tutte le forze del centrodestra”, ha sentenziato la ministra degli Affari regionali, Mariastella Gelmini. Si vedrà.

Sul versante del Governo, il premier Mario Draghi nelle prossime ore dovrà vedersela con i partiti del centrodestra che non vogliono rinnovare l’emergenza covid fino a dicembre. “Lo stato di emergenza non c’è più nei fatti. Anzi, bisogna accelerare sul ritorno alla normalità e dire che il peggio è alle spalle” ha sottolineato Salvini, subito contestato da Francesco Boccia del Pd: “Lo stato di emergenza sarà prorogato fino a quando il Covid-19 non sarà sconfitto definitivamente. È da ipocriti- ha detto Boccia- pensare di cancellarlo proprio in questa fase. A chi ancora utilizza lo stato di emergenza come arma politica, voglio ricordare che serve per le procedure amministrative delle Regioni e dello stesso Commissario all’emergenza. Accade ogni volta che c’è un’emergenza attiva ma, spesso, dimenticata dai media e da Matteo Salvini. Sono decine le emergenze nazionali attive non perché ci sia ancora la calamità naturale che l’ha generata ma perché investimenti e ricostruzione non sono terminati e le procedure che accompagnano queste fasi possono essere solo fatte con la proroga dello stesso stato di emergenza. Tutto questo non significa limitazioni alle procedure o alle libertà personali dei cittadini ma velocità di azione per la ripartenza e per essere sempre pronti nel caso in cui riaccada ancora a quando il Covid-19 non sarà sconfitto definitivamente”. Ma Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, non ci sta: “Apprendiamo dalla stampa che il Governo Draghi starebbe pensando a una proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre 2021. Un’ipotesi che, se confermata, sarebbe folle e che come Fratelli d’Italia ci vede nettamente contrari. Ad un anno e mezzo dallo scoppio dell’epidemia non è più accettabile che le più elementari norme della democrazia e i principi dello Stato di diritto come la libertà di movimento e d’impresa possano essere calpestati o violati dal Governo nel nome dell’emergenza. Il 2021 deve essere l’anno del ritorno alla normalità: il nostro ordinamento è in grado di gestire la pandemia con i poteri e gli strumenti ordinari di cui già dispone, nel rispetto della Costituzione e delle prerogative del Parlamento”, ha detto la leader della destra italiana.

fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Maturità al via, da oggi gli esami finali per 540mila studenti

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Il progetto, finanziato da INAIL, è realizzato in collaborazione con la ‘Cell Factory’ del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano

ROMA –  Il mal di schiena è un problema generalizzato. In Italia si stima che il 97% della popolazione, almeno una volta nella vita, ha sofferto di questo problema, che nelle forme più gravi può diventare cronico. I fattori che giocano a sfavore del paziente sono sicuramente la sedentarietà e una discontinua attività fisica. Ma quali sono le nuove frontiere di trattamento alcune ancora in fase sperimentale? E quando l’intervento è necessario i robot e i nuovi sistemi di navigazione come supportano lo specialista nell’atto chirurgico? La Dire ne ha parlato con Gianluca Vadalà, ortopedico e chirurgo vertebrale, ricercatore di malattie dell’apparato locomotore e presidente della Società europea di ricerca in Ortopedia (Eors).

– Mal di schiena cronico e medicina rigenerativa personalizzata. Può spiegarci in cosa consiste questo trattamento in fase di sperimentazione e per quali pazienti è indicato?

“Il mal di schiena è un problema generalizzato. In Italia si stima che il 97% della popolazione, almeno una volta nella vita, ha sofferto di questo problema. In alcuni casi il problema diventa cronico, nonostante si ricorra al trattamento con farmaci e alla riabilitazione. Da tempo presso il Campus Bio-Medico, sotto la guida del Prof. Vincenzo Denaro, abbiamo messo a punto una terapia ancora in fase di sperimentazione a base di cellule staminali mesenchimali dell’adulto. Si tratta di cellule ottenute dal midollo osseo prelevato dallo stesso individuo che vengono inviate in un laboratorio dedicato. In questo progetto, finanziato da INAIL, collaboriamo con la ‘Cell Factory‘ del Policlinico Ospedale Maggiore di Milano diretta dalla Dottoressa Lorenza Lazzari, dove le cellule staminali vengono isolate e espanse. Dopo tre settimane, le cellule vengono inviate presso il nostro istituto e iniettate all’interno dei dischi intervertebrali degenerati di pazienti affetti del mal di schiena cronico. Con l’invecchiamento, infatti, in seguito ad un eccessivo sollevamento dei carichi o alterata postura, si genera una riduzione del contenuto idrico dei dischi. Dobbiamo immaginare infatti questi dischi come dei palloncini che fungono da ammortizzatori nella nostra schiena, che nel tempo si sgonfiano e si assottigliano. Per evitare che la discopatia evolva in spondiloartrosi e/o ernia del disco, quello che facciamo è curare la lombalgia attraverso il trapianto di cellule staminali che hanno il potere di ridurre l’infiammazione, dare uno stimolo anabolico e ricreare nuovamente il cuscinetto. Un mese dopo dal trapianto i risultati sono tangibili. Il candidato ideale a ricevere il trattamento è una persona lavoratrice tra i 18 e i 65 anni che non ha subito interventi alla colonna vertebrale”.

