Il presidente del Cnel, Tiziano Treu: “Urgenti linee guida su giovani e donne, taglio Irap rischia di pregiudicare risorse dalle Regioni alla sanitร ”
ROMA โ Dopo tre ore di riunione รจ terminato anche il secondo round al Mef tra il ministro Daniele Franco e i responsabili dei partiti chiamati al confronto sul taglio delle tasse. In manovra il governo ha messo sul piatto 8 miliardi da distribuire tra lavoratori e imprese. Lโintenzione sembrerebbe quella di ripartire il taglio cosรฌ: 6 miliardi al cuneo dei lavoratori e 2 alle imprese.
Al vertice cโรจ stata una nuova illustrazione delle simulazioni realizzate dai tecnici del Tesoro sugli eventuali impatti, a secondo delle platee prese in considerazione. Si ragiona comunque su un taglio di aliquota sia dellโIrpef che dellโIrap.
Per lโIrpef il Mef ha portato diversi dati e altri sono attesi al prossimo incontro, giร fissato per giovedรฌ alle 8. Nel riordino degli scaglioni si vorrebbe privilegiare il ceto medio, in sostanza i redditi che vanno da 30 a 50 mila euro. Quindi al centro del dibattito non puรฒ che esserci lโaliquota del 38%.
Quanto allโIrap le opzioni sono essenzialmente tre: intervento verticale su singole categorie; orizzontale per tutti con un tetto di fatturato; misto, con paletti. Al tavolo di questa mattina, oltre al ministro Franco, erano presenti: Laura Castelli (M5s), Maria Cecilia Guerra (Leu), Luigi Marattin (Iv), Gilberto Pichetto Fratin (Fi), Alberto Bagnai (Lega) e Antonio Misiani (Pd).
TREU (CNEL): OK IMPOSTAZIONE ESPANSIVA, MA DEBOLE SU GIOVANI, DONNE E FISCO
โApprezziamo lโimpostazione espansiva della manovra, costruita su prospettive nuove rispetto al passato che derivano da un quadro di condizioni impostate sul PNRR, una capacitร di investimento inedita per il Paese. Abbiamo, perรฒ, rilevato che il tema giovani รจ oggetto di scarsa attenzione, a conferma di come una strategia di contrasto alla gravissima crisi demografica in atto nel Paese non riesca ad imporsi come direttrice dello sviluppo. In merito alla clausola โgiovani e donneโ, รจ urgente varare le linee guida, condizione necessaria per unโapplicazione effettivaโ. Ad affermarlo รจ il presidente del CNEL Tiziano Treu, nel corso dellโaudizione odierna nelle Commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato sul disegno di legge di Bilancio.
โNon puรฒ aversi sostenibilitร della crescita senza creazione di piรน lavoro stabile, soprattutto nei settori decisivi per il futuro, quelli dei white jobs e dei green jobs, in particolare per il segmento femminile del mercato. Gli investimenti devono fare riferimento esplicito agli obiettivi occupazionali nonchรฉ al rispetto delle clausole contenute nei CCNL come condizione di equitร per i lavoratori โ si legge nella memoria depositata โ Il CNEL condivide lโimpostazione espansiva della manovra, necessaria per accompagnare lโuscita dalla pandemia e per ricollocare finalmente il Paese su un sentiero di crescita, con un impatto sul PIL che il Governo calcola in un 4,7% per lโanno prossimo. Si tratta di un percorso in linea con la NADEF, con lโappostamento di ingenti risorse. Non puรฒ non apprezzarsi la quantitร , senza precedenti, delle risorse destinate agli investimenti, la sola variabile capace di attivare quel circuito virtuoso del quale il Paese necessita da decenniโ.
โOccorre tuttavia prudenza nel valutare i segnali positivi che sono presenti nella manovra, e ciรฒ per varie ragioni. Innanzitutto, per come si evolverร il processo di rientro nei parametri del Patto di stabilitร , anche alla luce delle recenti aperture dei vertici della Commissione europea sulla necessitร di adeguare gli assetti istituzionali dellโUnione al contesto socioeconomico emerso dalla pandemia e alle sfide della transizione ecologica e il benessere sociale. Per un Paese gravato da un debito enorme, il tema del rientro nei parametri e della connessa, auspicata revisione degli stessi appare centrale โ si legge ancora nel testo โ Il CNEL sottolinea come un notevole elemento di novitร della manovra allโesame consista nellโaffidare il rientro del debito alla dinamica della crescita, piuttosto che a misure correttive. Si tratta di una benvenuta โrotturaโ rispetto agli anni precedenti la pandemia, quando il sistema di controllo del debito si basava su misure contenitive in un contesto caratterizzato da deflazione, bassa crescita e indebolimento della domandaโ.