– Al Campus Bio-Medico vi siete dotati di dispositivi di ultima generazione che consentono interventi mininvasivi mirati. Quali sono le patologie a carico della colonna vertebrale trattate e quali sono i vantaggi per il paziente?

“Grazie alla spinta innovativa del Professor Vincenzo Denaro, abbiamo recentemente installato nelle sale operatorie del Campus un sistema di acquisizione di immagini in 3D robotizzato associato ad un navigatore di ultima generazione, primo in Italia. Con tale dispositivo innovativo possiamo ottenere in tempo reale le immagini tridimensionali della colonna vertebrale del paziente posizionato sul lettino operatorio. Con tale metodica si ottengono le coordinate tridimensionali che ci guidano nel posizionamento di viti peduncolari nelle vertebre con estrema sicurezza e precisione, minimizzando le complicanze. Le patologie trattate sono la spondilolistesi, l’instabilità vertebrale, la scoliosi degenerativa dell’adulto, le fratture vertebrali che necessitano di un intervento di stabilizzazione. Il nuovo sistema di navigazione intraoperatoria robotizzato consente di effettuare una chirurgia mininvasiva e personalizzata”.

– Lo ha già accennato all’inizio, il mal di schiena in generale è un problema rilevante nella società moderna, molto dipende dalla sedentarietà e una discontinua nell’attività fisica. In che modo la riabilitazione può venirci in aiuto?

“Il mal di schiena si verifica spesso in seguito ad una vita sedentaria. In particolare in questo periodo pandemico abbiamo assistito ad un aumento del numero di pazienti che soffrono di mal di schiena a causa dello smart working. Quando si lavora per molte ore seduti in modo scorretto e non si pratica attività fisica regolare spesso si soffre di mal di schiena. La riduzione del tono dei muscoli responsabili della stabilità e dell’equilibrio della colonna vertebrale provoca un’alterazione della nostra postura favorendo l’insorgenza di patologie discali e del mal di schiena. La riabilitazione dunque è fondamentale perché contribuisce a restituire la postura corretta alla nostra colonna vertebrale, grazie al potenziamento dei muscoli che agiscono sul bacino e sul tronco. Quindi la riabilitazione ci consente di restituire il normale equilibrio sagittale della colonna vertebrale”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Michela Coluzzi

Maturità al via, da oggi gli esami finali per 540mila studenti

Ecco come cambia l’esame di maturità durante la pandemia

ROMA – Al via questa mattina in tutta Italia gli esami di maturità per i 540mila candidati ammessi. Gli studenti e le studentesse dovranno sostenere un’unica prova orale, in presenza, che partirà dalla discussione di un elaborato assegnato dal Consiglio di classe nei mesi precedenti. La commissione sarà interna, con il Presidente esterno.

LE REGOLE

Gli studenti dovranno arrivare 15 minuti prima della convocazione e portare un’autodichiarazione. Obbligatoria la mascherina di tipo chirurgico per gli spostamenti all’interno della scuola. I maturandi potranno togliersi la mascherina solo durante il colloquio e mantenere una distanza di due metri dalla commissione. I ragazzi e le ragazze potranno portare con loro un solo accompagnatore, che dovrà rispettare la distanza e indossare la mascherina. Al termine della prova, gli studenti non potranno sostare negli spazi dell’edificio ma dovranno uscire dalla scuola. Il numero di candidati che sostengono il colloquio non potrà essere superiore a 5 per giornata. L’ordine di convocazione dei candidati sarà secondo la lettera alfabetica stabilita in base al sorteggio dalle singole commissioni.

LA PROVA

L’esame partirà dalla discussione dell’elaborato. Il colloquio proseguirà poi con la discussione di un testo già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di Lingua e letteratura italiana, con l’analisi di materiali (un testo, un documento, un’esperienza, un problema, un progetto) predisposti dalla commissione con trattazione di nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline. Ci sarà spazio anche per l’esposizione dell’esperienza svolta nei PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento) e per le competenze e le conoscenze previste nell’ambito dell’Educazione civica.

La durata indicativa del colloquio sarà di 60 minuti. Il credito scolastico sarà attribuito fino a un massimo di 60 punti, di cui fino a 18 per la classe terza, fino a 20 per la classe quarta e fino a 22 per la classe quinta. Con l’orale verranno assegnati fino a 40 punti. La valutazione finale sarà espressa in centesimi, sarà possibile ottenere la lode.

IL CURRICULUM DELLO STUDENTE

Durante il colloquio si terrà conto delle informazioni contenute nel curriculum dello studente, che comprende il percorso scolastico, ma anche le attività effettuate in altri ambiti, come sport, volontariato e attività culturali.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it» Chiara Adinolfi

La variante Delta preoccupa, Gelmini: “Governo sta valutando la proroga dello stato d’emergenza”

“Dal Governo grande prudenza. La variante Delta non può essere sottovalutata”

ROMA – “È in corso un monitoraggio una valutazione sulla variante Delta che in Italia non è ancora estesa ma è stata segnalata in alcune regioni. Il Governo valuta la proroga dello stato di emergenza, al momento non c’è una decisione formale, ma da parte del governo c’è un atteggiamento di grande prudenza. Non possiamo correre rischi e la variante Delta non può essere sottovalutata”. Lo ha detto la ministra degli Affari regionali, Mariastella Gelmini durante la trasmissione ‘Oggi è un altro giorno’ su Rai 1.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Desertificazione, Israele in campo con la comunità di ricerca DeserTech

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Un centro per l’innovazione e la ricerca scientifica e tecnologica contro i cambiamenti climatici, nato dall’esperienza di un Paese in area desertica e semidesertica, diventato punto di riferimento mondiale per le soluzioni che rendano abitabili ambienti estremamente aridi

ROMA –  Un centro per l’innovazione e la ricerca scientifica e tecnologica contro i cambiamenti climatici, nato dall’esperienza di un Paese in area desertica e semidesertica, diventato punto di riferimento mondiale per le soluzioni che rendano abitabili ambienti estremamente aridi. È DeserTech, ‘comunità per le tecnologie climatiche‘, il centro di ricerca israeliano presentato in vista della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità di domani, 17 giugno. Istituito dal ministero per la Protezione ambientale di Israele, in partenariato con la Città di Be’er Sheva, la Merage Foundation, l’Israel Innovation Institute, l’Istituto di Ricerca sulla Salute Ambientale del Soroka Medical Center e l’Istituto di Ricerca sul Deserto dell’Università Ben Gurion del Negev, DeserTech ambisce ad essere un centro di educazione climatica e sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative di contrasto ai cambiamenti climatici in area desertica. DeserTech si propone anche come un centro per la promozione di dialogo e sinergie tra entità pubbliche, industria, accademia, e società civile.

“Israele ha affrontato con successo le sfide legate al clima e nel corso degli anni ha sviluppato tecnologie, politiche e soluzioni gestionali innovative che possono essere potenziate per aiutare gli sforzi di adattamento in altri Paesi, comprese nazioni che non hanno familiarità con la nuova realtà dettata dal cambiamento climatico”, spiega Galit Cohen, vicedirettore generale senior per le Politiche, la Pianificazione e la Strategia del ministero israeliano per la Protezione ambientale. Sfide, quelle della siccità e della desertificazione, che l’emergenza climatica in atto sta infatti portando anche in Stati e aree che finora ne erano immuni. Ad esempio “anche l’Unione europea e e gli Stati uniti stanno sperimentando situazioni che per noi sono familiari, nella nostra regione”, segnala Cohen, e “il nostro centro promuove l’innovazione nella sfida della desertificazione” rappresentando “un laboratorio vivente per la resilienza in situazioni desertiche”.

ENTRO IL 2021 1,8 MILIARDI DI PERSONE IN SCARSITÀ IDRICA ASSOLUTA

DeserTech si pone come “una iniziativa innovativa per la resilienza nelle aree aride e semiaride“, prosegue Cohen, “un punto di incontro unico tra politica, università, industria e organizzazioni internazionali per la ricerca di nuove soluzioni per la vita nelle aree desertiche”. Aree che coprono circa il 40% della superficie emersa del mondo e ospitano già oltre il 20% della popolazione mondiale, ricorda Cohen, dove “soddisfare la domanda di acqua e cibo rappresenta una delle sfide chiave, con un impatto diretto sul benessere delle popolazioni, sia nei Paesi in via di sviluppo che in quelli sviluppati”. Infatti, “secondo le Nazioni Unite entro il 2025 1,8 miliardi di persone sperimenteranno condizioni di scarsità idrica assoluta, con due terzi del mondo che vivranno in condizioni di carenza d’acqua”, prosegue la dirigente del ministero israeliano per la Protezione Ambientale.