Per il CNEL, โIl disegno di legge in esame contiene misure che danno la prioritร alla โcrescita di qualitร , attenta alla sostenibilitร e allโequitร โ. La manovra, mettendo in moto una crescita strutturale, consentirebbe di mettere mano a squilibri storici del Paese: il debito pubblico, lโinadeguatezza delle prestazioni sociali, lโiniquitร del sistema tributario, e quasi 20 anni di lento declino: nel periodo 2000-2019 il PIL reale รจ cresciuto in Italia del 4,4% (0,23% medio lโanno), mentre nellโarea euro del 26% e nella UE del 32% (1,7% lโanno). Mentre il PIL pro-capite cresceva del 18% nellโarea euro (e del 26% nella UE), in Italia esso scendeva dello 0,8%. Dati che fanno capire non solo la necessitร di un cambio di passo, ma come la performance di crescita del Paese vada rapportata al benchmark europeo. Non puรฒ essere sufficiente lโobiettivo di tornare ai livelli del 2019 e recuperare la mancata crescita del 2020. Lo straordinario momento post-pandemia deve servire per riagganciare il nostro PIL pro-capite a quello medio UEโ.
โCriticitร suscitano i temi delle riforme sollecitate dalle Parti sociali. Un primo punto riguarda il fisco, qui il disegno di legge opera un rinvio, destinando 8 mld alla riduzione della pressione fiscale, con un intervento su IRPEF e IRAP ma senza indicare come intervenire sulle due imposte. Gli 8 mld stanziati, peraltro ripartiti su due imposte, non paiono sufficienti a realizzare una riforma strutturale dellโIRPEF, che รจ il vero nodo della riforma nonchรฉ il campo di elezione di interventi che coniugano equitร e sostenibilitร . Un intervento radicale sullโIRPEF appare necessario in unโottica di sostegno al potere dโacquisto delle famiglie di lavoratori e pensionati, mentre operazioni sullโIRAP rischiano di pregiudicare le risorse che le Regioni destinano alla sanitร e di drenare risorse a una riforma del fisco di cui beneficerebbe lโintera collettivitร . Occorre unโoperazione di razionalizzazione dei trasferimenti, in conto corrente e capitale, alle imprese, che vanno ricondotti a un disegno ordinato e coerente di politica industrialeโ, continua il CNEL.
โIn materia di ammortizzatori sociali, la manovra chiude la serie di interventi susseguitisi durante la fase emergenziale, ma la materia richiede interventi organici su un sistema che negli anni si รจ frammentato e che va semplificato.ย Positiva รจ la tendenza allโuniversalitร delle tutele, come anche il riconoscimento di incentivi alle aziende che fanno meno ricorso alla CIG, ma occorre evitare complicazioni burocratiche.ย Insufficiente appare la quantitร di risorse previste per gli ammortizzatori, mentre preoccupa lโaumento del costo del lavoro dovuto allโincremento di aliquote per aziende e lavoratori. Per quanto riguarda gli ammortizzatori in caso di disoccupazione involontaria, il CNEL valuta insufficiente lโintervento sulla Naspi volto a diminuire gli effetti del cosiddetto dรฉcalage, che andrebbe fatto partire dopo i primi 12 mesi di indennitร . Positivo il nuovo sistema di calcolo per la DIS-COLL come pure lโaumento della durata, ma รจ sproporzionata lโapplicazione di una aliquota uguale a quella dovuta per la Naspi. Lโintervento sulย reddito di cittadinanzaย รจ positivamente ricondotto, da strumento di politica attiva, nellโalveo delle politiche di contrasto alla povertร , anche se disegnato piรน in unโottica di riduzione della platea di beneficiari che di contrasto degli abusiโ, si legge infine nel testo.
fonte ยซAgenzia DiREยป e lโindirizzo ยซwww.dire.itยป