“La degradazione dei suoli, la siccità e la desertificazione sono temi importanti nelle agende internazionali, ma possono diventare difficili da affrontare”, avverte Cohen. Come segnala la Convenzione Onu contro la desertificazione (UNCCD) “si rileva un calo della produttività nel 20% dei terreni agricoli, anche per l’uso intensivo del suolo e dell’acqua, e ciò colpisce le parti più deboli della popolazione, causando migrazioni di massa, instabilità e conflitti”, avverte la rappresentante del ministero israeliano per la Protezione ambientale, “con DeserTech possiamo sviluppare soluzioni su misura, e questo è il nostro messaggio di speranza”.

DESERTECH, LABORATORIO VIVENTE DI SCIENZA E TECNOLOGIA

 La sede di DeserTech è nella regione del Negev, nella città di Beer Sheva, parte della cintura desertica mondiale, “un laboratorio vivente di scienza e tecnologia”, prosegue Cohen. Il centro è pensato in base a “un modello di lavoro flessibile, inclusivo e modulare che permetterà di aggiungere in futuro nuove aree di studio e partner”. Uno sforzo che si basa sulla nota importanza che il Paese assegna all’innovazione, sostenendola: “I finanziamenti per l’innovazione in Israele sono sempre disponibili, lo sono stati anche anche durante il CoViD- spiega Cohen- per l’innovazione tecnologica a tutti i livelli partendo da Ricerca&Sviluppo, con una spesa che è la più alta pro capite nei Paesi OCSE, questo è il nostro approccio”.

Tra i settori che affronta DeserTech c’è il tema della polvere e della sabbia, che si lega a clima e salute, con l’esposizione al particolato che riguarderà sempre più persone a causa dell’emergenza climatiuca e della desertificazione crescenti. “Nel sud di Israele, soggetto a frequenti tempeste di sabbia, si stanno portando avanti ricerche rivoluzionarie, e con i dati sanitari relativi alle popolazioni esposte raccolti dagli ospedali, oltre a quelli dei sensori ambientali, si sta creando un database che consente un alto livello di precisione nelle ricerche sulle patologie collegate all’esposizione prolungata e estesa alla polvere, oltre allo sviluppo dei temi.

LE SFIDE DI DESERTECH

“A DeserTech sono quattro le principali sfide alle quali stiamo cercando soluzione: condizioni meteorologiche estreme, scarsità di acqua, degradazione del suolo e la vita delle comunità in aree remote e marginali“, spiega Sinai Gohar Barak, responsabile dello Sviluppo dell’ecosistema della comunità di ricerca. Per quel che riguarda le condizioni meteorologiche estreme, come noto “nel deserto si manifestano escursioni termiche rilevanti e stiamo lavorando su soluzioni molto interessanti che riguardano i materiali di costruzione che si possono usare per ridurre l’energia consumata” nel raffrescamento, spiega Gohar Barak, “diversi materiali con proprietà e caratteristiche uniche, lavoriamo anche a sistemi a funzionamento solare, mentre una società è impegnata sull’uso di nanotecnologie, applicabili a ogni materiale da costruzione”, sempre per il risparmio energetico, “con quattro brevetti in arrivo”.

Per la scarsità di acqua si studiano “soluzioni per limitarne l’uso– prosegue la ricercatrice- con sensori che possono rilevare l’umidità del suolo vicino alle radici, inviando dati a un’applicazione che usa il coltivatore, permettendo così di calcolare esattamente l’ammontare necessario di acqua, consentendone il risparmio”, sistemi di irrigazione di precisione insomma. Sul fronte della degradazione del terreno si studia l’applicazione di pannelli fotovoltaici, essendo il sole la fonte rinnovabile preferita nel deserto: “sui campi agricoli, possono essere usati per limitare il degrado del suolo e l’ombra che forniscono può essere cruciale per la produzione di cibo nel deserto”, dice Gohar Barak. Per la la vita delle comunità in aree remote e marginali “si studia la disinfezione dell’acqua con luci ultraviolette, per renderla potabile, una soluzione interessante, facile da installare e mantenere- dice la ricercatrice- una tecnologia che già esiste, e stiamo studiando come renderla commerciabile”.

 fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it». Roberto Antonini